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Reggio Calabria, Dirigenti e Politici dovranno pagare 3,6 milioni di euro?

di CONSOLATO MINNITI - Reggio Calabria 11 settembre 2013 - E se questa volta lo Stato mettesse le mani nelle tasche di politici e dirigenti e non in quelle dei cittadini, già vessati da tributi schizzati alle stelle? A Reggio Calabria sembra che le cose possano andare veramente così. Almeno stando a quanto la commissione straordinaria, insediatasi dopo lo scioglimento del consiglio comunale per contiguità mafiosa, sta portando avanti da qualche mese a questa parte. Nella giornata di ieri (martedì 10 settembre, ndr), infatti, è stata notificata una messa in mora nei confronti di politici e dirigenti ai quali il Comune chiede una somma piuttosto cospicua: 3,6 milioni di euro. Che, se saranno provate le responsabilità contestate, dovrà essere pagata solidalmente da tutti i destinatari.

Il "caso Fallara", dunque, dall'aspetto penale, sta allargandosi repentinamente a quello contabile, provocando non pochi mal di pancia in coloro i quali hanno spinto i bottoni del potere nelle stanze di palazzo San Giorgio, nell'ultimo decennio.

A ricevere questa nuova e durissima tegola, infatti, sono: l'ex sindaco ed oggi governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, l'ex vicesindaco, oggi presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, nonché gli ex assessori dell'epoca Candeloro Imbalzano, Vincenzo Sidari, Michele Raso, Francesco Sarica, Giovanni Bilardi, Antonella Freno, Clotilde Minasi, Rocco La Scala, Pasquale Orazio Zito, Antonio Caridi, Amedeo Canale, Sebastiano Vecchio e Demetrio Porcino.

Nell'elenco non vi sono soltanto i politici, ma pure importanti dirigenti come Franco Zoccali, Giuseppe Nicita ed Umberto Nucara.

Nella lista figurano anche gli ex revisori dei conti Carmelo Stracuzzi, Domenico Marturanoe Ruggero Ettore De Medici.

A completare il quadro vi sono i dirigenti pro tempore" Serena Angioli, Demetrio Barreca, Francesco Barreca, Marcello Cammera, Patrizia Cianci, Pasquale Crucitti, Francesca Ciccolo, Mario Foti, Adelaide Marcianò, Carmelo Nucera, Loredana Pace, Igor Paonni, Pietro Praticò, Alfredo Priolo, Saverio Putorti, Concettina Siciliano, Maria Luisa Spanò, Fedora Squillaci, Carmela Stracuzza, Egidio Surace, Adriana Taglieri e Fabrizio Veneziano.

Ma perché i commissari chiedono 3,6 milioni di euro addirittura a 43 persone? Per la politica non è difficile immaginarlo. Le persone in elenco sono tutte firmatarie delle delibere incriminate", ossia la 460/2009 e la 114/2010. La terna non fa sconti e, nell'atto notificato, parte proprio dalla relazione degli ispettori del ministero delle Finanze, ossia quella che ha poi certificato l'esistenza di un disavanzo da 170 milioni di euro nell'ambito del "caso Fallara". Ebbene, in quell'elaborato erano emerse alcune irregolarità ed anomalie riguardanti la quantificazione del fondo per il personale dirigente che si concretizzavano: in una illegittima determinazione del monte salari da utilizzare quale base di calcolo per l'inserimento nel fondo degli incrementi previsti dall'articolo 4 della legge 14-052007; nell'indebito incremento delle risorse decentrate sulla base dell'articolo 26, comma 3, del Ccnl 23-12-1999, in difetto dei presupposti richiesti dalla normativa contrattuale; nella non corretta inclusione di risparmi provenienti dagli esercizi precedenti.

La nota della ragioneria generale dello Stato affidava al Comune ogni iniziativa tesa all'eliminazione delle criticità rilevate nella relazione.

E a questo punto, pare proprio che palazzo San Giorgio si sia mosso seriamente. «A seguito di detta relazione — si legge nell'addebito notificato ieri — è stata condotta da parte di questa amministrazione un'accurata e complessa attività istruttoria, relativamente a ciascun rilievo rappresentato dagli ispettori ministeriali, al fine di disporre di idonei e documentati elementi di giudizio strumentali all'avvio delle procedure di legge per la ripetizione delle somme indebitamente corrisposte, con riguardo agli istituti per i quali verrà, nelle sedi competenti, dimostrata la fondatezza delle osservazioni ministeriali».

In sostanza, dalla terna si fa presente che saranno attivati tutti gli strumenti per il recupero delle somme. E la comunicazione notificata ieri, tra l'altro, interrompe ufficialmente i termini di prescrizione per il recupero del denaro. L'ammontare della cifra richiesta a politici e dirigenti ammonta precisamente a 3.659.665,73 euro, soldi erogati «indebitamente in difetto dei presupposti richiesti dalla normativa vigente». La comunicazione, che reca la firma del segretario generale Pietro Emilio e della dirigente agli affari generali Loredana Pace, spiega anche che ciascuno dei destinatari, «in considerazione della natura delle azioni e/o omissioni dalle quali è derivata l'indebita erogazione delle somme», è responsabile in solido.

Cosa succederà adesso? L'incartamento viaggerà spedito verso la sede della procura della Corte dei Conti che esaminerà il tutto e deciderà se attivare un procedimento dinnanzi alla Corte stessa che potrebbe condannare i 43 soggetti (o parte di essi) al pagamento di 3,6 milioni di euro. Soldi ai quali, da quel che si percepisce, il Comune di Reggio Calabria non intende assolutamente rinunciare. Il "caso Fallara", insomma, riserverà ancora non poche sorprese.

Fonte L'Ora della Calabria a firma di Consolato Minniti

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