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Napolitano nomina Giuliano Amato giudice costituzionale.

 Giuliano Amato e Giorgio Napolitano.
Lo ha nominato Giorgio Napolitano con decreto. Fa parte delle prerogative del Capo dello Stato scegliere cinque dei quindici 'giudici delle leggi'''.

ROMA, 12 Settembre 2013 - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "con decreto in data odierna, ha nominato ai sensi dell'art. 135 della Costituzione, Giudice della Corte Costituzionale il Professore Giuliano Amato".

Fa parte delle prerogative del Capo dello Stato scegliere cinque dei quindici 'giudici delle leggi'''.

"Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano con decreto in data odierna - si legge nella nota del Quirinale - ha nominato ai sensi dell'art. 135 della Costituzione, Giudice della Corte Costituzionale il Professore Giuliano Amato, in sostituzione del Professor Franco Gallo, il quale cessa dalle sue funzioni di Giudice e di Presidente della Corte Costituzionale il prossimo 16 settembre.

Il decreto è stato controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Onorevole Dottor Enrico Letta. Della nomina del nuovo Giudice Costituzionale il Capo dello Stato ha dato comunicazione al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati e al Presidente della Corte Costituzionale".

Cazzola, Amato ottima scelta  - "La nomina di Giuliano Amato alla Consulta non è solo il giusto riconoscimento per una personalità di grande intelligenza, cultura ed esperienza maturata, ad altissimo livello, in tutte le occasioni in cui è stato chiamato a servire il Paese. Questa nomina del presidente della Repubblica rende onore al Paese e dimostra una volta di più che, con Giorgio Napolitano, l'Italia è in buone mani".

Lo dichiara, in una nota, Giuliano Cazzola, dirigente nazionale di Scelta civica per l'Italia. "Io ho avuto la fortuna di conoscere già alcuni decenni orsono Giuliano Amato e di collaborare con lui, imparando ad apprezzarne le qualità. Con il suo ingresso alla Consulta sento valorizzato un pezzo di un'Italia migliore che mi appartiene, quando a fare politica non erano i saltimbanchi, i giovani turchi, gli studenti fuori corso o quant'altro 'passa il convento' in questi anni difficili", conclude Cazzola.

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