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Lunedi 9 sett. Tavola Rotonda 'Sc-attiva', Workshop su 'miti e didattica attiva', e Il Mito del Mammut


lunedì 9 settembre 2013, ore 9.00 - 13.30
il Centro Territoriale Mammut di Scampia organizza
la tavola rotonda "ScAttiva, incontri conviviali per la scuola attiva"
presso la Sala Conferenze del Servizio Educativo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli
a seguire, ore 15,00 – 19,30 , Workshop di approfondimento su etnoclinica, miti e didattica attiva con Giulia Valerio psicoterapeuta junghiana (a numero chiuso e previa iscrizione),
presso Centro Territoriale Mammut, piazza Giovanni Paolo II, Scampia, Napoli
Sc-attiva segna l'inizio del nuovo anno di sperimentazione pedagogica e sociale del Centro Territoriale di Scampia, al settimo anno di attività.
L'incontro sarà il primo di cinque giornate di ricerca collettiva rientranti nel "Mito del Mammut VII edizione", il gioco nazionale di teatro quartiere che quest'anno ha scelto come tema la porta e i miti di passaggio.
La giornata del 9 settembre, consistente in una tavola rotonda nella mattina al Museo Nazionale di Napoli e in un workshop nel pomeriggio nei locali Mammut di Scampia, è organizzata in collaborazione con l'assessorato al Welfare e con l'Assessorato alla Scuola e Istruzione del Comune di Napoli.
A Sc-attiva si sono dati appuntamento insegnanti, educatori, medici, psicologi di Scampia, Bagnoli, Ferrovia e di altri quartieri e periferie campane, come Castel Volturno e Parete, ma anche di altre città come gli operatori Asinitas e CEMEA di Roma e la psicologa Giulia Valerio di Verona. "Maestri" che ancora non hanno rinunciato a portare avanti la pedagogia attiva dove l' apprendimento avviene a partire da esperienza diretta e affettività, nel tentativo di fare della scuola e della città un posto da cui nessuno abbia più voglia di fuggire.
Il medico di Bagnoli che tenta di salvare gli ex terreni Nato dalla speculazione edilizia condividerà la discussione con la maestra di Scampia che è ricorsa a prestigitazione, castelli e draghi per insegnare ai suoi bambini le proprietà dell'acqua; la dirigente di Chiaiano che vuole fare della sua scuola una comunità d'eccellenza scambierà conoscenze con lo psicologo di CastelVolturno che cerca di fare dell'insegnamento possibilità di incontro tra bianchi e neri anche grazie al rugby.
Saranno loro, insegnanti e operatori di base, a diventare per un giorno "gli esperti" e "le autorità", facendo di Sc-attiva nuova occasione di incontro tra chi, malgrado tagli e mala amministrazione, è riuscito a far resistere la scuola che vorremmo, anche al riparo da televisioni e autorità invadenti.
Programma della tavola rotonda – ore 9.00/13,30
-Acqua e Magia
Rossana Sanges e Maria Chiummariello - docenti scuola primaria, 5° Circolo Didattico "Eugenio Montale" (Scampia, Napoli)
- Attraverso la linea d'ombra. Camminare insieme verso il centro territoriale
Filippo Mondini, educatore – Associazione Casa del Bambino, Castel Volturno (Ce)
-L'edutainment, un'esperienza di apprendimento attraverso il gioco per sviluppare coinvolgimento affettivo e motivazione alla conoscenza
Elvira Quagliarella - docente scuola primaria - "Virgilio 4" (Scampia, Napoli)
-Chi la fa l'aspetti!
Carmela De Lucia - docente scuola primaria, I.C. 58° "J.F. Kennedy"(Scampia, Napoli)
-La bilancia matematica: un'esperienza d'insegnamento
Angela Cataldo e Salvatore Sarnataro – insegnanti scuola primaria
-La Didattica Laboratoriale Scientifica. Un approccio efficace per la socializzazione, la convivenza civile, l'apprendimento.
Silvana Casertano, dirigente scolastico e Carmen Bergamasco, docente scienze e matematica scuola secondario di 1° grado - I.C. "28° Giovanni XXIII – Aliotta" (Chiaiano, Napoli)
-Dalla Nato all'utopia contadina.
Gianni Grasso, medico operatore sociale – Associazione Thomas Sankara e Comitato San Laise (Bagnoli, Napoli)
-Esploratori in tempo di pace. La frontiera come soglia
Piergiorgio Manco, educatore - Centro Hurtado (Scampia, Napoli)
- L'armonia dei colori: luce, colore, visioni. Un'esperienza nella scuola primaria. Patrizia Salluzzo, docente scuola primaria - IC 73 Michelangelo Ilioneo, plesso Madonna Assunta (Bagnoli, Napoli)
-Racconti a Rovescio
Luca Fiore e Marco Viscardi – docenti lingua italiana L2 Aps "Garibaldi 101"
-Alfabetizzazione e analfabetizzazione itinerante
Fulvio Battista, docente lingua italiana L2 – CTP I.C. "83 Porchiano-Bordiga" (Ponticelli, Napoli)
-Il bambino frammentato
Giacomo Zampella, docente scuola primaria e psicologo - Scuola unitaria del primo ciclo d'istruzione I.C. "Ilaria Alpi" e "Carlo Levi" (Scampia, Napoli)
-In mezzo al mare
Marco Marino – docente scuola secondario di 1° grado
-La psicologia a scuola come porta di libertà. Un approccio all'etnoclinica
Giulia Valerio – psicoterapeuta junghiana, Associazione MetisAfrica, Verona
-Porta Universo. La città, la scuola. E l'arte.
Riccardo Dalisi – urbanista e designer
-Fare ricerca
Ciro Minichini – ricercatore, Università degli studi di Napoli Federico II Dipartimento di Scienze Fisiche
- Hapy hour a Scampia, Presentazione del video-racconto della VI edizione del Mito Mammut
Produzione Figli del Bronx, Operatore Sergio Panariello, Montaggio Gianni Alfano
- Saluti istituzionali: Roberta Gaeta - Assessore al Welfare e Annamaria Palmieri – Assessore alla Scuola e Istruzione del Comune di Napoli
Conduce l'incontro Giovanni Zoppoli – Centro Ricerche Mammut
Info e iscrizione: mammut.napoli@gmail.com , 3385021673/3394050924
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Sc-Attiva è organizzata dal Centro territoriale Mammut nell'ambito del "Mito del Mammut 2013/14"
in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Sociali e con l'Assessorato all'Istruzione del Comune di Napoli
ed è promossa:
dalle scuole: I.C. 58° "J.F. Kennedy"(Scampia, Napoli); 5° Circolo Didattico "Eugenio Montale" (Scampia, Napoli); I.C. "Virgilio 4" (Scampia, Napoli); la Scuola unitaria del primo ciclo d'istruzione I.C. "Ilaria Alpi" e "Carlo Levi" (Scampia, Napoli); I.C. "28° Giovanni XXIII – Aliotta" (Chiaiano, Napoli), CTP I.C. "83 Porchiano-Bordiga" (Ponticelli, Napoli);
dalle associazioni: "Casa del Bambino" – Castel Volturno (Ce); APS "Garibaldi 101" – (zona ferrovia, Napoli); Thomas Sankara – Comitato San Laise (Bagnoli, Napoli); Associazione "Semi di laboratorio" c/o Ospedale Annunziata (Napoli).
Si ringrazia il Servizio Educativo della Soprintendenza Speciale per i Beni
Archeologici di Napoli e Pompei che ospita l'iniziativa.


Tavola rotonda 'Sc-attiva, incontri conviviali per una scuola attiva' che si terrà Lunedì  9 settembre 2013 presso il Servizio educativo del Museo Archeologico di Napoli dalle ore 9.00  alle 13.30.

 Il pomeriggio si prosegue con un Workshop su etnoclinica, miti e didattica attiva condotto da Giulia Valerio - psicoterapeuta junghiana,  che si svolgerà a Piazza Giovanni Paolo II ore 15.00-19.30, per prendervi parte è necessario iscriversi essendo a numero chiuso.

Questa giornata segna l'inizio di un nuovo anno di attività del Centro Territoriale Mammut, che in continuità con quelli precedenti, vede al centro delle sue proposte educative l'intreccio tra educazione, didattica e spazio pubblico, nella realizzazione di una ricerca condivisa tra docenti, educatori, associazioni, gruppi informali, scuole d'italiano per migranti, bambini, ragazzi, adulti al interno della VII Edizione del gioco di teatro quartiere 'Il mito del Mammut' a cui vi invitiamo a partecipare!!

Associazione di Promozione Sociale Compare

C.F. 94202030634 – P.IVA 06239421214

Piazza Giovanni Paolo II n° 3/6 – 80144 Napoli

Tel. 081/ 7011 674 Fax 081/ 1980 4640

Web: www.mammutnapoli.org Email: aps.compare@gmail.com

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Mito del Mammut 2013/14 – VII edizione

Il Centro territoriale Mammut è lieto di invitarvi a partecipare alla VII edizione de Il

Mito del Mammut.

Il Mito del Mammut è un gioco, dove teatro e tradizione popolare s'intrecciano con la

ricerca didattica e pedagogica. È finalizzato sia al miglioramento della didattica nella

scuola che alla valorizzazione di spazi pubblici della città.

Il gioco rientra nella più generale programmazione didattica/sociale del Centro di

Scampia, avendo come finalità il proseguimento della sperimentazione attorno al

"metodo Mammut" avviata nel 2007 assieme ad altre regioni italiane.

I. Mito VII

Un'inchiesta al di là

La scuola è il luogo dove ciascun individuo (docente, alunno, personale non docente,

dirigente…) dovrebbe trovare l'occasione di crescita. È il luogo per eccellenza della

formazione del carattere e delle possibilità per contribuire al miglioramento anche della

vita sociale. Molti sono gli autori che hanno messo in evidenza come la pedagogia

debba porsi prima di tutto il problema della formazione del cittadino di domani. Se

vogliamo che la città del domani sia una democrazia matura, dovremmo lavorare

perché l'alunno divenga capace di esserne parte. Oggi sappiamo ancora meglio che

l'alunno, ancor prima che membro della città futura, è cittadino della città di oggi. Che

quindi non si può pretendere di lavorare ad una società democratica, basata

sull'autoresponsabilizzazione più che su premi e castighi dall'esterno, sulla

connessione profonda con l'ecosistema come premessa al rispetto dell'ambiente,

sull'empatia e la coscienza civica come premessa per la giustizia sociale, se poi un

bambino è costretto a vivere metà della sua giornata nella mortificazione della natura

(un corpo segregato dietro al banco, attitudini e curiosità sacrificate in virtù di chissà

quali programmi e regole…), in un uno dei sistemi sociali più gerarchizzati e

all'insegna di autoritarismi spesso inspiegabili e di molte altre cose che sappiamo.

Contenuti questi scritti in programmi e circolari ministeriali, nei libri di testo per

sostenere esami e specializzazioni funzionali all'insegnamento: dunque niente di

rivoluzionario e dissidente.

Da sei anni tentiamo di contribuire alla realizzazione di queste modalità, non arrivando

come marziani dall'esterno ma potenziando le forze che all'interno delle scuole si

muovono in queste direzioni.

Anche con il bando del Mito Mammut del nuovo anno ci poniamo come finalità

prioritaria:

- liberare da formalismi, narcisismi e dal "progettificio" i contenuti della

pedagogia attiva, raggruppando semi di una scuola davvero nuova.

Il Mito del Mammut VII edizione vuole essere un esperimento di scrittura collettiva,

facendo delle sedi di ciascuna delle scuole e associazioni partecipanti un nodo della

sperimentazione.

Scuola e città

Se scuola e città non possono essere due concetti slacciati, è fondamentale che la scuola

prenda davvero in considerazione le potenzialità e le criticità che la società attraversa.

Evitando di impantanarsi in declamazioni divenute anch'esse concetti slegati dalla

realtà, perché slogan conformistici e privi della potenza di cambiamento.

L'insegnamento curriculare è spesso slegato dalla vita reale, contribuendo

probabilmente alla demotivazione all'insegnamento/apprendimento. Storia, geografia,

matematica, italiano hanno cioè ancora poco a che fare con l'esperienza del singolo

soggetto coinvolto nel processo. Contrariamente agli orientamenti pedagogici

prevalenti che indicherebbero di partire dall'esperienza.

Questo è avvenuto anche relativamente a molti percorsi di innovazione sociale, specie

quando le scuole vengono coinvolte all'interno di questi processi. Ci è capitato di

incontrare ragazzi che partecipano a incontri per la legalità e contro la camorra, urlanti

slogan sotto ai palchi con magliette gadget e poi, tornati a casa, ricominciare a fare

esattamente quello che facevano prima, a sostenere il capo clan e il prepotente di turno.

Non riuscendo in nessun modo a collegare slogan e contenuti di facciata con quelli

della propria vita reale.

Anche in questo senso perciò è fondamentale recuperare i connotati originali della

criticità sociale, senza conformismi e inchini al marketing. Agganciare l'esperienza e la

vita, nella didattica curriculare come nel cambiamento sociale, è insomma importante

oggi più che mai.

È per questo che ogni anno nello scegliere il tema (sfondo integratore) lo facciamo

tentando di agganciarsi alla specificità di quell'anno e di realizzare un atto collettivo di

trasformazione, perché quella criticità possa essere superata diventando occasione di

crescita collettiva.

E così anche per il tema di quest'anno.

Tra le novità c'è che la scuola che trasforma la città non si riferirà più solo agli spazi

urbani, ma anche ad altre parti importanti dell'organizzazione sociale: la sanità, le

poste, la democrazia… Da sei anni lavoriamo attorno alla bonifica di una piazza, oggi

vorremmo continuare con la bonifica dell'immaginario collettivo del cambiamento

sociale.

Criticità a scuola

Chiaramente non possiamo non collegare la nostra azione con le criticità più

specificamente scolastiche:

- elusione, evasione, dispersione

- mancanza di apprendimento che non sia puramente formale

- carenza personale, fondi, formazione

- deriva classi speciali

- privatizzazione del disagio scolastico

L'ipotesi attorno a cui lavoreremo con il Mito del Mammut 2013/14 è la seguente:

Aumentando motivazione intrinseca, fornendo più strumenti, riagganciando la

didattica all'esperienza, tramutando la competizione in cooperazione, trasformando

climi di classe e metodologia di lavoro e promuovendo una visione sistemica (famiglia,

quartiere, città. Necessità di tenere conto dell'intera sfera per poter migliorare anche

la didattica) è possibile ottenere buoni risultati in termini di riduzione dell'elusione e

evasione scolastica e dell'apprendimento sostanziale

Il tema dell'anno: la porta

Probabilmente il 2013 è stato l'anno di maggior picco relativamente alla crisi

internazionale. Un anno in cui hanno chiuso moltissime imprese piccole e grandi, in cui

in molti hanno fatto fatica ad arrivare alla fine del mese. Anno di panico anche per

quanto riguarda la salute pubblica, specie in Campania, con dati sconcertanti sul grado

di compromissione di acqua, aria, terra. Crisi a cui ha corrisposto una crescente

sfiducia nelle istituzioni e nella politica istituzionale, portando a chiudersi nel lamento,

nella rassegnazione, nell'immobilismo sociale. È su questa criticità che vogliamo

concentrare i nostri sforzi. Sottolineando non la "crisi" in sé, ma l'impantanamento,

l'incapacità ad immaginarsi un mondo migliore, a crederci, ad abbandonare la

sicurezza ormai in crollo e per andare oltre.

La porta ha un forte significato simbolico proprio per la sua capacità di aprirsi e

chiudersi, del fare entrare e uscire, del mettere in contatto e/o isolare.


Traslando il discorso sul piano mitologico, dedicheremo pertanto il prossimo anno della

nostra ricerca ai miti di trapasso, ai racconti che l'umanità si è data per lavorare attorno

all'archetipo del passaggio verso un altro mondo, che seppur sconosciuto, temuto e

angosciante, è assolutamente irrinunciabile al di là delle volontà individuali.

Nel più grande rispetto delle credenze e delle fedi di ciascuno, adottiamo un approccio

prevalentemente antropologico per prendere spunto dai modi che l'umanità ha

inventato nello spazio e nel tempo per spiegarsi il più grande dei passaggi, per

affrontare una ricerca molto materiale, storica, che ha che fare con l'organizzazione

sociale ed economica più che con il mondo dello spirito. E se lo facciamo è perché

vorremmo che fosse proprio l'immaginario collettivo a suggerire soluzioni creative per

il superamento di un presente inquietante e che sembra insuperabile.

Molti sono i temi riconducibili all'archetipo della porta: tra questi, l'incapacità a

lasciare andare la famiglia. Tema psicologico molto forte e riscontrato in molti dei

lavori fatti con i bambini. Porta, dunque, come uscita verso la società, capacità dei

genitori ad aprirla e dei figli ad uscirne. Tema che si incrocia con la crisi economica

perché è proprio questa che ne diviene complice: dai fatti più eclatanti e messi in luce

dai media dove i figli vanno via di casa ultra-quarantenni a temi meno noti (ad es. un

figlio invalido come garanzia di pensione).

Altro tema è appunto quello della scuola nuova: la porta verso la scuola che potrà

essere anche in maniera del tutto diversa da oggi.

Porta vuol dire molto anche per i numerosi africani di Castel Volturno che frequentano

il Mammut, e non solo per la difficoltà a varcare frontiere di nazioni sempre più

xenofobe.

La porta verso l'aldilà di questa terra che per noi coincide con l'utopia, con la

possibilità ad immaginarsi un modo di convivere oggi impensabile.

L'incapacità a lasciar andare il vecchio, l'attaccamento al passato anche se non piace e

se non va bene, per andare verso il nuovo, per affidarsi alla vita che continua a scorrere.

L'incapacità insomma a liberarsi di un presente ingiusto, perverso, che fa male e che è

evidentemente brutto, per paura di andare verso il nuovo.

Intercultura, storia, geografia, filosofia, religione, chimica, matematica, italiano… non

tardano a venire in mente i moltissimi intrecci che questo sfondo integratore fornisce a

chi vorrà intrecciarlo con la sua didattica ordinaria.

È una ricerca che ognuno deve decidere di voler condurre. Il Mammut dà un supporto

logistico organizzativo. Per il resto si tratta di una ricerca personale e di gruppo.

Associazione di Promozione Sociale Compare


II. Regolamento del gioco

L'iscrizione dovrà avvenire entro il 30 novembre 2013, inviando copia del modulo

allegato via mail all'indirizzo

mammut.napoli@gmail.com

Potranno partecipare scuole e agenzie educative di ogni ordine e grado.

La partecipazione è a titolo gratuito e senza oneri di alcun genere per nessuna delle

parti.

Il percorso

Ciascun partecipante si impegna a svolgere un percorso di ricerca sul tema dell'anno

all'interno del proprio contesto. Il percorso dovrà avere le seguenti caratteristiche:

Input e rinforzi

Alle prime 9 richieste di iscrizione validamente pervenute da parte di gruppi napoletani

(classi scolastiche o altro gruppo ma in ogni caso di massimo 30 bambini), i ricercatori

e i maestri d'arte del Mammut garantiranno un percorso laboratoriale gratuito,

finalizzato all'intreccio tra didattica curriculare e ricerca dell'anno.

Ulteriori richieste di supporto laboratoriale o di altro genere non contemplato in questo

bando potranno essere realizzate, ma non a titolo gratuito.

Le giornate potranno essere svolte all'interno della scuola stessa, nei locali del

Mammut in piazza Giovanni Paolo II o in altri spazi della città.

Ricerca

I docenti che vorranno iscriversi al Mito 2013/14 si impegnano a partecipare ad una

ricerca azione, tentativo di scrittura collettiva attorno alle possibilità di una scuola

attiva nel 2014. La ricerca è una co-ricerca, prima di tutto perché considera ricercatori

tanto i bambini quanto le loro famiglie, gli insegnanti e ricercatori professionali a vario

titolo coinvolti.

I prodotti

Prodotti del "Mito del Mammut VII" saranno:

a) Pubblicazione frutto del lavoro di scrittura collettiva

b) Opera collettiva frutto della progettazione di un maestro d'arte e design urbano e

realizzata dagli iscritti al gioco. Opera che verrà installata in maniera permanente

in piazza Giovanni Paolo II di Scampia.


c) Le opere, le installazioni e gli altri materiali prodotti da ciascun gruppo

partecipante al gioco.

Modalità di partecipazione

1) Tutti possono contribuire alla ricerca, anche senza nessuna modalità di iscrizione

preventiva:

- Inviando scritti, disegni, opere o altro materiale utile a ragionare attorno al tema

sfondo integratore dell'anno e alla relativa mappa di ricerca.

- Richiedendo uno dei supporti rientranti nella progettazione del Maestro d'arte ai

fini della realizzazione dell'installazione in piazza Giovanni Paolo II di cui

sopra.

- Partecipando ai convegni e agli altri momenti di formazione aperti

Esempio: una scuola o un'associazione che non hanno energie e competenze

autonome necessarie alla partecipazione all'intero percorso, potrà partecipare al

lavoro collettivo del Mito del Mammut facendo un percorso corrispondente alle

proprie esigenze/possibilità, condividendolo poi con tutti i partecipanti attraverso

la modalità più adeguata definibile in itinere con la segreteria organizzativa del

Mammut.

Tutti coloro i quali prenderanno parte con questa modalità al Mito VII, verranno

costantemente resi partecipi degli aggiornamenti, dei materiali e delle "scoperte"

progressive anche attraverso la pubblicazione sul Barrito on line e cartaceo.

2) Alle prime 9 domande di iscrizione al gioco aventi le caratteristiche richieste da

questo bando e per un target 6 e i 10 anni, l'equipe Mammut fornirà senza alcun

onere economico:

- supporto alla programmazione;

- affiancamento nelle fasi del percorso;

- tre giornate laboratoriali all'interno dei locali Mammut e/delle classi scolastiche;

- possibilità di partecipare alle attività del Centro Bambini (Officine dei piccoli

doposcuola, mattinate di scuola al Centro territoriale ecc.);

- supporto logistico-organizzativo volto alla promozione dell'incontro delle diverse

realtà in gara;

- assistenza logistica per la giornata finale maggio 2014.


3) Potranno inoltre partecipare scuole, associazioni e gruppi informali che lavorano con

persone di qualsiasi età e provenienza sociale: esse potranno prendere parte al gioco

impiegando risorse umane ed economiche proprie, a seconda della modalità prescelta e

concordata con l'equipe Mammut.

L'equipe Mammut potrà, quindi, garantire supporto nella progettazione e nella

realizzazione di percorsi laboratoriali e formativi specifici (come "la stanza di Merlino"

- descrizione allegata) anche ad ulteriori scuole e associazioni dove queste dispongano

delle risorse economiche e umane necessarie.

4) artisti, attori, registi, disegnatori, pittori, poeti, acrobati, mangiafuoco, psicologi,

ragionieri, ceramisti, prestigiatori, scienziati, meccanici, ciclofili, cinofili e… chiunque

abbia competenze e sensibilità utili alla realizzazione della ricerca dell'anno potrà

prendere parte alla VII edizione del Mito del Mammut.

Con ciascuno verrà concordata la migliore modalità di collaborazione.

Caratteristiche del percorso

1) Il percorso è aperto alle scuole, alle associazioni e alle altre agenzie educative che,

individuando uno spazio pubblico (giardino, monumento, piazza, strada, vicolo, etc.) o

un servizio pubblico (ufficio postale, presidio sanitario, servizio comunale specifico…)

bisognoso di cure e mutamento, decidano di occuparsene in termini migliorativi

nell'attivazione di altre componenti del quartiere e del resto della città (es: altre scuole,

associazioni, Municipalità, esercizi commerciali, etc.).

2) Lo spazio in oggetto, nel caso in cui si tratta di luogo fisico, può essere di pertinenza

dell'ente proponente, purché risulti accessibile alla cittadinanza tutta.

3) L'opera migliorativa e l'attivazione del quartiere potrà avvenire nei modi e nei tempi

che l'agenzia partecipante riterrà più opportuni. Potrà consistere in un abbellimento

permanente, in un'istallazione momentanea, in una mostra, in una performance o nelle

altre forme che l'agenzia educativa vorrà realizzare.

4) L'opera migliorativa di cui al punto 3, dovrà essere inserita all'interno della

programmazione didattico/educativa ordinaria dell'agenzia educativa.

5) Il percorso di ognuno dovrà essere caratterizzato da elementi di didattica afferente

alla pedagogia attiva, dovendo contenere segmenti riconducibili a:

- Modalità di produzione della conoscenza afferenti a ricerca e sperimentazione

- Ruolo del maestro come regia educativa

- Città come aula diffusa, dovendo prevedere almeno un'uscita fuori dall'aula

- Cooperazione


- Interdisciplinarietà

- Uso del corpo e di materiali volti potenziare creatività e espressività degli educandi.

- L'utilizzo di materiali di scarto e di riciclo.

- La trascrizione di un diario di bordo valorizzandone gli aspetti creativi, poetici,

artistici

8) il percorso dovrà prevedere ruolo attivo di ciascuno dei partecipanti, a qualsiasi

titolo coinvolti nel percorso

9) dovrà produrre una storia originale attorno allo "sfondo integratore" dell'anno.

Il materiale prodotto dovrà essere consegnato all'equipe Mammut periodicamente

secondo le indicazioni fornite progressivamente dall'equipe stessa.

10) Lasciare una traccia del percorso trasformativo. La traccia potrà essere un dipinto

appeso a una parete della scuola, come una scultura arborea su un'aiuola recuperata

dall'incuria, non essendo tanto importante la grandiosità dell'opera prodotta, quanto:

- la sua capacità di sintetizzare i contenuti del percorso svolto

- di durare nel tempo

- di invitare a riflettere passanti e curiosi sullo sfondo integratore dell'anno

Festa/laboratorio

Da settembre a maggio, per una volta al mese, verrà effettuata una festa laboratorio con

la funzione di lancio (nei mesi di settembre, ottobre, novembre) condivisione e

contributo all'andamento dei singoli percorsi (dicembre, gennaio, febbraio), chiusura

(marzo, aprile, maggio) all'interno delle scuole partecipanti e nella piazza Giovanni

Paolo II.

I docenti si impegnanti si impegnano a partecipare anche alle feste organizzate da altre

scuole.

Cooperazione educativa

Ai fini dell'elaborazione collettiva dell'esperienza e della ricerca attorno a modalità

rinnovate di fare scuola, i docenti che partecipano al Mito 2013/14 si impegnano a

portare il proprio contributo in termini di racconto di pratiche e/o relative rielaborazioni

teoriche, partecipando agli incontri di "Scattiva" (vedi descrizione nel paragrafo

apposito) che quest'anno avrà cadenza trimestrale. Gli incontri tra docenti "Scattiva" si

terranno nei mesi di settembre/dicembre/marzo/giugno.

I docenti si impegnano inoltre ad attivarsi al meglio per effettuare scambi effettivi con

gli altri educatori coinvolti.


La cooperazione sarà il criterio principale anche per l'assegnazione del premio in

questa VII edizione del Mito del Mammut come di seguito indicato.

Redazione pubblicazione di fine ricerca

Ciascuna scuola indicherà il nome di un referente di redazione, con la funzione di

sollecitazione e collettore relativamente a articoli e altri materiali utili alla redazione

della pubblicazione finale di ricerca.

Partecipazione alla giornata di gioco in piazza Giovanni Paolo II – Napoli, che si

terrà il giorno 6 maggio 2014 . La partecipazione potrà avvenire attraverso:

la presenza fisica dell'intero gruppo iscritto (allargabile anche ad altre classi della

stessa scuola) o di una sua rappresentanza.

Invio materiali secondo le indicazioni che varranno fornite.

Entro e non oltre il giorno 20 aprile 2014 dovrà essere fatto pervenire al centro

territoriale Mammut il pezzo di puzzle su cui è rappresentata la sintesi della narrazione

e del percorso svolto, e ogni materiale utile ai fini della valutazione del percorso (foto,

video, registrazioni audio, diari di bordo, disegni, report, sculture, scritti e altri

elaborati)

Valutazione.

Le opere e la documentazione prodotte verranno esaminate da una giuria appositamente

selezionata dal Mammut, che valuterà il percorso svolto da ciascun gruppo a partire

dalla documentazione prodotta dal gruppo stesso.

Il gioco finale.

Il gioco finale nella piazza consiste in una caccia al tesoro/spettacolo, frutto

dell'intreccio delle storie dell'anno, le scoperte e le invenzioni nate durante la

realizzazione del percorso di ciascuno dei gruppi partecipanti.

La competizione/cooperazione

Durante la giornata finale verrà premiato anche il vincitore dell'intero percorso Mito

2013/14. Quest'anno abbiamo scelto di premiare lo spirito di cooperazione, decidendo

di assegnare il premio "Mito del Mammut VII" alla scuola o ad altra agenzia educativa

che, avendo adempiuto a ciascuno dei criteri indicati per il percorso, avrà saputo

contribuire in maniera più incisiva ai percorsi svolti da uno altro gruppo.

Premiazione

Durante la giornata finale del 6 maggio verrà pertanto effettuata la premiazione:

- Del percorso svolto durante l'anno

Associazione di Promozione Sociale Compare


- Della caccia al tesoro/spettacolo.

Ai primi tre classificati di entrambe le gare verrà corrisposto un attestato e un premio

simbolico attinente ai contenuti del Mito 2013/14

III. Il Mito del Mammut: Come è nato?

Solo 6 anni fa piazza Giovanni Paolo II di Scampia (che a quel tempo aveva anche un

altro nome) appariva come "luogo del male" per eccellenza, con chiazze di sangue e

siringhe dappertutto, tracce degli unici frequentatori di questo enorme spazio pubblico

cittadino.

Attorno all'ardua impresa di trasformare questo luogo, nacque nel 2007 la prima

edizione del Mito del Mammut. Come passare dal caos/buio primordiale al mondo

nuovo? Assieme a scuole materne, medie e superiori, università, ludoteche, carceri,

centri di salute mentale e altri gruppi provenienti da regioni di Nord, Centro e Sud

Italia, cominciammo ad interrogare i cinque Continenti a partire dalle leggende

popolari e dai miti di creazione. Attorno alle scoperte e alle mille storie che ne

nacquero, sono stati più di cinquanta gli spazi trasformati, e oltre 10.000 tra bambini e

ragazzi coinvolti.

Ma serve a qualcosa?

Anche se il lavoro da fare resta lungo, anche la piazza Giovanni Paolo II è molto

cambiata, essendo diventata punto di riferimento per i tanti abitanti della città di ogni

età che vengono a trascorrerci quotidianamente una parte della propria vita (e senza

obbligo ma per libera scelta!).

Oltre ai molti riconoscimenti (quelli del Presidente della Repubblica, come dell'Ufficio

Nazionale Antidiscriminazioni Razziali - Unar, e la partecipazione a molti convegni di

pedagogia e urbanistica come il forum, il premio Dossetti per la Pace 2013…) è la

stessa piazza di Scampia a parlare chiaro. Quando sei anni fa proponevamo alle scuole

di partecipare al Mito del Mammut (offrendo loro la possibilità di svolgere all'

"interno" della scuola i laboratori condotti gratuitamente da maestri d'arte ed educatori

qualificati) in molti ci rispondevano, più o meno gentilmente, di non essere interessati.

A venire nella piazza… non parlarne nemmeno! Oggi svolgere una giornata di scuola

nei locali Mammut (proprio nella fantomatica piazza Giovanni Paolo II dove un tempo

nessuno avrebbe mai messo piede) è diventata proposta ambita, tanto che non

riusciamo a soddisfare le tante richieste che arrivano. Questo non per dire quanto il

Mammut è bravo e bello, ma per testimoniare la possibilità di migliorare parti della


città attraverso il cambiamento del modo stesso di fare scuola.

La metodologia

Il tentativo di dare seguito a modalità e ideali di autori quali Freinet, Dewey, Ward,

Michelucci ha insomma prodotto, a partire da Scampia, una metodologia basata sulla

scuola che diventa città e viceversa. Molti ne sono i racconti, oltre ai video e alle le

pubblicazioni (vedi il libro Come partorire un Mammut e non rimanere schiacciati

sotto, Marotta & Cafiero 2011).

Oggi il Mammut conduce percorsi di formazione finalizzati proprio all'incontro di

scuola e città anche in altre regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Sicilia) per agenzie

educative interessate alla metodologia sviluppata proprio a partire dal Mito del

Mammut.

IV. Schema sintetico del Mito VII

Le tappe del percorso del prossimo anno saranno pertanto le seguenti:

1) Redazione del bando di gioco e sua diffusione ad opera di un comitato promotore

2) Focalizzazione e condivisione delle criticità sociali e didattiche sulle quali si

intende lavorare

3) Elaborazione di una mappa di ricerca condivisa

4) Lancio sfondo integratore. Ricerca collettiva sull'immaginario archetipico

5) Costruzione di una storia collettiva

6) Formazione e scambio cooperativo

7) Raccolta e condivisione delle modalità didattiche innovative

8) Trasformazione spazi pubblici (fisici e non)

9) Messa in scena e rituale collettivo di mutamento

10) Convegno e pubblicazione finale

Il Centro territoriale Mammut – Napoli, 29 luglio 2013







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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862

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