Il pomeriggio si prosegue con un Workshop su etnoclinica, miti e didattica attiva condotto da Giulia Valerio - psicoterapeuta junghiana, che si svolgerà a Piazza Giovanni Paolo II ore 15.00-19.30, per prendervi parte è necessario iscriversi essendo a numero chiuso.
Questa giornata segna l'inizio di un nuovo anno di attività del Centro Territoriale Mammut, che in continuità con quelli precedenti, vede al centro delle sue proposte educative l'intreccio tra educazione, didattica e spazio pubblico, nella realizzazione di una ricerca condivisa tra docenti, educatori, associazioni, gruppi informali, scuole d'italiano per migranti, bambini, ragazzi, adulti al interno della VII Edizione del gioco di teatro quartiere 'Il mito del Mammut' a cui vi invitiamo a partecipare!!
Associazione di Promozione Sociale Compare
C.F. 94202030634 – P.IVA 06239421214
Piazza Giovanni Paolo II n° 3/6 – 80144 Napoli
Tel. 081/ 7011 674 Fax 081/ 1980 4640
Web: www.mammutnapoli.org Email: aps.compare@gmail.com
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Mito del Mammut 2013/14 – VII edizione
Il Centro territoriale Mammut è lieto di invitarvi a partecipare alla VII edizione de Il
Mito del Mammut.
Il Mito del Mammut è un gioco, dove teatro e tradizione popolare s'intrecciano con la
ricerca didattica e pedagogica. È finalizzato sia al miglioramento della didattica nella
scuola che alla valorizzazione di spazi pubblici della città.
Il gioco rientra nella più generale programmazione didattica/sociale del Centro di
Scampia, avendo come finalità il proseguimento della sperimentazione attorno al
"metodo Mammut" avviata nel 2007 assieme ad altre regioni italiane.
I. Mito VII
Un'inchiesta al di là
La scuola è il luogo dove ciascun individuo (docente, alunno, personale non docente,
dirigente…) dovrebbe trovare l'occasione di crescita. È il luogo per eccellenza della
formazione del carattere e delle possibilità per contribuire al miglioramento anche della
vita sociale. Molti sono gli autori che hanno messo in evidenza come la pedagogia
debba porsi prima di tutto il problema della formazione del cittadino di domani. Se
vogliamo che la città del domani sia una democrazia matura, dovremmo lavorare
perché l'alunno divenga capace di esserne parte. Oggi sappiamo ancora meglio che
l'alunno, ancor prima che membro della città futura, è cittadino della città di oggi. Che
quindi non si può pretendere di lavorare ad una società democratica, basata
sull'autoresponsabilizzazione più che su premi e castighi dall'esterno, sulla
connessione profonda con l'ecosistema come premessa al rispetto dell'ambiente,
sull'empatia e la coscienza civica come premessa per la giustizia sociale, se poi un
bambino è costretto a vivere metà della sua giornata nella mortificazione della natura
(un corpo segregato dietro al banco, attitudini e curiosità sacrificate in virtù di chissà
quali programmi e regole…), in un uno dei sistemi sociali più gerarchizzati e
all'insegna di autoritarismi spesso inspiegabili e di molte altre cose che sappiamo.
Contenuti questi scritti in programmi e circolari ministeriali, nei libri di testo per
sostenere esami e specializzazioni funzionali all'insegnamento: dunque niente di
rivoluzionario e dissidente.
Da sei anni tentiamo di contribuire alla realizzazione di queste modalità, non arrivando
come marziani dall'esterno ma potenziando le forze che all'interno delle scuole si
muovono in queste direzioni.
Anche con il bando del Mito Mammut del nuovo anno ci poniamo come finalità
prioritaria:
- liberare da formalismi, narcisismi e dal "progettificio" i contenuti della
pedagogia attiva, raggruppando semi di una scuola davvero nuova.
Il Mito del Mammut VII edizione vuole essere un esperimento di scrittura collettiva,
facendo delle sedi di ciascuna delle scuole e associazioni partecipanti un nodo della
sperimentazione.
Scuola e città
Se scuola e città non possono essere due concetti slacciati, è fondamentale che la scuola
prenda davvero in considerazione le potenzialità e le criticità che la società attraversa.
Evitando di impantanarsi in declamazioni divenute anch'esse concetti slegati dalla
realtà, perché slogan conformistici e privi della potenza di cambiamento.
L'insegnamento curriculare è spesso slegato dalla vita reale, contribuendo
probabilmente alla demotivazione all'insegnamento/apprendimento. Storia, geografia,
matematica, italiano hanno cioè ancora poco a che fare con l'esperienza del singolo
soggetto coinvolto nel processo. Contrariamente agli orientamenti pedagogici
prevalenti che indicherebbero di partire dall'esperienza.
Questo è avvenuto anche relativamente a molti percorsi di innovazione sociale, specie
quando le scuole vengono coinvolte all'interno di questi processi. Ci è capitato di
incontrare ragazzi che partecipano a incontri per la legalità e contro la camorra, urlanti
slogan sotto ai palchi con magliette gadget e poi, tornati a casa, ricominciare a fare
esattamente quello che facevano prima, a sostenere il capo clan e il prepotente di turno.
Non riuscendo in nessun modo a collegare slogan e contenuti di facciata con quelli
della propria vita reale.
Anche in questo senso perciò è fondamentale recuperare i connotati originali della
criticità sociale, senza conformismi e inchini al marketing. Agganciare l'esperienza e la
vita, nella didattica curriculare come nel cambiamento sociale, è insomma importante
oggi più che mai.
È per questo che ogni anno nello scegliere il tema (sfondo integratore) lo facciamo
tentando di agganciarsi alla specificità di quell'anno e di realizzare un atto collettivo di
trasformazione, perché quella criticità possa essere superata diventando occasione di
crescita collettiva.
E così anche per il tema di quest'anno.
Tra le novità c'è che la scuola che trasforma la città non si riferirà più solo agli spazi
urbani, ma anche ad altre parti importanti dell'organizzazione sociale: la sanità, le
poste, la democrazia… Da sei anni lavoriamo attorno alla bonifica di una piazza, oggi
vorremmo continuare con la bonifica dell'immaginario collettivo del cambiamento
sociale.
Criticità a scuola
Chiaramente non possiamo non collegare la nostra azione con le criticità più
specificamente scolastiche:
- elusione, evasione, dispersione
- mancanza di apprendimento che non sia puramente formale
- carenza personale, fondi, formazione
- deriva classi speciali
- privatizzazione del disagio scolastico
L'ipotesi attorno a cui lavoreremo con il Mito del Mammut 2013/14 è la seguente:
Aumentando motivazione intrinseca, fornendo più strumenti, riagganciando la
didattica all'esperienza, tramutando la competizione in cooperazione, trasformando
climi di classe e metodologia di lavoro e promuovendo una visione sistemica (famiglia,
quartiere, città. Necessità di tenere conto dell'intera sfera per poter migliorare anche
la didattica) è possibile ottenere buoni risultati in termini di riduzione dell'elusione e
evasione scolastica e dell'apprendimento sostanziale
Il tema dell'anno: la porta
Probabilmente il 2013 è stato l'anno di maggior picco relativamente alla crisi
internazionale. Un anno in cui hanno chiuso moltissime imprese piccole e grandi, in cui
in molti hanno fatto fatica ad arrivare alla fine del mese. Anno di panico anche per
quanto riguarda la salute pubblica, specie in Campania, con dati sconcertanti sul grado
di compromissione di acqua, aria, terra. Crisi a cui ha corrisposto una crescente
sfiducia nelle istituzioni e nella politica istituzionale, portando a chiudersi nel lamento,
nella rassegnazione, nell'immobilismo sociale. È su questa criticità che vogliamo
concentrare i nostri sforzi. Sottolineando non la "crisi" in sé, ma l'impantanamento,
l'incapacità ad immaginarsi un mondo migliore, a crederci, ad abbandonare la
sicurezza ormai in crollo e per andare oltre.
La porta ha un forte significato simbolico proprio per la sua capacità di aprirsi e
chiudersi, del fare entrare e uscire, del mettere in contatto e/o isolare.
Traslando il discorso sul piano mitologico, dedicheremo pertanto il prossimo anno della
nostra ricerca ai miti di trapasso, ai racconti che l'umanità si è data per lavorare attorno
all'archetipo del passaggio verso un altro mondo, che seppur sconosciuto, temuto e
angosciante, è assolutamente irrinunciabile al di là delle volontà individuali.
Nel più grande rispetto delle credenze e delle fedi di ciascuno, adottiamo un approccio
prevalentemente antropologico per prendere spunto dai modi che l'umanità ha
inventato nello spazio e nel tempo per spiegarsi il più grande dei passaggi, per
affrontare una ricerca molto materiale, storica, che ha che fare con l'organizzazione
sociale ed economica più che con il mondo dello spirito. E se lo facciamo è perché
vorremmo che fosse proprio l'immaginario collettivo a suggerire soluzioni creative per
il superamento di un presente inquietante e che sembra insuperabile.
Molti sono i temi riconducibili all'archetipo della porta: tra questi, l'incapacità a
lasciare andare la famiglia. Tema psicologico molto forte e riscontrato in molti dei
lavori fatti con i bambini. Porta, dunque, come uscita verso la società, capacità dei
genitori ad aprirla e dei figli ad uscirne. Tema che si incrocia con la crisi economica
perché è proprio questa che ne diviene complice: dai fatti più eclatanti e messi in luce
dai media dove i figli vanno via di casa ultra-quarantenni a temi meno noti (ad es. un
figlio invalido come garanzia di pensione).
Altro tema è appunto quello della scuola nuova: la porta verso la scuola che potrà
essere anche in maniera del tutto diversa da oggi.
Porta vuol dire molto anche per i numerosi africani di Castel Volturno che frequentano
il Mammut, e non solo per la difficoltà a varcare frontiere di nazioni sempre più
xenofobe.
La porta verso l'aldilà di questa terra che per noi coincide con l'utopia, con la
possibilità ad immaginarsi un modo di convivere oggi impensabile.
L'incapacità a lasciar andare il vecchio, l'attaccamento al passato anche se non piace e
se non va bene, per andare verso il nuovo, per affidarsi alla vita che continua a scorrere.
L'incapacità insomma a liberarsi di un presente ingiusto, perverso, che fa male e che è
evidentemente brutto, per paura di andare verso il nuovo.
Intercultura, storia, geografia, filosofia, religione, chimica, matematica, italiano… non
tardano a venire in mente i moltissimi intrecci che questo sfondo integratore fornisce a
chi vorrà intrecciarlo con la sua didattica ordinaria.
È una ricerca che ognuno deve decidere di voler condurre. Il Mammut dà un supporto
logistico organizzativo. Per il resto si tratta di una ricerca personale e di gruppo.
Associazione di Promozione Sociale Compare
II. Regolamento del gioco
L'iscrizione dovrà avvenire entro il 30 novembre 2013, inviando copia del modulo
allegato via mail all'indirizzo
Potranno partecipare scuole e agenzie educative di ogni ordine e grado.
La partecipazione è a titolo gratuito e senza oneri di alcun genere per nessuna delle
parti.
Il percorso
Ciascun partecipante si impegna a svolgere un percorso di ricerca sul tema dell'anno
all'interno del proprio contesto. Il percorso dovrà avere le seguenti caratteristiche:
Input e rinforzi
Alle prime 9 richieste di iscrizione validamente pervenute da parte di gruppi napoletani
(classi scolastiche o altro gruppo ma in ogni caso di massimo 30 bambini), i ricercatori
e i maestri d'arte del Mammut garantiranno un percorso laboratoriale gratuito,
finalizzato all'intreccio tra didattica curriculare e ricerca dell'anno.
Ulteriori richieste di supporto laboratoriale o di altro genere non contemplato in questo
bando potranno essere realizzate, ma non a titolo gratuito.
Le giornate potranno essere svolte all'interno della scuola stessa, nei locali del
Mammut in piazza Giovanni Paolo II o in altri spazi della città.
Ricerca
I docenti che vorranno iscriversi al Mito 2013/14 si impegnano a partecipare ad una
ricerca azione, tentativo di scrittura collettiva attorno alle possibilità di una scuola
attiva nel 2014. La ricerca è una co-ricerca, prima di tutto perché considera ricercatori
tanto i bambini quanto le loro famiglie, gli insegnanti e ricercatori professionali a vario
titolo coinvolti.
I prodotti
Prodotti del "Mito del Mammut VII" saranno:
a) Pubblicazione frutto del lavoro di scrittura collettiva
b) Opera collettiva frutto della progettazione di un maestro d'arte e design urbano e
realizzata dagli iscritti al gioco. Opera che verrà installata in maniera permanente
in piazza Giovanni Paolo II di Scampia.
c) Le opere, le installazioni e gli altri materiali prodotti da ciascun gruppo
partecipante al gioco.
Modalità di partecipazione
1) Tutti possono contribuire alla ricerca, anche senza nessuna modalità di iscrizione
preventiva:
- Inviando scritti, disegni, opere o altro materiale utile a ragionare attorno al tema
sfondo integratore dell'anno e alla relativa mappa di ricerca.
- Richiedendo uno dei supporti rientranti nella progettazione del Maestro d'arte ai
fini della realizzazione dell'installazione in piazza Giovanni Paolo II di cui
sopra.
- Partecipando ai convegni e agli altri momenti di formazione aperti
Esempio: una scuola o un'associazione che non hanno energie e competenze
autonome necessarie alla partecipazione all'intero percorso, potrà partecipare al
lavoro collettivo del Mito del Mammut facendo un percorso corrispondente alle
proprie esigenze/possibilità, condividendolo poi con tutti i partecipanti attraverso
la modalità più adeguata definibile in itinere con la segreteria organizzativa del
Mammut.
Tutti coloro i quali prenderanno parte con questa modalità al Mito VII, verranno
costantemente resi partecipi degli aggiornamenti, dei materiali e delle "scoperte"
progressive anche attraverso la pubblicazione sul Barrito on line e cartaceo.
2) Alle prime 9 domande di iscrizione al gioco aventi le caratteristiche richieste da
questo bando e per un target 6 e i 10 anni, l'equipe Mammut fornirà senza alcun
onere economico:
- supporto alla programmazione;
- affiancamento nelle fasi del percorso;
- tre giornate laboratoriali all'interno dei locali Mammut e/delle classi scolastiche;
- possibilità di partecipare alle attività del Centro Bambini (Officine dei piccoli
doposcuola, mattinate di scuola al Centro territoriale ecc.);
- supporto logistico-organizzativo volto alla promozione dell'incontro delle diverse
realtà in gara;
- assistenza logistica per la giornata finale maggio 2014.
3) Potranno inoltre partecipare scuole, associazioni e gruppi informali che lavorano con
persone di qualsiasi età e provenienza sociale: esse potranno prendere parte al gioco
impiegando risorse umane ed economiche proprie, a seconda della modalità prescelta e
concordata con l'equipe Mammut.
L'equipe Mammut potrà, quindi, garantire supporto nella progettazione e nella
realizzazione di percorsi laboratoriali e formativi specifici (come "la stanza di Merlino"
- descrizione allegata) anche ad ulteriori scuole e associazioni dove queste dispongano
delle risorse economiche e umane necessarie.
4) artisti, attori, registi, disegnatori, pittori, poeti, acrobati, mangiafuoco, psicologi,
ragionieri, ceramisti, prestigiatori, scienziati, meccanici, ciclofili, cinofili e… chiunque
abbia competenze e sensibilità utili alla realizzazione della ricerca dell'anno potrà
prendere parte alla VII edizione del Mito del Mammut.
Con ciascuno verrà concordata la migliore modalità di collaborazione.
Caratteristiche del percorso
1) Il percorso è aperto alle scuole, alle associazioni e alle altre agenzie educative che,
individuando uno spazio pubblico (giardino, monumento, piazza, strada, vicolo, etc.) o
un servizio pubblico (ufficio postale, presidio sanitario, servizio comunale specifico…)
bisognoso di cure e mutamento, decidano di occuparsene in termini migliorativi
nell'attivazione di altre componenti del quartiere e del resto della città (es: altre scuole,
associazioni, Municipalità, esercizi commerciali, etc.).
2) Lo spazio in oggetto, nel caso in cui si tratta di luogo fisico, può essere di pertinenza
dell'ente proponente, purché risulti accessibile alla cittadinanza tutta.
3) L'opera migliorativa e l'attivazione del quartiere potrà avvenire nei modi e nei tempi
che l'agenzia partecipante riterrà più opportuni. Potrà consistere in un abbellimento
permanente, in un'istallazione momentanea, in una mostra, in una performance o nelle
altre forme che l'agenzia educativa vorrà realizzare.
4) L'opera migliorativa di cui al punto 3, dovrà essere inserita all'interno della
programmazione didattico/educativa ordinaria dell'agenzia educativa.
5) Il percorso di ognuno dovrà essere caratterizzato da elementi di didattica afferente
alla pedagogia attiva, dovendo contenere segmenti riconducibili a:
- Modalità di produzione della conoscenza afferenti a ricerca e sperimentazione
- Ruolo del maestro come regia educativa
- Città come aula diffusa, dovendo prevedere almeno un'uscita fuori dall'aula
- Cooperazione
- Interdisciplinarietà
- Uso del corpo e di materiali volti potenziare creatività e espressività degli educandi.
- L'utilizzo di materiali di scarto e di riciclo.
- La trascrizione di un diario di bordo valorizzandone gli aspetti creativi, poetici,
artistici
8) il percorso dovrà prevedere ruolo attivo di ciascuno dei partecipanti, a qualsiasi
titolo coinvolti nel percorso
9) dovrà produrre una storia originale attorno allo "sfondo integratore" dell'anno.
Il materiale prodotto dovrà essere consegnato all'equipe Mammut periodicamente
secondo le indicazioni fornite progressivamente dall'equipe stessa.
10) Lasciare una traccia del percorso trasformativo. La traccia potrà essere un dipinto
appeso a una parete della scuola, come una scultura arborea su un'aiuola recuperata
dall'incuria, non essendo tanto importante la grandiosità dell'opera prodotta, quanto:
- la sua capacità di sintetizzare i contenuti del percorso svolto
- di durare nel tempo
- di invitare a riflettere passanti e curiosi sullo sfondo integratore dell'anno
Festa/laboratorio
Da settembre a maggio, per una volta al mese, verrà effettuata una festa laboratorio con
la funzione di lancio (nei mesi di settembre, ottobre, novembre) condivisione e
contributo all'andamento dei singoli percorsi (dicembre, gennaio, febbraio), chiusura
(marzo, aprile, maggio) all'interno delle scuole partecipanti e nella piazza Giovanni
Paolo II.
I docenti si impegnanti si impegnano a partecipare anche alle feste organizzate da altre
scuole.
Cooperazione educativa
Ai fini dell'elaborazione collettiva dell'esperienza e della ricerca attorno a modalità
rinnovate di fare scuola, i docenti che partecipano al Mito 2013/14 si impegnano a
portare il proprio contributo in termini di racconto di pratiche e/o relative rielaborazioni
teoriche, partecipando agli incontri di "Scattiva" (vedi descrizione nel paragrafo
apposito) che quest'anno avrà cadenza trimestrale. Gli incontri tra docenti "Scattiva" si
terranno nei mesi di settembre/dicembre/marzo/giugno.
I docenti si impegnano inoltre ad attivarsi al meglio per effettuare scambi effettivi con
gli altri educatori coinvolti.
La cooperazione sarà il criterio principale anche per l'assegnazione del premio in
questa VII edizione del Mito del Mammut come di seguito indicato.
Redazione pubblicazione di fine ricerca
Ciascuna scuola indicherà il nome di un referente di redazione, con la funzione di
sollecitazione e collettore relativamente a articoli e altri materiali utili alla redazione
della pubblicazione finale di ricerca.
Partecipazione alla giornata di gioco in piazza Giovanni Paolo II – Napoli, che si
terrà il giorno 6 maggio 2014 . La partecipazione potrà avvenire attraverso:
la presenza fisica dell'intero gruppo iscritto (allargabile anche ad altre classi della
stessa scuola) o di una sua rappresentanza.
Invio materiali secondo le indicazioni che varranno fornite.
Entro e non oltre il giorno 20 aprile 2014 dovrà essere fatto pervenire al centro
territoriale Mammut il pezzo di puzzle su cui è rappresentata la sintesi della narrazione
e del percorso svolto, e ogni materiale utile ai fini della valutazione del percorso (foto,
video, registrazioni audio, diari di bordo, disegni, report, sculture, scritti e altri
elaborati)
Valutazione.
Le opere e la documentazione prodotte verranno esaminate da una giuria appositamente
selezionata dal Mammut, che valuterà il percorso svolto da ciascun gruppo a partire
dalla documentazione prodotta dal gruppo stesso.
Il gioco finale.
Il gioco finale nella piazza consiste in una caccia al tesoro/spettacolo, frutto
dell'intreccio delle storie dell'anno, le scoperte e le invenzioni nate durante la
realizzazione del percorso di ciascuno dei gruppi partecipanti.
La competizione/cooperazione
Durante la giornata finale verrà premiato anche il vincitore dell'intero percorso Mito
2013/14. Quest'anno abbiamo scelto di premiare lo spirito di cooperazione, decidendo
di assegnare il premio "Mito del Mammut VII" alla scuola o ad altra agenzia educativa
che, avendo adempiuto a ciascuno dei criteri indicati per il percorso, avrà saputo
contribuire in maniera più incisiva ai percorsi svolti da uno altro gruppo.
Premiazione
Durante la giornata finale del 6 maggio verrà pertanto effettuata la premiazione:
- Del percorso svolto durante l'anno
Associazione di Promozione Sociale Compare
- Della caccia al tesoro/spettacolo.
Ai primi tre classificati di entrambe le gare verrà corrisposto un attestato e un premio
simbolico attinente ai contenuti del Mito 2013/14
III. Il Mito del Mammut: Come è nato?
Solo 6 anni fa piazza Giovanni Paolo II di Scampia (che a quel tempo aveva anche un
altro nome) appariva come "luogo del male" per eccellenza, con chiazze di sangue e
siringhe dappertutto, tracce degli unici frequentatori di questo enorme spazio pubblico
cittadino.
Attorno all'ardua impresa di trasformare questo luogo, nacque nel 2007 la prima
edizione del Mito del Mammut. Come passare dal caos/buio primordiale al mondo
nuovo? Assieme a scuole materne, medie e superiori, università, ludoteche, carceri,
centri di salute mentale e altri gruppi provenienti da regioni di Nord, Centro e Sud
Italia, cominciammo ad interrogare i cinque Continenti a partire dalle leggende
popolari e dai miti di creazione. Attorno alle scoperte e alle mille storie che ne
nacquero, sono stati più di cinquanta gli spazi trasformati, e oltre 10.000 tra bambini e
ragazzi coinvolti.
Ma serve a qualcosa?
Anche se il lavoro da fare resta lungo, anche la piazza Giovanni Paolo II è molto
cambiata, essendo diventata punto di riferimento per i tanti abitanti della città di ogni
età che vengono a trascorrerci quotidianamente una parte della propria vita (e senza
obbligo ma per libera scelta!).
Oltre ai molti riconoscimenti (quelli del Presidente della Repubblica, come dell'Ufficio
Nazionale Antidiscriminazioni Razziali - Unar, e la partecipazione a molti convegni di
pedagogia e urbanistica come il forum, il premio Dossetti per la Pace 2013…) è la
stessa piazza di Scampia a parlare chiaro. Quando sei anni fa proponevamo alle scuole
di partecipare al Mito del Mammut (offrendo loro la possibilità di svolgere all'
"interno" della scuola i laboratori condotti gratuitamente da maestri d'arte ed educatori
qualificati) in molti ci rispondevano, più o meno gentilmente, di non essere interessati.
A venire nella piazza… non parlarne nemmeno! Oggi svolgere una giornata di scuola
nei locali Mammut (proprio nella fantomatica piazza Giovanni Paolo II dove un tempo
nessuno avrebbe mai messo piede) è diventata proposta ambita, tanto che non
riusciamo a soddisfare le tante richieste che arrivano. Questo non per dire quanto il
Mammut è bravo e bello, ma per testimoniare la possibilità di migliorare parti della
città attraverso il cambiamento del modo stesso di fare scuola.
La metodologia
Il tentativo di dare seguito a modalità e ideali di autori quali Freinet, Dewey, Ward,
Michelucci ha insomma prodotto, a partire da Scampia, una metodologia basata sulla
scuola che diventa città e viceversa. Molti ne sono i racconti, oltre ai video e alle le
pubblicazioni (vedi il libro Come partorire un Mammut e non rimanere schiacciati
sotto, Marotta & Cafiero 2011).
Oggi il Mammut conduce percorsi di formazione finalizzati proprio all'incontro di
scuola e città anche in altre regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Sicilia) per agenzie
educative interessate alla metodologia sviluppata proprio a partire dal Mito del
Mammut.
IV. Schema sintetico del Mito VII
Le tappe del percorso del prossimo anno saranno pertanto le seguenti:
1) Redazione del bando di gioco e sua diffusione ad opera di un comitato promotore
2) Focalizzazione e condivisione delle criticità sociali e didattiche sulle quali si
intende lavorare
3) Elaborazione di una mappa di ricerca condivisa
4) Lancio sfondo integratore. Ricerca collettiva sull'immaginario archetipico
5) Costruzione di una storia collettiva
6) Formazione e scambio cooperativo
7) Raccolta e condivisione delle modalità didattiche innovative
8) Trasformazione spazi pubblici (fisici e non)
9) Messa in scena e rituale collettivo di mutamento
10) Convegno e pubblicazione finale
Il Centro territoriale Mammut – Napoli, 29 luglio 2013
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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