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TORINO. Sottratti dalla Dia oltre 22 milioni di euro alla ‘ndrangheta operante in Piemonte


Arturo De Felice direttore nazionale della Dia 
TORINO. Personale del locale Centro operativo Dia, nei primi sei mesi dell’anno, ha sottratto beni, per un valore complessivo di oltre 22 milioni di euro, ad affiliati alla ‘ndrangheta operante in Piemonte. Nella giornata odierna si sono concluse le operazioni di sequestro anticipato, disposto dal Tribunale Misure di Prevenzione di Torino su specifica proposta avanzata dal Direttore della Dia, nei confronti di Salvatore Demasi detto Giorgio ritenuto dagli inquirenti capo della “locale” di Rivoli con la dote di “padrino”, legato alle famiglie Romeo-Pelle-Vottari di San Luca.

Tratto in arresto nel giugno 2011 per associazione di stampo mafioso nell’ambito dell’operazione Minotauro, è attualmente agli arresti domiciliari e nei suoi confronti Procura della Repubblica di Torino, nella persona del procuratore aggiunto vicario dottor Sandro Ausiello, ha chiesto, nel processo in corso, la condanna a 20 anni di reclusione. Seguendo la collaudata teoria del “doppio binario”, i beni, già cautelati in sede penale, sono stati nuovamente sequestrati nell’ambito di prevenzione per la successiva confisca. Si tratta di oltre 20 immobili tra fabbricati e terreni situati nel torinese, conti correnti, polizze, buoni postali e autovetture per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro, tutti intestati a Ideco srl, Mongioia ss, De Masi Costruzioni srl, società di costruzioni riconducibili in tutto od in parte a Salvatore Demasi. Il quadro indiziario fornito dalla Direzione Investigativa Antimafia ha individuato un contesto di pericolosità estremamente grave, intenso ed attuale, sicuramente idoneo a giustificare l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale, nei confronti di Demasi per il quale è stata anche richiesta la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.



Nel corso dei primi sei mesi del 2013, il Centro operativo sulla scorta di altre proposte di misure di prevenzione avanzate dal direttore Arturo De Felice ha altresì sottratto beni per ulteriori 15 milioni di euro a presunti affiliati alla ‘ndrangheta in Piemonte, tra sequestri anticipati e confische: circa 10.000.000 di euro a Giovanni Iaria, deceduto nel febbraio 2013, ritenuto esponente della “locale” di Cuorgnè e tratto in arresto nel giugno 2011 per violazione dell’art. 416bis; circa 4.500.000 di euro a Bruno Antonio Iaria, ritenuto capo della “locale” di Cuorgnè, tratto in arresto per associazione di stampo mafioso nel giugno 2011; circa 200.000 euro a Cosimo Catalano, classe 1974, ritenuto affiliato alla “locale” di Siderno in Torino, tratto in arresto nel giugno 2011 per associazione di stampo mafioso.

Gli importanti risultati conseguiti anche nei primi mesi dell’anno in corso evidenziano ancora una volta la missione prioritaria affidata alla Direzione Investigativa Antimafia nel campo delle investigazioni preventive che rappresentano oggi un potente strumento per colpire la forza economica e finanziaria della criminalità organizzata.

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