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Liberi di Ricominciare dalle “Periferie metropolitane” On The Road

CONFERENZA STAMPA ITINERANTE
Mercoledì 14 agosto ore 11:00 – Partenza da Piazza Indipendenza (RC)

Un camper adibito a ufficio mobile per ascoltare e dar voce alle esigenze dei territori
Liberi di Ricominciare dalle “Periferie metropolitane”
Paolo Ferrara: pronti a ospitare i Commissari per far conoscere il reale stato di criticità del “modello Panico”

Liberi di Ricominciare diventa “On the Road” lanciando in data odierna un punto di ascolto itinerante: un camper lungo sette metri che dovrà svolgere la funzione di ufficio mobile per ascoltare e dar voce alle esigenze dei territori. A partire dal mese di settembre, infatti, il movimento raggiungerà in tour i maggiori centri e periferie dell’intera provincia di Reggio Calabria, dove il disagio e la carenza dei servizi sono più evidenti.
Sfruttando al meglio le innovazioni tecnologiche, “Liberi di Ricominciare” ha adibito l’unità motrice ad ufficio di ultima generazione dotandola di una postazione per la fruizione di servizi ad alto valore aggiunto, necessari a garantire connessione a radio, TV e internet. In particolare è stato installato un sistema per la connessione ai servizi IP, necessario per navigazione internet e intranet, invio e ricezione e-mail e fax, broadcasting SMS, VoIP, e File Server. All’interno del camper, per il miglioramento dell’efficienza operativa, la zona notte è stata trasformata in “sala riunioni" da dieci posti circa che consente l’utilizzo anche per limitate conferenze stampa. Tali modifiche e adattamenti sono stati necessari per rendere il camper come “soluzione ideale” per la totale mobilità senza limitazioni alcune.
Ferrara afferma che “con l’attività del camper a supporto e controllo del territorio il nostro obiettivo sarà semplicemente stare con la gente, tra la gente, garantendo così la possibilità di ascoltare e dar voce alle istanze dettate dai cittadini, necessarie a “stimolare e potenziare” il coinvolgimento e la partecipazione delle istituzioni, al fine di garantire, anche nelle località più difficili, una maggiore vicinanza ai territori che consentirà di azzerare in tempi brevi i disagi dei residenti”. 


Purtroppo non sempre le istituzioni sono al servizio del cittadino. Solo per inciso, in data 28 giugno il nostro movimento ha protocollato richiesta per un incontro istituzionale con il Prefetto Panico, nella speranza di poter imbastire un proficuo programma di lavoro. Trascorsi soltanto 47 giorni, Panico nel frattempo è andato via, e ancora tutto tace. È inammissibile pensare che i signori commissari evitano di istaurare un contatto con la gente, trovando come banale giustificazione l’essere oberati di lavoro. Da quel nefasto 9 ottobre, mentre loro appena arrivati si rinchiudevano subito dentro Palazzo San Giorgio, la nostra città, a essi sconosciuta, ha cominciato a cadere a pezzi, passanto dal discusso “modello Reggio” al “modello Peggio” sino all’attuale “modello Panico”. È proprio vero “meglio il peggiore dei Sindaci al miglior Commissario Prefettizio”.
È d’obbligo incontrarli per far capire che oltre al centro urbano esistono soprattutto territori periferici in grave stato di abbandono. Si parla tanto di Città Metropolitana, particolarmente dopo l’approvazione della loro costituzione nel corso del sedicesimo Consiglio dei Ministri del Governo Letta dello scorso 25 Luglio, ma ancora si disconoscono persino perimetrazioni e futuro assetto urbanistico-territoriale.
Piuttosto che parlare di Città Metropolitana sarebbe finalmente opportuno che si parlasse di “Periferie Metropolitane”. Infatti il vecchio discorso sull’antitesi fra città e periferia che identifica in quest’ultima tutto ciò che è marginale rispetto alla città non regge più: da un lato perché l’abitante delle periferie non è più un emarginato, ma rivendica la dignità del suo status di cittadino; dall’altro perché statisticamente la periferia, che prima rappresentava una piccola parte della città e si riduceva a borghi “extra moenia”, oggi rappresenta la maggior parte del sistema insediativo. Quindi non sono una minoranza, ma una consistente maggioranza che non vuole più restare in una condizione di non città.




L’urbanista Alberto Prina sottolinea con enfasi la nuova visione del costruire: “è un concetto vecchio quello di avere città che hanno un centro e una periferia. Le città nella loro prefigurazione urbanistica futura dovranno essere policentriche. Non esiste una periferia, ma ci sono diversi centri, con immagini, identità e specializzazioni diverse”.
Analizzati gli aspetti urbanistici, alla base della costituenda Città Metropolitana, come indottrinare la terna commissariale a far espletare con ligio dovere il loro incarico prefettizio sull’intero territorio reggino?
Ferrara conclude: “Nulla di più semplice. Tenuto conto del loro attaccamento al lavoro, col movimento saremo disponibili a offrire “ospitalità” nel nostro ufficio mobile così, nell’espletare regolarmente i loro impegni amministrativi, grazie alla nostra struttura motrice, sarà possibile far conoscere le periferie della nostra amata Reggio con la speranza di far valutare il reale stato di criticità in cui si trovano i nostri territori, adoperandosi quindi a garantire ai nostri concittadini la possibilità di essere “liberi di ricominciare”.
 Il Presidente

 Paolo Ferrara


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