Corriere della Sera, RAI, Canale 5, La 7… O Luigi, ma dove vai, se il consenso (dei mediocri), non ce l’hai?
A U T O R E F E R E N Z E & I M B R O D O L A T U R E
Domenico Salvatore
In questi anni, abbiamo evitato di auto-incensarci. Sebbene, non ci sia mancata l’occasione. Non ha senso fare i complimenti e le congratulation a se stessi. Non tormentiamo lo specchio di Biancaneve…”Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più belle del reame”. Non offendiamo l’intelligenza dei nostri lettori sovrani. Devono essere gli altri spontaneamente a farlo; se ci siano le condizioni giuste. Ma non vogliamo e non possiamo fare un torto, al giornalista ( con tanto di tessera professionale in tasca) Luigi Palamara, di Roccaforte del Greco. Un mancato medico. Gettò la spugna a pochi esami dalla laurea. Però, ha fatto l’informatore scientifico nella Valle Padana…una vera Università sul campo. Ma nel suo paese, si è dilettato pure a fare il disc-jokey; anche fotografo e cine-foto-operatore, co-editore, direttore editoriale, (“Premio Pericle d’oro”).
Pur sempre in possesso di un bagaglio culturale ragguardevole. Egli fece delle resistenze, quando, alcuni anni fa, gli proponemmo di scribacchiare qualche rigo; perché aveva la stoffa. E lui di rimando, ci celiava e ci canzonava…conosco la seta, il cotone, il lino, la lana e pure il…poliestere, poliammide, acetato. Gutta cavat lapidem! E vincemmo noi. Anche perché, si convinse che…audaces fortuna iuvat! Luigi, va’ dove ti porta il cuore! La maieutica socratica, ci venne in aiuto. Non è difficile, quando si ha per le mani la ‘materia prima’, come una… cassaforte di lingotti d’oro. Non ci sono stati demiurghi, pronti a plasmare ed a modellare la materia caotica ed informe.
Non ci arroghiamo merito alcuno ovviamente, sulle sue performences; in fondo è lui il portagonista. Luigi, dopo l’iniziale gavetta, scotto del noviziato, si sta facendo le ossa da solo; sul campo. Ha conquistato un’autonomia ed indipendenza straordinarie.
I padri del giornalismo italico…Indro Montanelli, Enzo Biagi, Andrea Barbato, Giorgio Bocca, Eugenio Scalfari, Arrigo Benedetti, Ferruccio De Bortoli, Gaetano Afeltra, Piero Angela, Corrado Alvaro, Giulio Anselmi, Gianfranco De Laurentis, Natalia Aspesi, Oriana Fallaci, Lietta Tornabuoni, Camilla Cederna, Alda D’Eusanio, Gianni Baget Bozzo, Isabella Bossi Fedrigotti, Niccolò Carosio, Nando Martellini, Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Ruggero Orlando, Giorgio Tosatti, Enzo Tortora, Furio Colombo Sandro Viola, Roberto Bortoluzzi, Gianni Brera, Gian Maria Cazzaniga, Candido Cannavò, Antonio Chirelli, Maurizio Belpietro, Vittorio Feltri, Maurizio Costanzo, Michele Santoro, Enrico Mentana, Ezio Mauro, Paolo Mieli, Aldo Sgroj, Luigi Malafarina, Piero Ardenti, Nino Doldo, Vittorio Calarco, Filippo Curatola, di quelli che ci vengono in mente, con il loro esempio, la militanza, la classe, ci hanno insegnato molte cose, che abbiamo metabolizzato e di carambola e rimbalzo, le giriamo anche a Luigi.
Sebbene Indro Montanelli, solesse dire, che in questo campo, non si arrivi mai. Abbiamo sul groppone qualche primavera più di Luigi; ma egli, possiede neuroni efficienti, funzionali ed efficaci, superiori alla media. Basta leggere i suoi editoriali, merce rara e pregiata. Almeno secondo alcuni lettori sovrani del nostro giornale. E per la verità, anche secondo noi. Detto così sembrerebbe comunque, un facile complimento, una lode; ma non possiamo sottrarci sempre e comunque. In nome di che cosa. Gesù Cristo, ai Farisei che gli avevano chiesto, se convenisse pagare i tributi a Cesare, rispose…Reddite quae sunt Caesaris Caesari, et quae sunt Dei Deo. Si matura; ci si evolve, ci si emancipa. Ognuno, segue un percorso, che ritiene opportuno, che il destino gli consente, unusquisque faber est fortunae suae.
Il lavoro on line o internet è ben diverso dal cartaceo. Sebbene, molta gente, finga di non saperlo; per ignoranza o malafede. Luigi, ha raggiunto un’efficienza tecnologica, a dir poco “spaventosa”. Un bagaglio di serie A. Inoltre, a questo grosso e faticoso merito, tutt’altro che scontato, bisogna aggiungere il fiuto giornalistico, che gli consente di essere sempre sulla notizia; ma soprattutto, sulla notizia che conti. Ai nostri lettori sovrani, che hanno l’occhio clinico, se non di falco, non saranno sfuggiti i tanti articoli, foto e filmati (quasi venti milioni di visualizzazioni, verificabili su internet, chi è pratico di queste cose, non fatica tanto e verificarlo) conquistati sul campo; un terreno franoso, dove la concorrenza è, a dir poco “spietata”, se non s l e a l e.
Si perde il conto delle testate giornalistiche che hanno utilizzato nostro materiale video e foto. A prescindere da Gazzetta del Sud, il Quotidiano della Calabria, Calabria Ora (che oggi, si chiama “L’Ora di Calabria”); sebbene, il più delle volte, nemmeno citino la fonte.
Ma ci sono soprattutto: “Il Corriere della Sera, La Repubblica, la RAI, Canale 5, La 7 ecc. Reggio TV, ed altri canali d’informazione on line. L’ultima doppietta in ordine di tempo, è stata realizzata da Luigi-Mnews.IT, in occasione dello sbarco dei boat-people a Reggio Calabria; che purtroppo è coinciso con la perdita, nell’adempimento del dovere, del colonnello Cosimo Fazio, comandante della Polizia Municipale di Reggio Calabria, stroncato da un infarto fulminante a soli 56 anni. Mentre coordinava le attività di soccorso al porto. Quando al danno, si unisce la beffa.
I colletti bianchi se non” borghesia mafiosa”, come l’ha dipinta l’ex procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, gli hanno stroncato la carriera; e ci ha rimesso pure la ghirba, proprio nel giorno di Ferragosto 2013. Una beffa atroce, per i mancati galloni di G e n e r a l e.
La stessa sorte del povero Pasquino Crupi, professore, poeta, scrittore, saggista, meridionalista, sindaco, critico d’arte e chi più ne abbia, più ne metta. Un cervello grosso così, una mente finissima, un genio incompreso, a cui la cultura così detta ufficiale, gli ha sempre girato le spalle, relegandolo in Calabria; in provincia di Reggio; a Bova Marina. E negandogli la corona di alloro. Per colmo d’ironia, è stato dato spazio ai carneadi, ai dottori azzeccagarbugli, ai dottori dulcamara, se non ai ciarlatani di piazza.
Oscuri personaggi, che paiono schizzati fuori dalle tenebre dell’ignoranza dell’era pre-illuminista. Luigi Palamara, dicevamo, sta ricevendo una bella visibilità a livello nazionale. Ma non per simpatia. Frutto casomai, del suo ingegno, del suo coraggio, del suo impegno, del suo lavoro; al servizio dell’informazione, della gente, della società.
Ể normale, se non fisiologico, scontato ed inevitabile, storia e statistica alla mano, che il successo piccolo o grande che sia, al maschile od al femminile poco importa, provochi invidia e gelosia; che faccia andare la persone cattive, crudeli e maligne ( e ce ne sono, hai voglia!) fuori di testa. Non solo i soggetti, limitati, complessati, inibiti, repressi. Poco male.
A noi, i finti amici, più velenosi del naja-naja, il così detto serpente con gli occhiali, hanno tolto il saluto in tronco, appena hanno saputo, che eravamo diventati ‘direttore’ di Melitoonline (non del Corriere della Sera o del TG 1, con tutto il rispetto per Mnews.IT,). La piazza, non può sopportare l’idea, che l’ultimo arrivato stia facendo le scarpe, a più di un mandrillo del giornalismo calabrese; e non solo. Semmai, dovrebbe essere il contrario. Bisognerebbe andare lì, da Luigi, stringergli la mano, abbracciarlo e fargli i complimenti. Come si usa fare da un’altra parte. Canta Domenico, che ti passa. Domenico Salvatore
Nota di Luigi Palamara. E con questo, caro Direttore, quantu su bellu eu sceccareddhu chi sugn'eu.
A U T O R E F E R E N Z E & I M B R O D O L A T U R E
Domenico Salvatore
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| Luigi Palamara e Piero Sansonetti |
Pur sempre in possesso di un bagaglio culturale ragguardevole. Egli fece delle resistenze, quando, alcuni anni fa, gli proponemmo di scribacchiare qualche rigo; perché aveva la stoffa. E lui di rimando, ci celiava e ci canzonava…conosco la seta, il cotone, il lino, la lana e pure il…poliestere, poliammide, acetato. Gutta cavat lapidem! E vincemmo noi. Anche perché, si convinse che…audaces fortuna iuvat! Luigi, va’ dove ti porta il cuore! La maieutica socratica, ci venne in aiuto. Non è difficile, quando si ha per le mani la ‘materia prima’, come una… cassaforte di lingotti d’oro. Non ci sono stati demiurghi, pronti a plasmare ed a modellare la materia caotica ed informe.
Non ci arroghiamo merito alcuno ovviamente, sulle sue performences; in fondo è lui il portagonista. Luigi, dopo l’iniziale gavetta, scotto del noviziato, si sta facendo le ossa da solo; sul campo. Ha conquistato un’autonomia ed indipendenza straordinarie.
I padri del giornalismo italico…Indro Montanelli, Enzo Biagi, Andrea Barbato, Giorgio Bocca, Eugenio Scalfari, Arrigo Benedetti, Ferruccio De Bortoli, Gaetano Afeltra, Piero Angela, Corrado Alvaro, Giulio Anselmi, Gianfranco De Laurentis, Natalia Aspesi, Oriana Fallaci, Lietta Tornabuoni, Camilla Cederna, Alda D’Eusanio, Gianni Baget Bozzo, Isabella Bossi Fedrigotti, Niccolò Carosio, Nando Martellini, Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Ruggero Orlando, Giorgio Tosatti, Enzo Tortora, Furio Colombo Sandro Viola, Roberto Bortoluzzi, Gianni Brera, Gian Maria Cazzaniga, Candido Cannavò, Antonio Chirelli, Maurizio Belpietro, Vittorio Feltri, Maurizio Costanzo, Michele Santoro, Enrico Mentana, Ezio Mauro, Paolo Mieli, Aldo Sgroj, Luigi Malafarina, Piero Ardenti, Nino Doldo, Vittorio Calarco, Filippo Curatola, di quelli che ci vengono in mente, con il loro esempio, la militanza, la classe, ci hanno insegnato molte cose, che abbiamo metabolizzato e di carambola e rimbalzo, le giriamo anche a Luigi.
Sebbene Indro Montanelli, solesse dire, che in questo campo, non si arrivi mai. Abbiamo sul groppone qualche primavera più di Luigi; ma egli, possiede neuroni efficienti, funzionali ed efficaci, superiori alla media. Basta leggere i suoi editoriali, merce rara e pregiata. Almeno secondo alcuni lettori sovrani del nostro giornale. E per la verità, anche secondo noi. Detto così sembrerebbe comunque, un facile complimento, una lode; ma non possiamo sottrarci sempre e comunque. In nome di che cosa. Gesù Cristo, ai Farisei che gli avevano chiesto, se convenisse pagare i tributi a Cesare, rispose…Reddite quae sunt Caesaris Caesari, et quae sunt Dei Deo. Si matura; ci si evolve, ci si emancipa. Ognuno, segue un percorso, che ritiene opportuno, che il destino gli consente, unusquisque faber est fortunae suae.
Il lavoro on line o internet è ben diverso dal cartaceo. Sebbene, molta gente, finga di non saperlo; per ignoranza o malafede. Luigi, ha raggiunto un’efficienza tecnologica, a dir poco “spaventosa”. Un bagaglio di serie A. Inoltre, a questo grosso e faticoso merito, tutt’altro che scontato, bisogna aggiungere il fiuto giornalistico, che gli consente di essere sempre sulla notizia; ma soprattutto, sulla notizia che conti. Ai nostri lettori sovrani, che hanno l’occhio clinico, se non di falco, non saranno sfuggiti i tanti articoli, foto e filmati (quasi venti milioni di visualizzazioni, verificabili su internet, chi è pratico di queste cose, non fatica tanto e verificarlo) conquistati sul campo; un terreno franoso, dove la concorrenza è, a dir poco “spietata”, se non s l e a l e.
Si perde il conto delle testate giornalistiche che hanno utilizzato nostro materiale video e foto. A prescindere da Gazzetta del Sud, il Quotidiano della Calabria, Calabria Ora (che oggi, si chiama “L’Ora di Calabria”); sebbene, il più delle volte, nemmeno citino la fonte.
Ma ci sono soprattutto: “Il Corriere della Sera, La Repubblica, la RAI, Canale 5, La 7 ecc. Reggio TV, ed altri canali d’informazione on line. L’ultima doppietta in ordine di tempo, è stata realizzata da Luigi-Mnews.IT, in occasione dello sbarco dei boat-people a Reggio Calabria; che purtroppo è coinciso con la perdita, nell’adempimento del dovere, del colonnello Cosimo Fazio, comandante della Polizia Municipale di Reggio Calabria, stroncato da un infarto fulminante a soli 56 anni. Mentre coordinava le attività di soccorso al porto. Quando al danno, si unisce la beffa.
I colletti bianchi se non” borghesia mafiosa”, come l’ha dipinta l’ex procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, gli hanno stroncato la carriera; e ci ha rimesso pure la ghirba, proprio nel giorno di Ferragosto 2013. Una beffa atroce, per i mancati galloni di G e n e r a l e.
La stessa sorte del povero Pasquino Crupi, professore, poeta, scrittore, saggista, meridionalista, sindaco, critico d’arte e chi più ne abbia, più ne metta. Un cervello grosso così, una mente finissima, un genio incompreso, a cui la cultura così detta ufficiale, gli ha sempre girato le spalle, relegandolo in Calabria; in provincia di Reggio; a Bova Marina. E negandogli la corona di alloro. Per colmo d’ironia, è stato dato spazio ai carneadi, ai dottori azzeccagarbugli, ai dottori dulcamara, se non ai ciarlatani di piazza.
Oscuri personaggi, che paiono schizzati fuori dalle tenebre dell’ignoranza dell’era pre-illuminista. Luigi Palamara, dicevamo, sta ricevendo una bella visibilità a livello nazionale. Ma non per simpatia. Frutto casomai, del suo ingegno, del suo coraggio, del suo impegno, del suo lavoro; al servizio dell’informazione, della gente, della società.
Ể normale, se non fisiologico, scontato ed inevitabile, storia e statistica alla mano, che il successo piccolo o grande che sia, al maschile od al femminile poco importa, provochi invidia e gelosia; che faccia andare la persone cattive, crudeli e maligne ( e ce ne sono, hai voglia!) fuori di testa. Non solo i soggetti, limitati, complessati, inibiti, repressi. Poco male.
A noi, i finti amici, più velenosi del naja-naja, il così detto serpente con gli occhiali, hanno tolto il saluto in tronco, appena hanno saputo, che eravamo diventati ‘direttore’ di Melitoonline (non del Corriere della Sera o del TG 1, con tutto il rispetto per Mnews.IT,). La piazza, non può sopportare l’idea, che l’ultimo arrivato stia facendo le scarpe, a più di un mandrillo del giornalismo calabrese; e non solo. Semmai, dovrebbe essere il contrario. Bisognerebbe andare lì, da Luigi, stringergli la mano, abbracciarlo e fargli i complimenti. Come si usa fare da un’altra parte. Canta Domenico, che ti passa. Domenico Salvatore
Nota di Luigi Palamara. E con questo, caro Direttore, quantu su bellu eu sceccareddhu chi sugn'eu.
P.S. Ho utilizzato la foto col Direttore Piero Sansonetti perchè rappresenta uno dei modelli ai quali mi ispiro. Sic et simpliciter. LP

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