Reggio Calabria, 08. 08.2013 - "Il festival internazionale del folklore 'Gira lu mundu' rappresenta un momento autentico di interpretare e riscoprire la nostra Calabria attraverso il suo grande patrimonio culturale ed artistico. Per noi è motivo d'orgoglio poterlo ospitare, dando seguito alle trentaduesime edizioni della sua storia, che hanno rilanciato il valore dell'interculturalità e della ricerca storica quali aspetti qualificanti dei rapporti e degli scambi tra la Calabria e le altre Nazioni".
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Così, il consigliere regionale Pasquale Tripodi ha aperto, questa mattina, la conferenza stampa del festival internazionale in programma sabato 10 e domenica 11 agosto sul lungomare di Pellaro dove saranno allestiti anche stand gastronomici con prodotti caratteristici delle tradizioni locali e straniere.
L'Aula Commissioni di Palazzo Campanella, nella quale è stato presentato il programma dettagliato dell'evento e sono intervenuti il presidente regionale U.F.I. Beniamino Scopelliti ed il presidente de "I Peddaroti" Carmelo Eugenio Alampi, si presenta con un suggestivo colpo d'occhio: con indosso i costumi tipici, i rappresentanti del gruppo folk "i Peddaroti", mentre a sancire il valore dell'interculturalità, gli esponenti dell'Est Europa e del Sud America: Ucraina e Paraguay.
"L'obiettivo di promuovere e valorizzare il patrimonio storico-culturale, diffondendo la cultura della terra di Calabria e rappresentando con propri canti, danze e atti di vita quotidiana d'altri tempi le tradizioni popolari reggine e nello specifico pellaresi, tradizioni da salvaguardare e da trasmettere alle future generazioni, è portato avanti con passione e dedizione dall'associazione culturale 'gruppo Folk I Peddaroti' che nasce nel lontano 1978", ha aggiunto Pasquale Tripodi, che ha evidenziato alcune note dolenti.
"Pur essendo una rassegna innovativa sul piano dei contenuti e della formazione sociale, rappresentando infatti una delle maggiori espressioni culturali ed artistiche per i cittadini italiani e stranieri presenti sul nostro territorio, il Festival non riceve adeguata valorizzazione. Mi costa dirlo, ma le cose stanno proprio così: la provincia reggina, diversamente dalle altre, non riceve la giusta attenzione dal punto di vista culturale. Sono diverse le realtà artistiche che insistono sul nostro territorio e che sono costrette ad andare avanti unicamente con i loro sacrifici", ha concluso Tripodi.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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