Reggio Calabria - La Democrazia Sospesa il tema del convegno del 22 agosto presso la Luna Ribelle che bissa l'appuntamento del 26 di luglio. I relatori, Giuseppe Scopelliti, Governatore della Calabria; Piero Sansonetti, Direttore di "Calabria Ora"; Ilario Ammendolia, Gianpaolo Catanzariti, e Oreste Romeo, moderati brillantemente da Nino Coco.
Una manifestazione destrorsa con apertura a sinistra. E questo oramai non è più una novità. Destra e Sinistra in questo momento governano insieme il Paese, anche se molti fanno finta di non accorgersene e ancora di più non condividono.
In Italia Giustizia e Legalità coincidono con Giustizialismo. Fanno inorridire le dichiarazioni di Massimo D'Alema, e mettono in evidenza come la politica sia allo sbando. Sia solo giustizialismo. La mia fedina penale conta più della tua. Suvvia, siamo seri. Non stiamo parlando di Giustizia Divina, ma solo di giustizia fatta da uomini che a volte sbagliano (inconsapevolmente) e spesso perchè colti da quella vampata di divinità giustizialista che riempie le aule dei tribunali e svuota il popolo sovrano, la DEMOCRAZIA.
Il D'Alema pensiero
È un Massimo D’Alema in grande spolvero quello che si esibisce alla festa del Pd del comune di Taizzano, in provincia di Terni, Umbria.
Davanti ad alcune decine di militanti, D’Alema non si risparmia affatto e parla a tutto tondo del momento politico del paese. Lasciandosi andare anche a qualche duro attacco.
A cominciare dalla stampa: “In Italia la libertà di stampa non esiste, tutti i giornali appartengono a gruppi del potere economico che li usano non per vendere, ma per attaccare o difendersi”. “Pensate alla Fiat. Sta chiudendo tutte le sue fabbriche in Italia e nessuno lo scrive perché controllano La Stampa e il Corriere della Sera”.
Tutto qui? Neanche per sogno. Lo show del Lìder Maximo, infatti, è appena cominciato. Su Silvio Berlusconi, infatti, arrivano giudizi altrettanto trancianti: “Berlusconi dovrebbe dimettersi e andare agli arresti domiciliari. E prima o poi lo farà. Questo, comunque, non è detto che significhi la fine della sua carriera politica, perché anche Beppe Grillo, pregiudicato per omicidio colposo, fa politica stando fuori dal parlamento”. Un parallelo che consente a D’Alema di osservare, maliziosamente, che “milioni di italiani odiano i politici, ma amano i pregiudicati, diciamolo”.
Il Popolo non ha bisogno di lezioncine di etica, moralità, legalità e balle varie, il bene più importante è la Libertà, la Democrazia. E questo al momento è passato in secondo piano. Soffocato dalla falsa etica, dalla falsa morale e dalla falsa legalità. Si utilizza la legalità per affermare la propria illegalità. Lo stiamo urlando ai quattro venti da anni.
Condannare Berlusconi è diventato lo sport nazionale della sinistra. Una sinistra che non sa vincere, che non sa governare e soprattutto non è all'altezza di fare POLITICA. La ridistribuzione della ricchezza non esiste. Loro lavorano per te. They work for you, solo a porole, nei fatti loro lavorano per la distribuzione delle poltrone per amici e familiari. Sono dei GIUSTIZIALISTI, fanatici e senza visione del futuro. Si campa alla giornata affossando l'Italia e gli Italiani.
Il convegno "La Democrazia Sospesa" ha dato davvero notevoli spunti di riflessione.
Inizia i lavori Nino Coco, contesta, e a nostro avviso fa bene, il commissariamento del Comune di Reggio Calabria. Repetita iuvant. E' vero le sentenze, in questo caso è solo una decisione provvisoria, si rispettano, ma si avrà pure il diritto-dovere di commentarle. Oppure siamo già in dittatura?
Introduce la manifestazione il Professor Giuseppe Bombino, Presidente del Parco Nazionale d'Aspromonte. Un ricordo struggente il suo di Pasquino Crupi. Un Meridionalista PRINCIPE in Calabria già da subito messo da parte, il giorno dopo la sua morte, da chi magari ritiene il suo "avvicinamento" a Giuseppe Scopelliti un affronto. Questa è la Calabria, questa è Reggio Calabria.
Così Bombino in un passaggio del suo intervento.
"Ieri (21 agosto 2013 ndr)vi è stato un importante evento a Reggio Calabria attraverso cui è stata commemorata la presa del Castello Aragonese da parte di Garibaldi e dei suoi uomini; azione, peraltro, alla quale presero parte numerosi reggini che, vincendo la resistenza dei Borboni, innalzarono il tricolore sul bastione del nostro castello. Fu, questo, un ulteriore contributo alla unificazione del Paese offerto da questa terra. Ho atteso che qualcuno tra le Autorità e le Personalità presenti, tra gli studiosi attenti, ricordasse il prof. Pasquino Crupi e la sua opera di alto ingegno. Ma è stata una attesa infruttuosa. Mi domando perche …??
Lo ricordiamo noi!!!
E' dal convinto meridionalismo del prof. Crupi, amico, padre e fratello che dovrà ripartire questa vicenda umana ricca di onore e dignità.
A lui va il pensiero, la grande stima, l'affetto, certi che dal suo esempio possa nascere un nuovo meridione".
E' poi la volta Oreste Romeo, coordinatore provinciale della Lista Scopelliti Presidente.
"Su queste basi, faccio fatica a credere alla velleità coltivata dall'ex Prefetto di Macerata, S.E. Piscitelli, circa la candidatura di Reggio Calabria a capitale europea della cultura.
La cultura, insieme ad una idea di legalità rispondente al trionfo della giustizia, non già al l'affermazione della sommarietà di giudizio, dà origine alla libertà.
Quella libertà che ha accompagnato la vita, il pensiero e l'azione del Prof. Pasquino Crupi, rendendolo scomodo agli occhi della attuale classe dominante di Reggio Calabria, che ieri, come accennava poc'anzi il Prof. Giuseppe Bombino, ha avuto una grave caduta di stile trascurando l'elevato profilo di un intellettuale a tutto tondo, dal tratto signorile di gentiluomo d'altri tempi, cui va ascritto l'indiscusso merito di avere acceso il farò della storia sulle tante, troppe ferite inferte dallo stato centrale al Meridione d'Italia".
Aggiunge su Facebook: "La chiusura del mio intervento non poteva non riguardare la nobile figura del Prof. Pasquino Crupi, che mi ha insegnato che l'amicizia non ha tempo."
E' la volta di Ilario Ammendolia, ex sindaco di Caulonia e fine oratore, preciso, sintetico e chiaro nel suo ribadire che bisognava intervenire sin dal primo scioglimento per stoppare quella che è stata un'emorragia fatale per la Democrazia di Reggio Calabria e la sua provincia.
Paolo Catanzariti con il suo veemente intervento ha tuonato chiaro e tondo che la Giustizia va riformata, invitando tutti a firmare per il referendum.
E poi Piero Sansonetti. Un grande giornalista dei nostri tempi. Dice pane al pane e vino al vino. lo accusano di essere di sinistra con tendenze tutte a destra. E spesso lo si legge con superficialità e in modo strumentale, pensando di sminuire quella che è la forza del suo pensiero. Sic et simpliciter. Un gigante dell'informazione in una Regione di nanerottoli che si atteggiano a grandi penne ( di indiano forse, ma neanche quello). Legalità e Giustizia sono nemiche tra loro. La Democrazia al di sopra di Etica, Morale, Giustizia, Legalità ed Economia.
Coglie con la sua analisi, a nostro parere, il cuore del problema Italia. La morale, l'etica, la giustizia, la legalità, l'economia, hanno preso il sopravvento sulla Democrazia. E questo mette in serio rischio la democrazia stessa.
Infine l'atteso intervento del Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti. L'enfant prodige della politica calabrese non perde l'occasione per mettere in evidenza le "nefandezze" di una sentenza che ha affossato Reggio Calabria. Certo, aggiungiamo noi, è giusto rispettare le sentenze, ma non è giusto nè democratico impedire che si commentino. Non ci riferiamo al Vangelo. Il resto ascoltatelo e pensate con la vostra testa.
E come già sopra scritto, ma repetita iuvant: Non stiamo parlando di Giustizia Divina, ma solo di giustizia fatta da uomini che a volte sbagliano (inconsapevolmente) e spesso perchè colti da quella vampata di divinità giustizialista che riempie le aule dei tribunali e svuota il popolo sovrano, la DEMOCRAZIA.
Il video integrale del convegno a breve disponibile (in caricamento)
E ci fermiamo qui dando ai nostri lettori la possibilità di ascoltare l'intero convegno e farsi un'idea. Per noi fare informazione è questo. Dividere le nostre opinioni dai fatti, dalla notizia. Mai mischiare il nostro pensiero per indurre poi in errore il Lettore Sovrano. Non ce lo perdoneremmo mai.
Lasciamo ad altri i tentativi di manipolare e strumentalizzare la qualunque alfine di che cosa poi. In Calabria vi è il deserto dei tartari del giornalismo. Zero e sottozero. Eppure c'è chi si crede Indro Montanelli. Suvvia siamo seri.
La politica fa parole la magistratura i fatti. E i fatti sono che in Italia è in pericolo la Democrazia. E l'informazione calabrese VEGETA e naviga in acque melmose dell'invidia, dello sciacallaggio, della ripicca personale e della vendetta a tutti i costi. E noi ne sappiamo qualcosa sulla nostra pelle. Non lo abbiamo mica sentito dire da altri. Scusate se è poco.
Luigi Palamara

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