in un'intervista a 'La Repubblica', la deputata dichiara: "L'ha detto anche il presidente, che non dobbiamo aspettarci niente, perché da Napolitano, da Letta e dal Pd niente avremo.
ROMA QUEGLI ARTIGLI DEL "FALCO" DANIELA SANTANCHỂ, PERENNEMENTE SPALANCATI SUL GOVERNO LETTA ANCORA IN BILICO
Domenico Salvatore
A Palazzo Chigi, si sfoglia la classica margherita, "cade, non cade, cade, non cade…". Intervallata con il redditizio giochino di "falchi e colombe"; liste per l'ostracismo, buoni, cattivi…. Il cittadino confuso, smarrito ed incredulo, non sa più che pesci pigliare. Mentre le tasse salgono vertiginosamente e si moltiplicano come i pani ed i pesci di bibblica memoria; e di posti di lavoro per i figli e nipoti, non se ne vede nemmeno l'ombra, né col cannocchiale; i consumi sono sotto zero. Beati quelli, che abbiano almeno uno…"stipendio da fame". Ma i clochards, se non barboni, hanno sicuramente un pasto caldo alla mensa sociale, del Signore degli "homines bonae voluntatis". A fronte delle colossali e spudorate bugìe, ammannite con incredibile arroganza, forzando i toni. Ma intanto, si va avanti, a 'strozzamuddhica', non si sa per quanti giorni, forse ore. Almeno sino al 9 di settembre 2013. Il giorno della verità o dell'Apocalisse. Intanto la politica si arrampica sugli specchi e torna a 'gabbare lo santo' con promesse da marinaro, che sono poi, parenti stretti dell'aria fritta. Per loro fortuna ci sono ancora in giro gonzi, allocchi, creduloni, sempliciotti ed altra fauna similare, regolarmente infinocchiati da galoppini indottrinati, portaborse, giannizzeri, tirapiedi, scagnozzi e garzoni da strapazzo. Il vicepresidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, non le manda a dire:''Noi dobbiamo far capire agl'Italiani, come l'assedio a Berlusconi sia, ancor più che un atto di violenza contro un grande protagonista, l'ennesima manifestazione di intolleranza della sinistra che vuole impedire alternative e alternanze e imporre il suo dominio e il suo pensiero unico, dal Mps alle barche di lusso di Bazoli, dall'editoria alla Cassazione. Espellendo ciò che rappresenta un'alternativa. E tutto questo non si può accettare e non lo accetteremo''. Ribatte il Pd con Davide Zoggia, responsabile Organizzazione del Pd "Non è pensabile che si possano eludere le leggi e non rispettare le sentenze. Ci auguriamo che il Pdl trovi la forza di scindere le questioni giudiziarie dall'azione che il Governo sta portando avanti, per il bene del Paese e degli Italiani". Un dialogo fra sordi, sulla pelle del popolo.
Il braccio di ferro, fra i due ex antagonisti della seconda repubblica, in assenza di un'intesa ragionevole e razionale, porterà il Paese di nuovo sull'orlo del baratro. Il coordinatore nazionale Sandro Bondi, mette le mani avanti: " Il Pd, così come i più alti vertici delle istituzioni, devono capire che il Pdl è compatto come non mai, attorno al presidente Berlusconi. Non faremo gli errori e la fine della Dc e del Psi. Devono saperlo per non fare calcoli sbagliati. Le elezioni anticipate, sarebbero inevitabili, se il Pd votasse la decadenza; e nel caso in cui il presidente Napolitano, dovesse registrare, che non esistono altre maggioranze possibili''. Tuttavia gli esperti non si sbilanciano troppo sulle stime di parte…"Siamo avanti di dieci punti". No! Siamo avanti noi di quindici. Beppe Grillo, spera ovviamente di compiere il ribaltone e prendersi stavolta, addirittura la maggioranza assoluta dei voti. Mario Monti si è smarcato all'ala ed aspetta alla finestra di capire, come debba muoversi, nelle deprecabile ipotesi si andasse a nuove elezioni. Chi aspetta di capire, che fine farà il PD è il sindaco di Firenze. Matteo Renzi, tuttavia si trova nella scomoda posizione di preda della conservazione reazionaria. Più disposta a scindere, dividere e separare che a riunire. Non vuole cedere il passo a Renzi, che è il nuovo che emerge nel PD. Infatti non lo ha candidato premier e nemmeno lo candiderà alla prossima tornata elettorale, checché se ne dica e scriva. Questa, è la nostra opinione, non pretendiamo che sia spacciata per verità. Figurarsi, se gli darà mai, la leadership della segreteria nazionale. Piuttosto vengano avanti i Bersani, gli Epifani, i Cuperlo e tutti gli altri carneadi.
Mai e poi mai, Renzi, il rottamatore dichiarato. Finirebbero tutti nel buco nero del triangolo delle Bermude, come Fausto Bertinotti (presidente della Camera); Luciano Violante (presidente della Camera); Piero Fassino (segretario nazionale); Sergio Cofferati (europarlamentare, sindaco di Bologna, segretario generale della CGIL); Giovanni Berlinguer (ministro della P.I.);Antonio Bassolino (sindaco di Napoli, gGovernatore della Calabria, Ministro del Lavoro); Piero Folena (coordinatore nazionale del partito); Fabio Mussi, (capogruppo alla Camera, Ministro della Ricerca e dell'Università; Pino Soriero (Sottosgretario di Stato ai trasporti e alla navigazione); Livia Turco (Ministro della Saniutà); Walter Veltroni (segretario nazionale, candidato premier, Vicepresidente del Consiglio, Ministro dei Beni Culturali); Achille Occhetto (segretario nazionale, europarlamentare); Alfredo Reichl (deputato, direttore dell'Unità); Cesare Salvi (senatore, Ministro del Lavoro); Claudio Petruccioli (direttore dell'Unità, deputato, senatore, presidente della RAI); Massimo Brutti (senatore, sottosegretario di Stato agl'Interni); Franco Giordano (deputato, segretario di partito); Fausto Bertinotti (segretario nazionale di partito, Ministro di Grazia e Giustizia, direttore di Liberazione);
Marco Rizzo, (deputato, coordinatore nazionale di partito); Gavino Angius, (vicepresidente del Senato); Rosa Russo Jervolino (più volte ministro, presidente di partito); Rosy Bindi (più volte ministro, europarlamentare, presidente nazionale del partito); Giuliano Amato più volte ministro e presidente del Consiglio dei Ministri);Dario Franceschini (segretario nazionale); Franco Marini ( segretario nazionale della CISL, europarlamentare, presidente del Senato); Giovanna Melandri (più volte Ministro); Agazio Loiero, (deputato, Governatore della Calabria e Ministro); Arturo Parisi (ministro e deputato); Ottaviano Del Turco (Ministro, europarlamentare, segretario nazionale di partito, Governatore); Romano Prodi (Presidente del Consiglio e della Commissione Europea, più volte ministro); Francesco Rutelli ( sindaco di Roma, più volte ministro, vicepresidente del Consiglio); Renato Soru (Governatore, editore dell'Unità); Barbara Pollastrini (già Ministro) di quelli che ci vengono in mente.
Il flash dell'Agenzia Ansa, offre alcuni chiarimenti, ma innesta altri dubbi tormentosi…"'È finita, finalmente. Il governo Letta cadrà". Lo afferma la deputata del Pdl Daniela Santanchè in un'intervista a Repubblica "L'ha detto anche il presidente - prosegue - chenon dobbiamo aspettarci niente, perché da Napolitano, da Letta e dal Pd niente avremo. Alfano ha capito che aria tirava e si subito allineato. È il più furbo di tutti''. Invece ''Cicchitto, Schifani, Quagliariello, Lupi fanno a gara nel dire che si può mediare, ma sbagliano''.''L'onorevole Santanche' - sostiene Fabrizio Cicchitto - dichiara di esprimere le posizioni di una corrente di esso, soi disant i "falchi", i cui nominativi elenca ed elenca anche i nomi dei dissenzienti, dei non allineati, dei renitenti e degli incerti. Francamente non ci sembra che abbia scelto il momento più opportuno per fare questo elenco dei buoni, dei cattivi e dei mediocri''.'E' davvero molto grave che si provi a dividere il Pdl in buoni e cattivi, in chi è sempre e comunque con il leader Silvio Berlusconi e chi manifesta dubbi e perplessità sulla strada da percorrere. Il comunicato del segretario del Pdl Angelino Alfano, diffuso dopo la riunione di ieri, avrebbe dovuto sconsigliare l'onorevole Daniela Santanchè dal fare affermazioni inopportune che possono danneggiare l'immagine unitaria del partito e rischiano, peraltro, di incidere negativamente sulle vicende che coinvolgono il presidente Berlusconi''. Lo dichiara il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani.'Di tutto hanno bisogno l'Italia, la politica e il Pdl tranne che della gara a chi fa il primo della classe, soprattutto a utilità di giornali che fanno della denigrazione di Berlusconi la loro stessa ragione di vita''.
Lo precisa il senatore Pdl e vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri secondo il quale ''è buona regola non farsi usare dai nemici ma spesso in politica alcuni cadono in questo errore e poi ne pagano sempre le conseguenze''. ''Ieri abbiamo trovato sintesi comuni che non giustificano interpretazioni di chi oggi forza i toni avendo forse da far dimenticare forzature di segno contrario del passato'' dice Gasparri precisando che lui stesso si è ''sottratto al vecchio giochino di falchi e colombe in questi giorni'' perché, dice, ''noi dobbiamo far capire agli italiani come l'assedio a Berlusconi sia, ancor più che un atto di violenza contro un grande protagonista, l'ennesima manifestazione di intolleranza della sinistra che vuole impedire alternative e alternanze e imporre il suo dominio e il suo pensiero unico, dal Mps alle barche di lusso di Bazoli, dall'editoria alla Cassazione. Espellendo ciò che rappresenta un'alternativa. E tutto questo non si può accettare e non lo accetteremo''. ''Il resto - conclude - sono giochini e esibizionismi triti e strumentali''.Ieri Alfano, al termine della riunione ad Arcore, aveva reso noto che ''Il Popolo della Libertà' e' come sempre unito, compatto e deciso. Tutti insieme - aveva proseguito - rivolgeremo alle massime istituzioni della Repubblica, al primo ministro Letta e ai partiti che compongono la maggioranza, parole chiare sia sulla questione democratica che deve essere affrontata per garantire il diritto alla piena rappresentanza politica e istituzionale dei milioni di elettori che hanno scelto Silvio Berlusconi
(la cui decadenza dalla carica di senatore e' impensabile e costituzionalmente inaccettabile), sia sul necessario rispetto degli impegni programmatici assunti dal Governo a partire dall'abolizione dell'Imu su prima casa e agricoltura. Non c'e' piu' tempo per rinvii e dilazioni. Sull'abolizione dell'Imu "su prima casa e agricoltura non c'è più tempo per rinvii e dilazioni"."Il Pd, così come i più alti vertici delle istituzioni - ha rincarato Sandro Bondi - devono capire che il Pdl è compatto come non mai attorno al presidente Berlusconi. Non faremo gli errori e la fine della Dc e del Psi. Devono saperlo per non fare calcoli sbagliati." Per il coordinatore del Pdl ''le elezioni anticipate sarebbero inevitabili se il Pd votasse la decadenza e nel caso in cui il presidente Napolitano dovesse registrare che non esistono altre maggioranze possibili''. E il candidato premier del partito, dice in un'intervista al Corriere della Sera, sarebbe ''senza dubbio'' Silvio Berlusconi.Pd, non pensabile sentenze non rispettate - "Non è pensabile che si possano eludere le leggi e non rispettare le sentenze. Ci auguriamo che il Pdl trovi la forza di scindere le questioni giudiziarie dall'azione che il governo sta portando avanti per il bene del Paese e degli italiani". Così Davide Zoggia, responsabile Organizzazione del Pd.Monti,governo prosegua,non subisca diktat -
"L'inderogabile" rispetto della parità dei cittadini davanti alla legge e la "volontà che il Governo Letta prosegua la sua opera, senza sottostare a diktat di questo o quel partito di coalizione". Saranno questi, secondo il presidente di Scelta Civica Mario Monti, alcuni dei principi che ispireranno la posizione del partito sul caso Berlusconi. La posizione che verrà adottata da Scelta Civica, puntualizza la nota dell'ex premier, "si ispirerà, in particolare, ai seguenti principi: "L'inderogabile necessità di rispettare lo Stato di diritto e la parità dei cittadini dinanzi alla legge; l'opportunità di salvaguardare, favorendone una positiva evoluzione, la più aperta articolazione del sistema politico italiano resa possibile, a partire dal 1994, dall'impegno politico di Silvio Berlusconi; la nostra volontà che il Governo Letta prosegua la sua opera, soprattutto se il Presidente del Consiglio e l'intero Governo sapranno determinare, e tenere in pugno, l'agenda di governo nell'esclusivo interesse del Paese, senza sottostare ai diktat di questo o quel partito della coalizione". I rischi di scissione, sono sempre dietro l'angolo. Il Pdl, non corre rischi maggiori di quelli del PD. Anzi per certi versi ne sembrerebbe immune, dopo il 'caso Fini'. Il duello è fra D'Alema e Renzi. Il vecchio ed il nuovo. La tradizione ed il rinnovamento. Anche qui, ci sono falchi e colombe; d'alemiani e renziani. Gli osservatori, fanno notare che, se si andasse a nuove elezioni, molti deputati e senatori, di entrambi i fronti, rischierebbero di scomparire; perché non rieletti o non presentati in lista. Sarà anche per questo, che nessuno voglia la riforma elettorale? Ma anche col vecchio sistema, quanti e quali senatori e deputati avrebbero l'elezione in tasca?
Domenico Salvatore






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