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AlpTransit Svizzera - " L'Italia lo sta mettendo nel dimenticatoio ? " Achille Colombo Clerici, Istituto Europa Asia

Richiamo del Presidente di Assoedilizia e dell'Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici


TUTTI PARLANO DELLA TAV TORINO-LIONE  E CI SI DIMENTICA
DEL PIU' IMPORTANTE CORRIDOIO GENOVA-ROTTERDAM : il Progetto AlpTransit


Quest'opera imponente darebbe un notevole impulso allo sviluppo di Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto, quindi dell'intero Paese.

 
Benito Sicchiero
 

"Mentre l'attenzione della politica e dell'opinione pubblica è tutta concentrata sulla Val di Susa e sui suoi problemi di ordine pubblico, si è dimenticato che parte cospicua dello sviluppo economico del Nord Italia e in particolare della Lombardia dipende dal completamento di Alptransit, il nuovo collegamento ferroviario Rotterdam-Genova, uno dei progetti prioritari dell'Unione Europea" afferma il presidente di Assoedilizia e dell'Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici che riprende l'allarme lanciato dalla Svizzera sul prossimo futuro della grande opera, per la parte italiana.

In sintesi. Circa 20 anni fa la Svizzera diede il via ad un imponente programma di nuovi trafori ferroviari per l'attraversamento delle Alpi,  di alta capacità e di alta velocità, in direzione nord-sud chiamato AlpTransit, del costo di 20.000 miliardi di euro.

Convinzione generale di governanti ed esperti europei è che: lo sviluppo si consegua con il più rapido trasferimento di merci e persone; che nella parte centrale del Continente, quella di gran lunga più avanzata e produttiva (uno dei cardini è la Lombardia) l'asse Rotterdam-Genova destinato a mettere in più efficace contatto i due mari – del Nord e   Mediterraneo - sara'  quello che registrerà il maggiore sviluppo.

A fronte di una riduzione del traffico merci transalpino pari a 650.000 Tir l'anno si prevede che già nel 2019 l'infrastruttura ferroviaria sarà in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato, in aggiunta alle 900.000 dell'anno pre-crisi, il 2008.


Naturalmente la nuova linea ferroviaria, per essere completata, necessita di grandi opere in Italia: altrimenti, fermandosi l'infrastrutturazione a Lugano, si ridurrebbe grandemente il suo effetto, ma soprattutto si perderebbero i notevoli benefici che l'opera stessa potrebbe arrecare a Lombardia e Liguria e, per esteso, all'intero Paese.

Infatti i governi italiani e quelli regionali si erano espressi nel tempo con entusiasmo, promettendo i necessari finanziamenti.

Ma, mentre la Svizzera si metteva al lavoro (realizzando nel 2007 il nuovo traforo del Loetschberg sulla linea del Sempione e prossimo completamento del Gottardo – la più lunga galleria ferrovia del mondo, 57 chilometri – e del Monte Ceneri, 17 chilometri); da parte italiana si sono prodotti quintali di carta di progetti e qualche opera minore.

Fondamentale invece sarebbe provvedere all'adeguamento della linea Chiasso Milano (quadruplicamento dei binari fino a Monza),  ed alla realizzazione di interporti, di scali merci, di collegamenti minori e di quant'altro.

I governi italiani hanno assicurato miliardi di euro di finanziamenti (in parte europei) per lo sviluppo del Brennero e della Torino-Lione, la cui utilità viene messa sempre più in discussione.

Per la linea del Gottardo silenzio, tanto che si teme un tacito abbandono del progetto, almeno per i prossimi anni.

Nonostante il 26% del commercio estero italiano, pari a 186 miliardi, riguardi scambi con quattro paesi lungo quest'asse, Belgio, Germania, Olanda e Svizzera.
 
 
 foto : Colombo Clerici con il Console Generale di Svizzera Massimo Baggi



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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862

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1 Commenti

  1. E' vero, i media preferiscono parlare del TAV TO-Lione in quanto oggetto di contestazioni anche violente, che purtroppo rendono le notizie più appetibili ai comuni cittadini. Fateci caso: per qualche parlamentare o amministratore locale è più redditizia, ai fini della sua propria carriera, la cerimonia d'inaugurazione di una grande opera piuttosto che la ricerca del denaro necessario per renderla fruibile. Non ho la sfera di cristallo, ma credo che anche la TO-Lione correrà seri rischi di rimanere incompiuta, indipendentemente dalla forte opposizione locale. Si spera nei finanziamenti europei (ad oggi indisponibili), che comunque coprirebbero solo una parte del costo della galleria internazionale. Rimangono però da finanziare alcune centinaia di chilometri di linee nazionali; per parte loro, i Francesi hanno dichiarato di non considerare prioritario il finanziamento della tratta sul loro territorio, cioè quella dalla galleria fino a Lione. Infine, giova ricordare che ad oggi sono stati scavati circa duecento metri NON DEL TUNNEL DI BASE, ma di un cunicolo esplorativo che servirà ad ispezionare il sottosuolo, per poter definire il vero progetto del suddetto tunnel. In sostanza, occorreranno ancora molto tempo e, soprattutto, molto denaro, entrambi difficilmente quantificabili perché dipendenti dalla risoluzione dei problemi imprevisti che inevitabilmente sorgeranno nel corso dei lavori. Naturalmente facciamo il tifo perché tutto proceda, in particolare, secondo il reale interesse delle popolazioni locali.

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