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Tares abbinata all'Imu. La contrarietà di Assoedilizia

Tares : in vista rincari fino al 30 % - Ipotesi di riforma con abbinamento all'Imu : iniqua ed incostituzionale - Contrarieta'dei Proprietari Locatori - Assoedilizia


SULLA PIU’ GRAVOSA TARES ( fino al 30 % in piu' ed oltre ) - L’ IPOTESI DI ABBINAMENTO ALL’IMU:
CONTRARIETA' DI ASSOEDILIZIA




Da notizie di stampa si apprende che allo studio del Governo ci potrebbe essere un' ipotesi di abbinamento della Tares all'Imu.


Tale impostazione costituisce un "ibrido fiscale", iniquo ed incostituzionale.

L'Imu, un'imposta patrimoniale a carico del proprietario dell'immobile e la Tares, una tariffa, a carico del residente, utilizzatore dei servizi comunali.

Diversi i presupposti e la natura delle diverse imposte, le basi impositive, i criteri di calcolo.

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Preoccupa l'idea di abbinare la Tares all'Imu, se ne viene posta a carico dei proprietari locatori la riscossione , sia pure con diritto di rivalsa verso i propri inquilini per quanto riguarda la prima.

Come è noto
l'IMU è una imposta patrimoniale calcolata sul valore dell'immobile desunto dalla rendita catastale rivalutata a mezzo coefficienti, mentre la TARES rappresenta una tassa, anzi una tariffa vera e propria ( cioe' il corrispettivo di un servizio erogato dal Comune a favore dei cittadini, residenti e non) calcolata sulle dimensioni e sul numero di occupanti dell'immobile: le basi impositive sono quindi nettamente diverse e
difficilmente potranno essere ricondotte ad unità al fine di un loro
abbinamento.


Se l'idea e' quella di scaricare sui locatori l'onere del pagamento e quindi della riscossione verso i diretti fruitori del servizio comunale, cio' significherebbe addossare agli stessi i costi di riscossione e l'alea di eventuali insolvenze ( nel Comune di Milano tale quota e' del 17 % annuo: e si scarica sull'anno successivo) .

Questa impostazione avrebbe potuto esser concepibile solo ove l'Ici-Imu avesse visto la luce secondo la sua originaria concezione, come imposta sui servizi comunali a carico degli abitanti.
Ma cosi' non e' stato.

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Non solo, ma la rivalsa verso l'obbligato finale potrebbe presentare difficolta' connesse all'addebito di contestazioni non sollevate dal primo obbligato circa l'entita' o la natura del tributo per cio' che attiene alla posizione soggettiva dell'obbligato finale stesso ( ad esempio coefficienti legati al suo stato di famiglia o alle sue condizioni economiche ) .


In altri termini potrebbe risultar violato il principio per cui ciascun contribuente e' direttamente responsabile
dell'obbligo tributario nella esistenza, entita' e consistenza:  nessuno puo' veder violato, da atti o fatti altrui, il diritto di autodeterminare la propria obbligazione fiscale.


La Tares inoltre non e' una semplice tassa per la raccolta dei rifiuti, ma presenta anche aspetti di tassa per la pulizia urbana.

Il che porta a ritenere che sotto un altro profilo si possa delineare una grave stortura ed iniquita' nell'accollarne il pagamento al locatore, attraverso il suo abbinamento all'IMU.

Gia' oggi i servizi di raccolta rifiuti e nettezza urbana sono pagati dai residenti, che si accollano anche la quota di pendolari e city users.

Solo l'istituzione della Citta' Metropolitana, come ambito unitario di organizzazione e di gestione dei servizi, potrebbe permettere di affrontare congruamente questa problematica.

Non solo, ma occorrerebbe pervenire ad una Citta' Metropolitana in cui fosse anzitutto razionalizzato, (alla luce della unitarieta' delle funzioni, dei compiti e quindi dei servizi erogati) il sistema della fiscalita' locale.

Oggi, nulla di tutto cio' e' previsto a livello legislativo, per le costituende citta' metropolitane: mentre si dovrebbe trattare proprio del primo passo.

Orbene,si deve ritenere che il problema sopra rappresentato amplifichi notevolmente la sperequazione a danno dei locatori ove si introduca l'abbinamento della Tares all'Imu.

Una riforma di tal genere, pur prescindendo da considerazioni e rilievi relativi alla sua indubbia incostituzionalita', non potra' comunque esser attuata prima di una riforma della fiscalita' locale che prenda in considerazione le Citta' Metropolitane laddove esistenti.


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Osservazioni sulla Tares:
La Tares presenta due nuovi parametri, che ne aggravano il peso sulle tasche dei contribuenti, con un previsto aumento medio per famiglia del 20%.

Anzitutto la componente “Tares rifiuti” dovrà coprire il 100% del costo del servizio sostenuto dai 6.700 Comuni italiani (su oltre 8000) che adottavano la Tarsu, la quale si fermava però, mediamente, all’80% della costo del servizio.

A questo si aggiunga che la componente “Tares servizi” deve finanziare anche i “servizi indivisibili” forniti dall’ente locale come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree verdi.

Le risorse necessarie per coprire tali spese verranno da un aumento dell'onere per metro quadro.


Inoltre si va nella direzione contraria a quella stabilita dalla tariffa d'igiene ambientale (Tia)  e della Tarsu, con un prelievo proporzionale alla quantità del servizio reso, in base al principio europeo del «chi più inquina più paga ».


Foto: Achille Colombo Clerici, Pres. Assoedilizia con il Premier Enrico Letta

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