Dalle prime ore di oggi 12 luglio 2013, è in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza nelle province di Cosenza, Bari, Matera, Terni e Salerno.
Tratte in arresto 38 persone in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro perché ritenute responsabili di associazione mafiosa, concorso esterno, sequestro di persona, estorsione, rapina, corruzione, concussione, turbativa d’asta, falso ed altro.
21 le persone denunciate in stato di libertà per i medesimi reati.
Tra gli altri, arrestati il Sindaco e cinque assessori del Comune di Scalea (CS).
Cosenza, 12 luglio 2013
Tratte in arresto 38 persone in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro perché ritenute responsabili di associazione mafiosa, concorso esterno, sequestro di persona, estorsione, rapina, corruzione, concussione, turbativa d’asta, falso ed altro.
21 le persone denunciate in stato di libertà per i medesimi reati.
Tra gli altri, arrestati il Sindaco e cinque assessori del Comune di Scalea (CS).
Nelle
prime ore di oggi 12 luglio 2013, nelle province di Cosenza, Bari, Matera,
Terni e Salerno 500 Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno dato esecuzione
all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale
di Catanzaro nei confronti di 38 indagati per associazione per delinquere di
tipo mafioso, concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso,
sequestro di persona, detenzione e porto di armi comuni e da guerra,
estorsione, rapina, corruzione, turbativa d’asta, turbata libertà del
procedimento amministrativo, concussione, falso, istigazione alla corruzione e
minaccia, tutti aggravati dal metodo mafioso.
21
i denunciati in stato di libertà per i medesimi reati.
L’ OPERAZIONE PLINIUS scaturisce
dall’attività d’indagine avviata nel luglio 2010 sotto la direzione del
Procuratore Aggiunto, dott. BORRELLI, e del Sostituto Procuratore, dott.
LUBERTO, della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro.
Il
provvedimento custodiale è stato emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari
del Tribunale di Catanzaro, dott.ssa Gabriella REILLO.
Le investigazioni hanno consentito di acclarare
l’esistenza di un’associazione per delinquere di stampo ‘ndranghetistico denominata “Valente-Stummo” operante, nel
territorio del comune di Scalea e comuni viciniori, subordinata al Locale di
Cetraro facente capo alla famiglia Muto, che, avvalendosi della forza di
intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione
di assoggettamento e di omertà della generalità dei cittadini, è finalizzata al
controllo ed allo sfruttamento delle risorse economiche della zona, al
compimento di delitti contro il patrimonio e contro la persona attraverso la
sistematica disponibilità di armi comuni e da guerra.
Associazione che, per il tramite della carica
intimidazione di cui dispone, è riuscita, attraverso il procacciamento di voti,
ad orientare le ultime elezioni amministrative, tenutesi nel marzo del 2010
presso il Comune di Scalea (CS), in favore di propri candidati che, una volta
eletti, si sono prodigati per l’assegnazione di concessioni e appalti ad
imprese rientranti nella sfera di influenza della consorteria.
Tra
i destinatari delle misure cautelari figurano il Sindaco, alcuni assessori,
funzionari e tecnici dell’amministrazione comunale di Scalea.
Contestualmente,
con il concorso del R.O.S. Carabinieri, è stato eseguito un decreto di
sequestro preventivo di beni mobili e immobili nei confronti dei vertici della
cosca, di alcuni amministratori locali, imprenditori e professionisti per un
valore stimato di 60 milioni di euro. I beni sequestrati sono concentrati
principalmente nel versante tirrenico della provincia di Cosenza ma con
significativi investimenti anche nelle regioni Umbria e Basilicata.
L’indagine,
in particolare, ha consentito di delineare l’asse economico-imprenditoriale
dell’organizzazione criminale costituito con conferimenti di “sospetta provenienza”
nei seguenti settori:
-
commerciale,
attraverso l’apertura di diversi supermercati, concessionarie di auto, agenzie
di viaggi, parchi divertimento, attività commerciali e negozi di abbigliamento;
-
immobiliare,
con realizzazione di società finalizzate all’acquisizione di fabbricati,
appartamenti e magazzini, anche attraverso aste fallimentari “pilotate”;
-
agricolo,
attraverso la costituzione di cooperative e società agricole, che (non
depositando bilanci e non avendo assunto lavoratori dipendenti) hanno
acquistato terreni per 50
ettari senza dichiarare tali possidenze al fisco;
-
turistico, attraverso la gestione dei lidi
balneari, come “L’ANGELICA”, “l’AQUA MAR” ed “ITACA”,
realizzati su terreni di proprietà del Demanio dello Stato del comune di
Scalea.
-
Complessivamente,
è stato disposto il sequestro preventivo dei seguenti beni:
-
22
tra società ed aziende;
-
81
immobili, dislocati anche a Matera, Perugia, e Rocca di Cave (RM), depositi,
ville ed abitazioni, numerosi negozi e circa 50 ettari di terreno;
-
33
autoveicoli, tra cui Jaguar, BMW, Mercedes ed auto d’epoca;
-
78
rapporti bancari, con saldi positivi per circa 2.695.685 euro;
-
2
imbarcazioni;
-
numerose
polizze assicurative.
Nei confronti degli indagati per
il reato di corruzione è stato applicato l’art. 2 c. 80 della Legge 190/2012, che ha recentemente inserito la richiamata
fattispecie fra quelle per cui è consentita l’applicazione della particolare
ipotesi di confisca. Si tratta di una delle prime applicazioni di misura
ablativa nei confronti di indagati per reati contro la Pubblica Amministrazione.
I particolari
dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che sarà
tenuta presso il Comando Provinciale Carabinieri di Cosenza alle ore 10:30
odierne.
Cosenza, 12
luglio 2013
Cosenza, 12 luglio 2013
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