Operazione Free Boat Itaca, 3 luglio 2013 Carabinieri e Polizia di Catanzaro hanno eseguito un'operazione per l'arresto di 25 tra capi e gregari della cosca Gallace-Gallelli operante tra Guardavalle e Badolato, nel Basso Ionio catanzarese. Francesco Aloi, 46 anni, di Guardavalle; Alfonso Carioti, 39, di Guardavalle; Antonio Cicino, 55, di Guardavalle; Nicolino Galati, 37, di Guardavalle; Cosimo Damiano Gallace, 23, di Guardavalle; Vincenzo Gallace, 66, di Guardavalle; Agazio Gallelli, 71, di Badolato; Andrea Gallelli, 43, di Bologna; Maurizio Gallelli, 39, di Badolato; Vincenzo Gallelli, 70, di Badolato; Antonio Luciano Papaleo, 47, di Badolato; Domenico Origlia, 52, di Guardavalle; Antonio Saraco, 58, di Badolato; Aldo Tedesco, 60, di Guardavalle; Domenico Tedesco, 36, di Guardavalle; Cosimo Vitale, 27, di Guardavalle; Vincenzo Vitale, 39, di Guardavalle; Angelo Paride Vocaturo, 65, di Montepaone. Agli arresti domiciliari risultano: Pietro Gianfranco Gregorace, 66 anni, di Soverato; Antonio Ranieri, 60, di Soverato; Alfredo Beniamino Ammiragli, 46, di Fragagnano (Taranto); Giuseppe Compagnone, 59, di Arluno (Milano); Nicola Arena Romeo, 63, di Badolato; Vittorio Tucci, 65, di Squillace. Agli arrestati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, estorsioni, usura, stupefacenti e armi. Sono state accertate anche le responsabilita' in un'estorsione a una ditta emiliana impegnata nei lavori di costruzione del porto di Badolato. La cosca mafiosa è operante nei comuni di Guardavalle e Badolato, nel basso Ionio catanzarese. A tutti i soggetti vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni, usura, stupefacenti e armi.
OPERAZIONE FREE BOAT ITACA, COORDINATA DAL PROCURATORE CAPO DELLA DDA ANTONIO VINCENZOLOMBARDO, P.M. VINCENZO CAPOMOLLA, AZZERATO IL CLAN DEI GALLACE-GALLELLI-NOVELLA-TEDESCO DI GUARDAVALLE E BADOLATO
I Gallace, sono una 'ndrina originaria di Guardavalle un tempo alleati dei Novella Sono attivi nel traffico di droga a Roma, Torino e Milano. Sono presenti anche in Toscana e nel Lazio insieme ai Novell. Dal 2008 sono coinvolti in una faida di 'ndrangheta contro le 'ndrine dei Novella, Vallelunga, Sia, Procopio; alleati dei Gallace invece, sono le cosche dei Ruga-Metastasio dell'alto jonio reggino. La faida, è ancora in atto per il controllo del territorio e delle varie attività lecite e illecite insistenti su esso. Carmelo Novella, fece da paciere tra i Gallace e i Crea di Siderno. Invocando l'aiuto di Antonio Pelle. Esponenti di spicco:Vincenzo Gallace, capobastone. Fatti recenti…Il 22 settembre 2005 con l'Operazione Appia-Mithos, viene eseguita dalla DDA di Roma e Catanzaro contro una filiale dei Gallace-Novella a Nettuno per infiltrazioni nell'edilizia e nell'urbanistica. L'operazione successivamente porterà allo scioglimento del comune nel novembre dello sesso anno. Il 14 giugno 2013 a Roma vengono effettuati 23 arresti riconducibili al gruppo romano dei Romagnoli, legata ai Gallace, importavano cocaina dal Sud America, attraverso l'aeroporto di Fiumicino o dalla Calabria. Spacciavano nelle zone di Casilino-Torre Maura, San Basilio, Prenestino, Magliana-Portuense, Acilia, Velletri e in località del litorale laziale
Domenico Salvatore
GUARDAVALLE (CZ) Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro, diretti dal colonnello Salvatore Sgroi e Polizia di Stato di Catanzaro, guidata dal questore Guido Marino, hanno eseguito stamane arresti e perquisizioni a carico di presunti capi e gregari. Le persone indagate sono invece 21, tra cui il sindaco di Badolato Giuseppe Nicola Parretta, per cui il Gip non ha firmato la richiesta di custodia avanzata dalla Procura. La ‘ndrangheta compresa l’articolazione Gallace-Novella-Gallelli-Tedesco, è stato ribadito dal quartetto della procura della Repubblica di Reggio Calabria (Giuseppe Pignatone e gli aggiunti, Nicola Gratteri, Michele Prestipino Giarritta e Ottavio Sferlazza, che per un anno ha funzionato da pro termpore), ma anche dal procuratore capo della DDA di Catanzaro Antonio Vincenzo Lombardo, ha il monopolio della cocaina. Pure a Roma, dove la cosca dei Gallace-Gallelli-Nocella, si muove attraverso un clan ben interodotto e collaudato. Quello dei Romagnoli, con a capo Umberto Romagnoli, Angelo e Bruno Gallace; componenti del clan Romagnoli-Gallace, 'padronì dello spaccio nelle zone periferiche di Casilino-Torre Maura, San Basilio, Prenestino, Magliana-Portuense, Acilia e Velletri.
Il legame tra Bruno Gallace e Francesca Romagnoli, figlia di Umberto, aveva “cementificato” l'associazione. Coinvolti pure i fratelli Tiziano e Alessandro Romagnoli, altri figli di Umberto, regolarmente affiliati. Come dimostrano i 23 arresti eseguiti dalla Squadra Mobile di Roma, guidata dal primo dirigente Renato Cortese, il 14 giugno 2013; in collaborazione con la Guardia di Finanza. Gli stupefacenti giungevano direttamente dalla Calabria o dal Sud America via Fiumicino. I procuratori hanno ribadito sino alla nausea i mezzi attraverso cui arriva la cocaina. Nave, sottomarino, autotreno, container, macchina e soprattutto aereo. Nello scalo romano la ‘ndrangheta aveva corrotto tre dipendenti aeroportuali di Alitalia e uno di Adr. Grazie ad una società di importazione, al servizio delle bande criminali tonnellate di cocaina, venivano scaricate a Roma. Gl’inquisiti, utilizzavano anche auto di servizio con il marchio Alitalia, oltre a tute e documenti contraffatti. Sapevano come muoversi all'interno dell'aeroporto Un anno fa la Polizia di Stato era riuscita a sequestrare, nientemeno che 150 chili di cocaina nell'aeroporto di Fiumicino e poi di altri 35 chili provenienti da Caracas al termine di articolate e delicate indagini. Le prime manette erano scattate nel 2011. Altro settore appannaggio del clan è il rakett delle estorsioni, molto giorente. Non soltanto in Calabria, ma anche nel Lazio ed in Lombardia, dove sono ramificati i Gallace-Novella.
Secondo le prime indiscrezioni nell'ambito dell'inchiesta risulta indagato con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa anche il sindaco di Badolato, Giuseppe Antonio Parretta, rieletto in primavera. Il prefetto Antonio Reppucci valuterà nel corso della prossima seduta del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica l'opportunità di inviare una commissione di accesso agli atti al comune di Badolato. “Il porto, www.portogallipari.it., sorge nel territorio di Badolato, in provincia di Catanzaro e dispone di circa 300 posti per imbarcazioni di dimensioni da 6 a 14/15 metri. L’idea progettuale per la realizzazione di tale importante struttura a servizio della nautica da diporto nasce nel lontano 1995 ad opera dell’ing. Gianfranco Gregorace, progettista e direttore dei lavori, e trae origine dall’ assoluta carenza di strutture di tal genere sulla fascia costiera jonica, che va da Crotone a Roccella Jonica, lungo un tratto di costa di circa 150 chilometri!I servizi offerti, sono espressamente indirizzati alla nautica da diporto ed alla piccola pesca costiera locale, ma dimensionati e previsti per un utilizzo anche da parte dei turisti occasionali di passaggio; anche se non utilizzanti strutture nautiche o imbarcazioni.” Porti, porticcioli, darsene, rade, baie, cale, scali e golfi, servivano all’Onorata Società per scaricare le ‘bionde’. Oggi, sono utili alle cosche della ‘ndrangheta per scaricare la droga a tonnellate: cocaina in primis; ma, anche eroina, haschisc, marijuana ed armi di ogni tipo (kalashnikov, skorpion, bazooka, lanciamissili, lanciarazzi, bombe a mano, tritolo, dinamite, glock ecc.).
Ecco perché, i clan della Piovra, si lanciano sui porti. Sfruttano e lottizzano ogni millimetro quadrato. Prima, in fase di studio di fattibilità; poi sulla progettazione con tecnici di loro fiducia; quindi con ‘solleciti speciali e sotterranei’, sull’asse Catanzaro-Roma e se non bastasse, Milano, Torino ecc. per un finanziamento rapido e sicuro dell’opera. Durante l’appalto monopolizzano tutto:il sub-appalto, la mano d’opera, il materiale edilizio, le maestranze, le rappresentanze sindacali, la refezione, la lavanderia. Pure l’aria che si respira. Infine ad opera consegnata chiavi in mano, il controllo dei posti barca, imbarco e sbarco. Gli occhi telematici della ‘ndrangheta si moltiplicano per dieci, per cento e per mille. E nulla sfugge. Dapprima circuisce, raggira, irretisce ed inganna. Poi passa alla corruzione. Nei container la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato ed i Carabinieri, hanno trovato stupefacenti a tonnellate. Immaginarsi le gigantesche ‘partite’, che non sono riusciti a scovare. Infine alle minacce ed alle spedizioni punitive Idem con patate per gli aeroporti, anche se ‘grossi’. Là, sbarca pure la droga a tonnellate. Stiamo parlando si badi bene, dei clan più gettonati, che controllano il Paese.
Non soltanto la singola Regione, Provincia, Comune, paesino sperduto dell’Aspromonte. Dallo Stretto di Messina a Campione d’Italia. Ogni “famiglia” lavora con i suoi organici (Bartolo, conte Ugolino, Crociata, Infinito, Stella, Corona, Medaglione, Quartino Tre quartino, Quintino, società, padrino, mammasantissima, santista, vangelista, capo di società, capo locale, capo’ndrangheta, capobastone, crimine, capo crimine, mastro generale, mastro di giornata, capo’ndrina, puntaiolo, contabile, camorrista di seta, di sangue e di sgarro, picciotto, giovane d’onore, contrasto onorato, carduni…società maggiore, società minore); compresi i simpatizzanti, i fiancheggiatori, gli amici degli amici, i corrotti e la clientela, che pur rimanendo ai margini del ‘calderone’ non manca mai da nessuna parte. Nessuna sorpresa, lo sa bene la magistratura antimafia, che sul territorio coordina polizia, carabinieri e finanzieri, che il clan dei “ Gallace, Novella,Tedesco, Gallelli”, sia con ‘le mani in pasta’, in tutti gli affari, il business, dove c’è da lucrare, guadagnare, speculare, ingrassare. Ecco come fioccano anche le operazioni della DDA. Al Sud, al Centro ed al Nord; ma anche all’estero. Altro discorso, è il matrimonio incrociato fra mafiosi, figli dei mafiosi, nipoti dei mafiosi ed accoliti vari.
Serve per rafforzare il potere ma anche come deterrente contro i pentiti di ‘ndrangheta, oramai un vero e proprio esercito; da qualche giudice definiti… “un male necessario”. Un clan fortissimo quello di Guardavalle e Badolato, “prestigioso”, ricco e sanguinario. Fino a qualche tempo fa, guidato da “don Carmi”Nuzzo” Novella; insieme a don Vincenzo Gallace, capo dei capi del clan di Guardavalle-Badolato, con addentellati ed articolazioni, su tutto il territorio nazionale. Favorito anche dalla politica di espansione, comune a tutti i clan, che passa, attraverso le alleanze, patti, coalizioni, federazioni, confederazioni, accordi, trattati e concordati, diretti e bilaterali. Non solamente nelle faide, dove c’è lo scambio di killers di professione, ma soprattutto nelle trattative per la”spartimogna” del business. Per esempio, l’alleanza con il clan dei calabresi dei Farao-Marincola di Cirò Marina: il naso, pure in “les affaires” romagnoli e lombardi ed articolazioni all’estero. I figli dei boss ed i loro accoliti: reggipansa, portaborse, giannizzeri, galoppini, hanno studiato all’Università; frequentato masters; imparato le lingue estere; e masticano economia di mercato, meglio degli agenti di Borsa. Novella, era arrivato ad un passo dalla superdote di capo crimine. Comunque era plenipotenziario della ‘ndrangheta per la “Provincia Lombardia”. Capo dei capi. La sua fine fu variamente interpretata.
Non tutti concordano sul movente. Qualcheduno, sibilano i novelliani per ingordigia, ma non chiamatela sete di potere, se l’è venduto. Anche perché la vittima designata, abbassò imprudentemente la guardia, ritenendosi, a torto od a ragione ‘inattaccabile ed intoccabile’. Con la scusa, se non una leggenda metropolitana, che volesse lo scisma. La scissione. Lo strappo dalla casa madre. Bufalate! Domanda: “L’indagine “Crimine “, ha sviscerato tutte le verità o c’è qualche zona d’ombra ancora da schiarare? Che cosa dicono le zone grigie, i comitati d’affari, la borghesia mafiosa, come la chiama Giuseppe Pignatone, procuratore di Roma, i “triangoli d’oro” o delle Bermude: Milano-Genova-Bologna; Milano Torino-Bologna; Milano-Venezia-Bologna; Platì-San Luca-Africo; Siderno-Locri-Marina di Gioiosa; Gioiosa Jonica-Limbadi-Soverato? A seguito del maxi-blitz 'Crimine-Infinito contro la 'ndrangheta, coordinato dalle Dda di Milano e Reggio Calabria, che il 13 luglio 2010 portò in carcere oltre 300 persone, i vertici della mafia calabrese decisero di bloccare “tutti i conferimenti” di nuove cariche all'interno delle cosche radicate in Lombardia. Il pentito Michael Panajia, uno dei due liller di CarmiNuzzo Novella, ha raccontato davanti al pm milanese Cecilia Vassena cosa fosse successo a San Luca la 'casa madre della 'ndrangheta. In Lombardia dopo la maxi-operazione Crimine-Infinito: il gotha della Piovra calabrese, aveva bloccato tutte le cariche maggiori.
In Lombardia, avremmo potuto conferire soltanto cariche sino allo 'sgarro L’altro sicario, di Carmelo Novella, il padrino della ‘ndrangheta Antonino Belmonte, il pentito di Inverigo, ha già vuotato il sacco (“Perché, non volevo essere la causa della rovina della mia famiglia e di tutti quei ragazzi giovani che pensano che la 'ndrangheta abbiano futuro e ricchezza”) e riempito verbali. Il collaboratore di giustizia, figlioccio del defunto mammasantissima della valle dello Stilaro, Andrea Ruga, ha spiegato come è diventato picciotto e padrino. Ha pure svelato i nomi degli affiliati, i riti, le cariche, i segreti della mafia calabrese in terra lariana ed un omicidio di lupara bianca a Bregnano, la passione per le mangiatine, i riti arcaici e grotteschi, le armi. In una deposizioni fiume avvenuta nell'aula della corte d'Assise di Milano, dove si giudicano tre omicidi, tra i quali una lupara bianca avvenuta in un maneggio a Bregnano… Rocco Cristello da Cabiate, Claudio Formica da Mariano Comense, che proprio da Belmonte aveva ricevuto la dote di trequartino, il gradino prima di diventare padrino, Francesco Cristello, da Cabiate. Ricorda pure che, Cristello e Formica, lo abbiano anche accompagnato, in Calabria, quando i vertici della 'ndrangheta hanno promosso Belnome a padrino; prima dell’arresto … bastone d'oro e pomello d'argento, stella mattutina, è formata la società criminale 'ndrina a fianco del capo società, Francesco Cristello…-Che cosa vai cercando? -Sangue e onore … “In nome dei nostri tre vecchi antenati Osso, Mastrosso e Scarcagnosso battezzo questo locale; se prima lo riconoscevo per un locale che bazzicavano sbirri e infami, da ora in poi lo riconosco per un luogo sacro santo e inviolabile, dove può fermare e sformare questo onorato corpo di società…
La “pungitina’ con lo spillo, poi il santino di San Michele Arcangelo fra le dita, quindi il fiammifero per bruciarlo, mentre le goccioline di sangue innaffiano la sacra immagine…”Prima della famiglia, dei genitori, dei fratelli, delle sorelle viene l’interesse e l’onore della società, essa da questo momento è la vostra famiglia e se commetterete infamità, sarete punito con la morte. Come voi sarete fedele alla società, così la società sarà fedele con voi e vi assisterà nel bisogno, questo giuramento può essere infranto solo con la morte. Siete disposto a questo? A nome del principe russo, conte Leonardo e fiorentino di Spagna, con spada e spadino è formato il Padrino…Se prima ti riconoscevo per un picciotto non battezzato, adesso ti riconosco come appartenente a questo onorato corpo di società …Mangerò con te, dividerò con te fino all'ultimo soldo della baciletta e ti difenderò carne, sangue, pelle e ossa fino all'ultima goccia di sangue. Riti tradizioni, aforismi della ‘ndrangheta. Ci sono anche i….Dieci comandamenti (Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, “Dire e non dire. I dieci comandamenti della 'ndrangheta nelle parole degli affiliati”, Mondadori editore… 1. La 'ndrangheta è una e una sola. 2. Chi tradisce brucerà come un santino. 3. Non si sgarra né si scampana. 4. La famiglia è sacra e inviolabile. 5. Cumandari è megghiu chi futtìri. 6. A tavola tutto si divide e tutto si discute. 7. Senza soldi non si cantano messe. 8. Cu campa campa, cu mori mori. 9. Tutto passa, anche il carcere. 10. È sempre stato così e sarà così per sempre.”. Ma il clan dei Gallace-Novella-Tedesco-Gallelli è solo una “scatola cinese” della ‘ndrangheta.
Domani il p.m. ed il gip, che si muovono sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, Antonio Vincenzo Lombardo, svolgeranno gl’interrogatori di garanzia degli arrestati: Vincenzo Gallace, 66 anni, di Guardavalle; Agazio Gallelli, 71 anni, di Badolato; Aldo Tedesco, 60 anni, di Guardavalle; Francesco Aloi, 46 anni, di Guardavalle; Alfonso Carioti, 39 anni, di Guardavalle; Antonio Cicino, 55 anni, di Guardavalle; Nicolino Galati, 37 anni, di Guardavalle; Cosimo Damiano Gallace, 23 anni, di Guardavalle; Andrea Gallelli, 43 anni, di Bologna; Maurizio Gallelli, 39 anni, di Badolato; Vincenzo Gallelli, 70 anni, di Badolato; Antonio Luciano Papaleo, 47 anni, di Badolato; Domenico Origlia, 52 anni, di Guardavalle; Antonio Saraco, 58 anni, di Badolato; Domenico Tedesco, 31 anni, di Guardavalle; Nicola Tedesco, 36 anni, di Guardavalle; Antonio Ranieri, 60 anni, di Soverato; Alfredo Beniamino Ammiragli, 46 anni, di Fragagnano (Taranto); Giuseppe Compagnone, 59 anni, di Arluno (Milano); Nicola Arena Romeo, 63 anni, di Badolato; Vittorio Tucci, 65 anni, di Squillace; Cosimo Vitale, 27 anni, di Guardavalle; Vincenzo Vitale, 39 anni, di Guardavalle; Angelo Paride Vocaturo, 65 anni, di Montepaone; Pietro Gianfranco Gregorace, 66 anni, di Soverato. Alla presenza del collegio di difesa. Domenico Salvatore
OPERAZIONE FREE BOAT ITACA, COORDINATA DAL PROCURATORE CAPO DELLA DDA ANTONIO VINCENZOLOMBARDO, P.M. VINCENZO CAPOMOLLA, AZZERATO IL CLAN DEI GALLACE-GALLELLI-NOVELLA-TEDESCO DI GUARDAVALLE E BADOLATO
I Gallace, sono una 'ndrina originaria di Guardavalle un tempo alleati dei Novella Sono attivi nel traffico di droga a Roma, Torino e Milano. Sono presenti anche in Toscana e nel Lazio insieme ai Novell. Dal 2008 sono coinvolti in una faida di 'ndrangheta contro le 'ndrine dei Novella, Vallelunga, Sia, Procopio; alleati dei Gallace invece, sono le cosche dei Ruga-Metastasio dell'alto jonio reggino. La faida, è ancora in atto per il controllo del territorio e delle varie attività lecite e illecite insistenti su esso. Carmelo Novella, fece da paciere tra i Gallace e i Crea di Siderno. Invocando l'aiuto di Antonio Pelle. Esponenti di spicco:Vincenzo Gallace, capobastone. Fatti recenti…Il 22 settembre 2005 con l'Operazione Appia-Mithos, viene eseguita dalla DDA di Roma e Catanzaro contro una filiale dei Gallace-Novella a Nettuno per infiltrazioni nell'edilizia e nell'urbanistica. L'operazione successivamente porterà allo scioglimento del comune nel novembre dello sesso anno. Il 14 giugno 2013 a Roma vengono effettuati 23 arresti riconducibili al gruppo romano dei Romagnoli, legata ai Gallace, importavano cocaina dal Sud America, attraverso l'aeroporto di Fiumicino o dalla Calabria. Spacciavano nelle zone di Casilino-Torre Maura, San Basilio, Prenestino, Magliana-Portuense, Acilia, Velletri e in località del litorale lazialeDomenico Salvatore
GUARDAVALLE (CZ) Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro, diretti dal colonnello Salvatore Sgroi e Polizia di Stato di Catanzaro, guidata dal questore Guido Marino, hanno eseguito stamane arresti e perquisizioni a carico di presunti capi e gregari. Le persone indagate sono invece 21, tra cui il sindaco di Badolato Giuseppe Nicola Parretta, per cui il Gip non ha firmato la richiesta di custodia avanzata dalla Procura. La ‘ndrangheta compresa l’articolazione Gallace-Novella-Gallelli-Tedesco, è stato ribadito dal quartetto della procura della Repubblica di Reggio Calabria (Giuseppe Pignatone e gli aggiunti, Nicola Gratteri, Michele Prestipino Giarritta e Ottavio Sferlazza, che per un anno ha funzionato da pro termpore), ma anche dal procuratore capo della DDA di Catanzaro Antonio Vincenzo Lombardo, ha il monopolio della cocaina. Pure a Roma, dove la cosca dei Gallace-Gallelli-Nocella, si muove attraverso un clan ben interodotto e collaudato. Quello dei Romagnoli, con a capo Umberto Romagnoli, Angelo e Bruno Gallace; componenti del clan Romagnoli-Gallace, 'padronì dello spaccio nelle zone periferiche di Casilino-Torre Maura, San Basilio, Prenestino, Magliana-Portuense, Acilia e Velletri.
Il legame tra Bruno Gallace e Francesca Romagnoli, figlia di Umberto, aveva “cementificato” l'associazione. Coinvolti pure i fratelli Tiziano e Alessandro Romagnoli, altri figli di Umberto, regolarmente affiliati. Come dimostrano i 23 arresti eseguiti dalla Squadra Mobile di Roma, guidata dal primo dirigente Renato Cortese, il 14 giugno 2013; in collaborazione con la Guardia di Finanza. Gli stupefacenti giungevano direttamente dalla Calabria o dal Sud America via Fiumicino. I procuratori hanno ribadito sino alla nausea i mezzi attraverso cui arriva la cocaina. Nave, sottomarino, autotreno, container, macchina e soprattutto aereo. Nello scalo romano la ‘ndrangheta aveva corrotto tre dipendenti aeroportuali di Alitalia e uno di Adr. Grazie ad una società di importazione, al servizio delle bande criminali tonnellate di cocaina, venivano scaricate a Roma. Gl’inquisiti, utilizzavano anche auto di servizio con il marchio Alitalia, oltre a tute e documenti contraffatti. Sapevano come muoversi all'interno dell'aeroporto Un anno fa la Polizia di Stato era riuscita a sequestrare, nientemeno che 150 chili di cocaina nell'aeroporto di Fiumicino e poi di altri 35 chili provenienti da Caracas al termine di articolate e delicate indagini. Le prime manette erano scattate nel 2011. Altro settore appannaggio del clan è il rakett delle estorsioni, molto giorente. Non soltanto in Calabria, ma anche nel Lazio ed in Lombardia, dove sono ramificati i Gallace-Novella.
Secondo le prime indiscrezioni nell'ambito dell'inchiesta risulta indagato con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa anche il sindaco di Badolato, Giuseppe Antonio Parretta, rieletto in primavera. Il prefetto Antonio Reppucci valuterà nel corso della prossima seduta del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica l'opportunità di inviare una commissione di accesso agli atti al comune di Badolato. “Il porto, www.portogallipari.it., sorge nel territorio di Badolato, in provincia di Catanzaro e dispone di circa 300 posti per imbarcazioni di dimensioni da 6 a 14/15 metri. L’idea progettuale per la realizzazione di tale importante struttura a servizio della nautica da diporto nasce nel lontano 1995 ad opera dell’ing. Gianfranco Gregorace, progettista e direttore dei lavori, e trae origine dall’ assoluta carenza di strutture di tal genere sulla fascia costiera jonica, che va da Crotone a Roccella Jonica, lungo un tratto di costa di circa 150 chilometri!I servizi offerti, sono espressamente indirizzati alla nautica da diporto ed alla piccola pesca costiera locale, ma dimensionati e previsti per un utilizzo anche da parte dei turisti occasionali di passaggio; anche se non utilizzanti strutture nautiche o imbarcazioni.” Porti, porticcioli, darsene, rade, baie, cale, scali e golfi, servivano all’Onorata Società per scaricare le ‘bionde’. Oggi, sono utili alle cosche della ‘ndrangheta per scaricare la droga a tonnellate: cocaina in primis; ma, anche eroina, haschisc, marijuana ed armi di ogni tipo (kalashnikov, skorpion, bazooka, lanciamissili, lanciarazzi, bombe a mano, tritolo, dinamite, glock ecc.).
Ecco perché, i clan della Piovra, si lanciano sui porti. Sfruttano e lottizzano ogni millimetro quadrato. Prima, in fase di studio di fattibilità; poi sulla progettazione con tecnici di loro fiducia; quindi con ‘solleciti speciali e sotterranei’, sull’asse Catanzaro-Roma e se non bastasse, Milano, Torino ecc. per un finanziamento rapido e sicuro dell’opera. Durante l’appalto monopolizzano tutto:il sub-appalto, la mano d’opera, il materiale edilizio, le maestranze, le rappresentanze sindacali, la refezione, la lavanderia. Pure l’aria che si respira. Infine ad opera consegnata chiavi in mano, il controllo dei posti barca, imbarco e sbarco. Gli occhi telematici della ‘ndrangheta si moltiplicano per dieci, per cento e per mille. E nulla sfugge. Dapprima circuisce, raggira, irretisce ed inganna. Poi passa alla corruzione. Nei container la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato ed i Carabinieri, hanno trovato stupefacenti a tonnellate. Immaginarsi le gigantesche ‘partite’, che non sono riusciti a scovare. Infine alle minacce ed alle spedizioni punitive Idem con patate per gli aeroporti, anche se ‘grossi’. Là, sbarca pure la droga a tonnellate. Stiamo parlando si badi bene, dei clan più gettonati, che controllano il Paese.
Non soltanto la singola Regione, Provincia, Comune, paesino sperduto dell’Aspromonte. Dallo Stretto di Messina a Campione d’Italia. Ogni “famiglia” lavora con i suoi organici (Bartolo, conte Ugolino, Crociata, Infinito, Stella, Corona, Medaglione, Quartino Tre quartino, Quintino, società, padrino, mammasantissima, santista, vangelista, capo di società, capo locale, capo’ndrangheta, capobastone, crimine, capo crimine, mastro generale, mastro di giornata, capo’ndrina, puntaiolo, contabile, camorrista di seta, di sangue e di sgarro, picciotto, giovane d’onore, contrasto onorato, carduni…società maggiore, società minore); compresi i simpatizzanti, i fiancheggiatori, gli amici degli amici, i corrotti e la clientela, che pur rimanendo ai margini del ‘calderone’ non manca mai da nessuna parte. Nessuna sorpresa, lo sa bene la magistratura antimafia, che sul territorio coordina polizia, carabinieri e finanzieri, che il clan dei “ Gallace, Novella,Tedesco, Gallelli”, sia con ‘le mani in pasta’, in tutti gli affari, il business, dove c’è da lucrare, guadagnare, speculare, ingrassare. Ecco come fioccano anche le operazioni della DDA. Al Sud, al Centro ed al Nord; ma anche all’estero. Altro discorso, è il matrimonio incrociato fra mafiosi, figli dei mafiosi, nipoti dei mafiosi ed accoliti vari.
Serve per rafforzare il potere ma anche come deterrente contro i pentiti di ‘ndrangheta, oramai un vero e proprio esercito; da qualche giudice definiti… “un male necessario”. Un clan fortissimo quello di Guardavalle e Badolato, “prestigioso”, ricco e sanguinario. Fino a qualche tempo fa, guidato da “don Carmi”Nuzzo” Novella; insieme a don Vincenzo Gallace, capo dei capi del clan di Guardavalle-Badolato, con addentellati ed articolazioni, su tutto il territorio nazionale. Favorito anche dalla politica di espansione, comune a tutti i clan, che passa, attraverso le alleanze, patti, coalizioni, federazioni, confederazioni, accordi, trattati e concordati, diretti e bilaterali. Non solamente nelle faide, dove c’è lo scambio di killers di professione, ma soprattutto nelle trattative per la”spartimogna” del business. Per esempio, l’alleanza con il clan dei calabresi dei Farao-Marincola di Cirò Marina: il naso, pure in “les affaires” romagnoli e lombardi ed articolazioni all’estero. I figli dei boss ed i loro accoliti: reggipansa, portaborse, giannizzeri, galoppini, hanno studiato all’Università; frequentato masters; imparato le lingue estere; e masticano economia di mercato, meglio degli agenti di Borsa. Novella, era arrivato ad un passo dalla superdote di capo crimine. Comunque era plenipotenziario della ‘ndrangheta per la “Provincia Lombardia”. Capo dei capi. La sua fine fu variamente interpretata.
Non tutti concordano sul movente. Qualcheduno, sibilano i novelliani per ingordigia, ma non chiamatela sete di potere, se l’è venduto. Anche perché la vittima designata, abbassò imprudentemente la guardia, ritenendosi, a torto od a ragione ‘inattaccabile ed intoccabile’. Con la scusa, se non una leggenda metropolitana, che volesse lo scisma. La scissione. Lo strappo dalla casa madre. Bufalate! Domanda: “L’indagine “Crimine “, ha sviscerato tutte le verità o c’è qualche zona d’ombra ancora da schiarare? Che cosa dicono le zone grigie, i comitati d’affari, la borghesia mafiosa, come la chiama Giuseppe Pignatone, procuratore di Roma, i “triangoli d’oro” o delle Bermude: Milano-Genova-Bologna; Milano Torino-Bologna; Milano-Venezia-Bologna; Platì-San Luca-Africo; Siderno-Locri-Marina di Gioiosa; Gioiosa Jonica-Limbadi-Soverato? A seguito del maxi-blitz 'Crimine-Infinito contro la 'ndrangheta, coordinato dalle Dda di Milano e Reggio Calabria, che il 13 luglio 2010 portò in carcere oltre 300 persone, i vertici della mafia calabrese decisero di bloccare “tutti i conferimenti” di nuove cariche all'interno delle cosche radicate in Lombardia. Il pentito Michael Panajia, uno dei due liller di CarmiNuzzo Novella, ha raccontato davanti al pm milanese Cecilia Vassena cosa fosse successo a San Luca la 'casa madre della 'ndrangheta. In Lombardia dopo la maxi-operazione Crimine-Infinito: il gotha della Piovra calabrese, aveva bloccato tutte le cariche maggiori.
In Lombardia, avremmo potuto conferire soltanto cariche sino allo 'sgarro L’altro sicario, di Carmelo Novella, il padrino della ‘ndrangheta Antonino Belmonte, il pentito di Inverigo, ha già vuotato il sacco (“Perché, non volevo essere la causa della rovina della mia famiglia e di tutti quei ragazzi giovani che pensano che la 'ndrangheta abbiano futuro e ricchezza”) e riempito verbali. Il collaboratore di giustizia, figlioccio del defunto mammasantissima della valle dello Stilaro, Andrea Ruga, ha spiegato come è diventato picciotto e padrino. Ha pure svelato i nomi degli affiliati, i riti, le cariche, i segreti della mafia calabrese in terra lariana ed un omicidio di lupara bianca a Bregnano, la passione per le mangiatine, i riti arcaici e grotteschi, le armi. In una deposizioni fiume avvenuta nell'aula della corte d'Assise di Milano, dove si giudicano tre omicidi, tra i quali una lupara bianca avvenuta in un maneggio a Bregnano… Rocco Cristello da Cabiate, Claudio Formica da Mariano Comense, che proprio da Belmonte aveva ricevuto la dote di trequartino, il gradino prima di diventare padrino, Francesco Cristello, da Cabiate. Ricorda pure che, Cristello e Formica, lo abbiano anche accompagnato, in Calabria, quando i vertici della 'ndrangheta hanno promosso Belnome a padrino; prima dell’arresto … bastone d'oro e pomello d'argento, stella mattutina, è formata la società criminale 'ndrina a fianco del capo società, Francesco Cristello…-Che cosa vai cercando? -Sangue e onore … “In nome dei nostri tre vecchi antenati Osso, Mastrosso e Scarcagnosso battezzo questo locale; se prima lo riconoscevo per un locale che bazzicavano sbirri e infami, da ora in poi lo riconosco per un luogo sacro santo e inviolabile, dove può fermare e sformare questo onorato corpo di società…
La “pungitina’ con lo spillo, poi il santino di San Michele Arcangelo fra le dita, quindi il fiammifero per bruciarlo, mentre le goccioline di sangue innaffiano la sacra immagine…”Prima della famiglia, dei genitori, dei fratelli, delle sorelle viene l’interesse e l’onore della società, essa da questo momento è la vostra famiglia e se commetterete infamità, sarete punito con la morte. Come voi sarete fedele alla società, così la società sarà fedele con voi e vi assisterà nel bisogno, questo giuramento può essere infranto solo con la morte. Siete disposto a questo? A nome del principe russo, conte Leonardo e fiorentino di Spagna, con spada e spadino è formato il Padrino…Se prima ti riconoscevo per un picciotto non battezzato, adesso ti riconosco come appartenente a questo onorato corpo di società …Mangerò con te, dividerò con te fino all'ultimo soldo della baciletta e ti difenderò carne, sangue, pelle e ossa fino all'ultima goccia di sangue. Riti tradizioni, aforismi della ‘ndrangheta. Ci sono anche i….Dieci comandamenti (Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, “Dire e non dire. I dieci comandamenti della 'ndrangheta nelle parole degli affiliati”, Mondadori editore… 1. La 'ndrangheta è una e una sola. 2. Chi tradisce brucerà come un santino. 3. Non si sgarra né si scampana. 4. La famiglia è sacra e inviolabile. 5. Cumandari è megghiu chi futtìri. 6. A tavola tutto si divide e tutto si discute. 7. Senza soldi non si cantano messe. 8. Cu campa campa, cu mori mori. 9. Tutto passa, anche il carcere. 10. È sempre stato così e sarà così per sempre.”. Ma il clan dei Gallace-Novella-Tedesco-Gallelli è solo una “scatola cinese” della ‘ndrangheta.
Domani il p.m. ed il gip, che si muovono sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, Antonio Vincenzo Lombardo, svolgeranno gl’interrogatori di garanzia degli arrestati: Vincenzo Gallace, 66 anni, di Guardavalle; Agazio Gallelli, 71 anni, di Badolato; Aldo Tedesco, 60 anni, di Guardavalle; Francesco Aloi, 46 anni, di Guardavalle; Alfonso Carioti, 39 anni, di Guardavalle; Antonio Cicino, 55 anni, di Guardavalle; Nicolino Galati, 37 anni, di Guardavalle; Cosimo Damiano Gallace, 23 anni, di Guardavalle; Andrea Gallelli, 43 anni, di Bologna; Maurizio Gallelli, 39 anni, di Badolato; Vincenzo Gallelli, 70 anni, di Badolato; Antonio Luciano Papaleo, 47 anni, di Badolato; Domenico Origlia, 52 anni, di Guardavalle; Antonio Saraco, 58 anni, di Badolato; Domenico Tedesco, 31 anni, di Guardavalle; Nicola Tedesco, 36 anni, di Guardavalle; Antonio Ranieri, 60 anni, di Soverato; Alfredo Beniamino Ammiragli, 46 anni, di Fragagnano (Taranto); Giuseppe Compagnone, 59 anni, di Arluno (Milano); Nicola Arena Romeo, 63 anni, di Badolato; Vittorio Tucci, 65 anni, di Squillace; Cosimo Vitale, 27 anni, di Guardavalle; Vincenzo Vitale, 39 anni, di Guardavalle; Angelo Paride Vocaturo, 65 anni, di Montepaone; Pietro Gianfranco Gregorace, 66 anni, di Soverato. Alla presenza del collegio di difesa. Domenico Salvatore












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