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Ho frugato nella spazzatura

Reggio Calabria 4 luglio 2013 - Cercare l'ispirazione giusta per motivarsi, per stuzzicare, per reagire. Un momento storico questo che lascia pochi spazi. Tutto sembra soffocarti. Prospettive zero. Piazza Italia è diventata uno sfogatoio. Un riferimento di gruppi diversi fra di loro e con in comune la disperazione. Gruppi che non si incontrano, che non si parlano. Come se "ognuno per sè e tutti per nessuno" valesse anche per le difficoltà. Ad ognuno la sua (di difficoltà).

Istituzioni che stanno collassando. Politica, Magistratura, ai minimi storici del consenso e al massimo del dissenso, mi viene in mente Tucidide*.

"Invasa la terra e accampatisi con questi armamenti, gli strateghi Cleomede di Licomede e Tisia di Tisimaco, prima di fare qualche danno, inviarono ambasciatori per intavolare una discussione. ma i Meli non li condussero davanti al popolo, bensì li invitarono a parlare su quegli affari per i quali erano venuti, stando davanti ai magistrati e agli oligarchi."

 ... nelle considerazioni umane il diritto è riconosciuto in seguito ad una uguale necessità per le due parti, mentre chi è più forte fa quello che può e chi è più debole cede.

... è utile (è necessario infatti usare questo termine, dal momento che avete così proposto di parlare dell'utile invece che del giusto) - è utile che noi non distruggiamo questo bene comune, ma che sia conservata la giustizia a colui che di volta in volta si trova in mezzo ai pericoli, e che sia avvantaggiato colui che riesce a persuadere un altro anche senza raggiungere i limiti dell'esattezza più rigorosa.

 ... e se fossimo amici invece che nemici, ma alleati di nessuna delle due parti, non l'accettereste?

No, perchè la vostra ostilità non ci danneggia quanto la vostra amicizia, manifesto esempio per i sudditi della nostra debolezza, mentre l'odio lo è della nostra potenza.

... le vostre maggiori forze sono rappresentate da speranze di cose di là da venire, mentre quelle che sono qui presenti sono insufficienti ...

Parole di guerra. Antiche, attuali, inquietanti. Parole che rappresentano fatti. Fatti che non si concretizzano, che portano all'esasperazione. Sguardi persi, attese snervanti. Monologhi con pretese di dialogare. Gruppi di individualisti. Interessi comuni solo alle proprie tasche.

Come si fa ad uscirne? Si spostano le lancette delle giornate in avanti e si resettano le ore passate. Come se l'attuale non ci appartenesse più. Il degrado che ci circonda è divenuto consuetudine. Le chiacchiere di chi rappresenta qualcosa sono sempre meno ascoltabili. Una situazione pericolosa.

Mani in tasca e sogni nel cassetto, non ci crede più nessuno. Si fruga nella spazzatura delle nostre emozioni e si trova rabbia, delusione, amarezza, tristezza. I sogni solo un ricordo, il presente un incubo. L'ottimismo è nell'immondizia e si continua a cercarlo.

Luigi Palamara

*Tucidide è stato uno storico e generale ateniese, uno dei principali esponenti della letteratura greca grazie al suo capolavoro, La Guerra del Peloponneso.

L'ateniese Tucidide ha raccontato la guerra sorta fra le città del Peloponneso e Atene, con le sue varie vicende. Cominciò egli a descriverla subito ai primi indizi di ostilità, prevedendo che tale guerra sarebbe stata importante e, fra tutte le precedenti, certo la più degna di considerazione.

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1 Commenti

  1. ...è un balletto della morte... la morte della speranza...dei sogni... tutto intorno è solo degrado... cosa può partorire l'incuria se non fame e miseria?

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