PREVALE
IN CASSAZIONE LA TESI DIFENSIVA SOSTENUTA DAGLI AVVOCATI
FRANCESCO
FLOCCARI E FELICE DOMENICO RETEZ
Assenzio/Sistema, posizione Barbara Fortunata Crocè.
Ieri la Cassazione ha rigettato il ricorso che il PM aveva proposto dopo la liberazione ad opera del TDL.
Importante pronuncia della Sesta Sezione Penale
della Corte di Cassazione nell’ambito del procedimento Sistema/Assenzio.
I giudici di Piazza Cavour, nella tarda serata di
giovedì 11 luglio, hanno definitivamente escluso la sussistenza di un
sufficiente quadro indiziario nei confronti di Fortunata Barbara CROCE’ in
ordine al delitto di concorso esterno in associazione mafiosa.
Le disavventure giudiziarie della giovane imprenditrice reggina e del
padre, Giuseppe CROCE’, erano iniziate sul finire del mese di luglio dell’anno
scorso quando, nel contesto dell’operazione Sistema/Assenzio, coordinata dalla
Procura della Repubblica di Reggio Calabria, erano stati contestati agli
indagati reati di truffa oltre che quello di associazione a delinquere di tipo
semplice.
Il quadro investigativo si complicava ulteriormente
nello scorso mese di gennaio, quando, con ordinanza del GIP Dr. Domenico
Santoro, che accoglieva la richiesta
formulata dal PM Dr. Stefano Musolino,
veniva disposta nei confronti dei due imprenditori la custodia cautelare
in carcere in ragione di una nuova contestazione per il reato di concorso esterno
in associazione mafiosa.
Nella stessa occasione, inoltre, venivano sottoposte
a sequestro preventivo le Società’ SGS Group S.r.l. , operante nel settore
della grande distribuzione alimentare reggina, e Casa Più S.r.l., titolare del
punto vendita Mondo Shopping di Melito Porto Salvo.
La contesa giudiziaria che ne derivava interessava
quasi immediatamente la posizione di Fortunata Barbara Croce’, nell’interesse
della quale il collegio difensivo composto dagli avvocati Francesco Floccari e
Felice Domenico Retez inoltrava immediata richiesta di riesame dinanzi al
Tribunale della Libertà in sede, invocando l’immediata scarcerazione della
giovane indagata in ragione della chiara insussistenza nei suoi confronti di
gravi indizi di colpevolezza.
L’Organo della Libertà, condividendo le valutazioni
dei difensori, disponeva l’immediata liberazione di Fortunata Barbara Crocè,
consentendo, così, alla giovane di lasciare la Casa Circondariale di San Pietro
dopo 23 giorni trascorsi in regime carcerario.
Intanto, contro il provvedimento di scarcerazione
della Crocè il PM, Dr. Stefano Musolino, proponeva ricorso per Cassazione
chiedendo alla Suprema Corte l’annullamento dell’ordinanza che ne aveva
disposto la liberazione.
All’udienza, tenutasi, come detto, nella mattinata
di giovedì, si registravano l’intervento del Procuratore Generale presso la
Corte di Cassazione, che insisteva per l’annullamento dell’ordinanza del TDL, e
quello dell’avv. Retez che, ribadendo le ragioni di estraneità
dell’imprenditrice e della propria famiglia a qualsivoglia connivenza di tipo mafioso, invocava il
rigetto del gravame promosso dalla Procura di Reggio Calabria.
Anche in questo caso la tesi difensiva ha trovato
pieno accoglimento e nel tardo pomeriggio di ieri i Giudici Supremi hanno
confermato o il provvedimento con cui il TDL aveva disposto la scarcerazione di
Barbara Crocè.
Tra brevissimo, intanto, partirà il processo,
essendo stata fissata per il prossimo 23 luglio l’udienza preliminare dinanzi
al Gup dott.ssa Barbara BENNATO.
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