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Aspen Venezia Politica Immobiliare - Locazione disincentivata, Effetti fiscali negativi: Perdita di 10 miliardi di introiti fiscali - Assoedilizia Centro Cittadino Fisco

Negli ultimi decenni, nel nostro Paese si e' perseguita una politica disincentivante l'investimento privato in immobili destinati alla locazione; politica attuata attraverso vincoli e blocchi ( dei contratti e degli sfratti ), equo canone, espropriazioni, requisizioni, occupazioni, misure fiscali a carattere confiscatorio ( incongrue, irragionevoli, non proporzionali )
nei confronti della locazione ed in particolare della locazione abitativa; obblighi vessatori di esecuzione di opere edilizie, di adeguamento tecnologico, energetico e di attivita' tecniche ed amministrative onerose e defatiganti ( imposti da leggi nazionali, regionali, regolamenti, atti amministrativi ) .

Tutto cio' e' stato conseguenza della sostanziale mancanza di una qualsivoglia visione chiara degli obiettivi da perseguirsi e degli strumenti da utilizzarsi.

In teoria tutti concordano sulla finalita' di mantenere e potenziare la locazione abitativa in Italia; in pratica si introducono le piu' disparate misure di senso opposto.

Abbiamo assistito conseguentemente ad un vasto e progressivo fenomeno di abbandono  della locazione come forma di investimento, con il conseguente  spostamento della gran parte del patrimonio immobiliare residenziale da un regime di rilevanza fiscale ad un regime di irrilevanza fiscale.

Quarant'anni fa in Italia le abitazioni in locazione erano circa il 40 % del totale; oggi sono scese a meno del 17 % ( una situazione di tipo mediterraneo, lontana dal parametro medio europeo che si attesta attorno al 35/40 % ).
E, con le attuali prospettive tale quota e' destinata a ridursi ulteriormente.

Oltre 19 milioni e mezzo di famiglie italiane abitano in casa di proprieta': immobili per i quali la tendenza legislativa e' quella di arrivare ad una sorta di immunita' fiscale.

Non pagano le imposte dirette sui redditi locativi che ovviamente non esistono ( Irpef ed Ires), non pagano l'Irpef fondiaria assorbita dall'Imu, non pagano l'imposta di registro.

In questi giorni si sta discutendo anche dell'introduzione della esenzione per l'Imu.

L' ingessatura della maggior parte dello stock immobiliare residenziale nelle mani delle famiglie che vi risiedono produce un ulteriore effetto negativo sul piano economico e fiscale: ci riferiamo all'indotto della locazione in termini di opere manutentive e di adeguamento tecnologico, ed al relativo gettito fiscale.

Come e' noto, nelle case abitate dalle famiglie proprietarie c'e' un ben minor turn over abitativo, rispetto alle case locate.

Cio' significa che non vengono effettuate con altrettanta frequenza tutte quelle opere che il proprietario locatore deve affrontare per affittare gli immobili alle migliori condizioni  e nel rispetto della legge.

Se nel nostro Paese la quota degli immobili locati fosse in linea con la media europea, si avrebbero 10/12 milioni di abitazioni locate, invece delle attuali 4 milioni.

Assoedilizia ha calcolato che, come effetto del solo assoggettamento al regime impositivo, vi potrebbe essere un maggior gettito fiscale ( diretto e prodotto dall'indotto) dell'ordine
di circa 9/10 miliardi  {Irpef/Ires ( canoni di locazione ed opere edilizie) - Imu - Registro - Iva }.

Il presidente di Assoedilizia e del Centro Cittadino Fisco Achille Colombo Clerici, che partecipa ai lavori di Aspen Institute Seminars 33^ Edition, che si svolgono a Venezia, cosi' commenta:

« Il maggior dinamismo del rapporto conduttore/immobile rispetto al rapporto proprietario/immobile (senz’altro più statico, anzi improntato ad uno spiccato immobilismo; non parliamo del condominio che, fra tutti,è il soggetto meno reattivo di fronte alle esigenze di rinnovamento urbano) puo' dunque dar luogo ad un sostanziale incremento degli interventi di manutenzione e di riqualificazione del patrimonio edilizio: con evidenti ricadute vantaggiose a favore di costruttori, professionisti, impiantisti, ed installatori. Il che non guasta in questo periodo di crisi.

Il "turn over" delle case in locazione implica un costante adeguamento del patrimonio edilizio.

Insomma, rispetto alla situazione della casa in proprietà, se siamo in presenza di una locazione economicamente conveniente ( altrimenti c’è il degrado, come avveniva con l’equo canone) la manutenzione degli immobili e la loro riqualificazione sul piano edilizio/urbanistico ne guadagnano indubbiamente.


In prospettiva dunque l'azione di governo dovrebbe esser rivolta a mobilitare nell’edilizia in locazione investimenti di risorse finanziarie, da parte non solo delle famiglie (persone fisiche), ma anche delle persone giuridiche (societa' di gestione immobiliare,fondi di investimento,enti) alla ricerca di collocazioni economicamente interessanti.


Effetto positivo dell'incremento dell'investimento negli immobili in locazione abitativa sarebbe costituito da un aumento del PIL, e  da maggiori introiti fiscali  connessi ai redditi locativi ed all'attivita' edilizia ( Irpef-Ires-Registro-Iva). »
 

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Foto: Colombo Clerici con il Primo Ministro Enrico Letta

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