Una presentazione eccezionale, che ricorda in qualche modo quella di Diego Armando Maradona. Un altro Benitez, validissimo calciatore peruviano del Milan (con il quale vinse pure scudetto e Coppa dei Campioni), Roma, (Coppa Italia), Messina, Inter, Venezia, negli Anni Sessanta, dominò la scena e fece parlare di sé, i giornali di mezzo mondo, radio e televisione
Napoli: ecco un altro Benitez, "chiamatemi Rafe', sono qui per vincere"
Domenico Salvatore
LA NOTIZIA
(AGI) - Napoli, 21 giu. - Piu' che una presentazione-show, quella di Rafa Benitez e' stata l'occasione giusta per chiarire un po' di cose e lanciare in pompa magna il manifesto programmatico del Napoli che verra', quello del dopo-Mazzarri e delle ambizioni rinnovate. Ed eccolo allora, Rafa il rifondatore. Anzi, Rafe', come con una battuta ha detto di volersi chiamare da ora in poi il trainer madrileno: "Lavorero' da subito dando il massimo per vincere il prima possibile e per ricambiare l'affetto che qui ho ricevuto. Sono contento di allenare una squadra forte, che vuole crescere". "Qui e' tutto diverso rispetto all'Inter: diversi i tifosi, diverso il presidente...La gente qui a Napoli vuole migliorare, la societa' vuole migliorare. Mi auguro di riuscire a far esprimere alla mia squadra bel calcio e giocare con equilibrio, anche perche' il campionato italiano e' molto piu' tecnico e tattico rispetto alla Premier", ha detto scandendo le sillabe il nuovo allenatore azzurro. Che avra' come secondo Fabio Pecchia, ha annunciato il cambio di modulo (probabilissimo il 4-3-2-1, "ma ci vorra' tempo e tanto lavoro fin dal ritiro") e potra' contare sulla disponibilita' della societa': "Faremo una squadra che sapra' competere su tre fronti. Scudetto?
Non prometto nulla, la nostra idea e' di fare bene in tre anni", sibila Rafa. Poi, e non poteva essere altrimenti, si affrontano i tempi del mercato. Su tutti il nodo Cavani, ovviamente: "L'ho contattato con degli sms. E' un giocatore importante, siamo contenti che sia con noi e speriamo di averlo qui presto", ha commentato sbrigativo Benitez. Piu' articolate, ed anche questo non poteva essere altrimenti, le parole di De Laurentiis: "Il City non ha i soldi per Cavani, il Chelsea parla parla...Ma il Napoli non ha ricevuto alcuna telefonata.Sento di contropartite tecniche: si puo' anche fare, ma alle cifre giuste. Io ti do Cavani che in tre anni ha fatto quello che ha fatto, mentre Mancini aveva messo da parte Dzeko, che quindi per me non vale tutti i soldi di cui si parla. Comunque sia, che Edinson voglia andar via e' tutto da dimostrare: da ragazzo intelligente fara' tutte le considerazioni del caso. Con lui non e' cambiato nulla, c'e' un ottimo rapporto come sempre. La sua importanza l'ha costruita qui a Napoli, ma non potrebbe mai disconoscere il valore del Real Madrid.
Se gli si prospetta una societa' come l'Anzhi direbbe 'no grazie', ma se arriva il Real o il Bayern e' umano che direbbe 'vedro', grazie, un momento'. Ma esiste una clausola, e sa che ha firmato un contratto per altri cinque anni, percio' dovra' avere la capacita' di essere ambasciatore educato di se stesso se decidesse di andar via. Inoltre Cavani sa che qui c'e' un grande palcoscenico - ha aggiunto De Laurentiis - sa che qui e' una prima donna. Non so se in un'altra squadra sara' l'unica prima donna. Anche con l'Uruguay non riesce ad esprimersi al meglio". Mercato comunque non significa solo Cavani. Anzi. "La societa' e' disposta a soddisfare tutte le mie richieste nel limite delle sue possibilita'. De Sanctis sara' il nostro portiere, di Callejon e Cerci stiamo parlando", dice Rafa. "Per Mertens stiamo in fase di negoziazione, appena sara' ufficiale ve lo comunicheremo", incalza De Laurentiis. Insomma, i primi tasselli stanno per essere sistemati al loro posto, e ancora Rafa assicura: "Grazie al presidente adesso il Napoli potra' competere con i grandi club". Gia', il presidente. Dal quale non poteva mancare l'attacco frontale al potere del pallone. E non solo: "Spero che Platini modifichi le normative per avere maggiori squadre per ogni nazione, rimuovendo l'Europa League che e' un problema per i costi piu' che altro, allora a quel punto potremo crescere maggiormente. E poi c'e' questa storia del fair play finanziario...Il Real Madrid viene finanziato con l'azionariato pubblico e non lo ha mai rispettato: andando avanti cosi' non so fin quando riuscira' ad essere competitivo.
Il Manchster City ha messo su addirittura una seconda societa' per sfuggire al fair play...Platini dovrebbe ascoltarmi.Tornando a noi invece, abbiamo scalato decine di posizioni nella classifica mondiale di club, siamo il 20esimo marchio nel mondo, stiamo bruciando le tappe e mi auguro di scalare posizioni nei prossimi cinque anni. Insomma, il Napoli e' una regina, una bandiera. Ora sara' importante avere un nuovo stadio, ma questo dipende da persone con incarichi pubblici ed ho qualche dubbio. Se permetteranno la costruzione dello stadio allora faremo un gran salto. Rifare il San Paolo significherebbe rifare anche una parte importante della citta'". Tornando al Napoli d'oggi, "si e' concluso un primo ciclo di 8 anni, con Rafa ne inizia uno nuovo. Inizieremo un viaggio diverso, non impostato a vivere alla giornata ma proiettato verso il futuro. E da questo punto di vista Benitez era l'uomo giusto: è un allenatore di calcio ed ex calciatore spagnolo, di ruolo centrocampista o difensore, attuale tecnico del Napoli. Carriera. Giocatore. Benitez è un prodotto del vivaio del Real Madrid, club nel quale entra come giovane nel 1974; non riuscirà mai ad arrivare alla prima squadra e sarà pertanto utilizzato esclusivamente nella squadra satellite, il Castilla.Nel 1981 si trasferisce al Parla, contribuendo alla promozione nella Segunda División B.
Nel frattempo si iscrive come studente all'INEF, la facoltà sportiva dell'Università Politecnica di Madrid. Nel 1982 ottiene la laurea in Scienze Motorie pur continuando a giocare nel Parla fino al 1985, anno in cui firmò per il Linares.Un infortunio al ginocchio gli fece saltare quasi completamente la stagione 1985-1986, e per questo motivo decise di porre fine alla sua carriera da giocatore per dedicarsi alla carriera da allenatore.Allenatore. Gli esordi. Nel 1986 entrò a far parte dello staff tecnico del Real Madrid. Fece esperienza con le formazioni Giovanili del Real Madrid dal 1986 al 1991, vincendo 6 trofei. Nel 1989 ottenne il patentino da allenatore e nell'estate del 1990 insegnò alla UC Davis in California. Dal 1991 al 1993 allenò gli Under-19 del Real Madrid e dal 1993 e il 1995 il Real Madrid B. Tra il 1991 e il 1995 è stato inoltre assistente degli allenatori del Real Antic, Beenhakker, Floro, Del Bosque e Valdano.La sua prima esperienza da allenatore di squadre non giovanili fuori dall'area tecnica del Real Madrid non fu un successo. Benítez venne ingaggiato come tecnico del Real Valladolid per la stagione 1995-1996 in massima serie, ma venne esonerato dopo aver ottenuto 2 vittorie in 23 partite, con la squadra all'ultimo posto della Primera División.
Nella stagione seguente passò all'Osasuna, in seconda serie, ma anche questa esperienza si concluse precocemente con un esonero dopo nove gare di campionato.Nel 1997 fu ingaggiato dall'Extremadura e stavolta riuscì a guidare la squadra alla promozione in massima serie, chiudendo il campionato da secondo in classifica dietro l'Alaves, con 23 vittorie in 42 partite. Tuttavia l'Extremadura rimase solo per un anno nella Liga: l'anno seguente venne retrocesso dopo aver concluso il campionato al diciassettesimo posto ed aver perso il play-out con il Villarreal.Benítez quindi lasciò l'Extremadura e passò un anno a studiare a livello teorico il mestiere dell'allenatore osservando club quali il Manchester United, e l'Arsenal. Lavorò anche come commentatore e analista per Eurosport, Marca, El Mundo ed alcune tv locali di Madrid.Nel 2000 venne assunto come allenatore del Tenerife e con una squadra che annoverava giocatori quali Mista, Curro Torres e Luis García ottenne una nuova promozione in Liga, chiudendo il campionato al terzo posto in classifica, dietro Siviglia e Betis.Valencia. Nell'estate nel 2001 viene ingaggiato dal Valencia, con cui al primo anno vince la Liga, primo alloro in carriera, riportando il titolo nazionale nella città valenzana dopo 31 anni.Nel 2004 bissa il successo in campionato e conquista contestualmente il primo trofeo internazionale, la Coppa UEFA, superando in finale l'Olympique Marsiglia.
Una settimana dopo il successo europeo, annuncia alla stampa la sua decisione di rifiutare l'offerta di prolungamento del contratto con il Valencia e la conseguente decisione di dare le dimissioni dalla guida tecnica del club spagnolo con effetto immediato.Liverpool.Rafael Benítez nel 2007. Nella stagione 2004-2005 si trasferisce al Liverpool, rilevando la panchina del club inglese da Houllier. Terminerà la prima stagione con un quinto posto nella Premier League e vincendo la Champions League, battendo in finale il Milan ai calci di rigore, dopo aver rimontato 3 gol ai rossoneri.Nella stagione successiva il tecnico spagnolo, vincerà la Supercoppa Europea battendo i russi del CSKA Mosca con il punteggio di 3-1. Nella stagione 2006-2007 il Liverpool di Benitez ritroverà in finale di Champions League il Milan, ma questa volta sarà sconfitto con il risultato di 2-1. Nel 2007-2008 dopo una campagna acquisti che porterà calciatori tra cui Fernando Torres e Javier Mascherano, i reds raggiungeranno la quarta posizione in Premier League e la semifinale di Champions League dove però saranno sconfitti dal Chelsea con il punteggio di 1-1 e di 2-3.Rafael Benítez (sulla destra) e Gianfranco Zola durante West Ham-Liverpool del 9 maggio 2009. Nelle ultime due stagioni alla guida del Liverpool ottiene rispettivamente il secondo e il settimo posto in Premier League, mentre in Champions League sarà eliminato rispettivamente nei quarti di finale (dal Chelsea) e nella fase a gironi (per mano di Fiorentina e Lione).
Sempre nell'ultima stagione, a causa del terzo posto raggiunto nella fase a gironi di Champions League il Liverpool accederà all'Europa League dove sarà eliminato in semifinale dall'Atletico Madrid.Il 3 giugno 2010 la società inglese, attraverso un comunicato sul proprio sito internet[6], comunica la separazione consensuale con il tecnico, dopo sei stagioni caratterizzate dalla vittoria di una Community Shield, una Coppa d'Inghilterra, una Champions League ed una Supercoppa Europea.Inter. Il 10 giugno 2010 diviene l'allenatore dell'Inter, firmando un contratto fino al 30 giugno 2012,[7] mentre il 15 giugno viene presentato alla stampa presso il centro sportivo di Appiano Gentile.Il 21 agosto seguente, alla prima uscita ufficiale, arriva il primo trofeo: i nerazzurri si impongono infatti sulla Roma per 3-1, grazie alla rete di Pandev e ad una doppietta di Eto'o, aggiudicandosi la Supercoppa italiana. Meno fortunato è, sei giorni dopo, l'esordio a livello internazionale: l'Inter, infatti, esce sconfitta contro l'Atlético Madrid nell'incontro valevole per la Supercoppa UEFA (2-0 il punteggio finale in favore dei madrileni).Dopo un inizio di stagione costellato da numerosi infortuni e prestazioni altalenanti, che ne mettono in dubbio la permanenza sulla panchina nerazzurra, il 18 dicembre 2010 conduce la squadra alla conquista della Coppa del Mondo per club, battendo in finale per 3-0 i congolesi del TP Mazembe; Benitez riporta in tal modo l'Inter al titolo mondiale dopo 45 anni, consegnandole il suo terzo titolo iridato.
Cinque giorni dopo il trionfo, il 23 dicembre, la società milanese, tramite un comunicato ufficiale sul proprio sito internet, annuncia la risoluzione consensuale del rapporto con il tecnico[9]. A rimpiazzarlo, dal 24 dicembre, è Leonardo, ex allenatore del Milan.Chelsea.Il 21 novembre 2012, viene reso noto l'accordo con il Chelsea fino al termine della stagione in sostituzione dell'esonerato Roberto Di Matteo.Al debutto, fischiato dal pubblico che sosteneva il precedente allenatore, pareggia per 0-0 contro il Manchester City. Perde 3-1 il suo primo derby londinese contro il West Ham, in una partita in cui diversi tifosi blues espongono cartelli contro l'allenatore iberico.Il 5 dicembre ottiene la prima vittoria sulla panchina dei blues battendo 6-1 il Nordsjælland nell'ultima gara della fase a gironi di Champions League, ma nonostante ciò Juventus e Shakhtar Donetsk superano il girone a scapito dei blues che così da terzi classificati accedono all'Europa League. Per la prima volta nella storia la detentrice del trofeo esce nella fase a gironi. Successivamente partecipa alla coppa del mondo per club, dove la sua squadra vince la semifinale per 3-1 contro il Monterrey ma perde la finale per 1-0 contro il Corinthians.In campionato conduce il Chelsea al terzo posto in classifica. Il 15 maggio 2013 conquista l'Europa League, secondo successo personale in tale competizione, battendo 2-1 il Benfica ad Amsterdam NapolI. Il 27 maggio 2013 viene ingaggiato come allenatore del Napoli, firmando un contratto di 2 anni (con opzione per il terzo) a 3,5 milioni di euro a stagione.
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IL COMMENTO
Víctor Morales Benítez (Lima, 12 settembre 1935) è un ex calciatore peruviano, di ruolo centrocampista difensivo. Carriera. Formatosi nell'Alianza Lima, nel 1959 passò al Boca Juniors con cui vinse un campionato argentino nel 1962. Fu quindi acquistato dal Milan, con il quale disputò nel campionato 1962-63 dodici partite e vincendo una Coppa Campioni (Champions League) disputando la partita di finale a Wembley contro il Benfica. Per la stagione seguente rimase al Milan, ma a gennaio fu trasferito in prestito al Messina, dove collezionò dodici presenze e due goal contribuendo a salvare la squadra siciliana dalla retrocessione in Serie B. Nel campionato 1964-65 tornò al Milan dove collezionò 24 presenze. Nella stagione successiva fu acquistato dalla Roma, totalizzando dieci presenze in campionato, mentre per il 1966-67 passò al Venezia dove con 23 presenze segnò 3 gol su calcio di rigore che non furono sufficienti ad evitare la retrocessione dei lagunari in Serie B
Dopo una stagione all'Inter in cui collezionò otto presenze, Benítez tornò alla Roma dove rimase fino al 1970 totalizzando nove presenze in campionato, due in Coppa delle Fiere, una in Coppa delle Coppe e tre in Coppa Italia dove realizzò un gol contro l'Inter. Nel 1970 Benítez, lasciò l'Italia calcistica per tornare in Perù dove giocò per altri tre anni nello Sporting Cristal. Palmarès, Club, Competizioni nazionali, Alianza Lima: 1954, 1955; Sporting Cristal: 1972 Campionato argentino: 1, Boca Juniors; 1962 Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia: 1; Roma: 1968-1969, Competizioni internazionali Coppa campioni.png Coppa dei Campioni: 1 Milan: 1962-1963
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La Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A., abbreviata in SSC Napoli e nota come Napoli, è una società calcistica italiana della città di Napoli. Fondata il 1º agosto 1926 su iniziativa dell'industriale napoletano Giorgio Ascarelli con il nome di Associazione Calcio Napoli, assunse poi l'attuale denominazione nel 1964. Il colore sociale, fonte Wikipedia, è l'azzurro, mentre la mascotte è il Ciuccio. Gioca le partite interne allo stadio San Paolo, inaugurato nel 1959.Milita nella Serie A, la massima serie del campionato italiano. Con un palmarès che comprende due scudetti (1986-1987 e 1989-1990), quattro Coppe Italia (1961-1962, 1975-1976, 1986-1987 e 2011-2012), una Supercoppa Italiana (1990) e una Coppa UEFA (1988-1989), oltre ad una Coppa delle Alpi (1966) e una Coppa di Lega Italo-Inglese (1976), il Napoli è la squadra del Meridione più titolata a livello nazionale ed internazionale, nonché, con 71 partecipazioni quella più presente nei campionati di massima serie.Secondo quanto emerso da un sondaggio della società Demos & Pi condotto nel settembre 2012, è la quarta squadra italiana per numero di tifosi dietro Juventus, Inter e Milan e in assoluto la più seguita nel Sud Italia.[6] Nel 2013 il rapporto annuale della Deloitte sul mondo del calcio colloca il club al 4º posto in Italia per fatturato ed al 15º posto a livello europeo
Il Napoli è anche uno dei membri associati dell'ECA (Associazione dei Club Europei), organizzazione nata in sostituzione del soppresso G-14 e costituita dai principali club calcistici del continente, riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA. Il palmares del Napoli:Scudetti 2; Titoli nazionali, 1 Campionato di Serie B;Trofei nazionali 4 Coppe Italia;1 Supercoppe italiane;Trofei internazionali 1 Coppe UEFA/Europa League;1 Coppa delle Alpi;1 Coppa di Lega Italo-Inglese; il presidente Ferlaino, deciso a portare la società verso grandi traguardi, il 30 giugno 1984 definì l'acquisto del campione argentino Diego Armando Maradona dal Barcellona per la cifra record di 15 miliardi di lire. Sotto la conduzione tecnica di Ottavio Bianchi e grazie all'innesto di altri calciatori di notevole livello, tra cui Bruno Giordano, Salvatore Bagni, Claudio Garella e Alessandro Renica, nel 1987 il Napoli conquistò il suo primo scudetto, primo club del Meridione a riuscire nell'impresa, vincendo nel contempo anche la terza Coppa Italia-
Il Napoli ottenne discreti risultati, come il quarto posto del 1991-1992 con Claudio Ranieri in panchina e il sesto posto del 1993-1994, allenatore Marcello Lippi. La crisi finanziaria, tuttavia, costrinse il club a privarsi dei suoi uomini migliori: man mano vennero ceduti, tra gli altri, Gianfranco Zola, Daniel Fonseca, Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro. In seguito alla guida della squadra si avvicendarono l'ex CT della Nazionale Roberto Donadoni e, quindi, Walter Mazzarri: il tecnico toscano dapprima condusse la squadra alla qualificazione diretta in UEFA Europa League, la prima dopo 16 anni, nel 2011 riportò il club nella massima competizione europea, la UEFA Champions League, 21 anni dopo l'ultima partecipazione, quindi il 20 maggio 2012 vinse la quarta Coppa Italia della storia azzurra, 25 anni dopo l'ultima affermazione e in assoluto quasi 22 anni dopo l'ultimo trofeo, battendo in finale la Juventus per 2 a 0 allo Stadio Olimpico di Roma. Il Napoli calcio è espressione della città di Napoli, una delle quattro città italiane che raggiungono il milione di abitanti. Nàpule in napoletano; pronuncia ['napələ] oppure ['napulə]), capoluogo dell'omonima provincia e della regione Campania. Situata in posizione pressoché centrale nell'omonimo golfo, tra il Vesuvio e l'area vulcanica dei Campi Flegrei, è il terzo comune italiano per popolazione dopo Roma e Milano, nonché cuore di una delle aree metropolitane più popolose d'Europa.Fondata alla metà dell'VIII secolo a.C., fu tra le città egemoni della Magna Graecia, grazie al rapporto privilegiato con Atene ed esercitò una notevole influenza commerciale, culturale e religiosa sulle popolazioni italiche circostanti tanto da diventare il centro della filosofia epicurea.
Dopo il crollo dell'Impero romano, nell'VIII secolo la città formò un ducato autonomo indipendente dall'Impero bizantino; in seguito, dal XIII secolo e per circa seicento anni, fu capitale del regno di Napoli. Divenuta capitale del Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone, conobbe un lungo periodo di sviluppo socioeconomico culminato in una serie di primati civili e tecnologici tra cui la costruzione della prima ferrovia in Italia. Dopo l'annessione al Regno d'Italia soffrì di un sensibile declino, esteso anche a tutto il sud Italia.Per motivi storici, artistici, politici ed ambientali è, dal basso medioevo fino ad oggi, tra i principali centri di riferimento culturale d'Europa. Sede della Federico II, la più antica università statale d'Europa, ospita altresì l'Orientale, la più antica università di studi sinologici ed orientalistici del continente e la Nunziatella, una delle più antiche accademie militari al mondo, eletta Patrimonio Storico e Culturale dei Paesi del Mediterraneo da parte dell'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Luogo d'origine della lingua napoletana, ha esercitato ed esercita un forte ruolo in numerosi campi del sapere, della cultura e dell'immaginario collettivo a livello mondiale. Punto focale dell'Umanesimo attraverso l'Accademia Pontaniana, centro della filosofia naturalistica del rinascimento,culla dell'illuminismo in Italia, è stata lungamente un punto di riferimento globale per la musica classica e l'opera attraverso la scuola musicale napoletana, dando tra l'altro origine all'opera buffa.
Città dall'imponente tradizione nel campo delle arti figurative che affonda le proprie radici nella pittura pompeiana, ha dato luogo a movimenti architettonici e pittorici originali, quali il rinascimento e il barocco napoletano, il caravaggismo,la scuola di Posillipo ed il Liberty napoletano, nonché ad arti minori ma di rilevanza internazionale, quali la porcellana di Capodimonte ed il presepe napoletano. È all'origine di una forma distintiva di teatro di una canzone di fama mondiale e perfino di una peculiare tradizione culinaria che comprende alimenti che assumono il ruolo di icone globali, come la pizza napoletana.
Nel 1995 il centro storico di Napoli, il più vasto d'Europa, è stato riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio mondiale dell'umanità. Nel 1997 l'apparato vulcanico Somma-Vesuvio è stato eletto dalla stessa agenzia internazionale (con il vicino Miglio d'Oro, in cui ricadono anche i quartieri napoletani di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli) tra le riserve mondiali della biosfera. Organigramma del Napoli:Presidente: Aurelio De Laurentiis; Vicepresidente: Jacqueline Marie Baudit;Vicepresidente: Edoardo De Laurentis; Consigliere delegato: Andrea Chiavelli; Head of operations, sales & marketing: Alessandro Formisano;Direttore amministrativo: Laura Belli;Direttore sportivo: Riccardo Bigon; Direttore area comunicazione: Nicola Lombardo; Direttore processi amministrativi e compliance: AntonioSaracino;Segretario sportivo: Alberto Vallefuoco; Addetto stampa: Guido Baldari.Team manager: Responsabile settore scouting: Maurizio Micheli; Coordinatore settore scouting: Marco Zunino; Osservatore: Leonardo Mantovani; presidenti della S.S.C. Napoli
Presidenti:
1926 – 1927: Italia Giorgio Ascarelli
1927 – 1928: Italia Gustavo Zinzaro
1928 – 1929: Italia Giovanni Maresca di Serracapriola
1929 – 1930: Italia Giorgio Ascarelli
1930 – 1931: Italia Giovanni Maresca di Serracapriola
1931 – 1932: Italia Eugenio Coppola
1932 – 1936: Italia Vincenzo Savarese
1936 – 1940: Italia Achille Lauro poi Gaetano Del Pezzo
1940 – 1941: Italia Tommaso Leonetti
1941 – 1943: Italia Luigi Piscitelli
1943 – 1945: Italia Annibale Fienga
1945 – 1946: Italia Vincenzo Savarese
1946 – 1948: Italia Pasquale Russo
1948 – 1951: Italia Egidio Musollino
1951 – 1952: Italia Alfonso Cuomo
1952 – 1954: Italia Achille Lauro
1954 – 1963: Italia Alfonso Cuomo Coccarda Coppa Italia.svg
1963 – 1964: Italia Luigi Scuotto1964 – 1967: Italia Roberto Fiore
1967 – 1968: Italia Gioacchino Lauro
1968 – 1969: Italia Antonio Corcione
1969 – 1971: Italia Corrado Ferlaino
1971 – 1972: Italia Ettore Sacchi
1972 – 1983: Italia Corrado Ferlaino Coppa di Lega Italo-Inglese.png Coccarda Coppa Italia.svg
1983: Italia Marino Brancaccio
1983 – 1993: Italia Corrado Ferlaino Scudetto.svg Scudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.png Coppauefa.png
1993 – 1995: Italia Ellenio Gallo
1995 – 1996: Italia Vincenzo Schiano di Colella (onorario)[111]
1997 – 1998: Italia Gian Marco Innocenti (amministratore unico)[111]
1998 – 2000: Italia Federico Scalingi (amministratore unico)
2000 – 2002: Italia Giorgio Corbelli
2002 – 2004: Italia Salvatore Naldi
2004: Italia Paolo Bellamio (amministratore unico)
2004: Italia Nicola Rascio (curatore fallimentare)
2004 – oggi: Italia Aurelio De Laurentiis Coccarda Coppa Italia.svg
Allenatori e diretti sportivi:
1926 – 1927: Austria Anton Kreutzer
1927: Austria Bino Skasa
1927 – 1928: Italia Giovanni Terrile, Ungheria Ferenc Molnár e Austria Rolf Steiger (commissione tecnica)
1928: Austria Otto Fischer
1928 – 1929: Italia Giovanni Terrile
1929 – 1935: Inghilterra William Garbutt
1935 – 1936: Ungheria Károly Csapkay
1936 – 1938: Italia Angelo Mattea
1938 - 1939: Ungheria Eugen Payer
1939: Italia Paolo Iodice con commissione tecnica composta da Nereo Rocco, Luigi Castello, Achille Piccini ed altri[112]
1939 – 1940: Italia Adolfo Baloncieri
1940 – 1943: Italia Antonio Vojak
1943: Brasile Italia Paulo Innocenti
1945 – 1947: Uruguay Italia Raffaele Sansone
1947 – 1948: Italia Giovanni Vecchina
1948: Italia Arnaldo Sentimenti
1948 – 1949: Italia Felice Borel
1949: Italia Luigi De Manes (interim)
1949: Italia Vittorio Mosele
1949 – 1956: Italia Eraldo Monzeglio
1956 – 1959: Italia Amedeo Amadei
1959: Italia Annibale Frossi
1959 – 1961: Italia Amedeo Amadei
1961: Paraguay Italia Attila Sallustro
1961 – 1962: Italia Fioravante Baldi
1962: Argentina Italia Bruno Pesaola Coccarda Coppa Italia.svg
1962 – 1963: Argentina Italia Bruno Pesaola con Italia Eraldo Monzeglio (D.T.)
1963 – 1964: Italia Roberto Lerici
1964: Italia Giovanni Molino
1964 – 1968: Argentina Italia Bruno Pesaola
1968 – 1969: Italia Giuseppe Chiappella con Carlo Parola[113]
1969: Italia Egidio Di Costanzo
1969 – 1973: Italia Giuseppe Chiappella
1973 – 1976: Brasile Luís Vinício
1976: Italia Alberto Delfrati e Italia Rosario Rivellino Coccarda Coppa Italia.svg
1976 – 1977: Argentina Italia Bruno Pesaola Coppa di Lega Italo-Inglese.png
1977 – 1978: Italia Gianni Di Marzio
1978 – 1980: Brasile Luís Vinício
1980: Brasile Italia Angelo Sormani
1980 – 1982: Italia Rino Marchesi
1982: Italia Massimo Giacomini
1982 – 1983: Italia Gennaro Rambone con Argentina Italia Bruno Pesaola (D.T.)
1983 – 1984: Italia Pietro Santin
1984 – 1985: Italia Rino Marchesi
1985 – 1989: Italia Ottavio Bianchi Scudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svg Coppauefa.png
1989 – 1991: Italia Alberto Bigon Scudetto.svg Supercoppaitaliana.png
1991 – 1992: Italia Claudio Ranieri
1992 – 1993: Italia Ottavio Bianchi
1993 – 1994: Italia Marcello Lippi
1994: Italia Vincenzo Guerini
1994 – 1996: Jugoslavia Vujadin Boškov (D.T.)
1996 – 1997: Italia Luigi Simoni
1997: Italia Vincenzo Montefusco
1997: Italia Bortolo Mutti
1997: Italia Carlo Mazzone
1997 – 1998: Italia Giovanni Galeone
1998: Italia Vincenzo Montefusco
1998 – 1999: Italia Renzo Ulivieri
1999: Italia Vincenzo Montefusco
1999 – 2000: Italia Walter Novellino
2000: Rep. Ceca Zdeněk Zeman
2000 – 2001: Italia Emiliano Mondonico
2001 – 2002: Italia Luigi De Canio
2002: Italia Franco Colomba
2002: Italia Sergio Buso (interim)
2002 – 2003: Italia Franco Scoglio
2003: Italia Franco Colomba
2003: Italia Andrea Agostinelli
2003 – 2004: Italia Luigi Simoni
2004 – 2005: Italia Giampiero Ventura
2005 – 2009: Italia Edoardo Reja
2009: Italia Roberto Donadoni
2009 – 2013: Italia Walter Mazzarri Coccarda Coppa Italia.svg
2013 - : Spagna Rafael Benítez
Rosa e numerazione aggiornate al 31 gennaio 2013
N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Morgan De Sanctis
2 Italia D Gianluca Grava
4 Italia C Marco Donadel
5 Uruguay D Miguel Ángel Britos
6 Portogallo D Rolando
7 Uruguay A Edinson Cavani
9 Italia A Emanuele Calaiò
11 Italia C Christian Maggio
13 Marocco C Omar El Kaddouri
14 Argentina D Hugo Campagnaro
15 Italia P Roberto Colombo
16 Italia C Giandomenico Mesto
17 Slovacchia C Marek Hamšík (vice-capitano)
18 Colombia C Juan Camilo Zúñiga
N. Ruolo Giocatore 600px Azzurro con N cerchiata.png
19 Macedonia A Goran Pandev
20 Svizzera C Blerim Džemaili
22 Italia P Antonio Rosati
24 Italia A Lorenzo Insigne
25 Croazia C Josip Radošević
27 Colombia C Pablo Armero
28 Italia D Paolo Cannavaro (capitano)
42 Italia A Roberto Insigne
55 Italia D Alessandro Gamberini
85 Svizzera C Valon Behrami
88 Svizzera C Gökhan Inler
94 Italia C Giuseppe Fornito
Belgio A Dries Mertens
Allenare il Napoli, una società che ha prodotto fior di campioni, Fabio Cannavaro, campione del mondo, pallone d’oro e capitano della nazionale su tutti ( a parte Vinicio, Pesaola, Sivori, Altafini, Bagni, Ciro Ferrara, Juliano, Savoldi, Zoff, Kroll, Bugatti, Di Giacomo, Giordano, Careca, Carnevale, Zola, De Napoli), è una grande gioia e soddisfazione professionale, ma anche un’enorme responsabilità. Infatti il Napoli che ha per simbolo “il Ciuccio”, è una delle società più prestigiose a livello mondiale, sin dai tempi del vulcanico e leggendario presidente, l’armatore Achille Lauro. La più grossa, di tutto il Mezzogiorno d’Italia. Rafè Benitez tuttavia, ha il prestigio internazionale giusto per fare bene. Sarà il campo, a dare le giuste risposte. Domenico Salvatore
Napoli: ecco un altro Benitez, "chiamatemi Rafe', sono qui per vincere"
Domenico Salvatore
LA NOTIZIA
(AGI) - Napoli, 21 giu. - Piu' che una presentazione-show, quella di Rafa Benitez e' stata l'occasione giusta per chiarire un po' di cose e lanciare in pompa magna il manifesto programmatico del Napoli che verra', quello del dopo-Mazzarri e delle ambizioni rinnovate. Ed eccolo allora, Rafa il rifondatore. Anzi, Rafe', come con una battuta ha detto di volersi chiamare da ora in poi il trainer madrileno: "Lavorero' da subito dando il massimo per vincere il prima possibile e per ricambiare l'affetto che qui ho ricevuto. Sono contento di allenare una squadra forte, che vuole crescere". "Qui e' tutto diverso rispetto all'Inter: diversi i tifosi, diverso il presidente...La gente qui a Napoli vuole migliorare, la societa' vuole migliorare. Mi auguro di riuscire a far esprimere alla mia squadra bel calcio e giocare con equilibrio, anche perche' il campionato italiano e' molto piu' tecnico e tattico rispetto alla Premier", ha detto scandendo le sillabe il nuovo allenatore azzurro. Che avra' come secondo Fabio Pecchia, ha annunciato il cambio di modulo (probabilissimo il 4-3-2-1, "ma ci vorra' tempo e tanto lavoro fin dal ritiro") e potra' contare sulla disponibilita' della societa': "Faremo una squadra che sapra' competere su tre fronti. Scudetto?
Non prometto nulla, la nostra idea e' di fare bene in tre anni", sibila Rafa. Poi, e non poteva essere altrimenti, si affrontano i tempi del mercato. Su tutti il nodo Cavani, ovviamente: "L'ho contattato con degli sms. E' un giocatore importante, siamo contenti che sia con noi e speriamo di averlo qui presto", ha commentato sbrigativo Benitez. Piu' articolate, ed anche questo non poteva essere altrimenti, le parole di De Laurentiis: "Il City non ha i soldi per Cavani, il Chelsea parla parla...Ma il Napoli non ha ricevuto alcuna telefonata.Sento di contropartite tecniche: si puo' anche fare, ma alle cifre giuste. Io ti do Cavani che in tre anni ha fatto quello che ha fatto, mentre Mancini aveva messo da parte Dzeko, che quindi per me non vale tutti i soldi di cui si parla. Comunque sia, che Edinson voglia andar via e' tutto da dimostrare: da ragazzo intelligente fara' tutte le considerazioni del caso. Con lui non e' cambiato nulla, c'e' un ottimo rapporto come sempre. La sua importanza l'ha costruita qui a Napoli, ma non potrebbe mai disconoscere il valore del Real Madrid.
Se gli si prospetta una societa' come l'Anzhi direbbe 'no grazie', ma se arriva il Real o il Bayern e' umano che direbbe 'vedro', grazie, un momento'. Ma esiste una clausola, e sa che ha firmato un contratto per altri cinque anni, percio' dovra' avere la capacita' di essere ambasciatore educato di se stesso se decidesse di andar via. Inoltre Cavani sa che qui c'e' un grande palcoscenico - ha aggiunto De Laurentiis - sa che qui e' una prima donna. Non so se in un'altra squadra sara' l'unica prima donna. Anche con l'Uruguay non riesce ad esprimersi al meglio". Mercato comunque non significa solo Cavani. Anzi. "La societa' e' disposta a soddisfare tutte le mie richieste nel limite delle sue possibilita'. De Sanctis sara' il nostro portiere, di Callejon e Cerci stiamo parlando", dice Rafa. "Per Mertens stiamo in fase di negoziazione, appena sara' ufficiale ve lo comunicheremo", incalza De Laurentiis. Insomma, i primi tasselli stanno per essere sistemati al loro posto, e ancora Rafa assicura: "Grazie al presidente adesso il Napoli potra' competere con i grandi club". Gia', il presidente. Dal quale non poteva mancare l'attacco frontale al potere del pallone. E non solo: "Spero che Platini modifichi le normative per avere maggiori squadre per ogni nazione, rimuovendo l'Europa League che e' un problema per i costi piu' che altro, allora a quel punto potremo crescere maggiormente. E poi c'e' questa storia del fair play finanziario...Il Real Madrid viene finanziato con l'azionariato pubblico e non lo ha mai rispettato: andando avanti cosi' non so fin quando riuscira' ad essere competitivo.
Il Manchster City ha messo su addirittura una seconda societa' per sfuggire al fair play...Platini dovrebbe ascoltarmi.Tornando a noi invece, abbiamo scalato decine di posizioni nella classifica mondiale di club, siamo il 20esimo marchio nel mondo, stiamo bruciando le tappe e mi auguro di scalare posizioni nei prossimi cinque anni. Insomma, il Napoli e' una regina, una bandiera. Ora sara' importante avere un nuovo stadio, ma questo dipende da persone con incarichi pubblici ed ho qualche dubbio. Se permetteranno la costruzione dello stadio allora faremo un gran salto. Rifare il San Paolo significherebbe rifare anche una parte importante della citta'". Tornando al Napoli d'oggi, "si e' concluso un primo ciclo di 8 anni, con Rafa ne inizia uno nuovo. Inizieremo un viaggio diverso, non impostato a vivere alla giornata ma proiettato verso il futuro. E da questo punto di vista Benitez era l'uomo giusto: è un allenatore di calcio ed ex calciatore spagnolo, di ruolo centrocampista o difensore, attuale tecnico del Napoli. Carriera. Giocatore. Benitez è un prodotto del vivaio del Real Madrid, club nel quale entra come giovane nel 1974; non riuscirà mai ad arrivare alla prima squadra e sarà pertanto utilizzato esclusivamente nella squadra satellite, il Castilla.Nel 1981 si trasferisce al Parla, contribuendo alla promozione nella Segunda División B.
Nel frattempo si iscrive come studente all'INEF, la facoltà sportiva dell'Università Politecnica di Madrid. Nel 1982 ottiene la laurea in Scienze Motorie pur continuando a giocare nel Parla fino al 1985, anno in cui firmò per il Linares.Un infortunio al ginocchio gli fece saltare quasi completamente la stagione 1985-1986, e per questo motivo decise di porre fine alla sua carriera da giocatore per dedicarsi alla carriera da allenatore.Allenatore. Gli esordi. Nel 1986 entrò a far parte dello staff tecnico del Real Madrid. Fece esperienza con le formazioni Giovanili del Real Madrid dal 1986 al 1991, vincendo 6 trofei. Nel 1989 ottenne il patentino da allenatore e nell'estate del 1990 insegnò alla UC Davis in California. Dal 1991 al 1993 allenò gli Under-19 del Real Madrid e dal 1993 e il 1995 il Real Madrid B. Tra il 1991 e il 1995 è stato inoltre assistente degli allenatori del Real Antic, Beenhakker, Floro, Del Bosque e Valdano.La sua prima esperienza da allenatore di squadre non giovanili fuori dall'area tecnica del Real Madrid non fu un successo. Benítez venne ingaggiato come tecnico del Real Valladolid per la stagione 1995-1996 in massima serie, ma venne esonerato dopo aver ottenuto 2 vittorie in 23 partite, con la squadra all'ultimo posto della Primera División.
Nella stagione seguente passò all'Osasuna, in seconda serie, ma anche questa esperienza si concluse precocemente con un esonero dopo nove gare di campionato.Nel 1997 fu ingaggiato dall'Extremadura e stavolta riuscì a guidare la squadra alla promozione in massima serie, chiudendo il campionato da secondo in classifica dietro l'Alaves, con 23 vittorie in 42 partite. Tuttavia l'Extremadura rimase solo per un anno nella Liga: l'anno seguente venne retrocesso dopo aver concluso il campionato al diciassettesimo posto ed aver perso il play-out con il Villarreal.Benítez quindi lasciò l'Extremadura e passò un anno a studiare a livello teorico il mestiere dell'allenatore osservando club quali il Manchester United, e l'Arsenal. Lavorò anche come commentatore e analista per Eurosport, Marca, El Mundo ed alcune tv locali di Madrid.Nel 2000 venne assunto come allenatore del Tenerife e con una squadra che annoverava giocatori quali Mista, Curro Torres e Luis García ottenne una nuova promozione in Liga, chiudendo il campionato al terzo posto in classifica, dietro Siviglia e Betis.Valencia. Nell'estate nel 2001 viene ingaggiato dal Valencia, con cui al primo anno vince la Liga, primo alloro in carriera, riportando il titolo nazionale nella città valenzana dopo 31 anni.Nel 2004 bissa il successo in campionato e conquista contestualmente il primo trofeo internazionale, la Coppa UEFA, superando in finale l'Olympique Marsiglia.
Una settimana dopo il successo europeo, annuncia alla stampa la sua decisione di rifiutare l'offerta di prolungamento del contratto con il Valencia e la conseguente decisione di dare le dimissioni dalla guida tecnica del club spagnolo con effetto immediato.Liverpool.Rafael Benítez nel 2007. Nella stagione 2004-2005 si trasferisce al Liverpool, rilevando la panchina del club inglese da Houllier. Terminerà la prima stagione con un quinto posto nella Premier League e vincendo la Champions League, battendo in finale il Milan ai calci di rigore, dopo aver rimontato 3 gol ai rossoneri.Nella stagione successiva il tecnico spagnolo, vincerà la Supercoppa Europea battendo i russi del CSKA Mosca con il punteggio di 3-1. Nella stagione 2006-2007 il Liverpool di Benitez ritroverà in finale di Champions League il Milan, ma questa volta sarà sconfitto con il risultato di 2-1. Nel 2007-2008 dopo una campagna acquisti che porterà calciatori tra cui Fernando Torres e Javier Mascherano, i reds raggiungeranno la quarta posizione in Premier League e la semifinale di Champions League dove però saranno sconfitti dal Chelsea con il punteggio di 1-1 e di 2-3.Rafael Benítez (sulla destra) e Gianfranco Zola durante West Ham-Liverpool del 9 maggio 2009. Nelle ultime due stagioni alla guida del Liverpool ottiene rispettivamente il secondo e il settimo posto in Premier League, mentre in Champions League sarà eliminato rispettivamente nei quarti di finale (dal Chelsea) e nella fase a gironi (per mano di Fiorentina e Lione).
Sempre nell'ultima stagione, a causa del terzo posto raggiunto nella fase a gironi di Champions League il Liverpool accederà all'Europa League dove sarà eliminato in semifinale dall'Atletico Madrid.Il 3 giugno 2010 la società inglese, attraverso un comunicato sul proprio sito internet[6], comunica la separazione consensuale con il tecnico, dopo sei stagioni caratterizzate dalla vittoria di una Community Shield, una Coppa d'Inghilterra, una Champions League ed una Supercoppa Europea.Inter. Il 10 giugno 2010 diviene l'allenatore dell'Inter, firmando un contratto fino al 30 giugno 2012,[7] mentre il 15 giugno viene presentato alla stampa presso il centro sportivo di Appiano Gentile.Il 21 agosto seguente, alla prima uscita ufficiale, arriva il primo trofeo: i nerazzurri si impongono infatti sulla Roma per 3-1, grazie alla rete di Pandev e ad una doppietta di Eto'o, aggiudicandosi la Supercoppa italiana. Meno fortunato è, sei giorni dopo, l'esordio a livello internazionale: l'Inter, infatti, esce sconfitta contro l'Atlético Madrid nell'incontro valevole per la Supercoppa UEFA (2-0 il punteggio finale in favore dei madrileni).Dopo un inizio di stagione costellato da numerosi infortuni e prestazioni altalenanti, che ne mettono in dubbio la permanenza sulla panchina nerazzurra, il 18 dicembre 2010 conduce la squadra alla conquista della Coppa del Mondo per club, battendo in finale per 3-0 i congolesi del TP Mazembe; Benitez riporta in tal modo l'Inter al titolo mondiale dopo 45 anni, consegnandole il suo terzo titolo iridato.
Cinque giorni dopo il trionfo, il 23 dicembre, la società milanese, tramite un comunicato ufficiale sul proprio sito internet, annuncia la risoluzione consensuale del rapporto con il tecnico[9]. A rimpiazzarlo, dal 24 dicembre, è Leonardo, ex allenatore del Milan.Chelsea.Il 21 novembre 2012, viene reso noto l'accordo con il Chelsea fino al termine della stagione in sostituzione dell'esonerato Roberto Di Matteo.Al debutto, fischiato dal pubblico che sosteneva il precedente allenatore, pareggia per 0-0 contro il Manchester City. Perde 3-1 il suo primo derby londinese contro il West Ham, in una partita in cui diversi tifosi blues espongono cartelli contro l'allenatore iberico.Il 5 dicembre ottiene la prima vittoria sulla panchina dei blues battendo 6-1 il Nordsjælland nell'ultima gara della fase a gironi di Champions League, ma nonostante ciò Juventus e Shakhtar Donetsk superano il girone a scapito dei blues che così da terzi classificati accedono all'Europa League. Per la prima volta nella storia la detentrice del trofeo esce nella fase a gironi. Successivamente partecipa alla coppa del mondo per club, dove la sua squadra vince la semifinale per 3-1 contro il Monterrey ma perde la finale per 1-0 contro il Corinthians.In campionato conduce il Chelsea al terzo posto in classifica. Il 15 maggio 2013 conquista l'Europa League, secondo successo personale in tale competizione, battendo 2-1 il Benfica ad Amsterdam NapolI. Il 27 maggio 2013 viene ingaggiato come allenatore del Napoli, firmando un contratto di 2 anni (con opzione per il terzo) a 3,5 milioni di euro a stagione.
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IL COMMENTO
Víctor Morales Benítez (Lima, 12 settembre 1935) è un ex calciatore peruviano, di ruolo centrocampista difensivo. Carriera. Formatosi nell'Alianza Lima, nel 1959 passò al Boca Juniors con cui vinse un campionato argentino nel 1962. Fu quindi acquistato dal Milan, con il quale disputò nel campionato 1962-63 dodici partite e vincendo una Coppa Campioni (Champions League) disputando la partita di finale a Wembley contro il Benfica. Per la stagione seguente rimase al Milan, ma a gennaio fu trasferito in prestito al Messina, dove collezionò dodici presenze e due goal contribuendo a salvare la squadra siciliana dalla retrocessione in Serie B. Nel campionato 1964-65 tornò al Milan dove collezionò 24 presenze. Nella stagione successiva fu acquistato dalla Roma, totalizzando dieci presenze in campionato, mentre per il 1966-67 passò al Venezia dove con 23 presenze segnò 3 gol su calcio di rigore che non furono sufficienti ad evitare la retrocessione dei lagunari in Serie B
Dopo una stagione all'Inter in cui collezionò otto presenze, Benítez tornò alla Roma dove rimase fino al 1970 totalizzando nove presenze in campionato, due in Coppa delle Fiere, una in Coppa delle Coppe e tre in Coppa Italia dove realizzò un gol contro l'Inter. Nel 1970 Benítez, lasciò l'Italia calcistica per tornare in Perù dove giocò per altri tre anni nello Sporting Cristal. Palmarès, Club, Competizioni nazionali, Alianza Lima: 1954, 1955; Sporting Cristal: 1972 Campionato argentino: 1, Boca Juniors; 1962 Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia: 1; Roma: 1968-1969, Competizioni internazionali Coppa campioni.png Coppa dei Campioni: 1 Milan: 1962-1963
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La Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A., abbreviata in SSC Napoli e nota come Napoli, è una società calcistica italiana della città di Napoli. Fondata il 1º agosto 1926 su iniziativa dell'industriale napoletano Giorgio Ascarelli con il nome di Associazione Calcio Napoli, assunse poi l'attuale denominazione nel 1964. Il colore sociale, fonte Wikipedia, è l'azzurro, mentre la mascotte è il Ciuccio. Gioca le partite interne allo stadio San Paolo, inaugurato nel 1959.Milita nella Serie A, la massima serie del campionato italiano. Con un palmarès che comprende due scudetti (1986-1987 e 1989-1990), quattro Coppe Italia (1961-1962, 1975-1976, 1986-1987 e 2011-2012), una Supercoppa Italiana (1990) e una Coppa UEFA (1988-1989), oltre ad una Coppa delle Alpi (1966) e una Coppa di Lega Italo-Inglese (1976), il Napoli è la squadra del Meridione più titolata a livello nazionale ed internazionale, nonché, con 71 partecipazioni quella più presente nei campionati di massima serie.Secondo quanto emerso da un sondaggio della società Demos & Pi condotto nel settembre 2012, è la quarta squadra italiana per numero di tifosi dietro Juventus, Inter e Milan e in assoluto la più seguita nel Sud Italia.[6] Nel 2013 il rapporto annuale della Deloitte sul mondo del calcio colloca il club al 4º posto in Italia per fatturato ed al 15º posto a livello europeo
Il Napoli è anche uno dei membri associati dell'ECA (Associazione dei Club Europei), organizzazione nata in sostituzione del soppresso G-14 e costituita dai principali club calcistici del continente, riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA. Il palmares del Napoli:Scudetti 2; Titoli nazionali, 1 Campionato di Serie B;Trofei nazionali 4 Coppe Italia;1 Supercoppe italiane;Trofei internazionali 1 Coppe UEFA/Europa League;1 Coppa delle Alpi;1 Coppa di Lega Italo-Inglese; il presidente Ferlaino, deciso a portare la società verso grandi traguardi, il 30 giugno 1984 definì l'acquisto del campione argentino Diego Armando Maradona dal Barcellona per la cifra record di 15 miliardi di lire. Sotto la conduzione tecnica di Ottavio Bianchi e grazie all'innesto di altri calciatori di notevole livello, tra cui Bruno Giordano, Salvatore Bagni, Claudio Garella e Alessandro Renica, nel 1987 il Napoli conquistò il suo primo scudetto, primo club del Meridione a riuscire nell'impresa, vincendo nel contempo anche la terza Coppa Italia-
Il Napoli ottenne discreti risultati, come il quarto posto del 1991-1992 con Claudio Ranieri in panchina e il sesto posto del 1993-1994, allenatore Marcello Lippi. La crisi finanziaria, tuttavia, costrinse il club a privarsi dei suoi uomini migliori: man mano vennero ceduti, tra gli altri, Gianfranco Zola, Daniel Fonseca, Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro. In seguito alla guida della squadra si avvicendarono l'ex CT della Nazionale Roberto Donadoni e, quindi, Walter Mazzarri: il tecnico toscano dapprima condusse la squadra alla qualificazione diretta in UEFA Europa League, la prima dopo 16 anni, nel 2011 riportò il club nella massima competizione europea, la UEFA Champions League, 21 anni dopo l'ultima partecipazione, quindi il 20 maggio 2012 vinse la quarta Coppa Italia della storia azzurra, 25 anni dopo l'ultima affermazione e in assoluto quasi 22 anni dopo l'ultimo trofeo, battendo in finale la Juventus per 2 a 0 allo Stadio Olimpico di Roma. Il Napoli calcio è espressione della città di Napoli, una delle quattro città italiane che raggiungono il milione di abitanti. Nàpule in napoletano; pronuncia ['napələ] oppure ['napulə]), capoluogo dell'omonima provincia e della regione Campania. Situata in posizione pressoché centrale nell'omonimo golfo, tra il Vesuvio e l'area vulcanica dei Campi Flegrei, è il terzo comune italiano per popolazione dopo Roma e Milano, nonché cuore di una delle aree metropolitane più popolose d'Europa.Fondata alla metà dell'VIII secolo a.C., fu tra le città egemoni della Magna Graecia, grazie al rapporto privilegiato con Atene ed esercitò una notevole influenza commerciale, culturale e religiosa sulle popolazioni italiche circostanti tanto da diventare il centro della filosofia epicurea.
Dopo il crollo dell'Impero romano, nell'VIII secolo la città formò un ducato autonomo indipendente dall'Impero bizantino; in seguito, dal XIII secolo e per circa seicento anni, fu capitale del regno di Napoli. Divenuta capitale del Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone, conobbe un lungo periodo di sviluppo socioeconomico culminato in una serie di primati civili e tecnologici tra cui la costruzione della prima ferrovia in Italia. Dopo l'annessione al Regno d'Italia soffrì di un sensibile declino, esteso anche a tutto il sud Italia.Per motivi storici, artistici, politici ed ambientali è, dal basso medioevo fino ad oggi, tra i principali centri di riferimento culturale d'Europa. Sede della Federico II, la più antica università statale d'Europa, ospita altresì l'Orientale, la più antica università di studi sinologici ed orientalistici del continente e la Nunziatella, una delle più antiche accademie militari al mondo, eletta Patrimonio Storico e Culturale dei Paesi del Mediterraneo da parte dell'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Luogo d'origine della lingua napoletana, ha esercitato ed esercita un forte ruolo in numerosi campi del sapere, della cultura e dell'immaginario collettivo a livello mondiale. Punto focale dell'Umanesimo attraverso l'Accademia Pontaniana, centro della filosofia naturalistica del rinascimento,culla dell'illuminismo in Italia, è stata lungamente un punto di riferimento globale per la musica classica e l'opera attraverso la scuola musicale napoletana, dando tra l'altro origine all'opera buffa.
Città dall'imponente tradizione nel campo delle arti figurative che affonda le proprie radici nella pittura pompeiana, ha dato luogo a movimenti architettonici e pittorici originali, quali il rinascimento e il barocco napoletano, il caravaggismo,la scuola di Posillipo ed il Liberty napoletano, nonché ad arti minori ma di rilevanza internazionale, quali la porcellana di Capodimonte ed il presepe napoletano. È all'origine di una forma distintiva di teatro di una canzone di fama mondiale e perfino di una peculiare tradizione culinaria che comprende alimenti che assumono il ruolo di icone globali, come la pizza napoletana.
Nel 1995 il centro storico di Napoli, il più vasto d'Europa, è stato riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio mondiale dell'umanità. Nel 1997 l'apparato vulcanico Somma-Vesuvio è stato eletto dalla stessa agenzia internazionale (con il vicino Miglio d'Oro, in cui ricadono anche i quartieri napoletani di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli) tra le riserve mondiali della biosfera. Organigramma del Napoli:Presidente: Aurelio De Laurentiis; Vicepresidente: Jacqueline Marie Baudit;Vicepresidente: Edoardo De Laurentis; Consigliere delegato: Andrea Chiavelli; Head of operations, sales & marketing: Alessandro Formisano;Direttore amministrativo: Laura Belli;Direttore sportivo: Riccardo Bigon; Direttore area comunicazione: Nicola Lombardo; Direttore processi amministrativi e compliance: AntonioSaracino;Segretario sportivo: Alberto Vallefuoco; Addetto stampa: Guido Baldari.Team manager: Responsabile settore scouting: Maurizio Micheli; Coordinatore settore scouting: Marco Zunino; Osservatore: Leonardo Mantovani; presidenti della S.S.C. Napoli
Presidenti:
1926 – 1927: Italia Giorgio Ascarelli
1927 – 1928: Italia Gustavo Zinzaro
1928 – 1929: Italia Giovanni Maresca di Serracapriola
1929 – 1930: Italia Giorgio Ascarelli
1930 – 1931: Italia Giovanni Maresca di Serracapriola
1931 – 1932: Italia Eugenio Coppola
1932 – 1936: Italia Vincenzo Savarese
1936 – 1940: Italia Achille Lauro poi Gaetano Del Pezzo
1940 – 1941: Italia Tommaso Leonetti
1941 – 1943: Italia Luigi Piscitelli
1943 – 1945: Italia Annibale Fienga
1945 – 1946: Italia Vincenzo Savarese
1946 – 1948: Italia Pasquale Russo
1948 – 1951: Italia Egidio Musollino
1951 – 1952: Italia Alfonso Cuomo
1952 – 1954: Italia Achille Lauro
1954 – 1963: Italia Alfonso Cuomo Coccarda Coppa Italia.svg
1963 – 1964: Italia Luigi Scuotto1964 – 1967: Italia Roberto Fiore
1967 – 1968: Italia Gioacchino Lauro
1968 – 1969: Italia Antonio Corcione
1969 – 1971: Italia Corrado Ferlaino
1971 – 1972: Italia Ettore Sacchi
1972 – 1983: Italia Corrado Ferlaino Coppa di Lega Italo-Inglese.png Coccarda Coppa Italia.svg
1983: Italia Marino Brancaccio
1983 – 1993: Italia Corrado Ferlaino Scudetto.svg Scudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.png Coppauefa.png
1993 – 1995: Italia Ellenio Gallo
1995 – 1996: Italia Vincenzo Schiano di Colella (onorario)[111]
1997 – 1998: Italia Gian Marco Innocenti (amministratore unico)[111]
1998 – 2000: Italia Federico Scalingi (amministratore unico)
2000 – 2002: Italia Giorgio Corbelli
2002 – 2004: Italia Salvatore Naldi
2004: Italia Paolo Bellamio (amministratore unico)
2004: Italia Nicola Rascio (curatore fallimentare)
2004 – oggi: Italia Aurelio De Laurentiis Coccarda Coppa Italia.svg
Allenatori e diretti sportivi:
1926 – 1927: Austria Anton Kreutzer
1927: Austria Bino Skasa
1927 – 1928: Italia Giovanni Terrile, Ungheria Ferenc Molnár e Austria Rolf Steiger (commissione tecnica)
1928: Austria Otto Fischer
1928 – 1929: Italia Giovanni Terrile
1929 – 1935: Inghilterra William Garbutt
1935 – 1936: Ungheria Károly Csapkay
1936 – 1938: Italia Angelo Mattea
1938 - 1939: Ungheria Eugen Payer
1939: Italia Paolo Iodice con commissione tecnica composta da Nereo Rocco, Luigi Castello, Achille Piccini ed altri[112]
1939 – 1940: Italia Adolfo Baloncieri
1940 – 1943: Italia Antonio Vojak
1943: Brasile Italia Paulo Innocenti
1945 – 1947: Uruguay Italia Raffaele Sansone
1947 – 1948: Italia Giovanni Vecchina
1948: Italia Arnaldo Sentimenti
1948 – 1949: Italia Felice Borel
1949: Italia Luigi De Manes (interim)
1949: Italia Vittorio Mosele
1949 – 1956: Italia Eraldo Monzeglio
1956 – 1959: Italia Amedeo Amadei
1959: Italia Annibale Frossi
1959 – 1961: Italia Amedeo Amadei
1961: Paraguay Italia Attila Sallustro
1961 – 1962: Italia Fioravante Baldi
1962: Argentina Italia Bruno Pesaola Coccarda Coppa Italia.svg
1962 – 1963: Argentina Italia Bruno Pesaola con Italia Eraldo Monzeglio (D.T.)
1963 – 1964: Italia Roberto Lerici
1964: Italia Giovanni Molino
1964 – 1968: Argentina Italia Bruno Pesaola
1968 – 1969: Italia Giuseppe Chiappella con Carlo Parola[113]
1969: Italia Egidio Di Costanzo
1969 – 1973: Italia Giuseppe Chiappella
1973 – 1976: Brasile Luís Vinício
1976: Italia Alberto Delfrati e Italia Rosario Rivellino Coccarda Coppa Italia.svg
1976 – 1977: Argentina Italia Bruno Pesaola Coppa di Lega Italo-Inglese.png
1977 – 1978: Italia Gianni Di Marzio
1978 – 1980: Brasile Luís Vinício
1980: Brasile Italia Angelo Sormani
1980 – 1982: Italia Rino Marchesi
1982: Italia Massimo Giacomini
1982 – 1983: Italia Gennaro Rambone con Argentina Italia Bruno Pesaola (D.T.)
1983 – 1984: Italia Pietro Santin
1984 – 1985: Italia Rino Marchesi
1985 – 1989: Italia Ottavio Bianchi Scudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svg Coppauefa.png
1989 – 1991: Italia Alberto Bigon Scudetto.svg Supercoppaitaliana.png
1991 – 1992: Italia Claudio Ranieri
1992 – 1993: Italia Ottavio Bianchi
1993 – 1994: Italia Marcello Lippi1994: Italia Vincenzo Guerini
1994 – 1996: Jugoslavia Vujadin Boškov (D.T.)
1996 – 1997: Italia Luigi Simoni
1997: Italia Vincenzo Montefusco
1997: Italia Bortolo Mutti
1997: Italia Carlo Mazzone
1997 – 1998: Italia Giovanni Galeone
1998: Italia Vincenzo Montefusco
1998 – 1999: Italia Renzo Ulivieri
1999: Italia Vincenzo Montefusco
1999 – 2000: Italia Walter Novellino
2000: Rep. Ceca Zdeněk Zeman
2000 – 2001: Italia Emiliano Mondonico
2001 – 2002: Italia Luigi De Canio
2002: Italia Franco Colomba
2002: Italia Sergio Buso (interim)
2002 – 2003: Italia Franco Scoglio
2003: Italia Franco Colomba
2003: Italia Andrea Agostinelli
2003 – 2004: Italia Luigi Simoni
2004 – 2005: Italia Giampiero Ventura
2005 – 2009: Italia Edoardo Reja
2009: Italia Roberto Donadoni
2009 – 2013: Italia Walter Mazzarri Coccarda Coppa Italia.svg
2013 - : Spagna Rafael Benítez
Rosa e numerazione aggiornate al 31 gennaio 2013
N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Morgan De Sanctis
2 Italia D Gianluca Grava
4 Italia C Marco Donadel
5 Uruguay D Miguel Ángel Britos
6 Portogallo D Rolando
7 Uruguay A Edinson Cavani
9 Italia A Emanuele Calaiò
11 Italia C Christian Maggio
13 Marocco C Omar El Kaddouri
14 Argentina D Hugo Campagnaro
15 Italia P Roberto Colombo
16 Italia C Giandomenico Mesto
17 Slovacchia C Marek Hamšík (vice-capitano)
18 Colombia C Juan Camilo Zúñiga
N. Ruolo Giocatore 600px Azzurro con N cerchiata.png
19 Macedonia A Goran Pandev
20 Svizzera C Blerim Džemaili
22 Italia P Antonio Rosati
24 Italia A Lorenzo Insigne
25 Croazia C Josip Radošević
27 Colombia C Pablo Armero
28 Italia D Paolo Cannavaro (capitano)
42 Italia A Roberto Insigne
55 Italia D Alessandro Gamberini
85 Svizzera C Valon Behrami
88 Svizzera C Gökhan Inler
94 Italia C Giuseppe Fornito
Belgio A Dries Mertens
Allenare il Napoli, una società che ha prodotto fior di campioni, Fabio Cannavaro, campione del mondo, pallone d’oro e capitano della nazionale su tutti ( a parte Vinicio, Pesaola, Sivori, Altafini, Bagni, Ciro Ferrara, Juliano, Savoldi, Zoff, Kroll, Bugatti, Di Giacomo, Giordano, Careca, Carnevale, Zola, De Napoli), è una grande gioia e soddisfazione professionale, ma anche un’enorme responsabilità. Infatti il Napoli che ha per simbolo “il Ciuccio”, è una delle società più prestigiose a livello mondiale, sin dai tempi del vulcanico e leggendario presidente, l’armatore Achille Lauro. La più grossa, di tutto il Mezzogiorno d’Italia. Rafè Benitez tuttavia, ha il prestigio internazionale giusto per fare bene. Sarà il campo, a dare le giuste risposte. Domenico Salvatore
















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