"E' nel buio che scocca la scintilla del cambiamento" . Giovanni Allevi artista sognatore ribelle,
regala alle migliaia di ragazzi dell'Arena di "Amici" un intenso speech di pochi minuti. Questo è il momento per diffondere idee positive che creino valore, senza intermediari. Partendo dalla sua esperienza personale e artistica Giovanni trova il coraggio di affrontare la platea più difficile che ci sia oggi, perchè come lui stesso afferma "I giovani non mentono e sanno guardarti dentro".
Roma, 5 Maggio 2013. Abbandonati per un pò pianoforte e bacchetta da direttore d'orchestra, Giovanni Allevi ha vestito i panni di oratore e ieri sera si è rivolto ai giovani con un intenso discorso nel corso del programma «Amici di Maria De Filippi». Ospite della parte iniziale della trasmissione, quella che ogni settimana vede un personaggio di successo appartenente ad ambiti differenti della società parlare direttamente ai ragazzi (Allevi arriva dopo Matteo Renzi, Don Ciotti, Aldo Cazzullo e Guido Martinetti), il compositore-filosofo ha tenuto un discorso molto sentito e diretto che in pochi minuti ha commosso e acceso l'Arena che lo ha ospitato. Partendo dalla sua esperienza personale e artistica, Allevi, diplomato in composizione e laureato con lode in Filosofia, ha trovato il coraggio di affrontare la platea più difficile che ci sia oggi, perchè come lui stesso ha affermato «I giovani non mentono e sanno guardarti dentro».
«A me non è stato perdonato di essere un sognatore - ha detto l'artista - perchè ho fatto un sogno irreverente troppo grande: ho sognato che la musica classica dovesse essere aggiornata, e pur mantenendo le stesse forme, dovesse tornare a parlare per raccontare il presente». «Per inseguire questo sogno - ha proseguito rivolto ai ragazzi - ho studiato tutta la vita e mi sono imbarcato nella composizione con una passione da non dormirci la notte. Quando quella musica era pronta e l'ho eseguita, ero emozionato e curioso di sapere cosa ne pensassero. E sapete cosa mi hanno detto? 'Come ti sei permesso di metterti al livello degli dei? Non puoi neanche dire di essere un compositore...'. Ma io ho dovuto farlo, ho dovuto inseguire il mio sogno. Allora ho dovuto volare alto e sfidare quegli dei e poco importa che mi sia bruciato le ali come Icaro».
«Insomma - ha continuato Allevi tra gli applausi dei ragazzi - è stata dura, attaccato, ridicolizzato dai miei stessi colleghi; ho avuto due anni di depressione. Certo, avrei potuto sparare a zero su tutti alimentando così il circolo di negatività, ma non è la mia indole e sono caduto nel buio della mia fragilità. Ma dentro quel buio, dopo due anni ho elaborato la mia reazione inconscia. Ho composto un concerto per violino e orchestra che penso sia molto più eloquente di mille parole messe insieme». Interrotto solo dagli applausi del pubblico, il discorso di Allevi è proseguito «Se le cose stanno così, allora noi dobbiamo amarlo quel buio, dobbiamo amarla la nostra fragilità, perchè è nel buio della crisi che scocca la scintilla del cambiamento e la nostra fragilità potrebbe trasformarsi nella nostra forza».
Allevi, nonostante una carriera di successi anche oltralpi, al termine è scoppiato in un pianto liberatorio facendo commuovere i presenti, e ha concluso, anche lui emozionato, prima di sedersi per terra davanti alla standing ovation dei ragazzi di Amici: «In altre parole dobbiamo accettare noi stessi con tutti i nostri difetti, le nostre imperfezioni, ma anche i nostri slanci verso i sogni impossibili. E solo se riusciremo ad essere totalmente noi stessi e non ciò che gli altri hanno deciso e si aspettano da noi, la nostra vita sarà un'opera d'arte!». (Adnkronos)

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