EMERGENZA RIFIUTI IN CALABRIA: L’ANCI RACCOGLIE L’INVITO DEI SINDACI CALABRESI. A LAMEZIA PORTEREMO LA NOSTRA PROPOSTA: CHI DIFFERENZIA DOVRA’ PAGARE DI MENO.l’Assemblea Regionale dei Comuni è convocata per venerdì 10 maggio alle ore 16, a Lamezia Terme – All’ordine del giorno iI sistema rifiuti Calabria.
Motta San Giovanni (Reggio Calabria) 7 maggio 2013 - Finalmente, anche se in forte ritardo, si muove l’organizzazione dei Comuni calabresi. Venerdì pomeriggio a Lamezia, alla presenza del Governatore e dell’Assessore regionale all’ambiente, affronterà il tema scottante dei rifiuti Calabresi.
E’ di oggi la notizia che il Governatore ha chiesto alla Toscana di prendere in carico i rifiuti calabresi, stimati in 30.000 tonnellate, sparsi dappertutto. Rifiuti non trattati, ovvero non separati nelle diverse matrici. Questo vorrà dire, se dovesse corrispondere al vero, sostenere un costo maggiorato in capo alla Regione e, quindi, ai cittadini calabresi.
Oggi il costo sostenuto dai Comuni è di circa 100 euro per tonnellata di spazzatura conferita nelle discariche calabresi, costo che diventa, così come riferito dall’Ass. Pugliano in un recente incontro con i Sindaci, di 200 euro a tonnellata qualora, così come avvenuto, si conferisce nelle discariche pugliesi: oltre 100 euro in più a tonnellata!
Se raffrontiamo le distanze tra la Calabria e la Puglia e la Toscana, è facile comprendere quale maggiore costo dovremmo sostenere.
Nello stesso tempo, però, ci interroghiamo sulle ragioni che hanno condotto al collasso l’intero sistema Rifiuti ed i motivi che ancora oggi impediscono di trattare la spazzatura come una risorsa.
Lo abbiamo detto in più occasioni, portando dati e numeri che indicano nella raccolta differenziata forzata l’unica via per risparmiare.
E’ vero che i Comuni non pagano per tempo, ma è anche vero che dai cittadini i municipi ricevono le risorse in media con due anni di ritardo, ovvero una volta emesso i ruoli ed incamerato le rate dai propri cittadini. Ecco perché le dichiarazioni dell’Ass. regionale all’ambiente, che minaccia di non far conferire in discarica quei Comuni che non pagano, non possono essere accolte. Sa bene l’on.le Pugliano che gran parte dei Comuni hanno già attivato le procedure di recupero dei fondi dal c.d. decreto pagamenti alle imprese (D.L. 35/2013 ), così come è palese che in tal modo si immetterà liquidità nelle casse della regione da cui i cittadini calabresi pretendono, però, di uscire dal regime di emergenza. Chiediamo un cambio radicale nella gestione del sistema rifiuti Calabria che passi anche da riduzione di costi per quei Comuni che sul proprio territorio separano i rifiuti con la differenziata, ed un maggior onere per chi opera mischiando di tutto e di più.
Insomma, chiederemo nella riunione dell’ANCI, che il maggior costo di questa emergenza lo paghi chi lo ha prodotto e non chi lo subisce e che a pagar meno siano le comunità che operano in regime di differenziata. Un principio fondamentale, questo, a cui tutti dovrebbero uniformarsi e che potrebbe costituire la chiave di volta di un cambio di mentalità che, certamente, esige la partecipazione attiva e “ culturale “ delle popolazioni interessate ma che obbliga gli amministratori a trattare il tema col fioretto e non con i cannoni.
Paolo Laganà
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