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Ferimento Musy, moglie: disse 'Annige, mi hanno seguito'

L'imputato Francesco Furchi', detenuto, si dice tranquillo
Torino 8 maggio 2013 - La deposizione di Angelica Corporandi d'Auvare Musy, moglie del consigliere Alberto Musy, durante la prima udienza del processo a Francesco Furchi' accusato di tentato omicidio del consigliere comunale Alberto Musy. L'imputato Francesco Furchi' accanto ai suoi avvocati Maria Rosaria Ferrara e Giancarlo Pittelli.
durante l'udienza

TORINO - E' cominciato questa mattina in tribunale a Torino il processo per il ferimento del consigliere comunale Alberto Musy. L'imputato, Francesco Furchi', detenuto, e' presente in aula accanto ai suoi avvocati Maria Rosaria Ferrara e Giancarlo Pittelli. Poco prima dell'apertura dell'udienza ha scambiato qualche battuta con i giornalisti ribadendo la sua innocenza: ''Sono tranquillo. Ho fiducia nella giustizia, un po' meno nel pubblico ministero...''.
Il pubblico ministero, Roberto Furlan, ha esordito, nel suo intervento introduttivo, citando le cartelle cliniche delle visite psichiatriche alle quali Furchì é stato sottoposto in prigione. "Il medico - ha spiegato - parla di struttura di tipo narcisistico. Quando perde il controllo Furchì si infervora al punto da parlare in dialetto calabrese e in modo sgrammaticato. Ha reazioni incontrollate". Il movente, secondo l'accusa, è la vendetta: Furchì era arrabbiato perché Alberto Musy non assecondava i suoi tentativi di fare carriera, sia in politica che in altri ambiti. Oltre ai familiari di Musy (e allo stesso Musy, tramite la moglie, suo tutore) si è costituito parte civile il Comune di Torino. A seguire il processo c'é il consigliere comunale Roberto Tricarico: "Questa vicenda mi ha colpito molto. Essere qui vuol dire tentare di essere il più vicino possibile ad Alberto".
LA MOGLIE: MI DISSE CHE LO AVEVANO SEGUITO - "Mio marito era in cortile, in piedi, accanto a un nostro vicino di casa. Gli tremavano le mani. Mi disse 'Annige, mi ha seguito' o 'mi hanno seguito', non ricordo bene, c'era un motorino". Questo il racconto che la moglie di Alberto Musy, Angelica Corporandi d'Auvare, ha reso ai giudici del tribunale testimoniando al processo per il tentato omicidio del consigliere. Alberto Musy era stato ferito nel cortile della sua casa di via Barbaroux. "Gli tamponai la testa. Usciva poco sangue e questo mi tranquillizzò. Allora lo facemmo sedere e io andai su a prendere dell'acqua ossigenata". La signora Angelica, rispondendo alle domande del pm Roberto Furlan, ha poi parlato dell'attività professionale e politica del marito, spiegando, in particolare, che c'erano state delle pressioni in occasione della sua partecipazione alle commissioni per la nomina di accademici alle Università di Napoli e Palermo. Proprio nella vicenda palermitana la procura e la polizia hanno individuato uno dei motivi di risentimento che hanno spinto l'imputato Francesco Furchì, a premere il grilletto. Dal giorno in cui è stato ferito, il 21 marzo 2012, le condizioni di Alberto Musy, che non si è più risvegliato, sono sempre le stesse: "Non c'é stato assolutamente nessun miglioramento". Lo ha detto la moglie, Angelica Corporandi d'Auvare, testimoniando in tribunale al processo contro l'uomo accusato di aver premuto il grilletto. La donna, su richiesta dell'avvocato di parte civile Gian Paolo Zancan, ha parlato del rapporto che la legava al marito. "L'amore - ha detto - non si era affievolito nel corso del tempo. Lo conobbi quando avevo vent'anni e mi si aprì un mondo. Io provenivo da un ambiente molto chiuso, lui invece aveva vedute molto ampie, mi trasmetteva un senso di libertà infinita. Aveva voglia di scommettere i suoi talenti. Lo sposai a ventotto anni perché guardavamo nella stessa direzione. Ero stata abbastanza fortunata". Dal matrimonio sono nate quattro figlie: la più grande ha 13 anni, la più piccina 3. "Grazie ad Alberto - ha spiegato la donna - maturai la consapevolezza che volevo avere figli che fossero come lui. E che lui trasmettesse a loro le sue doti". "Alla persona che ha sparato - ha anche detto Angelica - rimprovero di avere interrotto un discorso. Ha sottratto alle mie figlie la persona che avevo scelto per loro. Ci costringe adesso ad assistere, senza poter intervenire, a questa vita, la vita di Alberto, che aveva molto da comunicare e che ora è sospesa".

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