Presentata a Palermo alla presenza del commissario straordinario antiracket Belgiorno, orienta i consumatori verso i negozi e le attività che rifiutano di pagare
C'è una guida all'acquisto che aiuta il
cittadino a 'premiare', sostenendoli in modo concreto, i negozi
'pizzo-free', che non pagano il pizzo, e i cittadini, titolari di quei
negozi o attività che hanno avuto o hanno la coscienza civica e il
coraggio di denunciare il racket.
Presentata l'altroieri a Palermo in presenza del commissario straordinario antiracket Elisabetta Belgiorno, 'Pago chi non paga' è la guida per il consumatore critico realizzata dal Comitato Addiopizzo, nell'ambito del Programma operativo nazionale (Pon) Sicurezza, in partenariato con l'ufficio del commissario nazionale (beneficiario del progetto Pon 'Consumo critico antiracket: diffusione e consolidamento di un circuito di economia fondato sulla legalità e lo sviluppo') e in collaborazione con oltre 800 imprenditori e commercianti che aderiscono all'iniziativa.
«Una tappa straordinariamente importante», «un risultato eccezionale che nessuno, nove anni fa, avrebbe potuto neppure immaginare», l'ha definita il commissario Belgiorno riferendosi alla nascita del progetto che ha portato al 'vademecum' del consumatore antiracket, iniziato quando, «nel 2004 i ragazzi di Addiopizzo tappezzarono la città con gli adesivi 'Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità'».
Il progetto sviluppato negli anni con entusiasmo insieme all’associazione Libero Futura intitolata a Libero Grassi, ha spiegato Belgiorno, «ha diffuso via via un 'sano contagio'». Il commissario nazionale ha rivolto un «grazie particolare» al rettore dell'Università di Palermo Roberto Lagalla per aver sostenuto gli operatori economici anti-pizzo «con un non comune impegno istituzionale e civile» e promuovendo una campagna di sensibilizzazione tra i docenti universitari, gli studenti e i dipendenti dell'ateneo, «invitandoli ad acquistare presso esercizi commerciali che abbiano svolto un ruolo emblematico nel rifiutare il pizzo». Tra questi c'è il il bar-pasticceria Marsicano, alle porte del Villaggio Santa Rosalia, accanto alla cittadella universitaria, un esempio 'citato' da Addiopizzo. Il titolare Alessandro Marsicano, che aderisce alla rete di attività 'pizzo free', ha denunciato i suoi estorsori, poi condannati in primo grado, ma a fronte di questo gesto, insieme a tanta solidarietà, sta subendo una sorta di isolamento ambientale che ha provocato un sensibile calo degli incassi.
Presentata l'altroieri a Palermo in presenza del commissario straordinario antiracket Elisabetta Belgiorno, 'Pago chi non paga' è la guida per il consumatore critico realizzata dal Comitato Addiopizzo, nell'ambito del Programma operativo nazionale (Pon) Sicurezza, in partenariato con l'ufficio del commissario nazionale (beneficiario del progetto Pon 'Consumo critico antiracket: diffusione e consolidamento di un circuito di economia fondato sulla legalità e lo sviluppo') e in collaborazione con oltre 800 imprenditori e commercianti che aderiscono all'iniziativa.
«Una tappa straordinariamente importante», «un risultato eccezionale che nessuno, nove anni fa, avrebbe potuto neppure immaginare», l'ha definita il commissario Belgiorno riferendosi alla nascita del progetto che ha portato al 'vademecum' del consumatore antiracket, iniziato quando, «nel 2004 i ragazzi di Addiopizzo tappezzarono la città con gli adesivi 'Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità'».
Il progetto sviluppato negli anni con entusiasmo insieme all’associazione Libero Futura intitolata a Libero Grassi, ha spiegato Belgiorno, «ha diffuso via via un 'sano contagio'». Il commissario nazionale ha rivolto un «grazie particolare» al rettore dell'Università di Palermo Roberto Lagalla per aver sostenuto gli operatori economici anti-pizzo «con un non comune impegno istituzionale e civile» e promuovendo una campagna di sensibilizzazione tra i docenti universitari, gli studenti e i dipendenti dell'ateneo, «invitandoli ad acquistare presso esercizi commerciali che abbiano svolto un ruolo emblematico nel rifiutare il pizzo». Tra questi c'è il il bar-pasticceria Marsicano, alle porte del Villaggio Santa Rosalia, accanto alla cittadella universitaria, un esempio 'citato' da Addiopizzo. Il titolare Alessandro Marsicano, che aderisce alla rete di attività 'pizzo free', ha denunciato i suoi estorsori, poi condannati in primo grado, ma a fronte di questo gesto, insieme a tanta solidarietà, sta subendo una sorta di isolamento ambientale che ha provocato un sensibile calo degli incassi.
Sul sito di Addiopizzo tutte le info sulla rete di commercianti, imprenditori, associazioni aderenti all'iniziativa.

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