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Catena umana di solidarietà all'imprenditore De Masi - l'adesione della scuola Falcomatà-Archi di Reggio Calabria

L’istituto Falcomatà-Archi aderisce alla catena umana di solidarietà all’imprenditore Antonino De Masi

Reggio Calabria – “Educare alla legalità è il primo degli obiettivi della scuola divenuta mai come in questi ultimi anni il primo e più importante baluardo contro l’illegalità, la violenza, la criminalità organizzata”. E’ con questo principio che l’istituto comprensivo scolastico Falcomatà-Archi aderisce attivamente all’iniziativa promossa da Libera e dall’Osservatorio sulla ‘ndrangheta, di dare vita oggi venerdì 3 maggio a Gioia Tauro, alla catena umana di solidarietà attorno alla Global Repair, l’azienda dell’imprenditore Antonino De Masi nei giorni scorsi presa di mira da numerosi colpi di kalasnikov. Una significativa affermazione di principio che apre il documento di adesione approvato all’unanimità, ed illustrato dalla dirigente scolastica Serafina Corrado nel corso di una partecipata riunione tenuta ieri pomeriggio, degli organi collegiali rappresentativi di alunni, docenti e genitori della scuola reggina che ha propri plessi nei quartieri di Santa Caterina, San Brunello ed Archi.
Il documento ha per incipit le parole del giudice Antonino Caponnetto rivolte agli studenti di una scuola con l’esortazione a crescere nel “culto dei valori veri, nel culto della legalità, della solidarietà, dell’amore per il prossimo, del rispetto della persona umana qualunque sia il colore della sua pelle, qualunque sia la sua razza, qualunque sia la sua religione”.
Le istituzioni scolastiche, anche sulla base di apposite direttive ministeriali, negli ultimi anni “hanno potenziato la loro funzione di fucina di legalità, facendo riferimento ai valori essenziali per la costruzione di un futuro sostenibile. In tale ottica – continua il documento – assume una valenza pregnante l’obiettivo della partecipazione attiva degli studenti alla realizzazione di una società multietnica, nel rispetto della libertà, dell’uguaglianza e dei diritti umani”.
L’impegno a favore della legalità è dunque, oggi, la risposta più efficace ed immediata al diffuso malessere dei giovani, soprattutto in un territorio come il nostro che nella sua lunga storia è stato oltraggiato da tante sopraffazioni soprusi e tirannie, ed insieme, è stato culla di tanti fatti di arte storia e cultura significativi nell’area del mare Mediterraneo.
L’istituto comprensivo Falcomatà – Archi diretto da Serafina Corrado e che “raccoglie realtà anche territorialmente assai diverse e complesse, è impegnato “a fare sperimentare ai ragazzi, sul campo, i valori democratici del rispetto, della cooperazione, della fiducia, della giustizia, del rispetto delle regole, mediante l’esercizio e la pratica della cittadinanza attiva e sviluppando sempre di più la cultura della legalità”. Una cittadinanza attiva espressa nella progettazione dei vari ordini di scuola, valorizzando la dimensione formativa dell’educazione alla legalità trasversale ai saperi, quale snodo interdisciplinare integrato nei curricoli scolastici.
“E’ un atto dovuto - dice il documento della Falcomatà-Archi – dare solidarietà all’imprenditore Antonino De Masi, tra i primi a denunciare le intimidazioni mafiose, e che ha sporto denuncia contro alcuni gruppi bancari che avevano applicato tassi elevatissimi,  e perciò divenuto coraggioso esempio di ribellione alla “legge del silenzio”. Tutti dovrebbero ribellarsi al cancro della mafia che distrugge senza pietà uomini, valori, ideali, cultura … Pochi in realtà osano farlo. Quegli ideali “cento passi” che separano la vita e la libertà dalla paura e dalla morte delle coscienze, dobbiamo trovare il coraggio di percorrerli tutti. Il silenzio e la paura sono i veri alleati della violenza. Quello che invece, le toglie potere è il coraggio della denuncia”.
Da qui la finale esortazione della scuola reggina, per costruire un futuro migliore per i nostri figli, a “continuare ad impegnarci tutti, ogni giorno, nella scuola, nella famiglia, nelle varie formazioni sociali, per diffondere la cultura della legalità, del coraggio della denuncia, della ribellione all’omertà”.
Reggio Calabria, 3 maggio 2013.
p. Dirigente Scolastico
Dottoressa Serafina Corrado

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