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Calabria. I nomi e cognomi dei consiglieri regionali coinvolti nello scandalo dei rimborsi? ...

Reggio Calabria 5 maggio 2013 - La notizia è di quelle da prima pagina. La curiosità, la morbosità, ... è umana "debolezza" (?).
Prima di farvi leggere i nomi dei furbetti del consiglio, inquadriamo la situazione.

Ogni Gruppo Consiliare dispone di una quota fissa, 200 mila euro circa (la cifra è direttamente proporzionale al numero degli aderenti al gruppo) e di una cosiddetta quota variabile, all'incirca 48mila euro disponibili per ogni consigliere regionale. Somme annuali chiaramente, nel senso che ogni anno i consiglieri appartenenti al gruppo possono disporre di queste cifre.

E quindi facendo dei conti sui tanti gruppi esistenti la somma di denaro che i consiglieri e i relativi gruppi riescono a movimentare è davvero una cifra ingente.

Ora, predisposti al controllo di come vengono spesi i soldi vi sono due figure: il Capogruppo e il responsabile Amministrativo.

Il Capogruppo è l'unico ad avere la possibilità di spesa prima ancora della rendicontazione. In sostanza detiene personalmente la carta di credito e spende quando lo ritiene opportuno e poi allega la pezza giustificativa.

Il Responsabile Amministrativo invece fa da filtro ai consiglieri regionali. E cioè, il consigliere regionale consegna le sue pezze giustificative, fatture, scontrini, eccetera, al Responsabile Amministrativo. Quest'ultimo deve visionare stabilire quali sono le spese rimborsabili e quali no. Una bella responsabilità. La decisione insindacabile è la sua. Eventuali errori ricadono (ricadrebbero?) su di lui.


E allora come si spiega la storia dei gratta e vinci rimborsati e altre bizzarrie varie allo stesso modo finite tra i rimborsi?

Semplice. O non si è controllato bene oppure si è complici e in ultima analisi succubi(?).

Per quanto riguarda il Capogruppo la responsabilità è personale, è lui che decide quando e cosa spendere senza nessun controllo preventivo.

La sostanza di tutto ciò è che si gestiscono milioni di euro ogni anno, senza sudarseli (anche se leciti e previsti) e quindi anche spenderli viene fatto a cuor leggero. Non è così che dovrebbero andare le cose, ma si sà l'essere umano è avido, ingordo, egoista e di fronte ad una tavola così bandita come biasimarli, si buttano a testa bassa. Chi di noi non lo farebbe?

E allora? La soluzione c'è. Intanto gestione meno allegra e con meno falle. E poi senso dell'onestà. Insomma una fiducia a chi ci rappresenta e mai e poi mai dovrebbe sognarsi di fregarci.

E se ciò non accade ecco che arriva la Guardia di Finanza a fare chiarezza e la magistratura ad attivare i provvedimenti che mai, in casi come questi,sono all'acqua di rose. Arresti, avvisi di garanzia.


I nomi di questi signori? Chi meglio di lorsignori possono indicarceli. E allora politici fate un passo in avanti, abbiate un minimo di dignità e CONSEGNATEVI al giudizio del popolo sovrano.

Date il vostro nome e cognome con relative copie fatture e ricevute depositate per ottenere il rimborso. Tanto tutti sappiamo chi siete. E per l'ufficialità è solo questione di tempo. E di tempo ve ne rimane davvero poco. CONSEGNATECI GLI SCONTRINI E LE FATTURE e i vostri nomi e cognomi.

N.B. Caro lettore, cara lettrice,
ti aspettavi di trovare i nomi dei consiglieri inquisiti. E noi per rispetto all'Informazione avremmo dovuto darli piuttosto che chiederli.E' stato e vuole essere solo una forte provocazione, e a volte il giornalismo utilizza questo metodo per attirare l'attenzione su un tema rilevante. Continua a leggere il nostro GIORNALE certo che troverai sempre e comunque le informazioni, complete, tempestive e puntuali, come sempre del resto. Questa è stata una eccezione, in 7 anni, non la regola. Grazie.

Luigi Palamara

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