Bagaladi-Travolto, quel triste pomeriggio di giovedì 30 aprile 2009 sul Corso Garibaldi da un centauro, poi processato e condannato, si spense dopo qualche giorno di agonia agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria il successivo 5 maggio. Vittima di un assurdo incidente, mentre stava tranquillamente passeggiando sul Corso di Melito Porto Salvo. L'uomo, nell' immediatezza dell' intervento, era stato sottoposto a coma farmacologico.
NONOSTANTE SIANO PASSATI QUATTRO ANNI, DA QUELL’INCREDIBILE E ROCAMBOLESCA SCOMPARSA, IL RICORDO DEL SINDACO ARCHITETTO ANGELO CURATOLA È SEMPRE VIVO, NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO DELLA COLLETTIVITÁ BAGALADESE, MA ANCHE DI QUELLA MELITESE, QUEL TRATTORISTA RIBALTATO E SALVATO DALLA VEDOVA, DOTTORESSA ROSINA
Coincidenze, sincronismo, convergenze. Uno strano caso, nel giorno del quarto anniversario della morte di Angelo Curatola… il suo spirito benevolo aleggia ancora su Bagaladi e Melito. La vedova, dottoressa Moro, si apprestava ad uscire di casa per recarsi in chiesa per la SS Messa in ricordo del compianto marito, quando a qualche centinaio di metri, si verificava l’imponderabile
Domenico Salvatore
BAGALADI. Caro Angelo ti scrivo….per ringraziarti, a nome della famiglia che ha passato un brutto quarto d’ora, dopo il ribaltamento del motocoltivatore. Grazie a te, se non alla vedova signora Rosina, il guidatore-ragazzo, è stato soccorso. Medicato, stabilizzato ed avviato con l’eli-soccorso, verso nosocomi meglio attrezzati…” Un pomeriggio tranquillo e silenzioso, scandito solo dal rintocco delle campane veniva squarciato da un rumore metallico e da successive urla strazianti. Un giovane agricoltore, Aurelio Lucarelli, tornando a casa dopo una giornata di lavoro a bordo del suo trattore gommato, per motivi in corso di accertamento da parte dei CC della locale stazione comandata dal M.llo Rosario Leocata, perdeva il controllo del mezzo percorrendo la ripida discesa all’altezza dell’ambulatorio comunale e veniva sbalzato a una decina di metri, mentre il trattore si ribaltava per fermarsi dopo qualche capriola.
I primi ad accorrere, ricorda Luigi, sono i passanti e la madre del ragazzo, traumatizzata ed attonita. Poi arriva il dottore Pasquale Pannuti. La situazione appare disperata. Aurelio non risponde. Arriva poi di corsa anche la Dottoressa Rosina Moro, che affianca il collega ed insieme iniziano a prestare i primi importantissimi soccorsi al ragazzo. Non risponde alle invocazioni; è riverso sul selciato. Ha sbattuto violentemente il capo. Già allertato il 118, mentre l’ambulanza percorreva la Strada Provinciale n°3 da Melito, squassata e quasi impercorribile per via dei lavori di metanizzazione che l’hanno ridotta a mulattiera (e pensare che un finanziamento per la strada a scorrimento veloce fortemente voluta e sostenuta dal sindaco Angelo Curatola, è andato perduto per veti imposti dal comune di Melito nel 2005), la dottoressa Moro, per la sua esperienza nel dipartimento di emergenza, capisce che il trauma cranico potrebbe essere serio e potrebbe esserci una lesione agli organi interni. Decide quindi di richiedere l’intervento dell’elisoccorso, che si alza in volo da Locri e raggiunge Bagaladi in pochissimi minuti.
Nel frattempo nel piccolo centro, arriva a sirene spiegate anche l’equipe del 118 di Melito, con il dottor Pino Mesiani Mazzacuva. Le prime cure mediche, la dottoressa Moro, le aveva già prestate. Dalla locale farmacia, si fa portare il necessario per prendere un accesso venoso; farmaci per evitare uno shock post-traumatico, apparecchi per la pressione arteriosa, ecc. Insieme all’equipe del 118 poi, lo sfortunato ragazzo viene sistemato sulla tavola spinale; gli viene applicato il collare e viene trasportato presso il campo sportivo, dove ad attenderlo, c’è già l’elicottero che lo trasporta agli Ospedali Riuniti in pochi minuti. Fortunatamente, gli esami (tac, ecc.) escludono il rischio per la vita del ragazzo, ma vengono riscontrate varie fratture al volto ed alla mandibola e due forti contusioni ai polmoni ed al fegato. E’ sotto osservazione presso il reparto di Chirurgia Toracica. Una pagina di buona sanità, di tempestività e coordinamento dei soccorsi, proprio nel giorno della manifestazione in difesa del diritto alla sanità su questo territorio. Cosa, che va ben oltre l’Ospedale Tiberio Evoli…”Ma Angelo Curatola, cosa c’entra in tutto questo? Sarà, ma la vedova, dottoressa Rosina, grazie a questa coincidenza, (la celebrazione della santa messa, in suffragio dell’anima dello scomparso nell’anniversario della dipartita ) si è trovata sul posto giusto al momento giusto per intervenire e salvare la vita al malcapitato trattorista, uscito a pezzi da un incidente terrificante. Un episodio da medaglia. Sebbene i medici, onorino sempre il ‘Giuramento d’Ippocrate’. Devono fare di tutto (è un ‘imperativo categorico’) per salvare una vita umana, ovunque si trovino. Domenico Salvatore
NONOSTANTE SIANO PASSATI QUATTRO ANNI, DA QUELL’INCREDIBILE E ROCAMBOLESCA SCOMPARSA, IL RICORDO DEL SINDACO ARCHITETTO ANGELO CURATOLA È SEMPRE VIVO, NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO DELLA COLLETTIVITÁ BAGALADESE, MA ANCHE DI QUELLA MELITESE, QUEL TRATTORISTA RIBALTATO E SALVATO DALLA VEDOVA, DOTTORESSA ROSINA
Coincidenze, sincronismo, convergenze. Uno strano caso, nel giorno del quarto anniversario della morte di Angelo Curatola… il suo spirito benevolo aleggia ancora su Bagaladi e Melito. La vedova, dottoressa Moro, si apprestava ad uscire di casa per recarsi in chiesa per la SS Messa in ricordo del compianto marito, quando a qualche centinaio di metri, si verificava l’imponderabile
Domenico Salvatore
BAGALADI. Caro Angelo ti scrivo….per ringraziarti, a nome della famiglia che ha passato un brutto quarto d’ora, dopo il ribaltamento del motocoltivatore. Grazie a te, se non alla vedova signora Rosina, il guidatore-ragazzo, è stato soccorso. Medicato, stabilizzato ed avviato con l’eli-soccorso, verso nosocomi meglio attrezzati…” Un pomeriggio tranquillo e silenzioso, scandito solo dal rintocco delle campane veniva squarciato da un rumore metallico e da successive urla strazianti. Un giovane agricoltore, Aurelio Lucarelli, tornando a casa dopo una giornata di lavoro a bordo del suo trattore gommato, per motivi in corso di accertamento da parte dei CC della locale stazione comandata dal M.llo Rosario Leocata, perdeva il controllo del mezzo percorrendo la ripida discesa all’altezza dell’ambulatorio comunale e veniva sbalzato a una decina di metri, mentre il trattore si ribaltava per fermarsi dopo qualche capriola.
I primi ad accorrere, ricorda Luigi, sono i passanti e la madre del ragazzo, traumatizzata ed attonita. Poi arriva il dottore Pasquale Pannuti. La situazione appare disperata. Aurelio non risponde. Arriva poi di corsa anche la Dottoressa Rosina Moro, che affianca il collega ed insieme iniziano a prestare i primi importantissimi soccorsi al ragazzo. Non risponde alle invocazioni; è riverso sul selciato. Ha sbattuto violentemente il capo. Già allertato il 118, mentre l’ambulanza percorreva la Strada Provinciale n°3 da Melito, squassata e quasi impercorribile per via dei lavori di metanizzazione che l’hanno ridotta a mulattiera (e pensare che un finanziamento per la strada a scorrimento veloce fortemente voluta e sostenuta dal sindaco Angelo Curatola, è andato perduto per veti imposti dal comune di Melito nel 2005), la dottoressa Moro, per la sua esperienza nel dipartimento di emergenza, capisce che il trauma cranico potrebbe essere serio e potrebbe esserci una lesione agli organi interni. Decide quindi di richiedere l’intervento dell’elisoccorso, che si alza in volo da Locri e raggiunge Bagaladi in pochissimi minuti.
Nel frattempo nel piccolo centro, arriva a sirene spiegate anche l’equipe del 118 di Melito, con il dottor Pino Mesiani Mazzacuva. Le prime cure mediche, la dottoressa Moro, le aveva già prestate. Dalla locale farmacia, si fa portare il necessario per prendere un accesso venoso; farmaci per evitare uno shock post-traumatico, apparecchi per la pressione arteriosa, ecc. Insieme all’equipe del 118 poi, lo sfortunato ragazzo viene sistemato sulla tavola spinale; gli viene applicato il collare e viene trasportato presso il campo sportivo, dove ad attenderlo, c’è già l’elicottero che lo trasporta agli Ospedali Riuniti in pochi minuti. Fortunatamente, gli esami (tac, ecc.) escludono il rischio per la vita del ragazzo, ma vengono riscontrate varie fratture al volto ed alla mandibola e due forti contusioni ai polmoni ed al fegato. E’ sotto osservazione presso il reparto di Chirurgia Toracica. Una pagina di buona sanità, di tempestività e coordinamento dei soccorsi, proprio nel giorno della manifestazione in difesa del diritto alla sanità su questo territorio. Cosa, che va ben oltre l’Ospedale Tiberio Evoli…”Ma Angelo Curatola, cosa c’entra in tutto questo? Sarà, ma la vedova, dottoressa Rosina, grazie a questa coincidenza, (la celebrazione della santa messa, in suffragio dell’anima dello scomparso nell’anniversario della dipartita ) si è trovata sul posto giusto al momento giusto per intervenire e salvare la vita al malcapitato trattorista, uscito a pezzi da un incidente terrificante. Un episodio da medaglia. Sebbene i medici, onorino sempre il ‘Giuramento d’Ippocrate’. Devono fare di tutto (è un ‘imperativo categorico’) per salvare una vita umana, ovunque si trovino. Domenico Salvatore

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