Lo ha dichiarato Salvatore Magarò, presidente della Commissione regionale contro la
'ndrangheta, esprimendo «un grazie di cuore e i più sinceri complimenti, agli investigatori della Polizia di Stato e ai magistrati della Procura Distrettuale di Reggio Calabria».
REGGIO CALABRIA, 20 Aprile 2013 - «La cattura del latitante Sebastiano Strangio rappresenta un risultato importante che incoraggia la Calabria degli onesti e tutti quanto ripongono fiducia nelle istituzioni e nelle loro capacità di risposta per l'affermazione della legalità».
Lo ha dichiarato Salvatore Magarò, presidente della Commissione regionale contro la 'ndrangheta, esprimendo «un grazie di cuore e i più sinceri complimenti, agli investigatori della polizia di Stato e ai magistrati della Procura distrettuale di Reggio Calabria».
«La brillante operazione - ha aggiunto - ha posto fine alla latitanza, che durava da sei anni, di un soggetto implicato in vicende come la faida di San Luca e la strage di Duisburg, episodi che oltre a seminare lutti e sangue hanno pure gravemente deturpato l'immagine della Calabria ben oltre i confini nazionali. L'arresto di Strangio, avvenuto in Piemonte, è l'ennesima conferma della diffusa pervasività di un fenomeno criminale che ormai può contare su basi e reti di protezione e complicità dislocate dappertutto. Si tratta di un quadro estremamente allarmante che non consente distrazioni nè sottovalutazioni».
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| Salvatore Magarò |
REGGIO CALABRIA, 20 Aprile 2013 - «La cattura del latitante Sebastiano Strangio rappresenta un risultato importante che incoraggia la Calabria degli onesti e tutti quanto ripongono fiducia nelle istituzioni e nelle loro capacità di risposta per l'affermazione della legalità».
Lo ha dichiarato Salvatore Magarò, presidente della Commissione regionale contro la 'ndrangheta, esprimendo «un grazie di cuore e i più sinceri complimenti, agli investigatori della polizia di Stato e ai magistrati della Procura distrettuale di Reggio Calabria».
«La brillante operazione - ha aggiunto - ha posto fine alla latitanza, che durava da sei anni, di un soggetto implicato in vicende come la faida di San Luca e la strage di Duisburg, episodi che oltre a seminare lutti e sangue hanno pure gravemente deturpato l'immagine della Calabria ben oltre i confini nazionali. L'arresto di Strangio, avvenuto in Piemonte, è l'ennesima conferma della diffusa pervasività di un fenomeno criminale che ormai può contare su basi e reti di protezione e complicità dislocate dappertutto. Si tratta di un quadro estremamente allarmante che non consente distrazioni nè sottovalutazioni».

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