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Michele Ferrulli morto durante l'arresto, la figlia: 'Mio papà massacrato'.

MORTO DURANTE ARRESTO: FIGLIA, MASSACRATO E TESTE MINACCIATO
PROCESSO A 4 AGENTI PER OMICIDIO FERRULLI; IN AULA ILARIA CUCCHI.

MILANO, 23 Aprile 2013 - «Mio papà non stava facendo nulla, rideva e scherzava con gli amici e poi è stato massacrato di botte con i manganelli».

Così Domenica Ferrulli, figlia di Michele, l'uomo di 51 anni morto il 30 giugno 2011 a Milano per arresto cardiaco mentre quattro agenti lo stavano arrestando, ha raccontato davanti ai giudici della Corte d'Assise del capoluogo lombardo cosa successe quella sera.

In aula ad assistere al processo a carico dei quattro poliziotti, imputati per omicidio preterintenzionale, è arrivata anche Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e morto una settimana dopo all'ospedale 'Sandro Pertinì di Roma. Con lei anche Lucia Uva, sorella di Giuseppe, morto nel 2008 dopo essere stato ricoverato in ospedale con trattamento sanitario obbligatorio e dopo che i carabinieri lo avevano fermato ubriaco per strada.

La giovane, Domenica Ferrulli, rispondendo alle domande del pm Gaetano Ruta, ha spiegato anche che una delle persone che era presente quella sera in via Varsavia, alla periferia sud-est di Milano, è stato «minacciato e spaventato». La ragazza ha chiarito che il testimone «nei giorni successivi al fatto è stato fermato vicino al lavoro da un uomo che l'aveva seguito e che gli ha intimato di aprire la macchina, dicendogli anche 'se non hai precedenti penali, te li creo iò».

Mentre altri testimoni - tra cui in particolare alcuni rom del campo nomadi vicino via Varsavia - che in un primo tempo avevano assicurato che avrebbero aiutato i familiari di Ferrulli ad «avere giustizia», poi si sarebbero dimostrati - sempre stando alla testimonianza della ragazza - reticenti e avrebbero anche minacciato lei e il fratello, Eustachio Ferrulli. Oggi sono stati ascoltati anche il figlio e la moglie di Ferrulli, tutti assistiti come parti civili dall'avvocato Fabio Anselmo, e una giovane nomade che girò il video con il cellulare che venne poi acquisito agli atti dell'inchiesta.

La nomade, davanti ai giudici, ha risposto con molti «non ricordo» e, secondo la figlia di Ferrulli, la donna, poco dopo i fatti, l'avrebbe minacciata perchè «voleva che nominassi come avvocato il suo avvocato». Michele Ferrulli, stando alle parole della moglie, «beveva un pò, ma non dava fastidio a nessuno e l'hanno ammazzato».

Oggi in aula verrà anche mostrato il video che riprese la scena dell'arresto e della morte dell'uomo.(Ansa)

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