La formazione di Rocco De Pietro, tenterà di battere il team ospite, per incamerare l’intera posta in palio e continuare a sperare nel miracolo delle noci; ma l’occhio è rivolto anche alla gara Santo Stefano-Ravagnese.
MELITO-SANTA VENERE G., LA CLASSICA PARTITA DI FINE CAMPIONATO…EPPURE
Il Futsal, paradossalmente, avrebbe… tre risultati utili (1, X, 2) dalla sua. Il Ravagnese ha vinto, a nostro avviso con pieno merito e sul campo. Benchè per la matematica, manchino ancora novanta minuti
Domenico Salvatore
Melito Porto Salvo (rc) Il presidente Rocco De Pietro, avrebbe tante cose da dire; se non da ridire. Ma ci sarà tempo dopo i play-off, per farlo, per dirlo. Se ci sarà voglia e quando:”È stata una magnifica galoppata, a prescindere dal risultato che si andrà ad acquisire sul campo. L’occasione d’oro per riappacificarci con il pubblico di casa. Una platea dal palato fine. Una delle più stimate e seguite della Calabria intera. Con un ruolo storico e geografico, rango e blasone ben definito. Rilanciare il calcio a Melito Porto Salvo, partendo dalla terza categoria? Non è stato facile né semplice come bere un bicchiere d’acqua. La gente, era amareggiata e delusa. Aveva l’Eccellenza, ma un bel mattino, come in un brutto sogno, venne cancellata con un colpo di spugna. Ripartire daccapo con un nome nuovo, una società nuova, una squadra nuova. Ci siamo riusciti, grazie al Cielo. Abbiamo rilanciato il calcio a Melito. Il primo anno, era idoneo per fare esperienza, ma stiamo andando oltre ogni più rosea aspettativa. Comunque è stato bello sognare”.
Anche il trainer Domenico Tripodi, un vincente, storia alla mano è sintonizzato più o meno sulla stessa lunghezza d’onda:”Ma sì. In fin dei conti, noi, come matricola, certamente non godevamo dei pronostici della vigilia. C’erano squadre, più titolate e meglio attrezzate della nostra. Sebbene, le cose si fossero messe bene per noi, durante il campionato. Purtroppo, abbiamo dovuto pagare lo scotto del noviziato e qualche inesperienza, se non ingenuità. Partite che avremmo dovuto e potuto vincere ed almeno pareggiare, le abbiamo perse clamorosamente; in maniera incredibile. Non soltanto la gara di Casignana, dove si vinceva 2-0. Tralascio in questa fase, le condizioni in cui essa sia maturata. Nel momento topico del torneo, abbiamo perso alcune pedine di base fondamentali. Non solamente il cervello di centrocampo (Bruno Pansera) ed il goleador (Giovanni Calabrò). Sfido chiunque, a dover rinunciare a due giocatori così…E non c’è stato verso di recuperare nemmeno uno, dei due o tre assenti per squalifiche, infortunio od altra indisponibilità.
Nonostante tutto, siamo ancora lì, che ce la stiamo giocando sino all’ultimo minuto. Per uno strano gioco del destino ci va bene l’1, X, 2. Santo Stefano-Ravagnese, sembra creata apposta per generare suspence, brividi, emozioni, tremori e palpiti di cuore. Se esce 1, abbiamo vinto il campionato. Se esce X, si va allo spareggio in campo neutro. Se esce 2, comunque abbiamo acquisito la finale dei play off, senza giocare; perché a quel punto, avremmo più di dieci punti sulla quinta piazzata, esclusa per regolamento. Ma intanto, dobbiamo pensare a noi. Dobbiamo vincere questa partita. Per noi e per il pubblico, che ci ha seguito per tutto il campionato. In qualche match, si è vista persino la folla delle grandi occasioni”. Il G.B.I. Ravagnese, ha convinto tutti. Anche la critica più scettica e sospettosa. Ha dimostrato sul campo di essere la squadra più forte. Ha preparato la gara di chiusura, mettendo lo spumante nel freezer, com’è giusto che sia, ma soprattutto continuando ad allenarsi con la stessa serietà personale e professionale di sempre.
Ci viene difficile pensare ad un colpo gobbo del destino. All’imponderabile. Se non impossibile. Non c’è bisogno di amuleti, talismani, cornetti rossi e pendagli vari. La cabala, non può niente, contro la sana programmazione. A livello dirigenziale il Ravagnese, non ha niente da invidiare a nessuno. Questa è anche, la nostra opinione.Domenico Salvatore
MELITO-SANTA VENERE G., LA CLASSICA PARTITA DI FINE CAMPIONATO…EPPURE
Il Futsal, paradossalmente, avrebbe… tre risultati utili (1, X, 2) dalla sua. Il Ravagnese ha vinto, a nostro avviso con pieno merito e sul campo. Benchè per la matematica, manchino ancora novanta minuti
Domenico Salvatore
Melito Porto Salvo (rc) Il presidente Rocco De Pietro, avrebbe tante cose da dire; se non da ridire. Ma ci sarà tempo dopo i play-off, per farlo, per dirlo. Se ci sarà voglia e quando:”È stata una magnifica galoppata, a prescindere dal risultato che si andrà ad acquisire sul campo. L’occasione d’oro per riappacificarci con il pubblico di casa. Una platea dal palato fine. Una delle più stimate e seguite della Calabria intera. Con un ruolo storico e geografico, rango e blasone ben definito. Rilanciare il calcio a Melito Porto Salvo, partendo dalla terza categoria? Non è stato facile né semplice come bere un bicchiere d’acqua. La gente, era amareggiata e delusa. Aveva l’Eccellenza, ma un bel mattino, come in un brutto sogno, venne cancellata con un colpo di spugna. Ripartire daccapo con un nome nuovo, una società nuova, una squadra nuova. Ci siamo riusciti, grazie al Cielo. Abbiamo rilanciato il calcio a Melito. Il primo anno, era idoneo per fare esperienza, ma stiamo andando oltre ogni più rosea aspettativa. Comunque è stato bello sognare”.Anche il trainer Domenico Tripodi, un vincente, storia alla mano è sintonizzato più o meno sulla stessa lunghezza d’onda:”Ma sì. In fin dei conti, noi, come matricola, certamente non godevamo dei pronostici della vigilia. C’erano squadre, più titolate e meglio attrezzate della nostra. Sebbene, le cose si fossero messe bene per noi, durante il campionato. Purtroppo, abbiamo dovuto pagare lo scotto del noviziato e qualche inesperienza, se non ingenuità. Partite che avremmo dovuto e potuto vincere ed almeno pareggiare, le abbiamo perse clamorosamente; in maniera incredibile. Non soltanto la gara di Casignana, dove si vinceva 2-0. Tralascio in questa fase, le condizioni in cui essa sia maturata. Nel momento topico del torneo, abbiamo perso alcune pedine di base fondamentali. Non solamente il cervello di centrocampo (Bruno Pansera) ed il goleador (Giovanni Calabrò). Sfido chiunque, a dover rinunciare a due giocatori così…E non c’è stato verso di recuperare nemmeno uno, dei due o tre assenti per squalifiche, infortunio od altra indisponibilità.
Nonostante tutto, siamo ancora lì, che ce la stiamo giocando sino all’ultimo minuto. Per uno strano gioco del destino ci va bene l’1, X, 2. Santo Stefano-Ravagnese, sembra creata apposta per generare suspence, brividi, emozioni, tremori e palpiti di cuore. Se esce 1, abbiamo vinto il campionato. Se esce X, si va allo spareggio in campo neutro. Se esce 2, comunque abbiamo acquisito la finale dei play off, senza giocare; perché a quel punto, avremmo più di dieci punti sulla quinta piazzata, esclusa per regolamento. Ma intanto, dobbiamo pensare a noi. Dobbiamo vincere questa partita. Per noi e per il pubblico, che ci ha seguito per tutto il campionato. In qualche match, si è vista persino la folla delle grandi occasioni”. Il G.B.I. Ravagnese, ha convinto tutti. Anche la critica più scettica e sospettosa. Ha dimostrato sul campo di essere la squadra più forte. Ha preparato la gara di chiusura, mettendo lo spumante nel freezer, com’è giusto che sia, ma soprattutto continuando ad allenarsi con la stessa serietà personale e professionale di sempre.
Ci viene difficile pensare ad un colpo gobbo del destino. All’imponderabile. Se non impossibile. Non c’è bisogno di amuleti, talismani, cornetti rossi e pendagli vari. La cabala, non può niente, contro la sana programmazione. A livello dirigenziale il Ravagnese, non ha niente da invidiare a nessuno. Questa è anche, la nostra opinione.Domenico Salvatore


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