Le riflessioni dell'on. NINO FOTI, componente direzione nazionale PDL
e già capogruppo in Commissione Lavoro Pubblico e Privato
SERVONO LARGHE INTESE PER L'ITALIA E MAGGIOR REALISMO PER LA CALABRIA
Ancora una volta la ricetta giusta per il Paese la sta proponendo il
nostro partito, il PDL: "servono larghe intese per garantire un
governo all'Italia". A dichiararlo è l'on. Nino Foti, componente della
direzione nazionale del Popolo della Libertà e già capogruppo in
Commissione Lavoro Pubblico e Privato. Ed è proprio un Governo
Responsabile – prosegue Foti - ciò che serve soprattutto al Sud del
Paese ed a regioni come la Calabria, perennemente travolta dalle
emergenze: sanità, trasporti, rifiuti, rischio idrogeologico … Solo
per citare alcuni aspetti tra i più rilevanti. Se da un lato serve
trovare una larga intesa tra le forze politiche dall'altro serve
ancora di più che i leader politici mettano sul piatto della bilancia
anche la necessità di compiere scelte drastiche e dure anche al costo
di apparire "impopolari". Non è un gran bel periodo per la Politica.
Poco importa.
Ciò che conta è che qualche provvedimento che favorisca la ripresa e
la crescita si prenda e si prenda al più presto. Secondo l'ultimo
rapporto "La crisi sociale del Mezzogiorno" elaborato dal Censis in
regioni come la Calabria una famiglia su quattro (26%) è materialmente
povero. In altre parole, un quarto delle famiglie calabresi vive con
difficoltà oggettiva ad affrontare spese essenziali o si ritrova
impossibilitato ad affrontare tali spese per mancanza di denaro. Al
Sud 39 famiglie su 100 sono a rischio povertà. Il Rapporto del Censis
evidenzia come "il persistere di meccanismi clientelari, di circuiti
di potere impermeabili alla società civile e la diffusione di
intermediazioni improprie nella gestione dei finanziamenti pubblici
contribuiscono ad alimentare ulteriormente le distanze sociali
impedendo il dispiegarsi di normali processi di sviluppo". Ed allora
non è forse giunto il momento che la politica calabrese prenda atto di
questo stato di cose e reagisca di conseguenza? Serve maggiore
realismo. Nel Mezzogiorno, poi, c'è il 60% di posti lavoro persi tra
2008 e 2012. Su un totale di 505.000 posti di lavoro persi in Italia
dall'inizio della crisi, tra il 2008 e il 2012, il 60% ha riguardato
il Sud del Paese (più di 300.000). In regioni come la Calabria un
terzo dei giovani tra i 15 e i 29 anni non riesce a trovare un lavoro,
mentre la media italiana del tasso di disoccupazione giovanile è al
25%. Al sud la disoccupazione femminile è allarmante. I disoccupati
con laurea sono in Italia il 6,7% a fronte del 10% nel Mezzogiorno.
"Il Sud - spiega il Censis - paga la parte più cospicua di un costo
già insopportabile per il Paese e si conferma come un territorio di
emarginazione di alcune categorie sociali, come i giovani e le donne".
A tal proposito si corre il rischio – prosegue Foti – che un
Parlamento forse un po' troppo "preso" dall'attualità del momento
politico, finisca con l'arrestare irrimediabilmente alcuni iter
legislativi promossi durante la scorsa legislatura proprio negli
esclusivi e reali interessi dei calabresi. Si rischia che tutto il
tempo speso per seguire e porre in discussione, quindi approvare tali
provvedimenti, adesso si disperda e con esso risulti inutile il buon
lavoro svolto in questi anni in Commissione Lavoro ed in Aula.
Peccato. Una vera iattura per i calabresi. Per una volta che in modo
bipartisan, si sarebbe potuto facilmente percorrere ormai "l'ultimo
miglio" necessario per la definitiva approvazione di leggi
importantissime anche per la Calabria e, soprattutto per i giovani e
le donne in cerca di occupazione.
Proposte che recano la mia come prima firma ma anche quella di tanti
altri colleghi, attorno alle quali infatti si era riusciti a garantire
una sostanziale convergenza politica, che potrebbero pertanto essere
approvate unanimemente in favore dell'introduzione di misure di auto –
impiego, di auto imprenditorialità, di sostegno al reddito per molti
giovani e meno giovani calabresi che oggi si ritrovano in cassa
integrazione. O ancora per introdurre modifiche legislative per molte
donne che hanno la necessità di conciliare al meglio famiglia e lavoro
insieme. Un vero peccato. E le previsioni non sono certamente le
migliori. - chiosa Nino Foti - Già oggi, infatti, il 17,1% dei
residenti meridionali si sposta in un'altra regione per farsi curare,
non fidandosi della qualità e della professionalità disponibili nella
propria. Il Censis fa inoltre sapere che nel Mezzogiorno si prevede al
2030 un incremento della popolazione anziana di oltre il 35% contro
dinamiche di crescita meno marcate nelle altre aree geografiche. In
parallelo crescerà molto anche il numero dei non autosufficienti,
destinati a superare i 783.000, con un balzo di oltre il 50%. Man mano
che la domanda di salute pubblica o di nuovo welfare aumenterà che
cosa succederà in regioni come la Calabria?
L'aspetto maggiormente inquietante è poi legato alla considerazione
che - sempre secondo il Censis - l'incidenza del "fenomeno Neet" in
regioni come la Calabria è superiore alla media nazionale: il 31,9%
dei giovani di 15-29 anni non studia e non lavora e non cerca nemmeno
una occupazione, con una situazione da emergenza sociale in Campania
(35,2%) e in Sicilia (35,7%). Sono questi i temi più importanti per
il futuro della Calabria e dell'Italia intera. Sono questi i temi che
porteremo all'attenzione della prossima direzione nazionale del PDL,
sempre dopo la mega manifestazione di Roma che vedrà ancora una volta
in piazza il nostro popolo, il Popolo della Libertà che è fatto da
tanta gente perbene che vede ancora nel Presidente Berlusconi, a ben
guardare, l'unico leader che in questi giorni sta proponendo una
soluzione praticabile nell'esclusivo interesse dell'Italia tutta,
"mettiamoci insieme per governare" va ripetendo in modo responsabile.
Perché qualsiasi Governo non può contare solo sul consenso di un terzo
degli italiani sia che abbiano votato PD o M5S.
--
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862
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