Calcetto di serie B-Figc-Umiliante sconfitta dell' Odissea 2000, nella
regular season nonostante la buona prestazione della squadra di
Nelsinho e Labonia. Ma non perché fosse, con la mente rivolta
all'importantissima gara di Coppa Italia (martedì 12, ore 15,00, al
PalaEventi di Rossano) per l'accesso alle Final Eight di Coppa Italia,
culminata con la seconda sconfitta consecutiva;Bensì per la prova
super dei padroni di casa. Protagonisti del match Lo Gatto ed Oliveri
MA ULISSE HA CEDUTO AL CANTO DELLE SIRENE MELITESI? E FU COSÍ, CON DUE
FIONDATE, CHE DAVIDE (OLIVERI), ATTERRÓ IL GIGANTE GOLIA
Il Futsal Melito, alla seconda vittoria in otto giorni, riesce a fare
en plein, davanti al pubblico amico (si fa per dire;la squadra gioca
sempre in…trasferta), contro una delle formazioni più forti del
campionato. Al "Botteghelle" di Reggio Calabria il forte avversario
non ha ceduto dal punto di vista del gioco, se nemmeno sotto il
profilo mentale. E' stata più gagliarda la squadra di casa
Domenico Salvatore
REGGIO CALABRIA-Il leggendario Mimmo Franco, stavolta non è riuscito a
calarsi sul viso la tipica maschera inglese dell'aplomb. L'euforia, lo
ha travolto letteralmente. Non ne poteva più di stringere le mani,
sganciare pacche, sprigionare sorrisi, baci ed abbracci. Felice e
spensierato come un fanciullo dietro l'aquilone sballottolato dal
vento capriccioso. Sebbene, l'entusiasmo abbia trascinato anche il
presidente Gianluca Borruto; travolto da una valanga di strette ed
abbracci. Sul parquet rabberciato e zigrinato le effusioni sovrane,
dominavano la scena in lungo ed in largo. Un ambaradan cici coco, più
che giustificato. Sugli spalti hooligans e ultras, inscenavano danze e
movenze. Questa partita, poteva essere la tomba per il Melito. Macabro
disegno di un lugubre, raperonzolo project manager. Troppo alta la
posta in palio. Invece ecco la passione, morte e resurrezione del
Melito. Ma mister Molluso non voleva peregrinare da Erode a Pilato.
L'orgoglio si è impennato come il Machu Picchu. Così la classe operaia
è andata in paradiso. La vittoria del proletariato. Un trionfo, che
definire strepitoso, potrebbe essere riduttivo. Un match sturm und
drang, da sconsigliare ai coronaropatici.
C'era il rischio di andare in fibrillazione; se non di vedersi saltare
il tappo della valvola mitralica. Anche perché in questo gioco non si
perde nemmeno un secondo. Il tempo che passa, non torna più indietro
(come la parola detta, l'occasione mancata e la freccia scoccata), ma
si può recuperare. Galoppa tutto a ritmo frenetico. I portieri vanno
in scivolata, con l'agilità di Alberto Tomba in Val Gardena; con la
grazia della campionessa iridata di pattinaggio, Carolina Kostner. La
palla viaggia come lo Sputnik e qualche scheggia impazzita finisce
pure addosso agli spettatori, che continuano a gridare e ad incitare
ma non siamo al Panem et circenses. Di sotto, nel parquet i campioni
continuano a toreare. Di sopra la tachicardia scuote i "battenti".
L'ingresso in campo, una festa di colori, la stretta di mano, sorrisi
da …"Pasta del Capitano". Sugli spalti, poroprio di fianco a noi,
anche mamme coi capelli bianchi. Fa capolino Edmondo De Amicis…" Non
sempre il tempo la beltà cancella/o la sfioran le lacrime e gli
affanni/mia madre ha sessant'anni e più la guardo/e più mi sembra
bella./Non ha un accento, un guardo, un riso/che non mi tocchi
dolcemente il cuore./Ah se fossi pittore, farei tutta la vita/il suo
ritratto./Vorrei ritrarla quando inchina il viso/perch'io le baci la
sua treccia bianca/e quando inferma e stanca,/nasconde il suo dolor
sotto un sorriso./Ah se fosse un mio prego in cielo accolto/non
chiederei al gran pittore d'Urbino/il pennello divino per coronar di
gloria/il suo bel volto./Vorrei poter cangiar vita con vita,/darle
tutto il vigor degli anni miei/Vorrei veder me vecchio e lei…/dal
sacrificio mio ringiovanita!/".
Se non, Toto Cutugno…"E così piccolo/ io avrei affrontato il mondo/
guai a chi si avvicina e chi la tocca/ E che parole dolci/ come quelle
torte al forno/ che veniva l'aquolina in bocca/ Mi rimboccava fino al
naso le coperte/ se pioveva avevo un po' paura/ E mi tuffavo nel suo
letto/ a braccia aperte/ ad ogni tuono forte mi stringeva/ le mamme
sognano/ le mamme invecchiano/ le mamme si amano/ ma ti amano di piu'/
…". L'Odissea 2000 pensava di fare un sol boccone della cenerentola
Melito Futsal; ma nessuno nel gioco del calcio può dire: questa
vittoria è mia guai a chi me la tocca. Come Napoleone Buonaparte re
d'Italia prima di cingere la Corona Ferrea…"Dieu me l'a donnèe garde à
qui y touchera" ( All'interno della corona vi è una lamina circolare
di metallo: la tradizione vuole che essa sia stata forgiata con il
ferro di uno dei chiodi che servirono alla crocifissione di Gesù. Per
questo motivo la corona è venerata anche come reliquia, ed è custodita
nel duomo di Monza nella Cappella di Teodolinda). Benchè il dream team
di Mimmo Franco provasse a sciogliere il dubbio amletico…" To be or
not to be, that is the question". Il mitico coach acciaccato per una
fastidiosa lombo-sciatalgia è tornato sulla panchina. Per il ritorno
del figliol prodigo alla casa del padre, Gianluca Borruto, ha
macellato il vitello più grasso. Il cronista chiede ed ottiene il
permesso di scattare un paio di foto ravvicinate e poi, sparisce
dietro le quinte; pardon i gradoni del Botteghelle.
I nervi a fior di pelle, vibravano come le corde di un violino. Soso,
Nelsinho, Richichi, Sapinho, Apprezzo, Miglioranza, Calabretta,
Ambrosio, Labonia, Calarota, Bianco, Sicilia, non avevano la benché
minima intenzione di portare la croce come il Cireneo; nè di recitare
la parte del buon samaritano o di porgere l'altra guancia. I primi
minuti sono da infarto. L'Odissea 2000, sembra una squadra di
marziani, più che di brasiliani. Palloni puliti a velocità
supersonica, che stordiscono come il gancio sinistro doppiato da un
montante destro, scoccato da Cassius Clay sulla mascella di Sonny
Liston a Miami. Palleggio morbido, veloce, ubriacante che fa ballare
il rock and roll e la mazurka al povero Logatto. L'uomoragno, non può
fare altro, che andare a raccogliere mestamente la sfera di cuoio in
fondo al sacco. Lo Gatto, Oliveri, Barilla R., Barilla M., Labate,
Minicuci, Scaramozzino D., Siviglia, Martino, Scaramozzino G.,
Paviglianiti, vanno in bambola. Non stanno recitando la pellicola di
Pedro Almodovar, ma si vede bene che siano sull'orlo di una crisi
nervi. La partita la decide Lo Gatto che indossa gli stivali delle
Sette Leghe e vola da un palo all'altro. Il Tarzan di casa, da una
liana scende e sull'altra sale, meglio di Johnny Weissmuller, ma i
suoi compagni per alcuni interminabili minuti da incubo, salgono sulle
'Montagne Russe' e sul 'Vascello del Pirata'; se non infilano il
tunnel dell'Horror.
Un bombardamento a tappeto, ma non va in onda una scena di "Guerre
stellari"…. ", Sabra, Chatila e la Valle della Bekaa", periferia di
Beirut, risuonano dei colpi di kalashnikov, bazooka, granate e missili
terra-aria, sganciati dalle rampe semoventi. Un match, emozionante
come Indiana Jones e i predatori dell'arca perduta, (senza nulla
togliere alle altre pellicole del leggendario Steven Spielberg ) che
ha tenuto incollati con l'Attak alla balaustra del Botteghelli, i ben
pochi aficionados. Una gara in salita cominciata male e finita bene.
Anche perché si ergono a protagonisti, due colonne portanti della
squadra: Batman-Lo Gatto, che ad un cento punto cala la saracinesca e
se ne va a pesca sui monti; e Davide Oliveri, marziano, vegetariano,
astemio e maratoneta. Insieme realizzano un'impresa degna di Giasone e
gli Argonauti e tornano sulla rive del Marosimone, con una vittoria,
che vale quanto il diadema della regina Elisabetta II. Intendiamoci,
l'Odissea 2000 ha disputato un grosso, grossissimo match, per quello
che si è visto in campo. Solo il portiere è andato al tiro una decina
di volte ed a turn over gli altri, almeno una o due volte a testa. È
stata brava la formazione del duo Gianluca Borruto e Carmelo Laganà ad
eseguire le direttive della coppia Mimmo Franco e Pino Molluso, che
hanno avuto il merito di leggere subito la partita e di prendere le
contromisure.
L'equipe della Riviera della zagara, ha dovuto fare di necessità,
virtù, a causa di qualche assenza di peso. La pecorella smarrita
Giulio Nunnari, ancora non è rientrata all'ovile. Tuttavia il general
manager, Mimmo Oliveri, non ha fatto orecchie da mercante, né si è
lavato le mani come Ponzio Pilato. Maiuscola anche la prestazione di
Claudio Minicuci. Speedy Gonzales, si è reso utile in copertura, ma
anche in fase offensiva. Sorretto da una splendida condizione fisico
atletica e da un tifo al femminile. Gli ospiti, sulla carta molto più
forti del Melito, sono stati stracciati con un sonante 5-1, che si
commenta da sé. Ha diretto bene la coppia di arbitri piemontese.
Cronomen Carmelo Loddo di Reggio Calabria. La salvezza senza passare
sotto le forche caudine dei play-out, sembra essere ora a portata di
mano. I dirigenti sperano che il Comune restituisca alla società il
palazzetto dello sport. Per mantenere la serie B e magari puntare alla
serie A, occorre innanzitutto una struttura idonea in loco. Non
sarebbe male, nemmeno un aiutino economico; se non l'ingresso in
società di uno sponsor danaroso. Non si possono fare le nozze coi
fichi secchi. Domenico Salvatore
Il tabellino di Dosa
Futsal Melito-Odissea 2000 Rossano 5 – 1 (2 – 1 p.t.)
Futsal Melito: Lo Gatto 10, Oliveri 10, Barilla R. 8, Barilla M.8,
Labate8, Minicuci 9, Scaramozzino D 8., Siviglia 8, Martino 8,
Scaramozzino G 8., Paviglianiti 8. All. Molluso 8.
Odissea 2000 Rossano: Soso 6, Nelsinho 6, Richichi 6, Sapinho 6,
Apprezzo 6, Miglioranza 6, Calabretta 6, Ambrosio 6, Labonia 6,
Calarota 6, Bianco 6, Sicilia 6. All. Nelson-Labonia 6
Arbitri: Rocco Dragone di Torino 8,5 e Vincenzo Cammarano di
Nichelino 8,5. Cronomen: Carmelo Loddo di Reggio Calabria 8,5.
Marcatori: Apprezzo (O); Olivieri (2), Martino, Scaramuzzino,
Minicuci, tutti del Melito.
Note: parquet (quasi) in ottime condizioni di gioco, angoli 6-3,
rimesse laterali 20-15, punizioni 5-3, spettatori un centinaio

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