Commissari,
uscite dalla torre d’avorio in cui vi siete isolati.
Dopo che la Commissione
antimafia ha lasciato la nostra città, un giornale on-line locale ha riportato
che la Terna dei Commissari che guida Palazzo San Giorgio ha riferito alla
medesima commissione di “sentirsi isolata” e percepire, da parte della città,
un “clima di ostilità” nei loro confronti. Sono dichiarazioni che destano
meraviglia e stupore considerato che la Commissione non ha mai manifestato
evidenti aperture e pronta disponibilità ad ascoltare e a farsi carico dei
problemi posti dai cittadini e dalle associazioni culturali e sportive
preferendo, viceversa, chiudersi in una sorta di torre d’avorio a fare da
spettatore al declino della città.
Reggio, dopo i disastri
amministrativi degli ultimi dieci anni, si trova oggi ginocchio: strade
dissestate; raccolta dei rifiuti a singhiozzo; acqua carente in molte zone;
verde al verde; malavita organizzata che continua, arrogante e spavalda, a
taglieggiare chi non paga il pizzo, sono alcuni segnali di un malessere
generalizzato e diffuso vissuto dai cittadini.
A fronte di questo, tuttavia,
per Palazzo San Giorgio le priorità sono state quelle di portare alle stelle i
tributi e fare sentire il fiato sul collo ai dipendenti del Comune sulla ben nota
e triste vicenda legata alla Peo, ai dipendenti Atam e società miste.
Se il Ministero dell’Interno ha
inviato nella città di Reggio Calabria una Commissione Straordinaria con
l’obiettivo di gestire un Comune sciolto per contiguità con la ‘ndrangheta, la
medesima Commissione avrebbe dovuto aprirsi alla città, comunicare con i
cittadini e dimostrare attenzione e sensibilità a risolvere, in modo ragionato
e condiviso, i problemi dell’intera comunità.
Il Comune è l’Ente locale più
vicino ai cittadini, per questo Palazzo San Giorgio dovrebbe tenere le porte
sempre aperte al confronto e all’ascolto, invece non c’è giorno che il Palazzo
di Città non sia presidiato dalle Forze dell’Ordine ponendosi come un baluardo
e una sorta di zona invalicabile.
La democrazia è autenticamente
rappresentativa quando i cittadini avvertono le istituzioni come punti di
riferimento e reali interlocutori. È proprio questo percorso e questo agire
istituzionale che riesce a trasmettere e radicare nella mente di tutti i
cittadini non solo la cultura dei diritti ma anche la cultura dei doveri.
Avremmo preferito che la terna
commissariale, anziché cimentarsi unicamente nelle pur importanti questioni di
natura burocratica, avesse dedicato maggiore attenzione al ripristino
dell’agibilità democratica e all’attenzione verso iniziative di natura sociale
e culturale volte a fronteggiare il declino della città.
Ecco perché le dichiarazioni dei
Commissari, dirette ad attribuire alla città atteggiamenti di “ostilità” nei
loro confronti, lasciano perplessi e contrariati, atteso che non si riesce a
capire quale sia stato il dialogo che la commissione ha stabilito con la città
stessa. Hanno mai pensato, ad esempio, di comunicare ai reggini l’ammontare
reale del buco di bilancio lasciato da Scopelliti e Arena? Hanno mai informato
i cittadini sui provvedimenti adottati per uscire da questa situazione di crisi?
Hanno mai offerto ai cittadini spunti di legalità ed agibilità democratica? No.
La Commissione, ha scelto soltanto
di elevare al massimo le aliquote per il pagamento dell’acqua, dell’Imu e della
Tares facendo ricadere esclusivamente sui cittadini le colpe delle cattive
amministrazioni precedenti.
Recentemente, la Confindustria
reggina, l’Ance, i Segretari Provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno lanciato un
segnale preoccupante ed allarmante sulle difficoltà economiche che il
territorio reggino sta attraversando a seguito della situazione di fermo in cui
versano molti cantieri di opere pubbliche non completate o addirittura mai
iniziate. Non si possono chiudere ulteriormente gli occhi, dai Commissari si
pretende, in questi ultimi mesi di permanenza, maggiore coraggio e lealtà verso
i reggini.
Reggio Calabria 8 maggio 2014
Giuseppe Falcomatà

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