CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

3/recent/post-list

Gabriele D'Annunzio: lo sciamano e l'alchimia dei simboli - di Pierfranco Bruni



Gabriele D'Annunzio:  

lo sciamano e l'alchimia dei simboli

 

 

 

di Pierfranco Bruni

 

 

Ci sono simboli e segni alchemici che ci raccontano un D'Annunzio dentro una griglia di un vissuto magico. Le lune, la tartarughe, il mondo buddista sono soltanto alcuni percorsi nell'affascinante mistero del suo viaggio tra gli scavi di una antropologia tra l'alchimia e tracciati etnici. Una domanda. Come è possibile andare oltre Gabriele D'Annunzio in un secolo, breve o corto, come il Novecento? D'Annunzio è ancora un protagonista in un Novecento letterario che non si è ancora chiuso e non si è ancora "normalizzato" nella storia della "modernacontemponea" epoca che viviamo.

Bisogna approfondire. Oltre gli schemi di una lezione scolastica e antologica, si va certamente se si legge D'Annunzio non solo dal punto di vista estetico e politico, ma anche in una lettura prettamente antropologica. La sensualità dannunziana è l'antropologia dell'eros. Il trionfare nella morte è accendere il fuoco nella pazzia di Eleonora Duse.

La memoria dei giorni del piacere siglano i cartigli dell'innocenza in una alchimia, in cui la notte è "notturna" e la contemplazione è la definitiva deposizione del lamento anchilosante di un Pascoli ancorato alla poetica del "fanciullino", che non ha nulla di confortevole in una interpretazione che resta confezionata nei testi scolastici. D'Annunzio è oltre. È nel rapporto tra alchimia e passione, tra l'estetica, in questo  caso sì, dei misteri e l'erotismo della bellezza  che diventa l'estasi degli oggetti che costituiscono gli elementi di una simbolicità arcaica che va dal mondo musulmano a quello buddista, da quello indiano a quello prettamente alchemico.

In D'Annunzio l'alchimia e la forza dello sciamano hanno una loro portata notevole (nel 2001 venne pubblicato un bel libro sul D'Annunzio sciamano) dal punto di visto del rapporto tra mistero e femminino. Ma se il verso è tutto il tutto nella vita è sempre ardentemente osare. D'altronde fu combattente e non soltanto. Si definiva guerriero. Il concetto di guerriero del bello, e della luce, è una definizione sia buddista (la religiosità occidentale verrà dopo) sia che rimanda alla cultura delle lune.

La luna in Gabriele non è affatto la luna soltanto leopardiana. È quella luna sciamana che viene letta sul guscio delle tartarughe. Le tartarughe hanno 13 rettangolini o spaziature sul guscio che corrispondono appunto a tredici lune, ovvero al ciclo dell'anno degli indiani nativi, i quali vedevano nelle lune la ciclicità mestruale e il cangiare delle stagioni. La luna metafora della ciclicità. Perché la tartaruga? D'annunzio amava le tartarughe e sul tavolo da pranzo al Vittoriale c'è una straordinaria tartaruga che fa da guardia e si pone in ascolto del tempo magico che trascorre tra Barbara Leoni, Eleonora, la francesina e le donne di una vita dopo Maria. Ma accanto alla tartaruga D'Annunzio poneva il volo dell'aquila.

L'aquila che non vola da sola e va oltre le nuvole. Ma il poeta che ha seppellito Carducci e Pascoli (finalmente) conosceva molto bene le culture orientali e in modo particolare era interessato al rapporto tra islamismo e cristianesimo in Albania e il suo personaggio centrale è stato sempre il "condottiero di Cristo" che risponde al nome di Giorgio Castriota Scanderbeg. Conosceva molto bene Scanderbeg ma l'eroe albanese lottava nel nome di Cristo con il simbolo dell'aquila. L'Albania è l'aquila bicipite.

Il terzo riferimento è il cavallo. Per Gabriele il cavallo tagliava il vento, anche quello che si era infiltrato nelle novelle della Pescara perché, come nella cultura Dakota, il cavallo attraversava il fuoco ardentemente senza mai bruciarsi. La sua famosa frase: "Vivere ardendo e non bruciarsi mai".

Certo che D'Annunzio è il Novecento. E lo è anche in termini politici. Alalà. Il guerriero, come nella magica costellazione di Castaneda, deve essere impeccabile. E d'Annunzio lo era. Per essere un guerriero anche nella parola occorre osare ma essere impeccabile sempre perché "bisogna fare della propria vita come si fa un'opera d'arte". Ed è necessario anche "che la vita di un uomo d'intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui". Parlare di un D'Annunzio consueto è bibliografia. Conoscerlo di più è osare. Ma se siamo dannunziani il rischio ci permette di andare oltre i vocabolari consolidati da una critica e da una storia comune e anche, a volte, mediocre fotocopia di tante storie letterarie. Con D'Annunzio occorre andare oltre. Per questo porteremo avanti una serie di iniziative nel segno dell'innovazione letteraria, tragico – ironico – esistenziale, antropologica.

Basterebbe visitare le dimore di D'Annunzio per capire di più il suo sapere rischiando attraverso la vita della parola. Perché solo così quella sua e nostra città morta potrà ridiventare il canto del sole. Il sole. Pensate un po' alla coppia sole – luna in D'Annunzio. L'alchimia dannunziana non è soltanto una serata fiesolana o una pioggia caduta nel pineto. È la follia nella bellezza che si fa recita: "siate audaci, sempre audaci; non vi stancate mai di cercare, di tentare, di provare".

Senza D'annunzio il Novecento non sarebbe stato il tempo che abbiamo vissuto e che si continua a respirare. Ma uno dei simboli più misteriosi è proprio la tartaruga. Un oggetto che faceva da guardia al suo tavolo da pranzo nella sala degli Orienti sommersi tra il silenzioso di una simbologia sciamanica. Ma nel suo camminamento, come si è detto, ci sono i cavalli, le statue buddiste e in modo mitico in cui gli animali sono incisi archetipici.

 

 

 

 

 

Il mondo orientale dannunziano

 

 

 

Il cavallo bianco

 

 

La tartaruga sul tavolo da pranzo

 

 

 

 

 

Pierfranco Bruni davanti ad una delle dimore di D'Annunzio

 

 

 

 




--
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862

MNews.IT
www.mnews.it

TweetYou. It e penso a te. la nuova idea.
www.tweetyou.it

Posta un commento

0 Commenti

Trovaci su Google