![]() |
| Il capo della Polizia Antonio Manganelli. |
ROMA 20 Marzo 2013 - Il capo della Polizia Antonio Manganelli è morto questa mattina. Nato ad Avellino 62 anni fa, era al vertice del Dipartimento di pubblica sicurezza dal 25 giugno 2007. Come capo della Polizia aveva preso il posto di Gianni De Gennaro di cui era stato il vice. Negli anni Ottanta quando prestava servizio al Nucleo Anticrimine della Polizia ha collaborato a lungo con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Manganelli è deceduto nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Giovanni di Roma dove era ricoverato da oltre tre settimane.
Il 24 febbraio il capo della Polizia era stato operato d'urgenza per l'asportazione di un edema cerebrale.
CANCELLIERI, ERA UN NUMERO UNO - "Era un numero uno come poliziotto e per le sue qualità morali". Così parla il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri del capo della POlizia Antonio Manganelli. "Addio carissimo - scrive il ministro nel suo messaggio di cordoglio - che la terra ti sia lieve".
Conoscevo Antonio Manganelli da tempo e negli anni, da lontano, avevo avuto modo di apprezzare le sue qualità di uomo e di ottimo capo della Polizia. Ma i 16 mesi che abbiamo passato gomito a gomito, sullo stesso piano del Palazzo del Viminale, molto spesso con gli stessi problemi da risolvere mi consentono di dire che Antonio era molto di più e molto meglio", prosegue il ministro Cancellieri. "Purtroppo questi 16 mesi fanno sì che il mio dolore sia ancora più forte e il vuoto ancora più grande. E capisco quale possa essere il senso di sgomento che la sua perdita lascia in chi gli é stato vicino per una vita come la moglie Adriana e la figlia Emanuela - aggiunge - o in chi abbia avuto la fortuna di lavorare con lui anni e anni come i suoi collaboratori ai vertici della Polizia che voglio idealmente abbracciare". "Antonio - dice il ministro chiamando affettuosamente per nome il capo della Polizia - é stato prima un valente investigatore, poi un lungimirante, appassionato, generoso ed efficiente capo della Polizia. Queste sue doti hanno fatto di lui un leader ed é per questo che oggi dai suoi più stretti collaboratori fino all'ultimo agente tutti lo piangono con immenso dolore". "Non solo per il fiuto da poliziotto - prosegue il ministro - non solo per la capacità di dirigere l'imponente macchina alla quale tutti i cittadini italiani affidano la propria sicurezza, non solo per la solida e democratica dedizione che ha saputo mettere al servizio dello Stato. Era un numero uno soprattutto per le qualità morali che erano parte integrante di tutte le cose che ha fatto". "Ed é stato d'esempio per tutti noi - dice ancora il ministro - per il coraggio ,la forza e l'orgoglio con cui ha affrontato il lungo calvario della malattia che lo ha portato a lasciarci". "Personalmente gli sono debitrice per la leale collaborazione che mi ha dato e per il grandissimo e disinteressato aiuto che mi ha offerto in questo lavoro che per me era assolutamente nuovo. Ma - prosegue Cancellieri - é lo Stato italiano ad essere debitore nei confronti di Antonio Manganelli". "Ô lo Stato italiano che oggi lo piange e domani lo saprà onorare degnamente. Il Ministro dell'Interno, con immenso dolore, ringrazia, rimpiange e ricorda Antonio Manganelli. Annamaria vuole abbracciare per l'ultima volta l'amico Antonio", conclude il ministro dell'Interno.
MARONI, CIAO ANTONIO, MAESTRO VITA E AMICO VERO - "Ciao Antonio, maestro di vita e amico vero. Rimarrai per sempre nel mio cuore". Lo ha scritto su Twitter Roberto Maroni.
SIULP, GRAZIE CAPO PER QUELLO CHE HAI FATTO - 'Grazie Capo per quello che hai fatto'. Il Siulp, appresa la notizia che il Capo della Polizia Antonio Manganelli è deceduto, esprimono "profondo e sentito cordoglio per la scomparsa di un grande servitore dello Stato e di un uomo che ha fatto della sua vita un esempio di dedizione assoluta al Paese e alla legalità sino agli ultimi giorni della sua vita". "Il Siulp, nello stringersi attorno alla moglie, alla figlia e ai familiari tutti per la gravissima perdita, preferiscono ricordarlo - sottolinea una nota - con l'esempio che egli ha sempre voluto dare alle sue donne, ai suoi uomini e all'Istituzione: tenacia, perseveranza, equilibrio e dedizione senza mai avere tentennamenti o perdere la fede nella missione che il Paese ci ha affidato. Grazie Capo per quello che hai fatto".
PREFETTO IZZO, AVEVA LA POLIZIA NEL CUORE - "Aveva la Polizia nel cuore". A commentare così la morte del capo della Polizia, Manganelli, è il suo ex vice vicario Nicola Izzo, dimessosi dopo la vicenda degli appalti al Viminale. "Antonio Manganelli - dichiara Izzo commosso - aveva passione per il suo lavoro, amore per i colori della Polizia, e rispetto per tutti". Izzo dopo aver sottolineato le grandi doti umane di Manganelli ribadisce: "come capo della Polizia ha sempre rincuorato tutti specie nei momenti di crisi peggiori, quando c'era bisogno non solo dell'indirizzo di un capo ma della solidarietà dell'amico". "Ha sempre cercato di agire con equità - conclude Izzo - ricercando ed imponendo regole che tutelassero la Polizia anche dal malvezzo delle pressioni esterne".
CASINI, PIANGO GRANDE SERVITORE DELLO STATO - "Piango un grande servitore dello Stato, un esempio di dedizione al dovere come Antonio Manganelli. Mi unisco all'immenso dolore della sua famiglia e abbraccio idealmente tutti i poliziotti italiani che hanno avuto, in questi anni, una guida forte e sicura". E' quanto dichiara in una nota il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini.
CAPEZZONE, VICINI A FAMIGLIA E POLIZIA - "Esprimo il mio cordoglio per la morte del capo della Polizia Antonio Manganelli, al termine di un percorso crudele di malattia e sofferenza. Ai suoi familiari, agli uomini e alle donne della Polizia, a quanti lo hanno conosciuto e apprezzato, va la mia vicinanza in un momento così doloroso": lo afferma Daniele Capezzone, portavoce nazionale Pdl.
ALEMANNO, HA SPESO VITA AL SERVIZIO DELLO STATO - "Esprimo il mio personale cordoglio per la tragica e prematura scomparsa del capo della Polizia Antonio Manganelli, un uomo che ha speso l'intera vita al servizio dello Stato. Alla sua famiglia, in questo momento di dolore, vanno il mio pensiero e le mie più sentite condoglianze". Lo dichiara, in una nota, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

0 Commenti