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Consiglio Regionale, nota del vicepresid​ente Nicolò.

il Vicepresidente del Consiglio regionale, Alessandro Nicolò.
“L’approvazione del testo di legge per il mantenimento delle convenzioni degli Lpu-Lsu nelle amministrazioni pubbliche negli enti locali calabresi, è la riaffermazione di una chiara volontà di imprimere una svolta seria alla condizione di precariato cui sono vincolati oltre seimila lavoratori calabresi da oltre quindici anni”.
Lo afferma in una nota il Vicepresidente del Consiglio regionale, Alessandro Nicolò.

“Il Consiglio ha dato prova all’unanimità di alto senso di responsabilità, ma adesso – prosegue Nicolò – occorre avviare tutte le iniziative necessarie, locali e nazionali, perché si possano svuotare i bacini di precarietà, aprendo una discussione seria con il futuro governo, l’Anci, i comuni e i sindacati, affinchè, ognuno per la propria parte di responsabilità, contribuisca a favorire quei processi di stabilizzazione per porre fine ad una situazione umana e lavorativa deprimente che riguarda soprattutto molte famiglie disagiate. Il presidente Scopelliti ha posto con chiarezza la questione relativa alle risorse finanziarie, 21 milioni di euro per onorare i contratti Lpu-Lsu, che non possono essere a carico esclusivo della Regione. La spending-review, l’obbligo di rispettare l’equilibrio di bilancio pesano come una spada di Damocle sulle istituzioni democratiche.

Pur nella ristrettezza finanziaria – prosegue Alessandro Nicolò – occorre promuovere quelle opportunità affinchè si risolva questa piaga sociale. Senza un progetto politico-istituzionale unitario altrimenti ogni sforzo rischia di diventare vano in una situazione in cui il peso della crisi economica e del debito pubblico rischia di far precipitare una situazione di cui i primi destinatari sarebbero i precari e le loro famiglie. L’Assemblea – dice ancora Alessandro Nicolò – ha saputo ritrovare inoltre quella grande unità necessaria anche per affrontare il precariato nella sanità, assicurando i livelli essenziali di assistenza in tutti i presidi ospedalieri della Regione. Nonostante i limiti e le difficoltà rinvenienti dal piano di rientro, il Consiglio regionale, dopo un dibattito arricchito dei contributi di tutti i gruppi politici. Un passaggio delicato, frutto di un attento lavoro di valutazione della terza Commissione consiliare e degli Uffici del Consiglio regionale con l’obiettivo di eliminare o affievolire drasticamente i profili di illegittimità costituzionale che, di fatto, avevano sinora impedito la felice conclusione della vicenda”.

Reggio Calabria 19 Marzo 2013.    

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