I disservizi
dell’ATAM a Cardeto
Cardeto (Reggio Calabria) 19 marzo 2013 - Proseguono i disservizi dell’Atam
a Cardeto. La linea extraurbana che collega il paesino aspromontano alla città
subisce senza sosta l’inefficienza dell’Azienda.
Ogni giorno i viaggiatori - ed i
poveri autisti - si ritrovano ad assistere
inermi ai continui guasti delle vetture che, quando va bene, si fermano a metà
strada (per mancanza di benzina, ovviamente). Nell’ultimo mese, però, si è
visto di tutto: incidenti, freni usurati, testate bruciate, ruote scoppiate. Un
degrado assoluto. Da ultimo ieri, giorno 18 marzo:
- Corsa delle 6:30: partenza
(presunta) da Cardeto Centro. L’autobus subisce il primo guasto che lo
costringe a fermarsi e a chiamare un altro vettore che lo sostituisca.
- Corsa delle 18:30: partenza da
Reggio per Cardeto. Oltrepassato San Salvatore, scoppia una ruota posteriore. Il fumo invade il veicolo. I pendolari sono terrorizzati.
E pensare che la Regione Calabria
ha recentemente stanziato dei fondi a sostegno del trasporto pubblico locale,
proprio quel trasporto pubblico che, ad oggi, sembra quasi inesistente. Specialmente a Cardeto, dove i pendolari
hanno subito dei tagli che si aggiungono allo già scarso numero di corse. In
particolare, clamoroso è il disagio dagli stessi subito in relazione al mancato
svolgimento della corsa in partenza da Piazza Garibaldi alle ore 13.30,
costringendo così gli studenti a prendere l’autobus successivo delle 14.15. Più
di tre quarti d’ora d’attesa. E pensare che nelle altre città italiane ci sono
persino i display che segnalano, nelle fermate, gli autobus in viaggio ed il
loro eventuale ritardo. Praticamente un miraggio.
Nell’epoca della “spending
review”, i viaggiatori si auspicano che le risorse stanziate siano impiegate
innanzitutto per la messa in sicurezza degli autobus e per rafforzare i collegamenti ad oggi esistenti. Per
una città già sofferente come Reggio Calabria non si può praticare l’austerità
dei trasporti, perché il trasporto pubblico è un diritto essenziale, non
dimentichiamocelo.
Dott.ssa Antonella Macheda e Rag. Sonia Romeo

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