Secondo quanto dichiaratoci dal presidente della cooperativa che gestisce la Casa, Annunziato Barone, e dal responsabile della stessa, Giovanni Fontana, la Regione ha liquidato l'ottanta per cento delle rette spettanti per l'anno 2012. "Finalmente – dichiara Giovanni Fontana – è avvenuto il miracolo
PALIZZI (RC) I MIRACOLI DI …"SANTO" SCOPELLITI, "CASA EMMAUS" PUỐ CONTINUARE AD ASSISTERE I FRATELLI DISABILI
Palizzi – Gli operatori di Casa Emmaus, una struttura d'accoglienza per disabili mentali e psichici, hanno fatto tredici. Ma non perché abbiano vinto al totocalcio. No. Sono solo trascorsi "tredici" mesi, da quando non percepiscono gli stipendi ed ora la Regione, secondo quanto dichiaratoci dal presidente della cooperativa che gestisce la Casa, Annunziato Barone, e dal responsabile della stessa, Giovanni Fontana, la Regione ha liquidato l'ottanta per cento delle rette spettanti per l'anno 2012. "Finalmente – dichiara Giovanni Fontana – è avvenuto il miracolo, dopo quasi tredici mesi, la Regione ci ha liquidato l'ottanta per cento degli stipendi dello scorso anno (le rette sono state liquidate sino al mese di ottobre 2012). L'anno appena trascorso – osserva il responsabile di Casa Emmaus – è stato uno dei più tristi e difficili della storia della Casa, perché il ritardo degli stipendi, con conseguenze facilmente immaginabili, ha messo a serio rischio l'esistenza di questa esperienza. Desidero ricordare che la Casa è una comunità alloggio per malati mentali, nata per l'accoglienza dei dimessi dell'ospedale psichiatrico ed oggi accoglie anche persone dei comuni vicini. Tutti gli operatori – aggiunge – partecipano alle attività definite, sia all'interno sia all'esterno della Casa. In particolare, la loro opera è rivolta al mantenimento dei legami con l'esterno al fine di favorire il sentimento di partecipazione e attività delle persone accolte. Tra gli obiettivi principali che l'esperienza vuole raggiungere, ci sono il mantenimento e il miglioramento della qualità della vita degli ospiti accolti, e questo si ottiene attraverso un percorso che tende ad equilibrare la loro personalità e il loro comportamento per una migliore integrazione possibile". Fontana tiene anche a mettere in risalto che "se è stata scongiurata la chiusura della Casa, si deve all'impegno costante, fraterno ed amichevole di tutti gli operatori i quali, nonostante non percepissero lo stipendio, con tutte le conseguenze del caso, hanno sempre garantito il servizio, senza far pesare nulla agli ospiti. Ma c'è di più. Desidero, a nome anche dei miei collaboratori, ringraziare tutti i commercianti che, a vario titolo, ci hanno aiutato in maniera tangibile, non facendoci mai pesare i loro crediti. Speriamo – termina Fontana – che, chi è preposto ad amministrare la Regione, sia in futuro, lo dico con tutto il rispetto che si deve all'Ente e alle sue esigenze prioritarie, più attento alle necessità di strutture come la nostra, in maniera tale da evitare la chiusura delle stesse". Dello stesso tenore, le dichiarazioni del presidente della Cooperativa, Annunziato Barone, secondo cui "sarebbe opportuno che ci fosse maggiore attenzione verso realtà come la nostra che assicurano, tra le altre, assistenza continua a persone con particolari problemi che, com'è noto, non sono di natura fisica, ma mentale e quindi particolarmente delicate". Serve rammentare, infine, che durante la "vacatio" degli stipendi, tutta la comunità, come del resto aveva fatto in passato, agli inizi dell'esperienza, è stata vicina alle esigenze della Casa.
Pietro Parisi
PALIZZI (RC) I MIRACOLI DI …"SANTO" SCOPELLITI, "CASA EMMAUS" PUỐ CONTINUARE AD ASSISTERE I FRATELLI DISABILI
Palizzi – Gli operatori di Casa Emmaus, una struttura d'accoglienza per disabili mentali e psichici, hanno fatto tredici. Ma non perché abbiano vinto al totocalcio. No. Sono solo trascorsi "tredici" mesi, da quando non percepiscono gli stipendi ed ora la Regione, secondo quanto dichiaratoci dal presidente della cooperativa che gestisce la Casa, Annunziato Barone, e dal responsabile della stessa, Giovanni Fontana, la Regione ha liquidato l'ottanta per cento delle rette spettanti per l'anno 2012. "Finalmente – dichiara Giovanni Fontana – è avvenuto il miracolo, dopo quasi tredici mesi, la Regione ci ha liquidato l'ottanta per cento degli stipendi dello scorso anno (le rette sono state liquidate sino al mese di ottobre 2012). L'anno appena trascorso – osserva il responsabile di Casa Emmaus – è stato uno dei più tristi e difficili della storia della Casa, perché il ritardo degli stipendi, con conseguenze facilmente immaginabili, ha messo a serio rischio l'esistenza di questa esperienza. Desidero ricordare che la Casa è una comunità alloggio per malati mentali, nata per l'accoglienza dei dimessi dell'ospedale psichiatrico ed oggi accoglie anche persone dei comuni vicini. Tutti gli operatori – aggiunge – partecipano alle attività definite, sia all'interno sia all'esterno della Casa. In particolare, la loro opera è rivolta al mantenimento dei legami con l'esterno al fine di favorire il sentimento di partecipazione e attività delle persone accolte. Tra gli obiettivi principali che l'esperienza vuole raggiungere, ci sono il mantenimento e il miglioramento della qualità della vita degli ospiti accolti, e questo si ottiene attraverso un percorso che tende ad equilibrare la loro personalità e il loro comportamento per una migliore integrazione possibile". Fontana tiene anche a mettere in risalto che "se è stata scongiurata la chiusura della Casa, si deve all'impegno costante, fraterno ed amichevole di tutti gli operatori i quali, nonostante non percepissero lo stipendio, con tutte le conseguenze del caso, hanno sempre garantito il servizio, senza far pesare nulla agli ospiti. Ma c'è di più. Desidero, a nome anche dei miei collaboratori, ringraziare tutti i commercianti che, a vario titolo, ci hanno aiutato in maniera tangibile, non facendoci mai pesare i loro crediti. Speriamo – termina Fontana – che, chi è preposto ad amministrare la Regione, sia in futuro, lo dico con tutto il rispetto che si deve all'Ente e alle sue esigenze prioritarie, più attento alle necessità di strutture come la nostra, in maniera tale da evitare la chiusura delle stesse". Dello stesso tenore, le dichiarazioni del presidente della Cooperativa, Annunziato Barone, secondo cui "sarebbe opportuno che ci fosse maggiore attenzione verso realtà come la nostra che assicurano, tra le altre, assistenza continua a persone con particolari problemi che, com'è noto, non sono di natura fisica, ma mentale e quindi particolarmente delicate". Serve rammentare, infine, che durante la "vacatio" degli stipendi, tutta la comunità, come del resto aveva fatto in passato, agli inizi dell'esperienza, è stata vicina alle esigenze della Casa.
Pietro Parisi


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