Operazione ADA- Ế vero o no, che emissari della SEI abbiano contattato la cosca Iamonte, per avere il placet preventivo alla costruzione della Centrale ed alla ristrutturazione del porto per un centinaio di milioni di euri? Quali scenari si schiudono a ‘Palazzo San Giuseppe’, dopo l’arresto del sindaco, Costantino Gesualdo?
LA MAFIA Ế INTERESSATA ALLA COSTRUZIONE DELLA CENTRALE A CARBONE… SAI CHE NOVITÁ!?!?
Domenico Salvatore
Lo tsunami è alle spalle, ma qua e là, si avvertono ancora piccole scosse di assestamento, qualche lieve sisma. Un vespaio, che tiene desta l’attenzione degli addetti ai lavori. Associazione mafiosa; e se non cambia il capo d’accusa, il sindaco di Melito Porto Salvo, Gesualdo Costantino, del Pd, eletto a capo di una lista civica, una delle 65 persone arrestate dai carabinieri nell'operazione “ADA” contro la cosca Iamonte, verrà “azzerato”. Secondo l'accusa, avrebbe promesso e garantito alla cosca, di concordare con la stessa ''le scelte politiche in modo da assecondarne le strategie, con innegabili riflessi in termini di rafforzamento e consolidamento dell'associazione''. I Melitesi, s’interrogano sullo scenario che si va delineando: Rientra Costantino? Fiducia al vicesindaco Tito Nastasi? Ma intanto è arrivato, quasi come un fulmine a ciel sereno, il secondo decreto consecutivo del TAR, che “ordina” la nomina di Patrizia Crea ad assessore. Già, ma chi potrà nominarla? La patata bollente, è nelle mani del prefetto di Reggio Calabria, Vittorio Piscitelli. Tutto questo, mentre una cittadina di quindicimila abitanti, sul Basso Jonio reggino, attonita, smarrita, incredula ed angosciata, si guarda intorno, alla ricerca di un quid; di una spiegazione plausibile. A memoria d’uomo, non era mai stato arrestato un sindaco in questa cittadina. Si rischia il terzo scioglimento per mafia. Recod che appartiene a Roccaforte del Greco.
Altro discorso è, la centrale a carbone nella dirimpettaia Saline (comune di Montebello Jonico), territorio controllato dai “satelliti, pianeti, asteroidi meteore, stelle filanti e corpi celesti”, della galassia Iamonte. La carte processuali delle varie operazioni della DDA ( e le altre)… “D-Day 1” ( 7 ottobre 1993); “D-Day 2” (19 agosto 1994); “D-Day 3”; “Olimpia” (18 luglio 1995); “Rose Rosse” (18 aprile 1996); “Cariddi” (gennaio 2007); “ Scilla “( 14 settembre 2000); “Igres” ( 31 maggio 2003); “Bumma” ( 5 giugno 2004); “Schumy” (12 aprile 2005); “Ramo Spezzato” (2 febbraio 2007); ”Eremo” (8 aprile 2010); “Leone” ( 3 febbraio 2010); “Crimine” (13 luglio 2010); “Maglio 3” ( 21 giugno 2011); “Affari di famiglia” ( 24 febbraio 2012); “ADA” (12 febbraio 2013), avevano chiarito, ben oltre ogni ragionevole dubbio, ‘chi’ comandasse sul territorio, se non i comandi provinciali della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e delle Questure. Cioè, la cosca che, dal dopoguerra in poi, se non prima, fa capo al patriarca della ‘ndrangheta, “don Natale” Iamonte; padrino di Melito Porto Salvo. Natale Iamonte è nato a Melito Porto Salvo il 7 maggio 1927. Ha precedenti per omicidio, associazione mafiosa e associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Il boss mafioso, Iamonte, è stato arrestato a Milano il 22 novembre del 1993 in un appartamento di via Ruccellai al confine tra il capoluogo lombardo e Sesto San Giovanni e sottoposto al carcere duro (41 bis). Attualmente è agli arresti domiciliari per motivi di salute.
Chiunque volesse costruire, finanche una casetta od una ristrutturazione locali, dovrebbe comunque fare capo ai suoi emissari, dislocati nei paesi e nei villaggi. Vedi Liquichimica con annesso porto ed Officina Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello Stato, con annessi cavalcavia, doppio binario Melito-Reggio Calabria, rete idrica e fognante, scuole, palazzetti dello sport, stadi, strade, ponti e piazze sino all’edilizia privata. Nessuna sorpresa quindi per gl’inquirenti, che la cosca Iamonte, sia interessata alla Centrale a carbone di Saline. Anzi per dirla tutta è perfino inevitabile; se non scontato. Sarebbe impensabile, una “scheggia impazzita” sul territorio degli Iamonte, che sul punto, sono “molto permalosi” e non ammettono intrusioni o discussioni. Nell’ordinanza viene tirato in ballo, un certo, Franco D'Aquaro, consulente Sei, ovvio sostenitore della rivalutazione in chiave industriale dell’area della dismessa ex Liquichimica.
La centrale a carbone di Saline Joniche è ben vista dalla 'ndrangheta. Emerge dall'OCCC dell'operazione “Ada” eseguita martedì 12 febbraio dai carabinieri del Comando Provinciale, diretto dal colonnello Lorenzo Falferi, che hanno arrestato, tra gli altri, anche il sindaco di Melito Porto Salvo, Gesualdo Costantino. “La cosca Iamonte, a parere del gip Barillà, già da tempo risulta aver puntato gli occhi su uno dei più grossi investimenti economici che interessano la zona della Costa Jonica e nella fattispecie la frazione Saline Joniche del comune di Montebello Jonico, dove l’attuale compagine governativa, visto il parere favorevole espresso in data 21 ottobre 2010 dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del ministero dell’Ambiente, ha già dato la sua autorizzazione alla costruzione della centrale a carbone che dovrebbe nascere nell’area in atto occupata dallo stabilimento dell’ex Liquichimica”.
Stando alle carte, Franco D'Aquaro, sarebbe coinvolto, in qualche modo nella vicenda; ci sarebbe una conversazione telefonica del 29 luglio 2008, in cui Giuseppe Guerrera, organico della cosca Iamonte, viene contattato da Bava Pompeo Vincenzo, all’epoca presidente della Inseb srl …Sai dove siamo andati a vedere dove c'è il cementificio?…Quello che insacca il cemento, no?...Tutta quella zona lì...mi stanno dando l'incarico adesso...Puoi segnarti un nome?… Allora...Franco D'Acquaro... Domanda: chi, come, quando, dove e perché, avrebbe esercitato ogni sorta di pressione per la costruzione della Centrale a carbone, in basso ed in alto loco? Tuttavia, ancora il TAR, deve pronunziarsi sui vari ricorsi prodotti dal Comune, dalla Provincia, dalla Regione, da Legambiente e così via.
Ma alla mafia, come tutti sanno, questi problemi, quisquilie e pinzillacchere, non interessano un fico secco, un bel niente; e men che meno, la salute della collettività, bene supremo. Senza scomodare le navi dei veleni o le discariche fantasma. Tumori e leucemie? Tutta colpa degli esperimenti nucleari per cielo, per terra e per mare, dell’elettrosmog, dell’amianto, dei diserbanti, dell’atrazina, bentazone e molinate, dei telefonini, delle falde acquifere inquinate, se non degli acquedotti, delle piogge acide… La Piovra, subisce solo il fascino dei soldini o del denaro: pecunia non olet! Il resto è… filosofia, letteratura, poesia. Domenico Salvatore
LA MAFIA Ế INTERESSATA ALLA COSTRUZIONE DELLA CENTRALE A CARBONE… SAI CHE NOVITÁ!?!?
Domenico Salvatore
Lo tsunami è alle spalle, ma qua e là, si avvertono ancora piccole scosse di assestamento, qualche lieve sisma. Un vespaio, che tiene desta l’attenzione degli addetti ai lavori. Associazione mafiosa; e se non cambia il capo d’accusa, il sindaco di Melito Porto Salvo, Gesualdo Costantino, del Pd, eletto a capo di una lista civica, una delle 65 persone arrestate dai carabinieri nell'operazione “ADA” contro la cosca Iamonte, verrà “azzerato”. Secondo l'accusa, avrebbe promesso e garantito alla cosca, di concordare con la stessa ''le scelte politiche in modo da assecondarne le strategie, con innegabili riflessi in termini di rafforzamento e consolidamento dell'associazione''. I Melitesi, s’interrogano sullo scenario che si va delineando: Rientra Costantino? Fiducia al vicesindaco Tito Nastasi? Ma intanto è arrivato, quasi come un fulmine a ciel sereno, il secondo decreto consecutivo del TAR, che “ordina” la nomina di Patrizia Crea ad assessore. Già, ma chi potrà nominarla? La patata bollente, è nelle mani del prefetto di Reggio Calabria, Vittorio Piscitelli. Tutto questo, mentre una cittadina di quindicimila abitanti, sul Basso Jonio reggino, attonita, smarrita, incredula ed angosciata, si guarda intorno, alla ricerca di un quid; di una spiegazione plausibile. A memoria d’uomo, non era mai stato arrestato un sindaco in questa cittadina. Si rischia il terzo scioglimento per mafia. Recod che appartiene a Roccaforte del Greco.
Chiunque volesse costruire, finanche una casetta od una ristrutturazione locali, dovrebbe comunque fare capo ai suoi emissari, dislocati nei paesi e nei villaggi. Vedi Liquichimica con annesso porto ed Officina Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello Stato, con annessi cavalcavia, doppio binario Melito-Reggio Calabria, rete idrica e fognante, scuole, palazzetti dello sport, stadi, strade, ponti e piazze sino all’edilizia privata. Nessuna sorpresa quindi per gl’inquirenti, che la cosca Iamonte, sia interessata alla Centrale a carbone di Saline. Anzi per dirla tutta è perfino inevitabile; se non scontato. Sarebbe impensabile, una “scheggia impazzita” sul territorio degli Iamonte, che sul punto, sono “molto permalosi” e non ammettono intrusioni o discussioni. Nell’ordinanza viene tirato in ballo, un certo, Franco D'Aquaro, consulente Sei, ovvio sostenitore della rivalutazione in chiave industriale dell’area della dismessa ex Liquichimica.
La centrale a carbone di Saline Joniche è ben vista dalla 'ndrangheta. Emerge dall'OCCC dell'operazione “Ada” eseguita martedì 12 febbraio dai carabinieri del Comando Provinciale, diretto dal colonnello Lorenzo Falferi, che hanno arrestato, tra gli altri, anche il sindaco di Melito Porto Salvo, Gesualdo Costantino. “La cosca Iamonte, a parere del gip Barillà, già da tempo risulta aver puntato gli occhi su uno dei più grossi investimenti economici che interessano la zona della Costa Jonica e nella fattispecie la frazione Saline Joniche del comune di Montebello Jonico, dove l’attuale compagine governativa, visto il parere favorevole espresso in data 21 ottobre 2010 dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del ministero dell’Ambiente, ha già dato la sua autorizzazione alla costruzione della centrale a carbone che dovrebbe nascere nell’area in atto occupata dallo stabilimento dell’ex Liquichimica”.
Stando alle carte, Franco D'Aquaro, sarebbe coinvolto, in qualche modo nella vicenda; ci sarebbe una conversazione telefonica del 29 luglio 2008, in cui Giuseppe Guerrera, organico della cosca Iamonte, viene contattato da Bava Pompeo Vincenzo, all’epoca presidente della Inseb srl …Sai dove siamo andati a vedere dove c'è il cementificio?…Quello che insacca il cemento, no?...Tutta quella zona lì...mi stanno dando l'incarico adesso...Puoi segnarti un nome?… Allora...Franco D'Acquaro... Domanda: chi, come, quando, dove e perché, avrebbe esercitato ogni sorta di pressione per la costruzione della Centrale a carbone, in basso ed in alto loco? Tuttavia, ancora il TAR, deve pronunziarsi sui vari ricorsi prodotti dal Comune, dalla Provincia, dalla Regione, da Legambiente e così via.
Ma alla mafia, come tutti sanno, questi problemi, quisquilie e pinzillacchere, non interessano un fico secco, un bel niente; e men che meno, la salute della collettività, bene supremo. Senza scomodare le navi dei veleni o le discariche fantasma. Tumori e leucemie? Tutta colpa degli esperimenti nucleari per cielo, per terra e per mare, dell’elettrosmog, dell’amianto, dei diserbanti, dell’atrazina, bentazone e molinate, dei telefonini, delle falde acquifere inquinate, se non degli acquedotti, delle piogge acide… La Piovra, subisce solo il fascino dei soldini o del denaro: pecunia non olet! Il resto è… filosofia, letteratura, poesia. Domenico Salvatore


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