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Scomparsa di Erasmo Peracchi: cordoglio dell'Istit​uto Europa Asia.

Angelo Caloia ed Achille Colombo Clerici.
Achille Colombo Clerici ne ricorda l’intensa vita, la  finezza e la sensibilità culturale, l’indomita passione per il sociale.

LA SCOMPARSA DI ERASMO PERACCHI.


Erasmo Peracchi, grande figura di uomo politico e di cultura milanese, si è spento all’età di 95 anni.

Con profondo cordoglio lo ricorda il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Nella sua biografia intensa si riflettono i grandi eventi che hanno coinvolto la città e il Paese.

Poco prima della guerra, conosciuto padre Agostino Gemelli, si iscrisse all’Università Cattolica (dove si laureò nel 1946 con la tesi “Organizzazione della produzione nelle officine meccaniche di medi dimensione”), allievo di Lazzati; quindi l’evento bellico, la campagna di Russia quale ufficiale, l’8 settembre, il sanguinoso scontro con i tedeschi e la cattura, l’avventurosa fuga dalla colonna che lo trasportava verso il campo di
 concentramento grazie all’intervento della fidanzata che poi divenne sua moglie; quindi la clandestinità, la Liberazione e la ricostituzione dei partiti democratici, l’adesione alla Democrazia Cristiana nel gruppo del Senatore Vittorino Colombo (protagonista dell’apertura dell’Italia alla Cina), "Centro Studi Achille Grandi", assieme a figure come  Alessandro Buttè, Ettore Calvi, Antonio Marzotto Caotorta, Angelo Caloia, presidente dello Ior e del Mediocredito Centrale, Carlo Bianchi, Gianni Verga, Giuseppe Palmisano, Andrea Villani, Massimo Gargiulo.

Tra  i tanti incarichi impegnativi non disdegnava quelli amicali, quali il circolo “Onusti e Vetusti”, occasione di incontri sereni, assieme agli amici, fra cui Nadir Tedeschi e Giampiero Cassio, Ambrogio Colombo, Mario Bassani, Enrico De Mita, Benedetto Radaelli, Ambrogio Colombo, Mario Bassani, Enrico De Mita, Benedetto Radaelli, Alcide Luini.

Peracchi visse in prima persona, quale Presidente della Provincia di Milano (1965-1974) l’autunno caldo del ’69.
In lui si incontravano finezza e sensibilità culturale, con la chiara percezione del valore del lavoro e del suo significato nell’esperienza umana ed economica, con una indomita passione per il sociale.

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