| Riccardo Nencini |
“Ci sarà una delegazione socialista in parlamento forte come
quella che ebbero i socialisti delle origini. Anche per questo mi piace parlare
di ‘nuovo inizio”. Lo dice Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, che
ha confermato, stamane in conferenza stampa alla Camera dei Deputati, l’accordo
raggiunto con il Partito Democratico per le prossime elezioni politiche 2013.
Torna alle origini il Partito socialista italiano, a 120 anni fa quando entrò
in parlamento. Si riparte dal 189
Liste socialiste apparentate con quelle del Pd in Lazio, Campania e Calabria al
Senato e una quota dei rimborsi elettorali del Pd da definire tra tesorieri.
Sono alcuni punti dell’accordo firmato stamattina tra il Pd e Psi.
Oltre al
“Patto di consultazione”, che il Pd stringe con il Psi a suggello della piena
sovranità di entrambi i partiti, l’accordo fissa nero su bianco i 5 seggi
sicuri e i 3 in aggiunta in caso di vittoria del premio di maggioranza. I 5
candidati socialisti sono stati indicati nelle Marche (Senato, 2° capolista),
in Basilicata (Senato numero 4); Campania 1 (6° postazione); Veneto 2 (8°
postazione); Sardegna (4° postazione). In caso di premio di maggioranza, altri
tre seggi sono indicati in Lombardia, Piemonte e Calabria. Il Pd si impegna
“nell’ipotesi di rinunce di propri candidati nell’area del completamento delle
liste, a ricercare prioritariamente la possibilità di inserire candidature
socialiste”. Il Psi presenterà le proprie liste apparentate per il Senato in:
Lazio, Campania e Calabria. Il Pd si impegna a riconoscere una quota del
rimborso elettorale da concordare tra i rispettivi tesorieri. E’ prevedibile
una presenza dei socialisti al governo.
Con queste parole ristabiliti gli equilibri nello scacchiere
politico del centro-sinistra,dopo i contrasti delle ultime ore fra il partito di
Bersani e quello che fu di Nenni
Passo in avanti per il partito Socialista nel raggiungimento
del suo intento, ovvero in caso di vittoria della coalizione di csx rientrare
in parlamento con una buona “ flotta “ di propri deputati.
Gian Maria Lebrino
0 Commenti