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Reggio Calabria Il Centro Sportivo Italiano, una grande federazione al servizio della società e del cittadino

Per manifestare il loro grande entusiasmo sono invitate le 250 famiglie numerose calabresi. Partner della manifestazione sono: la Camera di Commercio di Reggio Calabria, il Csv dei Due Mari, il Coni, l'Ufficio Sport e l'Ufficio Famiglia della Diocesi di Reggio - Bova, l'Ufficio di Pastorale Giovanile, Scuole di Danze e Associazioni sportive di tutta la  Provincia. La madrina ufficiale dell’evento sarà l’artista Alma Manera, che ci ha sempre sostenuti ed accompagnati in questi eventi.
Un particolare ringraziamento va al nostro caro Arcivescovo Monsignor Vittorio Mondello, che sempre ci sostiene col suo entusiasmo, la sua umanità, la sua presenza e la sua preghiera. Personaggi come Capitan Ventosa, Moreno Morello, i Turbolenti e i Panpers saranno in riva allo Stretto per far divertire grandi e piccini. Si è già attivata la macchina organizzativa: oltre al CSI, tante  Associazioni di Volontariato, i club service, come il Kiwanis  e gli enti si stanno muovendo per far sì che l’evento sia partecipato e vissuto pienamente dalla comunità reggina. Il Centro Sportivo Italiano è la più antica associazione polisportiva attiva in Italia. La sua fondazione risale al 1944, su iniziativa della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, idealmente volendo proseguire l'esperienza della Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane
IL CENTRO SPORTIVO ITALIANO, UNA FEDERAZIONE SPORTIVA, AL SERVIZIO DEL CITTADINO, DELLA GENTE, DEL POPOLO, DEI RAGAZZI
Domenica 27 gennaio 2013, il Centro Sportivo “Francesco Cozza” a Reggio Calabria ospiterà un appuntamento davvero speciale, un quadrangolare di calcio a scopo benefico tra : la Nazionale Calcio “Famiglie Numerose”, la Selecao dei sacerdoti reggini, l’Ordine dei Medici reggini e la squadra del Sorriso, composta dai più famosi personaggi di “ Striscia la Notizia” e “Colorado”. L’evento si celebra dopo 6 anni dall’incontro che nel 2006 ha visto l’Associazione nazionale Famiglie Numerose portare la propria squadra di calcio, formata da 15 papà (tutti ex-professionisti) con 110 figli e lode, al “Granillo” con 10.000 spettatori sugli spalti. Presenza che testimonia la bellezza della vita e della famiglia. Tra gli altri sarà presente alla manifestazione il Presidente Nazionale dell’Associazione “ Famiglie Numerose” Mario Sberna. il ricavato devoluto al Consultorio  Familiare della Diocesi di Reggio Calabria – Bova e per la promozione del progetto educativo "Un gruppo Sportivo in ogni Parrocchia". Vittorio Mondello da 35 anni vescovo (il veterano della CEI) al servizio della Chiesa.
Domenico Salvatore










REGGIO CALABRIA-In principio c’era il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano); un'organizzazione, nata tra il 9 e il 10 giugno 1914 come parte del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), con lo scopo di curare l'organizzazione e il potenziamento dello sport italiano attraverso le federazioni nazionali sportive e in particolare la preparazione degli atleti al fine di consentirne la partecipazione ai giochi olimpici; altro importante obiettivo del CONI è la promozione dello sport nazionale. Giuridicamente è un ente pubblico, posto sotto la vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali, ed è la confederazione delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate (artt. 1 e 2 del D.L. 8 gennaio 2004 n. 15). Poi, venne il Centro Sportivo Italiano (C.S.I.). Un'associazione senza scopo di lucro, fondata sul volontariato, che promuove lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla visione cristiana dell'uomo e della storia nel servizio alle persone e al territorio. Educare attraverso lo sport, fonte Wikipedia, è la missione del Centro Sportivo Italiano, in quanto vuole rispondere ad una domanda di sport qualificata sul piano culturale, umano e sociale. Promuove lo sport come: strumento di prevenzione verso alcune particolari patologie sociali (quali la solitudine, le paure, i timori, i dubbi, le devianze dei più giovani); un'attività sportiva organizzata, continuativa, seria, promossa da educatori, allenatori, arbitri, dirigenti consapevoli del proprio "mandato" educativo;proposta sportiva nel rispetto delle età e dei bisogni di ciascun atleta, permettendogli in tal modo di scoprire il meglio di sé, di imparare a conoscere il proprio corpo, a valorizzarlo, a stimarlo.

Nonostante l'attività organizzata siano del tutto simile a quelli portata avanti dalle Federazioni competenti, il Csi promuove una visione dello sport diversa basata sulla morale cattolica e concentrata sul nucleo dell'oratorio; in quest'ottica ogni singolo cittadino può trovare uno "sport su misura", cioè una attività sportiva nella quale si confronta con altre persone di pari capacità tecnica (ad esempio, dividere atleti della stessa età con programmi tecnici diversificati e di difficoltà crescente).La filosofia viene riassunta dalla frase "ad ognuno il proprio sport", cioè uno sport dove ognuno può trovare espressione e opportunità per sé stesso, dal punto di vista tecnico come anche da quello economico. Il Centro Sportivo Italiano è riconosciuto: dal CONI quale Ente di Promozione sportiva;alla CEI e fa parte della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali;dallo Stato Italiano come Enti nazionali con finalità assistenziali;dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali quale Associazione di promozione sociale;dal Ministero dell'Università e della Ricerca quale soggetto accreditato per la Formazione del personale della scuola ed ente qualificato per attività di Formazione;dalla Presidenza del Consiglio dei ministri quale ente accreditato per il Servizio civile;dal Ministero della Giustizia quale soggetto accreditato per l'attività sportiva nelle carceri.Inoltre: rappresenta l'Italia in seno alla Fédération internationale catholique d'éducation physique et sportive (F.I.C.E.P.);è socio del Forum del Terzo Settore. Sport di squadra: Calcio a 11, Calcio a 7, Calcio a 5,  Pallavolo, Pallacanestro, Dodgeball (disciplina che il Csi ha contribuito a portare in Italia).

Sport individuali: Sci, Corsa campestre, Tennis tavolo, Jūdō, Karate,  Nuoto, Ginnastica artistica, Ginnastica ritmica, Atletica leggera, Kung Fu, Danza sportiva, Aerobica Nordic, Walking, Altre discipline:Aeromodellismo,Alpinismo/Escursionismo/Trekking, Arti Marziali Orientali, Attività Subacquee, Automodellismo,  Badminton, Baseball/Softball, Beach soccer, Beach tennis, Beach Volley,  Bigliardino, Biliardo, Bmx, Bocce, Bowling, Bridge, Burraco, Canoa/Kayak, Canottaggio, Ciclismo, Cicloturismo, Corsa di orientamento, Cricke,  Dama, Fitness, Football Americano, Fun Bal, Golf, Hockey,  Intercrosse, Ju-Jitsu, Lacrosse, Lotta, Motociclismo,  Pallamano, Pallanuoto, Pattinaggio, Pentathlon moderno, Pesca sportiva,  Pesistica,  Rugby, Scacchi, Scherma,  Scherma,  Medievale, Skateboard, Skiroll, Snowboard, Speed Down, Sport Equestri, Squash, Tamburello, Tennis, Tiro con l'arco, Triath, Twirling, Vela, Wheelchair,  Hockey,,  Windsurf/SurfWushu.ò Nei giorni scorsi Eurispes e Telefono Azzurro han¬no presentato il rapporto annuale 2012 sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza. Non c’è da rallegrar¬si. Molti degli indicatori di disagio so¬no aumentati in maniera sensibile ne¬gli ultimi dodici mesi.

Bullismo, gioco d’azzardo, dipendenza da internet, sex-ting, alcolismo, mancanza di dialogo con gli adulti, depressione e tanta soli¬tudine sono solo alcuni dei fatti negati¬vi che connotano in modo sempre più marcato la condizione dei minori. C’è poco da stupirsi. Il trend era chiaro già da anni, ma nulla si è fatto nel frattem¬po per mettere mano a una politica che prevenisse e curasse il malessere giova¬nile. Nel suo lanciare l’urgenza della “sfi-da educativa”, anche la Chiesa è rima¬sta sostanzialmente inascoltata. E pos¬siamo stare certi che tra un paio di gior-ni lo “scandalo” del quadro allarmante disegnato da Eurispes non farà più no¬tizia, e la questione giovanile tornerà nel dimenticatoio, salvo riaffiorare tra un anno alla presentazione del rapporto 2013. Qualcuno potrà obiettare che nel¬la fase attuale della storia nazionale, con un Paese che si è trovato sull’orlo del default, che è oggi in piena recessione e con un tasso di disoccupazione disa-stroso, in cui le forbici della spending re¬view non sanno più dove tagliare, alla vigilia di difficili elezioni, le questioni da mettere sotto i riflettori sono ben al¬tre. Non sono d’accordo. Sarebbe una gran cosa se il dibattito pre-elettorale sul futuro del Paese si soffermasse un po’ an¬che sulla situazione di abbandono in cui costringiamo i giovani; se i pro¬grammi dei partiti contenessero qual¬che ricetta ad ampio raggio per restitui¬re ai minori prospettive e speranza, per fornire loro un’educazione che li pre¬pari alla vita. Una politica giovanile in¬tegrata è possibile, anche nelle attuali ri¬strettezze.

Magari cominciando a com¬prendere quanto sia preziosa la risorsa costituita dalle 80.000 società sportive diffuse su tutte il territorio nazionale. Insieme alla famiglia e alla scuola, lo sport è considerato oggi in tutta Europa il terzo pilastro educativo. E i giovani ¬ci ha spiegato ieri l’Eurispes - non na¬scono fragili ma sono resi fragili da una società che presenta sfide e pericoli in¬sidiosi, cui in molti casi gli stessi adulti non sono preparati. Pertanto: «Serve in¬vestire in percorsi educativi e culturali, che porteranno a un ritorno di investi¬mento perché capaci di donare benes¬sere agli adulti di domani». La rete edu-cativa dello sport non è di là da venire, non deve essere inventata, esiste già e va soltanto messa in condizione di lavora¬re al meglio. Per non perdere tempo, per non stracciarsi le vesti alla prossima ri¬cerca sul buio esistenziale che avvolge i nostri giovani. Dunque una federazione, che ha tutti i crismi della legalità per far bene, al servizio della società. Localmente diretta dal presidente Paolo Cicciù, al quale va dato atto per il lavoro proficuo ed efficace, sin qui svolto con passione e tenacia. Al torneo quadrangolare parteciperà anche la squadra dei preti, che in caso di mancata vittoria, non rischieranno di certo la sospensione a divinis. Un modo come un altro per coniugare il Vangelo, la fede con lo sport. La conferenza stampa è stata moderata da Eva Giumbo. Sono intervenuti nel dibattito l’arcivescovo Mondello, che si è scagliato contro i matrimoni omosessuali e le convivenze:”Dio, ci ha creati uomo e donna. L’educazione dei figli, non può essere affidata a due donne od a due uomini. I figli, sono grazia di Dio. Ho trovato, più serenità nelle famiglie numerose. Oggi, si fa ancora poco per la famiglia. Mondello, ha parlato nel su intervento, della prima uscita ufficiale in pubblico di Gesù (le nozze di Cana)”; Paolo Ciccù, Roberto Pennisi, Mimmo Praticò, Pasquale Veneziano, Antonello Crucitti, don  Francesco Megali, don Mimmo Cartella.
Domenico Salvatore

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