ELEZIONI: BORLETTI BUITONI, IN FAMIGLIA MI DICONO PAZZA
DAL FAI A SCELTA CIVICA CON MONTI, PER SPINTA ALLA CULTURA
ROMA, 15 gennaio 2013 - A casa mi hanno detto «sei completamente pazza», «eppure a spingermi a questa scelta è stato proprio quell'entusiasmo civile con cui avevo accettato, anni fa, la presidenza del Fai». Lo dice al Corriere della Sera Ilaria Borletti Buitoni, capolista alla Camera nella circoscrizione Lombaria 1 con la lista 'Scelta civica con Monti per l'Italià. Non è «spaventata» dalla decisione di «salire in politica e di lasciare, a malincuore, la presidenza del Fai». A Monti, spiega, «ho detto con chiarezza che avrei accettato la candidatura a condizione che il nuovo movimento rappresentasse una vera spinta per la cultura, il paesaggio e il Terzo settore. Mi ha dato la sua parola». «La cultura, unico settore in crescita in Italia - afferma -, è una delle grandi risorse del Paese: da qui dobbiamo ripartire». «Le risorse scarseggiano, ma si possono studiare forme alternative che permettano alla cultura di essere davvero un volano di sviluppo», ad esempio «rivedere la fiscalità delle donazioni ai beni e alle attività culturali. È uno dei primi interventi che mi piacerebbe attuare». La cultura, aggiunge, «non è un concetto astratto. Proteggere il paesaggio vuol dire occupazione e sviluppo, orgoglio e senso di appartenenza. Vuol dire opporsi alla corruzione e alle mafie».
ROMA, 15 gennaio 2013 - A casa mi hanno detto «sei completamente pazza», «eppure a spingermi a questa scelta è stato proprio quell'entusiasmo civile con cui avevo accettato, anni fa, la presidenza del Fai». Lo dice al Corriere della Sera Ilaria Borletti Buitoni, capolista alla Camera nella circoscrizione Lombaria 1 con la lista 'Scelta civica con Monti per l'Italià. Non è «spaventata» dalla decisione di «salire in politica e di lasciare, a malincuore, la presidenza del Fai». A Monti, spiega, «ho detto con chiarezza che avrei accettato la candidatura a condizione che il nuovo movimento rappresentasse una vera spinta per la cultura, il paesaggio e il Terzo settore. Mi ha dato la sua parola». «La cultura, unico settore in crescita in Italia - afferma -, è una delle grandi risorse del Paese: da qui dobbiamo ripartire». «Le risorse scarseggiano, ma si possono studiare forme alternative che permettano alla cultura di essere davvero un volano di sviluppo», ad esempio «rivedere la fiscalità delle donazioni ai beni e alle attività culturali. È uno dei primi interventi che mi piacerebbe attuare». La cultura, aggiunge, «non è un concetto astratto. Proteggere il paesaggio vuol dire occupazione e sviluppo, orgoglio e senso di appartenenza. Vuol dire opporsi alla corruzione e alle mafie».

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