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SCUOLA: anche il Pdl si schiera con l'Anief, i precari di lungo corso vanno assunti

SCUOLA - Anche il Pdl si schiera con l'Anief: i precari della scuola
vanno assunti.

Importante presa di posizione dell'eurodeputata del Pdl Erminia
Mazzoni, durante un dibattito sulla scuola italiana tenuto alla
Commissione Petizioni del Parlamento Ue: l'Italia ignora totalmente la
direttiva comunitaria 1999/70/CE ed in questo modo continua a rimanere
"al di fuori della normativa comunitaria". È giunta l'ora che l'Unione
europea intervenga "per ripristinare la legalità".



La battaglia per salvaguardare il diritto all'assunzione dei precari
non ha colori politici: dopo diversi deputati della sinistra, anche i
rappresentanti dello schieramento opposto si schierano con l'Anief per
interrompere la piaga dell'abuso dei contratti a tempo determinato
nella scuola italiana. Oggi a sostenerlo chiaramente è stata
l'eurodeputata del Pdl Erminia Mazzoni durante un dibattito sulla
scuola italiana tenuto alla Commissione Petizioni del Parlamento Ue
presieduta dalla stessa Mazzoni.



L'eurodeputata ha ricordato, come sostiene da tempo l'Anief, che
l'Italia ignora totalmente la direttiva comunitaria 1999/70/CE,
secondo cui il personale che ha svolto oltre 36 mesi di lavoro negli
ultimi 5 anni va automaticamente assunto a tempo indeterminato: in
questo modo il nostro Paese, ha sottolineato Mazzoni, continua a
rimanere "al di fuori della normativa comunitaria" ed è quindi giunta
l'ora che l'Unione europea intervenga "per ripristinare la legalità".



L'Anief tiene a precisare che proprio in questi giorni la Commissione
dell'Ue è stata informata di questa ingiustizia tutta italiana. A
farlo è stato Marcello Pacifico, presidente dell'Anief e delegato
Confedir per la scuola, che è volato a Bruxelles e a Strasburgo
proprio per depositare una circostanziata denuncia del sindacato per
la reiterata violazione dell'Italia della direttiva comunitaria
1999/70 e annunciare l'arrivo, sul tavolo della Commissione, di
migliaia di denunce sottoscritte dai precari docenti e Ata della
scuola italiana.



Pacifico dichiara che "a questo punto lo Stato italiano rischia
davvero di incorrere in condanne milionarie. Dovrà quindi
obbligatoriamente rivedere le sue spese. E assegnare, perché
costretto, le sue risorse alla stabilizzazione del personale deputato
al normale funzionamento della macchina amministrativa piuttosto che
ai costi della politica".



Evidentemente la messa in mora dell'Italia in merito alla procedura
2124/10 relativa al personale non docente della scuola non è bastata.
"I parlamentari italiani sanno bene che adottare una deroga a questa
direttiva, come accaduto attraverso la legge 106/11, non può essere la
soluzione al problema. Continuare ad imporre le ragioni economiche e
ad ignorare lo stato di diritto dell'Unione e dei suoi cittadini -
conclude Pacifico - non è più giustificabile".



4 dicembre 2012

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