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Roma, se n'è andato anche Riccardo Schicchi, uno dei grandi registi del cinema italiano

Ha legato tutta la sua vita al mondo del porno italiano Riccardo
Schicchi, nato in Sicilia ad Augusta il 12 marzo 1952 e morto in
ospedale a Roma per complicazioni dovute al diabete mellito di cui
soffriva da tempo e che lo aveva reso quasi cieco.
ROMA, SE N'Ế ANDATO ANCHE RICCARDO SCHICCHI, QUEI GRANDI DEL CINEMA
CHE SCOMPAIONO UNO ALLA VOLTA
Fotografo, regista, imprenditore del porno italiano. Con Ilona
Staller fondo' l'agenzia Diva Futura. Tra le sue scoperte Moana Pozzi
Domenico Salvatore
ROMA - Alessandra Magliaro sull'Ansa, ha lanciato la triste
notizia…"Ha legato tutta la sua vita al mondo del porno italiano
Riccardo Schicchi, nato in Sicilia ad Augusta il 12 marzo 1952 e morto
in ospedale a Roma per complicazioni dovute al diabete mellito di cui
soffriva da tempo e che lo aveva reso quasi cieco. Fotografo, regista,
soprattutto imprenditore di un settore che ha in un certo senso
liberato, anche grazie ad azioni clamorose come far fotografare una
delle sue attrici (diventata poi moglie e madre dei suoi due figli),
la Miss Ungheria 1989 Eva Henger, nuda dentro Fontana di Trevi a Roma.
La sua prima passione fu la fotografia, ma è stato nella seconda metà
degli anni '70 con l'incontro con Ilona Staller che la sua vita cambiò
decisamente.
Su Radio Luna con la disinibita modella ungherese conduceva una
trasmissione sul sesso che divenne popolare, Voulez-vous coucher avec
moi? e proprio durante quelle puntate nacque il soprannome Cicciolina.
Da lì un'idea dopo l'altra, sempre in coppia con l'attrice: nel 1976
primo nudo integrale in un luogo pubblico, una discoteca; nel 1978 il
primo seno scoperto mandato in onda in diretta dalla Rai nella
trasmissione C'era due volte, bissato a Stryx; nel 1979 il primo
soft-porno italiano, e primo film in assoluto con protagonista Ilona
Staller: Cicciolina amore mio. Poi il primo spettacolo live, Curve
deliziose, che ebbe procedimenti giudiziari.

Nel 1983 fondò con la Staller Diva Futura, un'agenzia per modelle e
modelli pornografici. "Ero l'unico maschio in un harem di donne", ha
raccontato all'ANSA il più noto attore hard Rocco Siffredi ricordando
gli esordi. "Avevo 20 anni e a lui devo tutto, come ad un padre
professionale". Da quell'agenzia lanciò la superstar Moana Pozzi e
tante altre come Malù detta Ramba, Baby Pozzi, la trans Maurizia
Paradiso. Ad un certo punto si inventò pure le pornocasalinghe come
Rossana Doll e Jessica Rizzo. Contribuì alla clamorosa elezione alla
Camera dei deputati di Ilona Staller e nel 1990 fu tra i fondatori del
Partito dell'Amore, un esperimento quasi parodia dei partiti politici
tradizionali, che non arrivò al quorum per la Camera ma comunque ebbe
un buon numero di preferenze per la capolista Moana. "Per l'Italia
della pornografia questo è un grave lutto" ha aggiunto Siffredi
spiegando che "non c'é stato nessuno come lui che ha creduto così
tanto al made in Italy pornografico, riuscendo a sdoganare tutto il
mondo del porno, andando dritto per una strada in cui credeva anche a
costo degli insulti dei benpensanti. A me fermavano per la strada per
dire sei un figo, sei un grande, a lui sberle e frasi tipo sei un
maiale". E sempre l'amico Siffredi lo racconta con un'anima divisa in
due: "il siciliano di paese, gelosissimo delle sue donne e il
libertino sfrenato".

Nella sua carriera anche guai giudiziari: nel 2006 una condanna in
primo grado a 6 anni di reclusione con l'accusa di associazione per
delinquere, violazione della legge sull'immigrazione e sfruttamento
della prostituzione, fu coinvolto nello scandalo Vallettopoli,
arrestato, scarcerato e nel gennaio 2008 infine condannato a una multa
di 800 euro per incitamento alla prostituzione. Riccardo Schicchi ha
sempre fatto questo lavoro "con passione, pensando ad un'arte. Certo
aveva fiutato il business, é stato un genio del porno italiano, ma
lavorava con grande trasporto", dice ancora Siffredi. La fine, a 60
anni, amara: "malato da anni, praticamente cieco e con le gambe che si
sbriciolavano, ma sempre con quel sorriso stampato. I suoi ultimi
lavori erano la cura di qualche ragazza in chat, abbandonato dai tanti
che a lui devono tutto. Insomma non certo la fine che meritava".
Accanto a lui Eva Henger con la quale si era separato di fatto da
alcuni anni.". La ferale notizia della scomparsa di Moana Pozzi, come
quelle di altri noti personaggi del Jet Set, tipo Marylin Monroe, fece
scalpore a livello nazionale ed internazionale. L'attrice
pornodiva-showgirl, politica, scrittrice e cantante, era apprezzata,
venerata ed amata dai suoi tantissimi fans, sparsi per il pianeta. Se
ne dissero e raccontarono di tutti i colori a proposito della sua
fine,

Anna Moana Rosa Pozzi (Genova, 27 aprile 1961 – Lione, 15 settembre
1994) è stata una pornostar, attrice, showgirl, modella, politica,
scrittrice e cantante italiana.Nacque il 27 aprile 1961, primogenita
di Alfredo Pozzi, ricercatore nucleare, e di una casalinga, Giovannina
Alloisio, originaria di Lerma in provincia di Alessandria. A tredici
anni Moana, fonte Kikipedia, a causa del lavoro del padre, si trasferì
insieme ai familiari prima in Brasile, poi in Canada, e infine a
Lione. Da qui, nel 1979, lasciò la famiglia (che comunque poco dopo la
sua partenza si trasferì di nuovo a Genova) e andò a stare per conto
suo a Roma, cominciando a lavorare saltuariamente come modella e come
comparsa in numerosi film.Iniziò la sua carriera cinematografica nel
1980 con piccole parti in commedie. Nel 1981 le fu affidata la
conduzione di un programma mattutino per bambini su Rai 2, Tip Tap
Club. Contemporaneamente cominciò anche a girare film porno,
accreditata con pseudonimi sempre diversi (Linda Heveret, in
Valentina, ragazza in calore, il suo primo film pornografico, e
Margaux Jobert, in Erotic Flash) per non farsi riconoscere. Ma venne
ugualmente scoperta e cacciata dal Tip Tap Club. A ogni modo, come
ammise lei stessa, dalla vicenda ricavò una certa pubblicità.Risale al
1986 la sua prima pellicola a luci rosse del "circuito di serie A",
accreditata col suo nome fin dal titolo, Fantastica Moana, per la
regia di Riccardo Schicchi. Entrata nell'entourage dell'agenzia Diva
Futura di Schicchi, nello stesso anno partecipò allo spettacolo dal
vivo Curve deliziose che la lanciò definitivamente nel mondo del porno
e le diede anche una notevole pubblicità sulla stampa per via dello
scandalo con risvolti giudiziari che ne nacque.

Fra i film di maggior successo Moana calda femmina in calore, Moana la
bella di giorno, Cicciolina e Moana ai mondiali. Anche sua sorella
Mima ne seguì le orme, divenendo pornostar a sua volta con il nome
d'arte di Baby Pozzi, ma non ottenne mai un successo paragonabile a
quello di Moana. Divenne assai popolare grazie alla televisione, ai
cui programmi cominciò a essere invitata, anche grazie alle sue doti
intellettuali e culturali sino ad allora, per il grande pubblico,
insospettabili per un personaggio del porno. Più che la sua collega
Ilona Staller, Moana Pozzi portò alla luce l'esistenza,
precedentemente pressoché sotterranea, del vasto universo della
pornografia e dei relativi consumatori.Pubblicò a proprie spese il
libro La filosofia di Moana (20.000 copie per un costo di sessanta
milioni), fondando una casa editrice diretta dal giornalista Brunetto
Fantauzzi. Ne La filosofia di Moana raccontava di personaggi famosi
con cui avrebbe avuto rapporti sessuali occasionali. Il libro fece
scalpore, anche per alcuni commenti, e veri e propri voti sulle
"prestazioni" degli occasionali partner, fra i quali figurava anche un
uomo politico inserito senza nome, ma riconoscibile per i notevoli
indizi come Bettino Craxi non ancora Presidente del Consiglio ma già
allora segretario del PSI.Molto nota è anche la sua performance
televisiva nel programma L'araba fenice (1988), nel quale faceva la
critica di costume nuda o "vestita" solamente di un cellophane
trasparente. Nell'estate 1992 condusse su Italia 1 in seconda serata
il programma televisivo Magico David dedicato al mago David
Copperfield.

La popolarità di Moana fu tale che divenne anche protagonista di un
cartone animato, realizzato dal cartoonist Mario Verger, che la vide
coinvolta nella regia: il cartoon, intitolato Moanaland, fu trasmesso
a più riprese da Blob e nelle puntate monografiche dedicate alla diva
dell'hard. Sempre Verger, questa volta da solo, le dedicò un altro
film d'animazione I Remember Moana, raccogliendo l'attenzione di Marco
Giusti ed Enrico Ghezzi per Fuori Orario, vincendo la Menzione
Speciale all'Erotic Film Festival negli Stati Uniti. Nel 1993 solcò le
passerelle milanesi per la griffe di Chiara Boni.Partito
dell'Amore.Personaggio discusso, non solo per il genere
cinematografico grazie al quale divenne famosa (quello hardcore), ebbe
anche una breve ma popolarissima esperienza in politica. Moana fu per
quattro mesi al centro dell'attenzione dei media nelle Elezioni
politiche del 1992, le ultime della Prima Repubblica, che si
svolgevano nel pieno dell'inchiesta detta Mani pulite o Tangentopoli.
Moana con il Partito dell'Amore diede vita alla prima esperienza
italiana di anti-politica ma fu invitata al pari di altri a Tribuna
elettorale e riuscì a farsi conoscere anche all'estero, raccogliendo
quasi duecento articoli di stampa.Quando nel 1991 la collega
Cicciolina uscì dal Partito dell'Amore, fondato da Riccardo Schicchi e
Mauro Biuzzi, Moana rifondò il partito a fine gennaio 1992, concedendo
il suo volto per il nuovo simbolo. Le proposte di legge, dette
Staller, per legalizzare le case d'appuntamento, migliorare
l'educazione sessuale e la creazione di "parchi dell'amore",
presentate con il Partito Radicale nel 1987 furono abbandonate per un
programma più in linea con gli interessi di Moana: lotta alla
corruzione politica e alla criminalità organizzata.

Guidò in prima fila il suo partito alle elezioni politiche del 1992 e
alle elezioni comunali a Roma dell'anno successivo.In questa seconda
campagna elettorale abbandonò del tutto la precedente linea
scandalistica con la firma pubblica del documento di revoca delle
cariche nel partito a Schicchi e alla Staller e con la promozione di
Moana a segretario nazionale e di Mauro Biuzzi a vice-segretario e
capolista per le successive elezioni amministrative del 1993. Non
riuscì ad arrivare al ballottaggio: in un primo momento dichiarò che,
se si fosse verificata tale situazione, avrebbe supportato il
candidato di Rifondazione Comunista Renato Nicolini; Nicolini non
riuscì però ad arrivare al secondo turno e il Partito dell'Amore diede
allora indicazione ai propri elettori di far confluire i voti su
Francesco Rutelli.Morte. Moana morì all'Hôtel-Dieu di Lione il 15
settembre 1994. La sua morte, ufficialmente dovuta a un carcinoma
epatocellulare, fu improvvisa, inattesa (aveva solo 33 anni) e diede
origine a voci non controllate che affermavano che fosse dovuta
all'AIDS, oppure che la stessa notizia del decesso fosse falsa. Tali
voci - che negli anni si sono rincorse e sono state alimentate anche
attraverso la pubblicazione di pamphlet - restano il segno più
visibile di come Moana Pozzi sia rimasta un'icona ben presente
nell'immaginario degli italiani.

Nel 2004, 10º anniversario della sua morte, nuove voci sulla sua
improvvisa scomparsa sono affiorate. La Procura della Repubblica di
Roma aprì un'indagine per stabilire se Moana fosse in vita o
effettivamente deceduta. Il 18 settembre 2005, invitato in un
programma di Enrico Vaime, Mauro Biuzzi (già esecutore testamentario
di Moana), per smentire queste voci mostrò per la prima volta il
certificato anagrafico italiano, che riporta come data della morte di
Moana il 15 settembre 1994. Nel dicembre 2005, nel corso del programma
di RaiTre Chi l'ha visto? fu mostrato per la prima volta il
certificato di morte dell'ospedale di Lione. La famiglia ha confermato
le circostanze della morte di Moana in diverse interviste ed è stata
mostrata anche una lapide senza nome nella tomba di famiglia dei
"Pozzi" a Lumezzane, vicino a Brescia in Lombardia.Nel 2005 la
famiglia - tramite il fratello Simone - annunciò la pubblicazione di
un libro (il cui titolo è Moana, tutta la verità) dedicato alla vita e
alla morte dell'attrice. Nel febbraio del 2006, nel corso
dell'intervista rilasciata al programma di Raitre Chi l'ha visto?,
quello che si credeva essere il fratello minore di Moana, Simone
Pozzi, dichiarò di esserne in realtà il figlio, anche se resta ancora
un mistero la paternità. Simone dichiarò di non avere intenzione di
cercare un padre che non si era mai preoccupato né di lui né della
madre. Mauro Biuzzi ha scritto una postfazione al libro di Simone ed è
intervenuto più volte sul suo caso.

Ad aprile 2007 è stata pubblicata sul quotidiano Il Messaggero
un'intervista al marito dell'attrice, Antonio Di Cesco, che ha
rivelato di aver aiutato Moana a morire, praticandole l'eutanasia.
Rifiutando l'idea di una lunga agonia, Moana aveva preso accordi col
marito e nel settembre 1994, quando ormai non c'era più nulla da fare,
questi fece entrare delle bollicine d'aria nel tubo della flebo. A
metà mese la Procura della Repubblica di Roma, su istanza del
produttore Riccardo Schicchi, aprì un'inchiesta iscrivendo Di Cesco
nel registro degli indagati. Mauro Biuzzi ha smentito il Di Cesco.Il
22 giugno 2007, nel corso dello speciale di Enigma (Rai 3) dedicato a
Moana Pozzi e condotto da Corrado Augias, Mauro Biuzzi, responsabile
dell'Associazione che ne tutela l'immagine, da lui fondata insieme
alla famiglia, ha mostrato il test dell'HIV cui si sottopose l'artista
nel 1992, a definitiva conferma che non aveva contratto l'AIDS.
Scompaiono, uno alla volta, i grandi registi del cinema
italiano…Michelangelo Antonioni, Carmelo Bene, Mauro Bolognini, Luigi
Comencini, Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica, Aldo Fabrizi,
Federico Fellini, Vittorio Gassman, Alberto Lattuada, Sergio Leone,
Nino Manfredi, Mario Monicelli, Gillo Pontecorvo, Alberto Sordi, Ugo
Tognazzi, Massimo Troisi, Luchino Visconti, Pierpaolo Pasolini, di
quelli che ci vengono in mente; e lasciano un vuoto incolmabile.
Comunque artisti che hanno scolpito il loto nome a lettere di fuoco
nel firmamento della cinematografia mondiale e nazionale. Pellicole
indimenticabili, entrate nell'uso comune; nella routine quotidiana.
Oltre al segno indelebile dell'arte e della cultura. Domenico
Salvatore

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