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Primarie, il sindacalista Aurelio Monte, sarebbe un ottimo senatore

Il sindacalista, responsabile regionale USB, ex consigliere comunale a Melito
MELITO PORTO SALVO (RC) TEMPO DI PRIMARIE, C’Ế ANCHE AURELIO MONTE?
Domenico Salvatore

MELITO PORTO SALVO-Toh! Chi si rivedeee!Ma, non è stato a “Chi l’ha visto?”. In questi decenni, ha sgobbato più di Aleksej Grigorievič  Stakanoff. In altri termini, ha tirato la carretta e la tira ancora. A beneficio degli altri, della collettività, del partito. In silenzio. Senza rulli di tamburo né squilli di fanfara. La destra, non sappia ciò che fa la sinistra. Aurelio Monte, il grande sognatore,…la classe operaia va in paradiso!  In mezzo ai trasformisti, gli arrampicatori sociali, gli egoisti, gli opportunisti, scopisti, piazzisti. Luim ha resistito sulla banchina, inamovibile, rispetto al canto delle sirene del cambiamento di rotta e di sponda. Tetragono, impassibile, con l’arpione in mano, come capitan Achab, ritto sulla tolda del Pequod, in attesa di Moby Dick.  Sbrigativamente scaricato come ‘un amico del giaguaro’. Un agit prop vecchia maniera, attacchino di lusso, galoppino arcigno dei leaders, che a turn-over spiovevano sulla Riviera della Zagara, factotum della sezione e del sindacato. L’ultima ruota del carro.

L’abbiamo visto nascere e crescere politicamente, Aurelio Monte. Quante tornate elettorali…di quartiere, di circoscrizione, Comitato di gestione, elezioni comunali, della  Comunità Montana, le provinciali, le regionali, le politiche, le europee, Usl, asl, asp. Aurelio di qua, Aurelio di là. E lui, come un globe trotter, rimbalza dal Manzanarre al Reno, da Scilla al Tanaj, dall’uno all’altro mar. Con spirito di servizio e di disciplina. I valori principali del suo credo politico e sindacale. In attesa del suo turno che non arrivava mai. Spazio alle sue aspirazioni umane, legittime, sacrosante ed inalienabili? Zero e porto zero. Praticamente, pelato, spremuto, spolpato sfruttato, baraccato, scaricato, dissanguato dai piranhas della politica. Ma lui, si schermisce e nega ancora, imbrattato di salsedine di partito, che non c’è più.…Non è vero! Ho lavorato e lavoro per un ideale di fratellanza, uguaglianza, libertà, democrazia, solidarietà. Ha dovuto scollarsi e scollegarsi se non annientarsi e scollegarsi dai dottori Dulcamara e ciarlatani di piazza e ripartire da zero. E meno male, che avesse professionalità esperienza e competenza da vendere. Quante volte Aurelio Monte, ha sbattuto la testa contro il muro del silenzio. Noi siam tra quelli che abbiamo creduto in lui. E che ancora crediamo. Ci vengono in mente gli urletti di Fausto Leali, parte integrante di quella stagione musicale, new generation “dei fiori”…Hippy, hippy, hippy, hippy credi a me/ Non sognare un mondo che non c'è/ Gli uomini non hanno fantasia/ Ed anch'io lo sai/ È da tempo che ormai/ Cerco quello che tu hai/ Un castello di storia/ Che non serve più/ Il passato è morto... e nasci tu/”
Sgomitando contro i doppiogiochisti e cerchiobottisti, gli pseudo amici,  se non voltagabbana, il buon Monte, si è ritagliato un suo spazio sindacale; ingoiando rospi grossi così. Un carneade, un dottor Azzeccagarbugli. Dapprima, guardato con diffidenza e sospetto, ma poi apprezzato e stimato, oltreché ‘capace’ sindacalista Si è misurato ‘sul campo’, dove ha dimostrato la sua scienza ed il suo valore In altri termini, facevano finta di non vederlo. In realtà conoscevano bene le sue doti oratorie, l’eloquenza, la dialettica, la retorica, le qualità. Ma ancora, non può cantare vittoria. Prima, deve misurarsi con le primarie.

L’Area Grecanica, rimasta senza rappresentanze politiche ad ogni livello, tenta di affrancarsi dalla sudditanza non solo psicologica e politica. Ma non sarà facile. Il popolo grecanico tuttavia, non può votare sempre e comunque per i forestieri, che non si vedono mai nei momenti che contano. Vedi scioglimento per mafia di svariati comuni. Alcuni sciolti per due e tre volte, record nazionale. O chiusura dell’ospedale generale di zona. Il più nobile ed antico della Calabria intera. Finora solo invocata dall’ex ministro della Sanità, Livia Turco o dai Nas, se non minacciata dai piani di rientro. Prima vengono gl’interessi di squadra, gli ordini di scuderia Oppure, la mancata apertura dei cantieri per la costruzione della pedemontana Melito Porto Salvo-Gambarie-Delianuova da realizzarsi con un APQ. Con quale ‘cavallo di Troia’ ancora non si è capito bene. A proposito, in quale limbo sono stati accantonati  i soldini, che come tutti sanno sono inamovibili?  E la chiusura del Tribunale sezione distaccata di Reggio Calabria e del Tribunale del Giudice di Pace? L’elettore sovrano, ha capito la lezione? Questo, lo vedremo tra poco.

Ma Aurelio Monte è il sindacalista amico della gente, del popolo, del povero, dei bisognosi. Quando è stato chiamato ha risposto sempre ‘presente’. Fosse Pasqua o Natale, Ferragosto o Carnevale, si è speso sul territorio a favore del cittadino. Non è certamente un illustre sconosciuto, un parvenu, un giannizzero del sistema o del potere, calato dall’alto. Lui è un figlio del popolo, venuto dalla base. Senatore o deputato. Ma non è questa la cosa più importante. Semmai, ciò che egli potrà fare per il Paese, conoscendo molto bene tutti gl’ingranaggi della macchina statale e gl’inghippi. Un operatore disposto al sacrificio, all’abnegazione. Per servire la comunità, ma da un'altra angolazione; più efficiente, funzionale ed efficace. Un santo in paradiso per la gente oberata da mille cattivi pensieri. Uno, che ha progetti, piani e programmi nella testa. Non una testa vuota come tanti zombies, palloni gonfiati, servetti e paggi, trasferiti armi e bagagli a Montecitorio o parcheggiati a Palazzo Madama. “Reclutati”, al solo scopo di…”alzare la mano”; damerini-jukebox, che funzionano a gettone,  sempre e comunque, pronti, a votare a bacchetta. Aurelio Monte, ha una memoria di elefante. La forgenina fosforata, la lascia agli smemorati, senza sim card. Memoria minuitur, nisi eam exerceas. Domenico Salvatore

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