Pierfranco Bruni a Roma per presentare i suoi romanzi e il suo viaggio poetico
La letteratura come mistero nel viaggio sciamanico e alchemico
alla ricerca del monaco tibetano
Domani 10 dicembre a Roma, Palazzo Sora, si parlerà del percorso letterario e etnolinguistico di Pierfranco Bruni attraverso i suoi scritti recenti. Da "Passione e morte. Claretta e Ben" a "La bicicletta di mio padre", da "Il mare e la conchiglia a "Quando fiorisco i rovi". Un itinerario costernato da spazi in cui l'alchimia, il senso del mistero, il dubbio e il viaggio verso la Terra Promessa costituiscono un dato contemplante in cui la metafora letteraria vive tra diversi modelli linguistici. A fare da cornice a questi quattro romanzi c'è il romanzo in prosa "Ti amerò fino ad addormentarmi nel rosso del tuo tramonto".
Un romanzo in verso che chiave di lettura fondamentale che si inserisce nel personaggio Bruni in una scrittura che vive sul filo di una tradizione sciamanica e il dato dell'alchimia è un pensare costante sulle righe di una cristianità sofferta. Romanzi che non hanno l'orizzonte delle certezze ma dell'onirico cerchio.
Anche nel sull'ultimo romanzo, di cui si parlerà, "Passione e morte", la visione onirica è uno "strazio" contemplante tra il destino e il "duello" sempre marcato tra vita e morte. "La bicicletta di mio padre" resta, comunque, il romanzo della svolta.
Così spiega lo stesso Pierfranco Bruni: "Ci sono anni di riflessione, scavi nella memoria, ritorni e smarrimenti. La scrittura è fatta di orizzonti ma anche di una forza magica che ci riporta a tempi perduti. 'La bicicletta mio padre' è un romanzo in cui la scrittura perde la sua forma tradizionale e si fa scatto censivo. La figura dello sciamano che compare e scompare non è un inizio di un nuovo viaggio. È il viaggio che continua che vive dentro di me da secoli. È chiaramente il libro che trascina un modello mio culturale dentro un nuovo modo di confrontarmi non tanto con la scrittura ma con i pensieri che attraversano lo sguardo dello scrittore navigante. Certo, il romanzo successivo, ovvero 'Passione e morte' è nello scenario della storia ma la storia cede il passo ad altri elementi come il tempo, l'amore, il mistero. Questi miei ultimi scritti, osserva Pierfranco Bruni, compresa la ricerca sul tragico nel Novecento, si inseriscono nel mio progetto che ha come riferimenti i concetti della dimenticanza, dell'esilio, della solitudine e dell'alchimia che raccolgono la testimonianza precedente della nostalgia, del viaggio, dell'oblio e la cultura orientale è molto viva. Vado sempre più verso i due scavi: l'Oriente e il mondo sciamanico. I miei prossimi libri, se ci saranno altri miei libri, si inseriscono in questi due fili che si ntrecciano".
A Roma si presenteranno, dunque, gli ultimi lavori di Pierfranco Bruni in un incontro che vuole rendergli omaggio grazie ad un cesellare tra poesia e progetto narrante. Il romanzo in versi "Ti amerò fino ad addormentarmi nel rosso del tuo tramonto" ha dentro di sé un processo esistenziale in cui amore e passione sono non solo nella vita ma durano oltre il tempo. Così come "Passione e morte. Claretta e Ben". Un romanzo che continua a riscuotere sempre più successo e apre modelli di dialettica sia sul piano letterario che su quello storico, tanto che, recentemente, Rai Uno ha dedicato una intera puntata de "L'Appuntamento" di Gigi Marzullo.
Il romanzo porta sulla scena la figura di Claretta ma viene ad essere filtrata attraverso un racconto che si dipana tra la storia, la meditazione e l'immaginario. Già nel 1996 Pierfranco Bruni aveva pubblicato un breve racconto dedicato a Claretta Petacci dal titolo: "Claretta e Ben. Il mio amore è conte", ma in "Passione e morte" si ricontestualizza il tutto e si ricostruiscono scenari e particolari completamente nuovo a cominciare dal suo dialogo con il padre, dal suo viaggio a Giulino di Mezzegra e delle lettere immaginarie.
Lo scrittore è come se si lasciasse trascinare dal racconto del padre che ha vissuto la stagione del fascismo ed è stato partecipe degli anni in cui il fascismo trionfò nel consenso di un'Italia che è diventata antifascista soltanto dopo il 25 luglio del 1943.
Ma non si tratta di un libro di storia. È un romanzo articolato all'interno di un diario che propone interpretazioni e letture. Il romanzo si apre con l'incontro tra lo scrittore, il padre e la madre che dialogano; segue un capitolo che è soprattutto una passeggiata tra i luoghi dove Mussolini e Claretta vennero uccisi, ovvero di Giulino di Mezzegra.
Il cuore del romanzo, comunque, si incentra sul rapporto, appunto, tra Claretta e Benito. Le ultime pagine hanno una marcata liricità. Infatti è nei capitoli finali che campeggiano le lettere immaginarie scritte da Claretta a Benito e viceversa, le quali si aprono ad una discussione a tutto tondo tra la vita e l'amore.
Chiedere a Pierfranco Bruni quale potrebbe essere il suo nuovo lavoro è una richiesta vana. Bruni lavora spesso su griglie anche se resta un poeta e uno scrittore e i suoi studi sulla cultura mediterranea e il mondo sciamanico costituiscono i riferimenti centrali. Ci sarà una sua visione sciamanica della vita nel nuovo libro?
"La scrittura è un mistero, ha osservato recentemente lo scrittore, e la libertà del pensiero è un volo di un aquila. Certo è che non appartengo ad alcuna chiesa né nella liturgia cattolica né in quella letteraria. Gli Indiani d'America sono nel mio cammino come è nel mio cammino lo sciamano che accetta le ferite del tempo senza aver bisogno di alcuna consolazione e guarda gli orizzonti con l'indefinibile infinito aspettando il vento e non mi tocca il deserto biblico ma il silenzio contemplante e la solitudine del monaco tibetano che resta ad osservare le lontananza e ci dice di seguire il vento del cuore".
Quale potrà essere il suo prossimo libro? Il grafico ci sembra abbozzato anche se imprevedibile. Ma a Roma Pierfranco Bruni discuterà dei suoi ultimi lavori tra poesia e personaggi narranti.
Pierfranco Bruni
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Luigi Palamara
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