Calcio amatori Figc, nel Reggino, prima giornata del girone di andata, Babbo Natale scarica carrettate di carbone sui padroni di casa- La conversione del vicesindaco Tito Nastasi, portiere dopo una vita da mediano
SAN SPERATO SBANCA IL “SAVERIO SPINELLA”, IL PALLICA DEVE ACCONTENTARSI DEL… PRESSING
Domenico Salvatore
Melito Porto Salvo (RC). Il dottor Tito Nastasi, vicesindaco del comune di Melito Porto Salvo, sposato due figli, ha deciso, che da grande farà il portiere. Ha militato per tanti anni in Promozione, prima, seconda e terza categoria ed ora Amatori, una vita da mediano. Una passione travolgente che non lo molla mai, nonostante, non abbia più vent’anni. Amor ch’a nullo amato amar perdona. L’antico adagio “Mens sana in corpore sano”, vale ancora. Sempre. Ha allestito un dream team per divertirsi. Per costruire un ambiente a misura di atleta dove lo scambio di idee e conoscenze, il dialogo ed il confronto, il rispetto delle regole, sia propedeutico se non complementare alla legalità ed alla trasparenza. “Galeotte furono le uscite alla ‘kamikatze’ di Giorgio Ghezzi e chi le scrisse, quel giorno più non vi leggemmo avante”. Questo stesso terreno di gioco del ‘Marosimone’ fu teatro di epici scontri ai magici, mitici tempi del presidente Mariano Serranò, dell’ingegnere Meduri, di Franco & company, fra Prunella e San Sperato, che fecero epoca. Altri tempi, altra storia. Oggi, il San Sperato ha fatto soggiorno e turismo sulla Riviera della Zagara. O quasi. Dopo aver messo in cassaforte il risultato, la formazione ‘riggitana si è data ai bagordi, crapula, sciala e fa’ festa. Il trainer ha tirato i remi in barca, pago del risultato. Non valeva la pena di rischiare le gambe più di tanto. Ma il micidiale contropiede, faceva danni enormi. L’ottimo Luigi Amaretti “fischiava” numerosi offside a ridosso della linea di centrocampo, perché l’equipe ‘melitota’, per recuperare il pareggio, che avrebbe meritato per la pressione asfissiante esercitata per buona parte della gara, si riversava come i bucanieri della baia di Maracaibo, nella metà campo avversaria, e’scopriva’le batterie.
Pampas argentine in cui andavano a nozze gli avanti ospiti. Con Tito Nastasi battitore libero a ridosso della lunetta, gli skiin-heads rischiavano di vedersi saltare il tappo della valvola mitralica. John Silver-Martino, nonostante qualche libbra fastidiosa sull’adipe, tirava fuori un paio di numeri del suo vasto repertorio; Natale Foti correva più di uno struzzo sulla fascia destra; Gullì si dannava l’anima sul settore di sinistra ma il modulo 2-3-5, non partoriva alcunché. Tranne, che una serie interminabile di corners, punizioni e rimesse laterali: ed un paio di parate dell’uomoragno ospite. Ma è ancora alto, il tasso di…”mangiamento”. Gullì si sgranocchiava un paio di”pannocchie” peruviane, con una fame da ‘verme solitario’. Travolto dall’ansia. Tito Nastasi è ala ricerca di un personal trainer, in grado d’insegnare, attraverso il training autogeno, a controllare lo stess e l’emozione. Intanto se qualcheduno volesse accedere al Fitness point, per rendere la manovra più agile e snella, merci beaucoup. Gli ospiti sono apparsi più squadra. Le geometrie erano fluide e lineari, la manovra oliata in tutti gl’ingranaggi, le proiezioni offensive micidiali. C’è ancora da lavorare per recuperare un po’ di fiato. In qualche frangente, servivano un paio di bombole di ossigeno. Le incursioni dei ‘pirati della Malesia’, guidati da Sandokhan e Gomez de Gomera, creavano lo scompiglio nelle retrovie speratine, ma Tallarita, non aveva nessun reflusso esofageo; nessun attacco di panico. Anche perché i granatieri di casa, avevano le polveri bagnate e sparavano a salve.
Tito Nastasi tetragono come capitan Achab sulla tolda del Pequod in attesa di Moby Dick per arpionarla, abbandonava ogni prudenza. Negli ultimi scampoli di partita, ha fatto il pazzariello, spingendosi come un filibustiere dei Caraibi a ridosso della trequarti avversaria. Un assedio degno di Forte Alamo. Tuttavia Davy Crockett resisteva coi suoi trappers. Un forcing disperato, che lasciava sguarnite le corsie laterali. Buchi stretti come le…Bocche di Bonifacio, in cui s’infilava a turn over la banda Bassotti; se non Speedy Gonzales. Ma alla fine Madama dorè si è dovuta arrendere…” Oh quante belle figlie, Madama Doré,/oh quante belle figlie./- Son belle e me le tengo, Scudiero del re,/son belle e me le tengo./- Il re ne domanda una, Madama Doré,/il re ne domanda una./- Che cosa ne vuol fare, Scudiero del re,/che cosa ne vuol fare ?/- La vuole maritare, Madama Doré,/la vuole maritare./- Con chi la maritereste, Scudiero del re,/con chi la maritereste?/- Col principe di Spagna, Madama Doré,/col principe di Spagna./- E come la vestireste, Scudiero del re,/e come la vestireste?/- Di rose e di viole, Madama Doré,/di rose e di viole./- Prendete la più bella, Scudiero del re,/prendete la più bella ./- La più bella l'ho già scelta , Madama Doré,/la più bella l'ho già scelta./- Allora vi saluto , Scudiero del re,/allora vi saluto./.
Ognuno era libero di tentarle tutte pur di agguantare il sospirato pareggio… Salagadula megicabula bibbidi-bobbidi-bu
Fa la magia tutto quel che vuoi tu Bibbidi-bobbidi-bu. Ma era come parlare al muto. La dea bendata disertava questi lidi. Tuttavia nessuno può gridare allo scandalo, perché il San Sperato e Giasone, siano tornati sulle rive del Sant’Agata con il ‘Vello d’oro’. Il Pallica, ballava “Speranze perdute” ed il Valzer di Venezia, ma si vedeva bene che non ci fosse…pane. Poteva cantare pure Lazzarella e Piemontesina bella. Fin quando c’è birra in corpo, parlano le gambe; quando il fiato finisce, parla la lingua, che “non ‘ndavi l’ossa e rumpi l’ossa”. Ci voleva tutta la pazienza di Giobbe, di San Francesco e san Filippo Neri per tenere a bada i nervi dell’arbitro che cominciava a distribuire… Amaretti gialli. Anche perché il San Sperato non voleva recitare la parte di Isacco; né quella del buon samaritano. Non c’era nessuno, nel deserto dei Tartari, che porgesse l’altra guancia. Sulla riva del fiume, Ciro Aitollo, aspetta di veder passare il cadavere del nemico con la fede in Dio, che come dice Matteo, sposta le montagne «In verità vi dico: se avrete fede pari a un grane/lino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile»; la tenacia e la fiducia che animavano il corriere dello zar Michele Strogoff. Ai padroni di casa resta la magra consolation di aver azionato tutte le leve del potere offensivo. Lo spettatore è contento perché ha fatto il pieno di emozioni. Benchè abbia dovuto rinunziare al calduccio del caminetto e sorbirsi gli spifferi gelidi di Barbabianca.
Domenico Salvatore
Il Tabellino di Dosa
Pallica-San Sperato 0-2
Pallica: Nastasi I 6, Spinella 6, Nastasi II 6, Schimizzi 6, Foti 7, Villari 6, Gullì 7, Martino 6, Minniti 6, Surfaro 6, Sarica 6
In panchina Foti
Allenatore, Tito Nastasi 6
Presidente Annunziato Nastasi 6
San Sperato: Tallariti 7, Nicolò 8, Crucitta 8, Letizia 9 Mazzeo 8, Polimeni 9, Macrì 8. Restagno 8, Bartolomeo 8, Laurendi 8, Simone 10
In panchina Caridi, Bianco, Megali
Allenatore Giancarlo Rossi e Ciro Aitollo 8
Presidente, Natale Errigo 7
Arbitro Luigi Amaretti di Reggio Calabria 8
Marcatori al 10 p.t. Letizia, al 15 s.t. Polimeni
Note-Terreno in ottime condizioni di gioco, mattinata di sole angoli 6-4, punizioni 18-16, rimesse laterali 20-15
SAN SPERATO SBANCA IL “SAVERIO SPINELLA”, IL PALLICA DEVE ACCONTENTARSI DEL… PRESSING
Domenico Salvatore
Pampas argentine in cui andavano a nozze gli avanti ospiti. Con Tito Nastasi battitore libero a ridosso della lunetta, gli skiin-heads rischiavano di vedersi saltare il tappo della valvola mitralica. John Silver-Martino, nonostante qualche libbra fastidiosa sull’adipe, tirava fuori un paio di numeri del suo vasto repertorio; Natale Foti correva più di uno struzzo sulla fascia destra; Gullì si dannava l’anima sul settore di sinistra ma il modulo 2-3-5, non partoriva alcunché. Tranne, che una serie interminabile di corners, punizioni e rimesse laterali: ed un paio di parate dell’uomoragno ospite. Ma è ancora alto, il tasso di…”mangiamento”. Gullì si sgranocchiava un paio di”pannocchie” peruviane, con una fame da ‘verme solitario’. Travolto dall’ansia. Tito Nastasi è ala ricerca di un personal trainer, in grado d’insegnare, attraverso il training autogeno, a controllare lo stess e l’emozione. Intanto se qualcheduno volesse accedere al Fitness point, per rendere la manovra più agile e snella, merci beaucoup. Gli ospiti sono apparsi più squadra. Le geometrie erano fluide e lineari, la manovra oliata in tutti gl’ingranaggi, le proiezioni offensive micidiali. C’è ancora da lavorare per recuperare un po’ di fiato. In qualche frangente, servivano un paio di bombole di ossigeno. Le incursioni dei ‘pirati della Malesia’, guidati da Sandokhan e Gomez de Gomera, creavano lo scompiglio nelle retrovie speratine, ma Tallarita, non aveva nessun reflusso esofageo; nessun attacco di panico. Anche perché i granatieri di casa, avevano le polveri bagnate e sparavano a salve.
Tito Nastasi tetragono come capitan Achab sulla tolda del Pequod in attesa di Moby Dick per arpionarla, abbandonava ogni prudenza. Negli ultimi scampoli di partita, ha fatto il pazzariello, spingendosi come un filibustiere dei Caraibi a ridosso della trequarti avversaria. Un assedio degno di Forte Alamo. Tuttavia Davy Crockett resisteva coi suoi trappers. Un forcing disperato, che lasciava sguarnite le corsie laterali. Buchi stretti come le…Bocche di Bonifacio, in cui s’infilava a turn over la banda Bassotti; se non Speedy Gonzales. Ma alla fine Madama dorè si è dovuta arrendere…” Oh quante belle figlie, Madama Doré,/oh quante belle figlie./- Son belle e me le tengo, Scudiero del re,/son belle e me le tengo./- Il re ne domanda una, Madama Doré,/il re ne domanda una./- Che cosa ne vuol fare, Scudiero del re,/che cosa ne vuol fare ?/- La vuole maritare, Madama Doré,/la vuole maritare./- Con chi la maritereste, Scudiero del re,/con chi la maritereste?/- Col principe di Spagna, Madama Doré,/col principe di Spagna./- E come la vestireste, Scudiero del re,/e come la vestireste?/- Di rose e di viole, Madama Doré,/di rose e di viole./- Prendete la più bella, Scudiero del re,/prendete la più bella ./- La più bella l'ho già scelta , Madama Doré,/la più bella l'ho già scelta./- Allora vi saluto , Scudiero del re,/allora vi saluto./.
Ognuno era libero di tentarle tutte pur di agguantare il sospirato pareggio… Salagadula megicabula bibbidi-bobbidi-bu
Fa la magia tutto quel che vuoi tu Bibbidi-bobbidi-bu. Ma era come parlare al muto. La dea bendata disertava questi lidi. Tuttavia nessuno può gridare allo scandalo, perché il San Sperato e Giasone, siano tornati sulle rive del Sant’Agata con il ‘Vello d’oro’. Il Pallica, ballava “Speranze perdute” ed il Valzer di Venezia, ma si vedeva bene che non ci fosse…pane. Poteva cantare pure Lazzarella e Piemontesina bella. Fin quando c’è birra in corpo, parlano le gambe; quando il fiato finisce, parla la lingua, che “non ‘ndavi l’ossa e rumpi l’ossa”. Ci voleva tutta la pazienza di Giobbe, di San Francesco e san Filippo Neri per tenere a bada i nervi dell’arbitro che cominciava a distribuire… Amaretti gialli. Anche perché il San Sperato non voleva recitare la parte di Isacco; né quella del buon samaritano. Non c’era nessuno, nel deserto dei Tartari, che porgesse l’altra guancia. Sulla riva del fiume, Ciro Aitollo, aspetta di veder passare il cadavere del nemico con la fede in Dio, che come dice Matteo, sposta le montagne «In verità vi dico: se avrete fede pari a un grane/lino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile»; la tenacia e la fiducia che animavano il corriere dello zar Michele Strogoff. Ai padroni di casa resta la magra consolation di aver azionato tutte le leve del potere offensivo. Lo spettatore è contento perché ha fatto il pieno di emozioni. Benchè abbia dovuto rinunziare al calduccio del caminetto e sorbirsi gli spifferi gelidi di Barbabianca.
Domenico Salvatore
Il Tabellino di Dosa
Pallica-San Sperato 0-2
Pallica: Nastasi I 6, Spinella 6, Nastasi II 6, Schimizzi 6, Foti 7, Villari 6, Gullì 7, Martino 6, Minniti 6, Surfaro 6, Sarica 6
In panchina Foti
Allenatore, Tito Nastasi 6
Presidente Annunziato Nastasi 6
San Sperato: Tallariti 7, Nicolò 8, Crucitta 8, Letizia 9 Mazzeo 8, Polimeni 9, Macrì 8. Restagno 8, Bartolomeo 8, Laurendi 8, Simone 10
In panchina Caridi, Bianco, Megali
Allenatore Giancarlo Rossi e Ciro Aitollo 8
Presidente, Natale Errigo 7
Arbitro Luigi Amaretti di Reggio Calabria 8
Marcatori al 10 p.t. Letizia, al 15 s.t. Polimeni
Note-Terreno in ottime condizioni di gioco, mattinata di sole angoli 6-4, punizioni 18-16, rimesse laterali 20-15
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