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Melito, conferenza dei sindaci dell'area grecanica

Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria). Riunione della conferenza dei sindaci dell’Area Grecanica interamente dedicata all’argomento sanità. In particolare, sotto osservazione è stato messo l’atto aziendale fresco di proposizione, un documento che, a giudizio degli amministratori locali, sta per assestare al “Tiberio Evoli” un colpo mortale.
La levata di scudi contro l’atto della discordia è stata generale. Riuniti in assemblea nell’aula consiliare di Melito Porto Salvo, i sindaci del territorio, al cui fianco hanno preso posto quattro consigliere regionali, uno provinciale, si sono confrontati con il reintegrato direttore generale Renato Carullo, manifestando fortissima irritazione e delusione per il trattamento riservato al “Tiberio Evoli”, ma in generale a tutto il territorio.
Al termine dell’incontro all’unanimità è stato deciso di chiedere la revoca di un atto, che è stato confezionato senza la necessaria attività di concertazione con la Conferenza dei sindaci dell’Asp e con i sindacati di categoria, dal direttore generale “uscente” Rosanna Squillacioti. Allo stesso tempo, al fine di dimostrare la propria volontà a costruire e non a distruggere, gli amministratori del territorio, d’intesa con medici e addetti ai lavori, formuleranno una propria proposta di riorganizzazione del presidio ospedaliero, che verrà inoltrata all’attenzione degli organi competenti, accompagnata dalla richiesta-preghiera che venga realmente presa in considerazione.

All’incontro promosso dal sindaco di casa, Gesualdo Costantino, erano presenti i primi cittadini Sandro Autolitano (Palizzi), Santo Casile (Bova), Antonio Guarna (Montebello Ionico), Paolo Laganà (Motta San Giovanni), Salvatore Mafrici (Condofuri), Franco Moio (Brancaleone), Antonio Principato (Staiti), Pasquale Sapone (San Lorenzo) e Agostino Zavettieri (Roghudi). Presenti anche i consiglieri regionali Pasquale Maria Tripodi, Antonio De Gaetano, Paolo Battaglia e Giuseppe Giordano, il consigliere provinciale Pierpaolo Zavettieri, e il direttore generale dell’Asp Renato Carullo.
"La recente esclusione dai finanziamenti riservati ai Pisl, che aveva lasciato i nostri Comuni con l’amaro in bocca – ha dichiarato in apertura il sindaco di Melito Porto Salvo, Gesualdo Costantino – è stata seguita da un atto aziendale che, nel ridisegnare l’organizzazione sanitaria provinciale, ha fortemente penalizzato il Tiberio Evoli. Davanti a un vero e proprio disegno politico, che non facciamo fatica a catalogare come un tentativo mirato di affossare il territorio, i sindaci dell’Area Grecanica esprimono la propria ferma contrarietà. Non riusciamo a capire il perché di scelte che, a parità di condizioni strutturali di partenza, avvantaggiano alcune realtà mentre la nostra viene continuamente emarginata. La misura è colma. Siamo pronti a muovere tutti i passi necessari, pensando persino ad azioni di protesta forti, per tutelare i nostri concittadini e salvare l’ospedale, la cui chiusura sembra sempre più vicina>".
Paolo Laganà, sindaco di Motta San Giovanni, ha sottolineato il fatto che dopo la vicenda dei Pisl è stato sferrato l’ennesimo duro colpo al territorio. "Esprimo la ferma volontà – ha sottolineato – a mettere in atto le azioni che serviranno a tutela e salvaguardia del diritto alla salute della popolazione dell’area>".
Anche Santo Casile (Bova), Salvatore Mafrici (Condofuri), hanno messo in risalto le difficoltà vissute dal territorio, a causa della continua sottrazione di servizi, come ad esempio la postazione di guardia medica di Bova o gli uffici del giudice di pace di Melito. Agostino Zavettieri (Roghudi), ha lamentato il mancato coinvolgimento della Conferenza dei sindaci nella fase di programmazione del piano, mentre Sandro Autolitano (Palizzi) ha sottolineato l’importanza di avviare una fase di confronto con la Regione e, allo stesso tempo, la necessità di elaborare una propria proposta di sanità per l’area, da difendere successivamente con forza.
Antonio Principato (Staiti), Antonio Guarna (Montebello Ionico), Pasquale Sapone (San Lorenzo), e Franco Moio (Brancaleone), si sono detti pienamente in sintonia con la linea indicata dal sindaco di Melito di Porto Salvo, avallata dagli altri amministratori locali, sollecitando azioni significative a difesa della popolazione locale. "Con un colpo di spugna – ha detto in particolare Sapone – è stata cancellata la medicina specialistica. Il poliambulatorio di fatto è destinato a scomparire e questo avrà ricadute negative pesantissime su tutta l’assistenza sanitaria comprensoriale, mettendo in grossa difficoltà i piccoli centri, sempre più emarginati dalla proposizione di un’offerta sanitaria eccessivamente centralizzata".
Pronti a supportare i sindaci nelle azioni che verranno intraprese, in difesa del Tiberio Evoli e del territorio, si sono schierati i consiglieri regionali Pasquale Maria Tripodi, Antonio De Gaetano, Paolo Battaglia, Giuseppe Giordano e il consigliere provinciale Pierpaolo Zavettieri, che ha parlato a nome del presidente Giuseppe Raffa. Nello specifico, Tripodi ha stigmatizzato "la promessa fatta da Scopelliti in campagna elettorale e mai mantenuta, di rilanciare l’ospedale", De Gaetano "ha caldeggiato la decisione di chiedere la revoca dell’atto aziendale e di spingere per l’assegnazione al Tiberio Evoli delle tre strutture operative complesse" e, infine, Giordano che ha rivendicato le tante battaglie fatte per il territorio, ha manifestato la propria adesione al progetto dei sindaci al fine di "difendere l’universalità del diritto alla salute da attacchi politici di chi vuole sta cercando di strozzare l’area".
Il direttore generale dell’Asp Renato Carullo, pur nelle difficoltà esistenti, a partire da quella economica, ha espresso la volontà di voler lavorare alla risoluzione dei problemi evidenziati dai sindaci.
In chiusura di riunione, a nome della Conferenza dei sindaci dell’Area Grecanica, Gesualdo Costantino ha comunicato che, a breve, verrà formulata e inoltrata richiesta di annullamento dell’Atto aziendale in questione. Contemporaneamente sarà inoltrata una proposta di riorganizzazione sanitaria utile al territorio.
Proposta che prevede, tra l’altro, l’assegnazione di tre strutture operative complesse, afferenti all’area chirurgica, all’area medica e all’area dei servizi e pronto soccorso.

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