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Buongiorno prima categoria, Lazzaro-Bagnarese, un rocambolesco 3-3 con le bollicine, ma quanti rimpianti

Il presidente del Lazzaro, Domenico Minniti, colto da malore, è stato ricoverato agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, poco dopo la mezz’ora del secondo tempo. Ospiti in vantaggio di tre reti, ingenuamente regalano un’espulsione e si fanno raggiungere sul 3-3, ma, nel finale, rischiano addirittura il tracollo. Primo tempo a favore degli ospiti, che dopo il triplice vantaggio, hanno continuato schiacciare l’acceleratore a tavoletta. Morabito però dice che possa bastare, cala la saracinesca e se ne va a pesca sui monti. Nella ripresa si scatenano i locali, che riescono a realizzare il miracolo del pareggio; e poi falliscono a più riprese, grosse occasioni per strappare l’intera posta in palio

LAZZARO-BAGNARESE 3-3 UNA GIRANDOLA DI GOAL E DI EMOZIONE DA FAR GIRARE LA TESTA, ALMENO SETTE OD OTTO LE ALTRE AZIONI DA RETE, NUMEROSE LE PARATE DEI PORTIERI. ENTRAMBE AVREBBERO POTUTO VINCERE O PERDERE


Il dream-team della Costa Viola, conferma la sua nomea di squadra corsara, habitus mentis, che gli spalancò, in illo tempore, le porte Scee della quarta serie. La formazione del presidente Rosario Dominici, non soffre di complessi d’inferiorità e gioca sempre per vincere. Quella vecchia volpe dei campi di gioco di Vincenzo Musumeci, eroe di mille battaglia, memoria minuitur, nisi eam exerceas, storce il naso sull’incredibile leggerezza di Giuseppe Cotronei, travolto da una miscela di…’paprika, matomato e ketchup’, che sullo 0-3, si è fatto “buttare” fuori ed ha condizionato il match; se non il campionato. Il merito della formazione di casa è stato quello di crederci. Una fede che sposta le montagne. Lo shamano, Peppe Verbaro, dopo aver indossato il copricapo cornuto ed i sonagli alle caviglie ha agitato bene talismani, pendagli, amuleti, ossicini e sacchetto delle ceneri. Ma soprattutto il trainer lazzarino, ha azzeccato le sostituzioni. Utili, per arginare i…tanks scatenati, dell’armata Panzertruppen di Heinz Guderian in “Operazione Barbarossa”
Domenico Salvatore


MOTTA SAN GIOVANNI (Lazzaro)- Amici lettori sovrani, abbiamo ceduto alle vostre richieste pressanti, un vero assedio per telefono, e-mail, de visu ed interposta persona; se non di rimbalzo e carambola; sacrosante, legittime ed inviolabili, per carità; lo chiamano ’dialogo, confronto delle idee, interscambio culturale’ e siamo tornati così, a spese nostre naturalmente, sui campi di gioco; a prendere pioggia, freddo, caldo, come ai vecchi tempi (a fare l’en plein di epiteti, insulti, offese, contumelie, congetture, battutacce al vetriolo, insinuazioni sibilline, parolacce da suburra romana, bestemmie irripetibili, invasioni di campo fuori seminato, improperi di gente arrogante e presuntuosa, se non prepotente, che voglia insegnarci l’ABC del giornalismo ecc., bontà sua. Ma non dite a…sua immagine e somiglianza; se non, uso e consumo. Arbitri, che ci negano l’ingresso sul rettangolo di gioco, come se fosse off limits, property private, no traspassing. Le regole esistono solo per i giornalisti ed i cine-foto-operatori, ma chissenefrega del loro lavoro, della loro professione…; la richiesta delle formazioni, nonostante gli accrediti presso le Federazioni e presso le società, presentazione delle credenziali ed un quintale di documenti, spesso e volentieri, diventa aria fritta; non  rivendichiamo  il nostro curriculum vitae, quasi (mezzo) secolare, che dovrebbe essere di per sé già un buon lasciapasssare. Non è vero Nino Cosentino, Saverio Mirarchi, Stefano Archinà? Le partite le vediamo coi nostri occhi, le leggiamo col nostro cervello, le descriviamo con la nostra mano. Non è nostro costume, cercare lo scoop, lo scandalismo ed il sensazionalismo per avere chissà quale vetrina, per mettere alla gogna ed alla berlina nessuno; non c’interessano le passerelle.

Fermo restando che, come riporta Luigi, rifacendosi ai patriarchi del giornalismo italico, ‘quando la notizia c’è, bisogna darla’. Pure se dolorosa O ci si debba turare il baso. Dopo di che, possiamo anche sbagliare ed ammettere l’errore, chiedere scusa e rettificare, se necessario e giusto; ma non chiamatelo inferno della provincia, dove gli arbitri ci negano le formazioni ufficiali, che impediscono di prendere abbagli e topiche colossali e di scivolare sulla buccia di banana della disinformazione, se non della contorsione o addirittura distorsione; ed al massimo… “ te le darò a fine gara”. Ma quando mai!!!??? Non siamo cugini di Giovanni Pico della Mirandola. Non possiamo conoscere nome, cognome ed ident-kit di diecimila calciatori.  Siamo tornati a fare i globe-trotters; ad interessarci delle partite del mondo dilettantistico. Il migliore in senso assoluto, Ma quale mondo professionistico o cosiddetto semiprofessionista. Eccellenza, Promozione, 1^, 2^ e 3^ categoria, Amatori, Calcio a 5, mondo giovanile ecc. Alcuni, ‘pretendono’ che mi occupi pure oltre che dei campionati della FIGC, anche della UISP e del CSI. Sono contento che mi diciate quelle belle parole, che fanno bene all’anima…”Domenico, solo tu riesci ad emozionarmi con il tuo stile. Domenico, sono innamorato pazzo delle tue cronache; Domenico, ho incorniciato il tale articolo eccetera”. Baggianate! Beh! Non esageriamo. Capisco che i miei strafalcioni, possano piacere o meno; ma così, mi fate passare per narciso, mitomane, megalomane, se non per visionario ed altre… ‘carriere apicali’. Ben volentieri, ma dovete collaborare. Non potest servire duobus dominis, senza finire nella Geenna. ‘Faso tuto mi’…non esiste! Insieme, e con umiltà e senso del dovere di cronaca, se non di diritto, possiamo fare grandi cose. Una mano lava l’altra e tutt’e due, lavano il viso. I Latini a noi cari, dicevano ‘Do ut des’.

Mandateci le vostre fotografie (squadre, presidenti, allenatori, singoli giocatori dirigenti, settore giovanile, cronistoria delle vostre società ecc.), i vostri commenti e perfino le interviste, all’indirizzo di posta elettronica melitoonline@gmail.com; o, se vi torni più comodo, ’domenicosalvatore1947@gmail.com’. Tutto gratis naturalmente. Post scriptum, noi interfacciamo ed interagiamo con social network. Gli aspiranti giornalisti da avviare alla pratica di giornalista, possono inviarci il loro curriculum vitae e foto-tessera, per una nostra valutazione. Ci riserviamo la decisione di avviarli, consigliarli, istruirli. Comunque una visibilità planetaria in tempo reale, tutto a colori. Per amore e per la cultura;  per lo sport in generale; del calcio in particolare. Noi, lo facciamo da sempre e non ci annoiamo, né ci stanchiamo. Anzi. Non fermatevi sull’isola dei Lotofagi e non cibatevi del giuggiolo di Barberia. Lazzaro, occupa un angolino del nostro cuore. Tanti amici d’infanzia, se non compagni di muretto o di professione, conoscenti, simpatizzanti ecc.. Lo seguiamo dagli Anni Settanta. A volo d’aquila per quanto riguarda i presidenti; d’acchito, ricordiamo: Giovanni Praticò, Natino Alampi, Cesare Malara, Natino Ambrogio, Saverio Nocera, Aldo Nicolò, Nicola Mauro e Domenico Minniti. Ben più numerosi sono gli allenatori che sarebbe davvero lungo elencare. Ci vengono in mente, d’acchito: Peppe Giancotta, Cenzino Latella, Peppe Condemi, Nicola Caridi, Pasquale Casciano, Peppe Golfo, Massimo Scevola, Alfredo Tripepi, Tom Minniti, Giuseppe Verbaro e così via. Una partita da ‘Guerre stellari’. Quando, ai soldini del biglietto, se ci fosse, si dica “Boni e biniritti!”. Un pieno di emozioni, brividi, palpitazioni e souspences. Da sconsigliare ai coronaropatici. Rischierebbero di vedersi saltare il tappo della valvola mitralica. E non c’è Betabloccante che tenga, Simpatol, Cardiovigor, Effortil, Gutron….

Il temporale, in parte solo minacciato, non era beneaugurante; non autorizzava l’ottimismo. Tuttavia gli assenti, stavolta hanno torto marcio. Uno spettacolo così, non si vedeva da anni allo stadio ‘Pepè Nocera’. Altro che partita all’acqua di rosa. Calcio champagne doc per intenderci; di prima scelta; di prima qualità. Se lo sono goduti quei quattro gatti, davvero un’offesa al pudore ed all’intelligenza, che sfidando le ire di Giove Pluvio e suo compare, il dispettoso Eolo, mitico re dei venti, si sono appollaiati sulla “ timpa”, proprio di rimpetto a Taormina. Aficionados incalliti; sebbene, vi avessero trovato posto pure il presidente ed il vicepresidente della Bagnarese. Nobile decaduta del calcio calabrese e non solo. Ma chi mastichi pallone a queste dimensioni, sa bene che la formazione della Costa Viola, abbia scritto pagine indelebili di gloria calcistica. Comunque squadra di rango e di blasone. Su questo, non ci piove! Il calcio, come tutti sanno, è fatto di cicli. I cicli sono congegnati dai personaggi e dalle cordate fortunate, attive, dinamiche, coese e ben messe economicamente. Ma soprattutto, di gente competente al posto giusto, che abbia popolarità e consenso. Non sempre è scontato. La Storia ci ricorda che non sempre chi ha i soldi, ottenga il successo. Benchè le due cose, siano correlate e collegate.

La chiave di volta è il parco giocatori. Cento su cento, che appronta una squadra degna di questo nome, forte in tutti i settori, ha sempre risalito la corrente. Proprio come il salmone, che sente l’irresistibile impulso di tornare verso il luogo d'origine per la riproduzione, superando fiumi e cascate; e si dirige infallibilmente nella giusta direzione per raggiungere il torrente nel quale fu generato. Dal “terzo anello” di san Siro, si vede meglio la partita. Specialmente se hai speso quei pochi euri per comprarti un seggiolino pieghevole, snello e maneggevole. Meglio di una  gelida ‘cciappa’. Nonostante le imperfezioni ed il chiacchiericcio a nostro modo di vedere (gli addetti ai lavori, bontà loro, ci considerano una ‘memoria storica’), il vero calcio, capace di produrre scariche di adrenalina a go-go ed emozioni a bizzeffe, lo trovi solamente in provincia. Ci sono santuari della pelota bruzia, che non hanno mai conosciuto crisi profonde ed irreversibili; che hanno, ritrovato soldi, voglia, ambizione e morale per riscattarsi e risalire la corrente. Tipo, Rosarno, Gioia Tauro, Polistena, Taurianova, Palmi, Cittanova, Delianuova, Villa san Giovanni, con punte su san Giorgio Morgeto, Oppido Mamertina, Rizziconi, Cinquefrondi, san Ferdinando  sulla Costa Tirrenica. Pellaro, Motta san Giovanni, Melito Porto Salvo, Bagaladi, Brancaleone, Bovalino, Locri, Siderno, Gioiosa Jonica, Marina di Gioiosa, Roccella Jonica, Africo con punte su Bova Marina, Bianco, Ardore, Monasterace ecc. sulla Costa Jonica. Siamo grati alle due squadre, di prima categoria, girone D, (qualche volta il derby dei due mari, lo hanno giocato in Promozione), per lo spettacolo effervescente, spumeggiante, frizzante con le bollicine. In brodo di giuggiole anche Cenzino Latella, vecchia conoscenza dei campi di gioco; tiratore scelto del campionato di serie C siciliano di qualche stagione fa. Grande allenatore di calcio a livello dilettantistico:Bocale, Pellaro, Lazzaro…Famoso per la ‘nidiate’ di galletti di primo canto con cresta, artigli e speroni. Personaggio competente, ben dotato di genio tattico. Uno Zeman dei dilettanti. Rotea nei paraggi, pure Nino Minniti, un uomo senza tempo, innamorato cotto di questo sport, colpito da virus del…’tifo’, che al posto degli occhi ha …due palloni di calcio. Il Lazzaro di quest’anno, non è un fulmine di guerra, ma ha una società giovane ed una squadra ancora più giovane, che devono fare esperienza. Un investimento in borsa. Oramai coi tempi di vacche magre, spighe vuote, austerity e ristrettezze da lacrime e sangue, son ben poche le società che possono scialacquare. Rara avis in coelo. Tra qualche anno, saranno la squadra da battere. Spit fire, che corrono novanta minuti senza tirare il fiato e che non tirano ‘U peduzzu’ indietro, nemmeno se passano i carri armati di Piazza Tien An Men a Pechino. Nientaffato disposti a porgere l’altra guancia od a fare il buon samaritano. Idem con patate per la Bagnarese, reduce da mille fosse dei leoni. Niente voli pindarici e sogni di Ercolino. Due società lungimiranti con la testa sulle spalle ed i piedi ben piantati per terra, che hanno fatto di necessità, virtù. La strada maestra per non finire a babboriveggioli, se non a patrasso. Primo tempo perfetto per gli ospiti. Secondo per i padroni di casa. Laurendi-Achille piè veloce, Natale Musumeci-Pietro Mennea a Città del Messico e Di Maio-Usain Bolt, fotografato dal National Geographic Magazine, hanno ingranato la quinta ed in mezz’ora hanno steso K.O.l’equipe di Peppe Verbaro. Devestante quanto il gancio sinistro doppiato da un montante destro di Cassius Clay alla mascella di Sonny Liston.

Il Lazzaro era frastornato, stordito intontito, disorientato e confuso e non sapeva più che pesci pigliare. Come se fosse appena sceso dalle ‘Montagne Russe e dal Vascello del Pirata’. Ma, l’euforia gioca brutti scherzi. Cosa possa essere passato per l’ipotalamo di Giuseppe Cotroneo, resterà un mistero eleusino. Quel takle scivolato a centrocampo, o’spaccata’ alla Karl Heinz Schnellinger, se lo poteva risparmiare. Ma, la “giacchetta nera”, agile e snello, si è visto obbligato ad interpretare il regolamento e ad ammonirlo per la seconda volta. Game over. Non si sfugge al ‘Grande Fratello’. La memory card gli funzionava. Mica era finito sull’isola dei Lotofagi. Un episodio, dettato dal delirium tremens? Tuttavia di episodi, sono formate le partite. Sequenze, che decidono non solo i match, derbies, stracittadine o partite clou, ma, talora anche i campionati; se non i cicli. Memoria minuitur nisi eam exerceas. Mors tua vita mea. Nonostante ciò, mister Antonio Taverniti, non rinuncia a tentare di “chiudere” il match calando il poker d’assi. Ma Papalia e Caratozzolo, non hanno la mira di  Tex Willer. E Morabito, fratello del più celebrato Giovanni, asso della Reggina Calcio di Lillo Foti, che ricorda per lo stile, Lorenzo Buffon, se la cava per il rotto della cuffia. Senza nulla togliere di Adornato, simile e Giorgio Ghezzi per le uscite alla kamikaze,(tuttavia,non c’è nessuna Edy Campagnoli, soubrette del Lascia o Raddoppia di Mike Bongiorno, da contendere). Come dire, che tra i protagonisti di questo storico, indimenticabile match, vi siano stati proprio il Tarzan del Lazzaro ed il Batman della Bagnarese. Negli spogliatoi il dottor Verbaro fa annusare i “Sali d’ammonio”,  stimolante per i muscoli respiratori, ai suoi ragazzi in debito d’ossigeno, dopo l’Apocalipse now del primo tempo. Sebbene avessero accorciato le distanze. La cura rinvigorente e rivitalizzante, fa miracoli. Il mago della panchina sgraffigna la bacchetta magica di Harry Potter e la dirige, dapprima su Polito, Di Stefano, Belluno, Vinci e Mammì, che erigono una muraglia cinese, poi sugli avanti; Morabito, cala la saracinesca e se va a pesca sui Monti Pallidi, attraversati da ruscelli ed attrezzati di impianti per l’acquicoltura con trote.  I Violisti, in inferiorità numerica e comunque alla ricerca di energie miracolose, almeno da Herbalife, arretrano il baricentro a difesa del pur cospicuo bottino. Ma nel gioco del calcio, nemmeno un sonante 3-0, è un malloppo in cassaforte”…  un tesoro al sicuro non è,/ se c’è, lì attorno Lupin/ Con il rischio gioca sempre perché/Per lui nulla d’impossibile c’è/Sempre molto audace questo è Lupin./… Zenigata l'ispettore lo sa/ e il tesoro quindi sorveglierà/ ma Lupin all'erta/ sempre lui starà/ !”. Il Pifferaio Magico-Verbaro, mette tutti i riga. Soprattutto si scatenano come John Rambo, nella giungla vietnamita, Tripodi, Greco, Fiumanò, Ficara e Borrelli e anche  Porchi, Polito e Labella che seminano il panico peggio del Fantasma del Louvre..

Gli bastano venti minuti ed il croupier esclama… et voilà messierus-dames, le jeux sont faits, rien ne va plus. Una ripresa da cardiopalma. Ne fa le spese il presidente di casa, Domenico Minniti che, dopo una girandola di emozioni, colto da malore, crolla di schianto sul rettangolo a bordo campo. Tanta paura ma la situazione è sotto controllo. Il’battente’, a volte gioca brutti scherzi. Dopo le prime cure sulla fascia laterale ed un breve consulto per eccesso di prudenza, il massimo dirigente lazzarino, viene avviato verso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, dove viene trattenuto in osservazione. Melius abundare quam deficere! La partita rallenta, ma non si ferma. Mandaradoni, alla fine, tratterrà l’aurora ed allungherà il tempo ad libitum… quanto Minerva concesse ad Ulisse e Penelope, dopo la strage dei Proci. Negli scampoli di partita, si segnalano ancora alcuni missili terra-aria, sulle alture del Golan, sganciati dalla base semovente di Ficara, Borrelli e Greco, un futuro da campioni. Ma Borruto e Caratozzolo, non vogliono passare una Vita da mediano. Punti nell’orgoglio, dall’Ape Maya (“Vola sopra un monte, sfiora il cielo/per rubare il nettare da un melo/ …”), gli ospiti, rinvigoriti da Perrello, Trimarchi e Germanò giocano il tutto per tutto. Antonio Musumeci-Tigerman…Solitario nella notte va/se lo incontri gran paura fa/il suo volto ha la maschera:/tigre (tigerman) tigre (tigerman) tigre (tigerman)/”…schiaccia l’acceleratore a tavoletta, semina in dribbling tre avversari e scodella un pallone d’oro sulla testa di Di Maio, a due metri dal trionfo, ma le gambe pesano cento minuti e non si alzano, nemmeno con la gru. Sarebbe stato un danno oltre la beffa, perché poco prima, Tripodi, Greco, Fiumanò e Ficara, sebbene pericolosi come la Banda Bassotti, avevano graziato Adornato…Ego te absolvo a peccatis tuis… Ombre oramai, che si trascinano sul campo. Sembrano puffi… “Chi sono non lo so gli strani ometti blu/sono alti su per giù due mele e poco più/ .

La Bagnarese, per necessità costruisce un secondo muro di Berlino e blinda il 3-3. Il vicepresidente Vincenzo Musumeci sgattaiola e si dilegua in un attimo.  Dolce come Remi…Dolce Remì racconta come fai/ad esser così sempre buono e allegro/…”  Voleva vincere, ma va bene così. Il presidente Saro Dominici, riesce a mascherare bene il suo disappunto. Nonostante la  prestazione maiuscola dei ragazzi. Ma i muscoli del bicipite, si gonfiano, senza stretching, quanto quelli dell’incredibile Hulk. Abbandonano gli spalti anche gli hooligans ed gli ultras del Lazzaro. Non prima di una foto-ricordo…il rullino c’èèèèèèèèèèè? Intimi anche del Buitre-Natino Vergine, incubo notturno dei portieri, di qualche stagione fa. Non riusciamo a contattare, a fine gara, il signor Antonio Mandaradoni di Vibo Valentia, per stringergli la mano. A nostro parere ha diretto con impareggiabile maestria, occhio di falco, passo di gazzella, cuore di leone. Ha applicato il regolamento e, veloce, scattante è stato sempre presente in ogni zona del campo. Quando ci sono i “palloni gonfiati” che fanno splash-down al tocco di uno spillo, degni di arbitrare partite fra scapoli ed ammogliati, ignoranti del regolamento e del bon ton, lo diciamo pure, con la stessa serenità. Senza paura di niente e di nessuno. E ci assumiamo le responsabilità. Scripta manent, verba volant. Ma, ci sembra che gli stretti collaboratori di Stefano Archinà, abbiano svolto un proficuo lavoro. In armonia con l’equipe di Saverio Mirarchi & soci. Un bel pareggio sotto l’albero di Natale e strette di mano ed abbracci a fine gara. Mancano solamente organetto e tamburello, la zampogna, Tu scendi dalle stelle e Jingle bells.
Domenico Salvatore

IL TABELLINO DI DOSA

LAZZARO, Morabito 8, Polito 8, Di Stefano 8, Belluno 8, 5, Vinci 8, Mammì 8,Tripodi 8, Greco 9, Fiumanò 8, Ficara 10, Borrelli 10
In panchina, Quartullo, Palamara, Cucè
Sostituzioni, Porchi, Polito, Labella
Presidente, Domenico Minniti 8
Allenatore, Giuseppe Verbaro 9
BAGNARESE, Adornato 8, Dario Musumeci 8, Laurendi 8, Caratozzolo 9, Tripodi 9. Giuseppe Cotroneo s.v., Papalia 8, Natale Musumeci 10, Di Maio 10, Trulcio 8
In panchina, Scavante, Zagari, Misiti, Musumeci Antonio
Sostituzioni, Trimarchi, Musumeci, Perrello
Presidente Saro Dominici 8
Allenatore Antonio Taverniti 9
Marcatori, 6°p.t. Laurendi, 17° p.t. Natale Musumeci, 27° p t Do Maio, 34° p.t. Vinci, 47° p.t. Di Stefano, 25° s.t. Greco.
Note: ammoniti, Cotroneo, Ficara, Belluno, Tripodi, Di Stefano, Natale Musumeci, Perrello. Espulso Cotroneo. Angoli 6-4, Punizioni 18-14, rimesse laterali 21-16
Arbitro, Antonio Mandaradoni di Vibo Valentia 10














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