Va in vantaggio la formazione di Paolo Paviglianiti, con un tocco velenoso di Bruno Crea da corta distanza sul finire del primo tempo. Le più grosse opportunità per conquistare l'intera posta in palio, nella ripresa. Il pareggio al 7° del secondo tempo per merito di Favasuli, con un tiro sotto misura, sul quale, nulla può il pur bravo A. Paviglianiti
REALALTOPIANO-CONDOFURI 1-1, A MELITO PORTO SALVO CAMPO DI CASA DEI GREEN, VA IN ONDA LA SAGRA DELLE OCCASIONI MANCATE, MA IL PUBBLICO IN MAGGIOR PARTE CONDOFURESE, HA FATTO IL PIENO DI EMOZIONI, BRIVIDI E SUSPENSE
Il Condofuri, fa appena in tempo a pareggiare, poi Romeo, si fa espellere per somma di ammonizioni. Una grande tifoserie, in parte femminile, incita la squadra che resiste stoicamente. Anzi fallisce a ripetizione l'occasione per vincere il match. Il fumuspersecutionis sugli opposti fronti, ma il signor Morabito di Reggio Calabria, ha diretto bene
Domenico Salvatore
Melito Porto Salvo(RC)L'anno scorso militavano in terza categoria, quest'anno si ritrovano in seconda. Si gioca sul tappetino verde sintetico del "Saverio Spinella", campo di casa delReal Altopiano. Troppa grazia sant'Antonio! Il Marosimone, ha perso una squadra (la Vallata Grecanica), miseramente fallita dopo due stagioni di illusioni perdute. Bagaladi e Melito, avevano due squadre di Eccellenza, ma sono scomparse. Inghiottite dal buco nero del triangolo delle Bermude. Cancellate con un colpo di spugna, per fare la (con) fusione e giocare in serie D. Societàtravolta da una vicenda giudiziaria; incappata come tutti sanno, sia pure nei singoli, nella tela del ragno. Chiarite le responsabilità in un'aula del Palazzo di Giustizia e sanzionate a termini di legge, la squadra aveva ripreso la corsa. Ma dopo due anni di alti e bassi, culminati con la retrocessione in Eccellenza, è stata travolta dai debiti ed a chiuso i battenti in malo modo. Nessuno ha scucito i denari per pagarli. E nemmeno per iscriverla al campionato di Eccellenza. Ma il vivaio locale, che nelle intenzioni, doveva costituire l'ossatura della squadra, non è stato valorizzato per niente. Nonostante tutto il 'Saverio Spinella' ha conquistato ben tre squadre, che giocheranno le loro partite casalinghe, proprio qui a Melito Porto Salvo. Il Melito di terza categoria; e, Saline e RealAltopiano in seconda.
A parte il torneo di Amatori (FIGC, UISP e CSI) ed i tornei giovanili. Un piccolo san Siro. Bagaladi stesso, non è morto per sempre. Chiuso un ciclo, se ne apre un altro. Morto un Papa, se ne fa un altro. Morto il Re, viva il Re (nuovo). Nuovi entusiasmi, nuovi soci, nuove società, nuovo presidenti, nuovi allenatori. Ce n'è per tutti. L'entusiasmo, l'euforia, il fascino, l'emozione, non vanno mai in ferie. I criticoni, hanno la possibilità di andare in onda; sulla scena. Di dimostrare che, chi li aveva preceduti, avesse torto marcio. O viceversa. I mammoni, bamboccioni, fannulloni, hanno l'occasione per crescere e maturare. Chi non intenda più,fare sacrifici e di conseguenza rinunciare alle emozioni, ai sogni, ai valori morali, intellettuali, sportivi e culturali, ai messaggi, checircolano e ruotano intorno al mondo del calcio, se ne vada. Goodluck! Let's go! Lasci lo spazio a chi invece sia disposto a lavorare con rinnovato entusiasmo. Perché le batterie scariche, non sono unproblema. C'è il…caricabatterie. Senza bisogno di nessuna vacanza last minute alle Maldive od a Sharm El Sheick con volo charter; od un soggiorno e turismo in Polinesia. C'è il Fitness Point, il personal trainer, il training autogeno e perfino una salutare pausa di riflessioni di uno o due anni di stop. Rientrando in partita, abbiamo assistito ad una partita aperta, leale e sincera; sebbene a volte… esilarante, spassosa, buffa e comica.
Un pieno di emozioni, brividi e souspence, che non s'incontrano per esempio nei tornei di Prima Categora, dove predominano i tatticismi; e nemmeno in Promozione ed Eccellenza, regno degli schemi. Non è soltanto 'palla avanti e pedalare', oppure 'tutti dietro al pallone' meglio noto come 'calcio a zona'. Questa è la nostra opinione alla quale non rinunzieremo mai. Tuttavia, siamo disposti a riportare anche quella degli altri. Scripta manent, verbavolant. Il Real Altopiano ed il Condofuri, applicano apparentemente, un modulo 4-4-2 mobile che può diventare, a seconda delle esigenze e le necessità del momento e della circostanza, un 3-5-2, se non un 4-2-4. Mister Demetrio Brancatied il suo collega Cuzzocrea hanno urlato come Luciano Pavarotti in "E lucevan le stelle" al Teatro Coliseum de Barcelona. Segno che i due 'undici', non rispettassero le consegne. Comunque andavano spesso e volentieri a caccia di farfalle sotto l'arco di tito. Nino Ciancia sulla panchina di casa, ballava il rock and roll, liscio, bachata e macarena, senza musica. Tuttavia, la tenuta atletica del Real ci è sembrata, buona. E per la verità anche quella degli ospiti. Di certo, non è stata una gara esaltante sul piano atletico e spettacolare. Validissima invece sul piano atletico ed agonistico. Con qualche bella individualità, che ha strappato l'applauso a scena aperta, sino a spellarsi le dita. Il Condofuri ha ricevuto sostegno ed incoraggiamento da una tifoseria numerosa e rumorosa; sugli spalti, si faceva sentire soprattutto il tifo al femminile. Una costante degli aficionados e wariors della costajonica reggina. A san Martino, ogni mosto diventa vino. Non sappiamo se i granatieri ed i cannonieri, abbiano fatto il pieno. Sarà per questo che gli strabici attaccanti, non riuscissero a centrare la porta, pure da corta distanza e con il portiere fuori causa, larga oltre sette metri.
Goal 'fatti', a porta vuota e regolarmente 'sgranocchiati'. I portieri, hanno ciurlato nel manico e corso a vuoto. Di parate plastiche nemmeno l'ombra; di saracinesche calate, idem con patate. Eccezion fatta per un paio di circostanze. Per non dire che abbiano timbrato il cartellino della disoccupazione all'ufficio di collocamento. Il tiro a segno sugli opposti fronti, è andato avanti per parecchio tempo. I bombers avevano le polveri bagnate. Non avrebbero segnato nemmeno a pallamano. Sul taccuino del cronista, figurano almeno una decina di occasioni da rete nitide, attaccante contro portiere. C'è stata pure l'azione di marcabrasileira, conclusa però con un tiro sbilenco da dimenticare in fretta; con o senza l'aiutino dell'oblìo. Le difese giocavano a zona e prendevano fischi per fiaschi e lucciole per lanterne. Svarioni, granchi e cantonate colossali a go-go. Il pubblico non di parte, che assisteva all'incontro, si diverti vada matti; e se la ridacchiava sotto i baffi. Ma quando c'è di mezzo la sua squadra, monta su tutte le furie, travolto dal delirium tremens. Non andavano in onda 'Oggi le comiche', gli sberleffi di Stanlio e Ollio, Franco e Ciccio, Ric e Gian, Ficarra e Picone, Battaglia e Misefari, tuttavia glihooligans neutri, se la sghignazzavano allegramente. L'arbitro,Morabito di Reggio Calabria, ignorava completamente il mormorio del Piave… "Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio/Dei primi fanti il ventiquattro maggio:/l'Esercito marciava per raggiunger la frontiera,/per far contro il nemico una barriera./Muti passaron quella notte i fanti;/tacere bisognava e andare avanti./S'udiva intanto dalle amate sponde/Sommesso e lieve il tripudiar de l'onde:/era un passaggio dolce e lusinghiero./Il Piave mormorò: "NON PASSA LO STRANIERO"./…", proveniente dalle panchine ed il canto ammaliatore delle sirene di Ulisse, proveniente dalla tribuna.
La giacchetta nera faceva orecchie da mercante anche sulle 'grida di dolore' artificiose, che parevano provenire dal Lazzaretto. Sebbene lo stadio non sia popolato di monatti, né di untori. Per tutto il primo tempo, gli stuntman i cascatori di professione, che fanno da controfigura agli attori protagonisti nelle scene più pericolose di un film d'azione, l'hanno fatta da padrone. Barellieri e portantini, hanno fatto finta di lavorare sodo a bordo campo. I giocatori, non erano di certo fatti di cartapesta o di pastafrolla, ovviamente. I mister sono stufi dei…"giocattoli rotti", buoni per la soffitta. Sebbene si accasciassero al suolo come folgorati. Salvo poi, fallita la sceneggiata, perché il direttore di gara, non abboccava all'amo, improvvisamente guariti, riprendevano a scorrazzare per il campo, come se niente fosse. 'Funambol Kid' alias Giulio Nunnari, ancora non si è svegliato dal letargo. Sebbene, la sua posizione tattica, non ci sia sembrata, ineccepibile. La giacchetta nera, a nostro avviso (non ha concesso alcun calcio di rigore, né annullato alcuna rete regolare o peggio convalidata alcuna in fuorigioco) ha diretto bene. Ma poichè gli 'attori' continuavano a recitare la scena-madre e perseveravano nel pigiare sul tasto stonato del fumus persecutionis, ha cominciato a sventolare cartellini gialli e rossi. Un male necessario.
Una terapia d'urto, che non mancava di dare i suoi frutti. Se ne giovava il gioco. I giocatori avevano maturato l'idea, che sarebbe stato più produttivo giocare al pallone. Fioccavano così, come la neve a Courmayeur, le occasioni da rete. Anche perché, gli schemi, incollati con la saliva "saltavano" facilmente. Fino all'ultimo scampolo di partita le squadra lottando all'arma bianca, hanno speso tutta la birra che avevano in corpo e tentato di buggerare l'avversario. Abbiamo visto, solo quattro o cinque partite in questa stagione. In tutte, il mirino dei giocatori era puntato contro l'arbitro. Niente di più sbagliato. Sin dal primo minuto. A nostro avviso, non si tratta di un "corbuniru", cornuto e venduto, secondo un luogo comune, né corrotto ed in malafede. Bisogna sfatare questa credenza da bastian contrario, urgentissimamente. Non si può giocare al pallone senza l'arbitro. In giro, con questi chiari di luna, non se ne vedono soldini. Per comprare partite od arbitri, che vanno assolti per qualche distrazione, sbadataggine o negligenza. I "palloni gonfiati", punti da uno spillo, hanno fatto splash-down. L'Aia, ha già lavato i panni sporchi in Arno. Non ci sono più bastian contrari, affetti da delirio d'onnipotenza negli organici, ma arbitri, che applicano il regolamento. Il rigore, quando c'è, va dato. Il goal in fuorigioco va annullato, il cartellino sventolato e così via. La nostra è un'opinione, non l'Editto di Rotari. Domenico Salvatore
Il tabellino di dosa
Real Altopiano: Paviglianiti A.6, Crea B.6, Siclari 6, Crea G.6,Crea P. 6, Tripodi 6, Cuzzocrea 7, Russo 6, Nocera 6, Nunnari 7, Rosaci 6
In panchina: Furfari, Ripepi, Paviglianiti, Siclari, Romeo, SiclariII
Allenatore, Giovanni Cuzzocrea 7
Presidente Paolo Paviglianiti 8
Condofuri, Minniti 6, Nicolò 6, Zoccali 6, Larnè 6, Modafferi 6,NuceraL.6, Paviglianiti 6, Favasuli 7, Modafferi A. 6, Mafrici Cl 6
In panchina Santernecchi, Iiriti, Nucera,
Sostituzioni: Nucera F. Chilà, Ollio
Marcatori 45°p.t. Crea B., 7° s.t. Favasuli
Arbitro Morabito C. di Reggio Calabria 8,5
Note, espulso Nucera, angoli 4-2, rimesse laterali 18-14, calci piazzati 16-13
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Luigi Palamara
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