'Sciogliendo l’attuale Consiglio Comunale non ha tutelato chi, come lo scrivente, nei fatti esaminati risulta estraneo'.
Reggio Calabria 12 Ottobre 2012. Rispetto, ma non condivido la decisione della Ministra Cancellieri che sà di giustizia sommaria e che invece di colpire solamente i responsabili della situazione che si è andata a creare negli anni nell’Amministrazione Comunale reggina, sciogliendo l’attuale Consiglio Comunale non ha tutelato chi, come lo scrivente, nei fatti esaminati risulta estraneo e che si trova per la prima volta a ricoprire il ruolo di Consigliere Comunale.
Un’Amministrazione composta da molte persone che, come il sottoscritto avevano costruito la propria immagine politica partendo dal basso e svolgendo la propria attività al servizio quotidiano dei cittadini.
Un’azione tesa alla risoluzione delle varie problematiche nel rispetto della correttezza e della legalità.
Oggi, con amarezza mi sento dire che facendo parte di questa Amministrazione Comunale sono contiguo alla criminalità organizzata e non una persona perbene come credo di essere.
Quello che mi ha ulteriormente lasciato basito è il chiarimento della Ministra Cancellieri, che ha ascritto a questa Amministrazione la responsabilità della contiguità mafiosa, mentre la stessa non ha potuto operare liberamente essendo stata gestita da una commissione d’accesso dopo sei mesi dalla sua nascita.
In un intervento precedente, avevo auspicato che le colpe dei padri non ricadessero sui figli ma purtroppo così non è stato. Invece, l’Amministrazione di cui faccio parte, finisce con il pagare le colpe di tutti i suoi predecessori come fosse un agnello sacrificale che viene immolato per purificare la classe politica reggina e dare soddisfazione a tutti coloro che auspicavano lo scioglimento del Consiglio Comunale di Reggio Calabria.
Mi viene da pensare a tutte le persone oneste che mi hanno votato, supportato e che ho sempre rappresentato con coscienza ed onestà e che oggi sono legittimate a pensare che io sia un componente di un sistema Politico Amministrativo “mafioso”.
Mi sento profondamente offeso ed amareggiato: la decisione del Consiglio dei Ministri, non può che farmi perdere la fiducia nella giustizia umana che colpisce indiscriminatamente tutti, fortunatamente però sono un uomo di fede e spero che una illuminazione divina intervenga, affinchè si possa fare veramente chiarezza, senza fare di tutta l’erba un fascio al fine di ottenere quella pulizia auspicata da tutti gli amministratori e dalle persone oneste, e dare così dignità ad una città, oggi così mortificata.
Ex Consigliere Comunale UDC
Vincenzo Roberto Leo
Reggio Calabria 12 Ottobre 2012. Rispetto, ma non condivido la decisione della Ministra Cancellieri che sà di giustizia sommaria e che invece di colpire solamente i responsabili della situazione che si è andata a creare negli anni nell’Amministrazione Comunale reggina, sciogliendo l’attuale Consiglio Comunale non ha tutelato chi, come lo scrivente, nei fatti esaminati risulta estraneo e che si trova per la prima volta a ricoprire il ruolo di Consigliere Comunale.
Un’Amministrazione composta da molte persone che, come il sottoscritto avevano costruito la propria immagine politica partendo dal basso e svolgendo la propria attività al servizio quotidiano dei cittadini.
Un’azione tesa alla risoluzione delle varie problematiche nel rispetto della correttezza e della legalità.
Oggi, con amarezza mi sento dire che facendo parte di questa Amministrazione Comunale sono contiguo alla criminalità organizzata e non una persona perbene come credo di essere.
Quello che mi ha ulteriormente lasciato basito è il chiarimento della Ministra Cancellieri, che ha ascritto a questa Amministrazione la responsabilità della contiguità mafiosa, mentre la stessa non ha potuto operare liberamente essendo stata gestita da una commissione d’accesso dopo sei mesi dalla sua nascita.
In un intervento precedente, avevo auspicato che le colpe dei padri non ricadessero sui figli ma purtroppo così non è stato. Invece, l’Amministrazione di cui faccio parte, finisce con il pagare le colpe di tutti i suoi predecessori come fosse un agnello sacrificale che viene immolato per purificare la classe politica reggina e dare soddisfazione a tutti coloro che auspicavano lo scioglimento del Consiglio Comunale di Reggio Calabria.
Mi viene da pensare a tutte le persone oneste che mi hanno votato, supportato e che ho sempre rappresentato con coscienza ed onestà e che oggi sono legittimate a pensare che io sia un componente di un sistema Politico Amministrativo “mafioso”.
Mi sento profondamente offeso ed amareggiato: la decisione del Consiglio dei Ministri, non può che farmi perdere la fiducia nella giustizia umana che colpisce indiscriminatamente tutti, fortunatamente però sono un uomo di fede e spero che una illuminazione divina intervenga, affinchè si possa fare veramente chiarezza, senza fare di tutta l’erba un fascio al fine di ottenere quella pulizia auspicata da tutti gli amministratori e dalle persone oneste, e dare così dignità ad una città, oggi così mortificata.
Ex Consigliere Comunale UDC
Vincenzo Roberto Leo

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