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Arena, esprimero' mio pensiero in maniera serena e ponderata.
REGGIO CALABRIA 11 Ottobre 2012 - ''Mi riservo di esprimereil mio pensiero in maniera serena e ponderata sulla documentazione prodotta dalla e sullaproposta avanzata dal Ministro dell'interno al Consiglio deiMinistri''. Lo ha detto il sindaco di Reggio Calabria, Demetrio Arena che oggi terra' una conferenza stampa alle 17,00.
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| Demetrio Arena. |
LEONIA, IL VERO AFFARE ERA LA MANUTENZIONE DEI MEZZI - La manutenzione dei mezzi meccanici della società Leonia, partecipata del Comune di Reggio Calabria, era il vero e proprio affare della cosca della 'ndrangheta Fontana. E' quanto emerso dalle indagini di polizia e Guardia di Finanza che stamane hanno portato all'arresto del direttore operativo della società Leonia e di altre sette persone tutti esponenti della cosca. La famiglia Fontana è titolare della società Semac alla quale è stata affidata la manutenzione dei mezzi della Leonia. La manutenzione dei mezzi, secondo gli investigatori, ha garantito alla cosca Fontana un costante flusso di denaro. I collaboratori di giustizia sostengono che il denaro ricavato dall'attività era diventato un 'fondo cassa' a disposizione delle cosche reggine. Una sorta di "rimessa di denaro contante" proveniente dall'acquisto sovra stimato di pezzi di ricambio e componenti meccanici dei mezzi utilizzati nel 'Comparto rifiuti' che, attraverso un sistema di fatture gonfiate, venivano sostituiti dalla Semac con assoluta facilità e senza una preventiva autorizzazione della Leonia, registrando altissimi costi aziendali.
PENTITI SVELANO SISTEMA DI FATTURE GONFIATE - Tre collaboratori di giustizia, Nino Lo Giudice, Roberto Moio e Consolato Villani, hanno svelato il sistema di fatture gonfiate utilizzato dalle cosche della 'ndrangheta nella societa' Leonia. I tre pentiti sono state sentiti in diverse occasioni dai magistrati della Dda di Reggio Calabria e le loro dichiarazioni sono state poi riscontrate attraverso una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali. Durante gli interrogatori i collaboratori di giustizia hanno raccontato anche vicende relative alla società. Verso la fine del 2007 e gli inizi del 2008, la società Leonia è stata, secondo i pentiti, al centro di un passaggio storico di consegne che ha segnato la fine del 'governo' della cosca Fontana con il subentro delle famiglie De Stefano-Tegano-Condello. Secondo quanto riferito da Nino Lo Giudice e da Consolato Villani, per volere di Pasquale Condello, Giovanni Fontana e la sua cosca non doveva 'prendere niente' perché aveva già avuto la "manutenzione della Leonia" e nonostante ciò "non dava conto a nessuno" motivo per cui, a seguito di una riunione tra Pasquale Condello, Giuseppe De Stefano e Giovanni Tegano fu deciso di agire nei confronti di Giovanni Fontana attraverso alcune intimidazioni ai compattatori della società. In particolare gli episodi avvennero il 9, 13 e 16 gennaio del 2008.
CONSIGLIERE ACCUSATO DI ESSERE REFERENTE COSCA - Referente politico della cosca Caridi all'interno del Comune di Reggio Calabria: questa l'accusa mossa al consigliere Giuseppe Plutino (poi sospeso), prima dell'Udc e poi del Pdl, in carica da tre legislature, arrestato nel dicembre 2011 per concorso esterno in associazione mafiosa e oggetto dell'accertamento antimafia sul Comune. Plutino, secondo l'accusa, avrebbe garantito la copertura politica alla cosca venendo gratificato con i consensi elettorali.
COSCA IN SOCIETA' PARTECIPATA - Una società partecipata dal Comune infiltrata dalla 'ndrangheta. E' quanto emerso da un'inchiesta della Dda di Reggio Calabria sulla Multiservizi. La Multiservizi è finita nell'occhio del ciclone dopo l'arresto, nel 2011, dell'allora direttore operativo Giuseppe Rechichi, accusato di associazione mafiosa e ritenuto il prestanome della cosca Tegano nella società. A Rechichi, condannato nel luglio scorso a 16 anni di reclusione, il 31 luglio è stata poi notificata un'altra ordinanza di custodia cautelare nell'ambito di un'operazione nel corso della quale è stato arrestato un ex consigliere comunale di centrodestra, Dominique Suraci, al quale avrebbe garantito un apporto elettorale proprio in virtù del suo ruolo all'interno della Multiservizi. La società è stata sciolta dal Comune nel luglio scorso dopo che la Prefettura ha negato la certificazione antimafia al socio privato per avere accertato tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata.

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